16 Giugno 2026
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Stati Uniti e Cina, nuovi accordi sui dazi


In una svolta attesa dai mercati globali, Stati Uniti e Cina hanno raggiunto un accordo temporaneo per ridurre reciprocamente le tariffe doganali, alleggerendo una guerra commerciale che durava da sette anni e minacciava di innescare una recessione mondiale. Lโ€™intesa, definita โ€œstoricaโ€ dal Segretario al Tesoro americano Scott Bessent, prevede un taglio immediato dei dazi del 115% su entrambi i fronti, con effetti a partire da mercoledรฌ 14 maggio.

I numeri dellโ€™accordo

Secondo i dettagli resi noti a Ginevra, dove i negoziatori si sono incontrati per due giorni, Washington abbatterร  le tariffe aggiuntive imposte ad aprile 2025 dal 145% al 30% su beni cinesi per un valore di 200 miliardi di dollari, mantenendo un dazio base del 10% ereditato da precedenti amministrazioni. Pechino, dal canto suo, ridurrร  i propri dazi dal 125% al 10% su prodotti statunitensi equivalenti, incluso grano, carne bovina e componenti elettronici. La tregua durerร  90 giorni, durante i quali le parti valuteranno lโ€™impatto economico e negozieranno ulteriori alleggerimenti.

โ€œAbbiamo rappresentato entrambi i nostri interessi nazionali con successoโ€, ha dichiarato Bessent nel briefing congiunto con il rappresentante commerciale Jamieson Greer. โ€œNessuno dei due Paesi vuole un disaccoppiamento: i dazi elevati equivalgono a un embargo, e non รจ questa la direzioneโ€. Il segretario ha inoltre annunciato lโ€™istituzione di un forum permanente di consultazione, con incontri bisettimanali alternati tra USA, Cina e Paesi terzi come Singapore, per gestire le dispute commerciali.

La notizia ha scatenato unโ€™ondata di ottimismo sui mercati finanziari. Il dollaro si รจ rafforzato dello 0,8% contro lo yen e lโ€™euro, mentre i futures sullโ€™indice S&P 500 sono saliti dellโ€™1,4%, trascinati dai titoli tech e industriali. In Europa, le azioni di Maersk sono schizzate del 12%, dopo che la compagnia danese aveva lamentato un crollo del 40% nei volumi di container transatlantici a causa della guerra commerciale5. Anche i colossi del lusso LVMH e Kering hanno registrato rialzi superiori al 6%, specchio delle aspettative su una ripresa degli acquisti cinesi.

โ€œIl risultato supera le attese: prevedevo un taglio al 50%โ€, ha commentato Zhiwei Zhang, capoeconomista di Pinpoint Asset Management a Hong Kong. โ€œOra gli investitori temono meno le interruzioni delle catene di approvvigionamento, almeno nel breve termineโ€. Tuttavia, gli analisti avvertono che le tariffe residue del 10% continueranno a gravare su settori strategici come semiconduttori, acciaio e farmaci, con un deficit commerciale USA-Cina ancora fermo a 295 miliardi di dollari.

Il retroscena: dal โ€œLiberation Dayโ€ alla tregua lampo

Lโ€™accordo arriva dopo mesi di escalation culminati lo scorso aprile con il cosiddetto โ€œLiberation Dayโ€, quando il presidente Donald Trump aveva imposto dazi del 145% sul 60% delle importazioni cinesi, definendolo โ€œun regalo agli operai americaniโ€. Una mossa che aveva spinto Pechino a bloccare le esportazioni di terre rare essenziali per lโ€™industria bellica statunitense e ad alzare al 125% i dazi su 300 prodotti USA, dal grano del Midwest ai Boeing.

Secondo fonti vicine ai negoziati, la svolta รจ maturata grazie alla mediazione informale della Svizzera, che ha ospitato gli incontri nella residenza privata dellโ€™ambasciatore elvetico allโ€™ONU, affacciata sul lago di Ginevra. โ€œIl setting ha favorito un dialogo costruttivoโ€, ha riconosciuto Bessent, sottolineando il tono โ€œamichevole ma fermoโ€ dei colloqui.

Le ombre sul futuro: dal fentanyl alla competizione tecnologica

Nonostante i progressi, restano nodi irrisolti. Il rappresentante commerciale Greer ha confermato che le trattative sul contrasto al traffico di fentanyl, una delle giustificazioni iniziali di Trump per i dazi, proseguiranno su un binario separato, senza garanzie immediate. Intanto, Pechino ha giร  avvertito: โ€œSe non ci saranno ulteriori progressi entro agosto, le tariffe torneranno ai livelli precedentiโ€.

Cโ€™รจ poi la questione della guerra tecnologica. Lโ€™accordo non menziona le restrizioni USA sulle esportazioni di chip avanzati verso la Cina, nรฉ i sussidi cinesi alle aziende di energia rinnovabile, considerati โ€œpratiche slealiโ€ da Washington. โ€œQuesta รจ una tregua, non una paceโ€, sintetizza Rebecca Strauss del Council on Foreign Relations. โ€œIl conflitto strategico resta intatto, e con esso i rischi di nuove escalationโ€.

Prossimi appuntamenti: luglio 2025 come banco di prova

I negoziatori si incontreranno di nuovo entro fine luglio per valutare lโ€™efficacia dellโ€™accordo. Nel frattempo, lโ€™attenzione si sposta sul voto di midterm statunitense di novembre, dove Trump punta a capitalizzare il successo della tregua per riconquistare il Congresso. Ma per milioni di imprese e lavoratori colpiti dai dazi, il vero test arriverร  il 14 agosto, quando scadrร  la finestra dei 90 giorni. In caso di fallimento, le tariffe torneranno ai massimi storici, riaccendendo lo spettro della recessione globale.

Alex Trizio
Alex Triziohttps://www.alground.com
Da sempre appassionato di informatica e nuove tecnologie. Si avvicina al mondo dellโ€™open source e partecipa attivamente allo sviluppo del sistema operativo Linux, approfondendo sempre di piรน il settore di sviluppo e ingegneria software, collaborando con aziende statunitensi. Contemporaneamente, avvia e amplia studi sulla comunicazione e sul comportamento sociale e della comunicazione non verbale. Questi progetti lo portano a lunghe collaborazioni allโ€™estero, tra USA e Israele, dove approfondisce le interazioni fra software ed essere umano, che sfociano nella specializzazione in intelligenza artificiale. I molti viaggi in Medio Oriente aumentano la passione per la politica e la geopolitica internazionale. Nel 2004, osserva lo sviluppo dei social network e di una nuova fase del citizen journalism, e si rende conto che le aziende necessitano di nuovi metodi per veicolare i contenuti. Questo mix di elevate competenze si sposa perfettamente con il progetto di Web Reputation della madre, Brunilde Trizio. Ora Alessandro รจ Amministratore e Direttore strategico del Gruppo Trizio.
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