Il governo chiede fino a 29 miliardi di deficit in più per energia e difesa nel 2027 e nel 2028. L’8 ottobre la Commissione europea ha dato parere positivo. Ma quella cifra non si trova in nessuna cassa: è un permesso a indebitarsi, legato a passaggi ancora aperti e a un solo decimale di deficit.
Apri le schede per seguire il percorso dei 29 miliardi, da Palazzo Chigi a Bruxelles.
Il 2 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di finanza pubblica. È la cornice della manovra 2027, proposta dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
Il governo chiede circa 29 miliardi di deficit aggiuntivo nel biennio 2027-2028 (Agi, Il Fatto Quotidiano). Metà va all’energia, metà alla difesa.
L’8 ottobre la Commissione europea ha espresso una valutazione positiva sulla richiesta italiana, inviata a settembre (Eunews, Italpress).
La cifra diventa spesa solo dopo tre passaggi. Nessuno dei tre è ancora concluso.
- Il Parlamento deve autorizzare lo scostamento a maggioranza assoluta, come prevede l’articolo 81 della Costituzione. Il voto in Aula è atteso il 13 ottobre.
- Il Consiglio dell’Ue ha poi un mese per il via libera definitivo, ha spiegato il portavoce della Commissione Balazs Ujvari. Fonti europee citate dall’ANSA indicano l’Ecofin di novembre.
- Solo allora la legge di bilancio può trasformare il margine in misure. Ogni euro speso sarà debito nuovo, non una risorsa già incassata.
Per la Commissione, nel caso italiano la clausola non mette a rischio la sostenibilità delle finanze pubbliche. Secondo Ujvari non annuncia un cambio di rotta fiscale.
Giorgetti ha chiesto una manovra prudente. Ha anche ridotto la quota per la difesa rispetto alle ipotesi circolate a settembre.
La lettura più esigente arriva dalle imprese. Il 9 ottobre a Modena Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, ha indicato la crescita come punto centrale della manovra (ANSA).
Orsini ha chiesto un piano industriale con una visione e un piano di rilancio per il dopo Pnrr. Sull’energia ha giudicato insufficiente il lavoro fatto dall’Europa. La domanda si sposta così dalla quantità di deficit al suo impiego.
Agi indica il deficit programmato del 2027 al 3,4% del Pil. Il Fatto Quotidiano e Il Giornale d’Italia riportano invece il 3,5%.
Anche la ripartizione del 2028 tra energia e difesa resta poco definita. Una delle sintesi disponibili parla di una quota complessiva da suddividere, senza cifre per settore.
Soprattutto, nessuna fonte dice quanta parte del margine il governo userà davvero nel 2027. È il dato che decide tutto il resto. Lo fisserà solo il testo della manovra.
DECIMALE
Il Documento stima il deficit del 2026 al 2,9% del Pil (Agi, Ipsoa).
La soglia europea è il 3%. A settembre l’Istat ha certificato il deficit 2025 al 3,1%, e l’Italia è rimasta nella procedura per deficit eccessivo.
Secondo la Commissione, la clausola non impedisce l’uscita nella primavera 2027. La condizione è che il deficit 2026 resti sotto soglia.
Il Post ha spiegato il risvolto: per un Paese in procedura, le spese per difesa ed energia continuano a pesare sul deficit. Usarle per intero rischia di rinviare l’uscita.
Il governo annuncia interventi per famiglie, studenti, imprese, amministrazioni e infrastrutture. Tra gli esempi, il trasporto pubblico per gli studenti e il sostegno alle rinnovabili.
Sono indirizzi, non provvedimenti. Importi, beneficiari e tempi arriveranno con la legge di bilancio, attesa alla Camera entro il 20 ottobre.
Resta da capire quanta parte dei fondi per l’energia andrà a sostegni immediati e quanta a investimenti di lungo periodo. È questa la scelta tra subito e dopo che il governo deve ancora compiere.
