HomeAttualitàNuove restrizioni sugli aiuti umanitari in Sudan

Nuove restrizioni sugli aiuti umanitari in Sudan

Le Forze di Supporto Rapido (RSF), gruppo paramilitare sudanese in guerra con l’esercito regolare, stanno imponendo nuove limitazioni alla distribuzione degli aiuti umanitari nelle aree sotto il loro controllo, comprese quelle colpite dalla carestia. Questa mossa coincide con i tentativi della RSF di instaurare un governo rivale nel Sudan occidentale, nonostante stia perdendo terreno nella capitale Khartoum.

Secondo quanto riportato da operatori umanitari, la RSF ha iniziato a richiedere tariffe più elevate e un maggiore controllo su aspetti operativi come l’assunzione di personale locale e le disposizioni di sicurezza. Queste richieste, simili a quelle delle autorità legate all’esercito, limitano ulteriormente l’accesso alle zone colpite.

L’Agenzia per gli Affari Umanitari e le Operazioni (SARHO), che supervisiona gli aiuti per la RSF, ha emesso direttive che richiedono alle organizzazioni umanitarie di registrarsi con un “accordo di cooperazione” e di stabilire operazioni indipendenti nelle regioni controllate dalla RSF. Nonostante SARHO abbia accettato di sospendere queste direttive fino ad aprile, i gruppi di aiuto sostengono che le restrizioni persistono.

La situazione sta mettendo a rischio centinaia di migliaia di vite nella regione del Darfur, dove molti sono già sfollati a causa di conflitti precedenti. Gli operatori umanitari accusano i combattenti della RSF di saccheggiare le forniture di aiuti durante la guerra in corso, che dura da oltre due anni.

Il conflitto ha generato quella che le Nazioni Unite definiscono la più grave crisi umanitaria al mondo, con circa la metà della popolazione sudanese che soffre di fame acuta, principalmente nelle aree controllate o minacciate dalla RSF. Oltre 12,5 milioni di persone sono state sfollate a causa del conflitto.

Le organizzazioni umanitarie si trovano di fronte a un “dilemma impossibile”: se non si registrano con SARHO, rischiano ritardi arbitrari e negazione dei permessi di viaggio; se si conformano, potrebbero subire sanzioni da parte del governo e dei suoi alleati.

Mentre entrambe le parti in conflitto negano di ostacolare l’assistenza umanitaria, la situazione sul campo rimane critica. In particolare, le restrizioni hanno colpito duramente le aree colpite dalla carestia intorno ad al-Fashir, l’ultimo baluardo dell’esercito nel Darfur, e nella vicina Tawila, dove molti hanno cercato rifugio.

La comunità internazionale guarda con crescente preoccupazione all’evolversi della situazione, mentre milioni di sudanesi continuano a soffrire le conseguenze di questo conflitto prolungato e della crisi umanitaria che ne deriva.

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Laura Antonelli
Laura Antonellihttps://www.alground.com
Esperta di diritto sul web e del mondo Microsoft, Antonella fa parte di importanti associazioni internazionali per la sicurezza delle reti e l'hardening dei sistemi.
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