L’Italia sta chiudendo il tredicesimo pacchetto di aiuti militari a Kiev, il primo del 2026. Secondo Reuters, il ministro Crosetto lo presenterà al Copasir la prossima settimana. Il contenuto resta segreto, come sempre. Il nodo è il calendario: l’autorizzazione del Parlamento scade a fine anno, e nessuno ha ancora detto cosa succederà dopo.
Sei passaggi per capire perché un decreto pronto da luglio arriva solo adesso, e cosa resta aperto.
Il 5 novembre Reuters ha riferito, citando due fonti, che l’Italia sta finalizzando un nuovo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina. Sarebbe il tredicesimo dal 2022 e il primo del 2026.
Secondo l’agenzia, il ministro della Difesa Guido Crosetto lo illustrerà al Copasir il 10 novembre. Il 2 novembre il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva confermato che il pacchetto era in preparazione.
Il dodicesimo porta la data del 14 novembre 2025, secondo il portale della Camera dei deputati.
Il pacchetto era pronto da luglio, secondo la ricostruzione di Repubblica ripresa da Anadolu. Il Copasir era stato preavvisato per il 5 agosto, poi la riunione è saltata.
Repubblica descrive una serie di slittamenti: a settembre, poi dopo il congresso della Lega, poi dopo il voto americano di metà mandato. Il congresso del 25 ottobre ha riconfermato Matteo Salvini, contrario a nuove forniture.
Il governo non ha mai confermato il legame con le elezioni statunitensi. Ad agosto Crosetto aveva spiegato che un pacchetto nasce solo da materiali disponibili e richiesti da Kiev.
La Lega si oppone a nuove consegne di armi, riferisce Reuters. Il vicesegretario Roberto Vannacci, a dicembre, aveva parlato di una guerra «che non si vince».
La critica più solida però non è ideologica, è nei sondaggi. Secondo una rilevazione Ixè pubblicata dal Fatto Quotidiano a settembre, solo il 18% sostiene gli aiuti militari a oltranza.
Crosetto non lo nega. Alla BBC, a ottobre, ha riconosciuto che la maggioranza degli italiani è contraria. Ha aggiunto che un governo non può seguire l’opinione pubblica quando la ritiene in errore.
Il contenuto è classificato e il valore non è stato comunicato. Le ricostruzioni divergono.
Le fonti di Reuters parlano di possibili intercettori Aster per il sistema antiaereo SAMP/T. Il sito ucraino United24 ha indicato anche quattro batterie SAMP/T di nuova generazione e sette radar. Anadolu riferisce di un accordo con Parigi per concedere a Kiev la licenza di produzione dell’Aster 30.
Divergono anche le versioni politiche. Fanpage scrive che le riserve della Lega sono state superate. Repubblica descrive il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ancora esitante.
31.12.2026
Le cessioni a Kiev sono autorizzate dal decreto-legge 201 del 31 dicembre 2025, convertito dalla legge 27 del 2026. L’autorizzazione vale fino al 31 dicembre 2026.
Ogni pacchetto è un decreto del ministro della Difesa, con Esteri ed Economia. L’elenco dei materiali è un allegato classificato dello Stato maggiore. Prima dell’adozione il ministro è audito dal Copasir.
Nel testo del decreto, su richiesta della Lega, è entrata una clausola di priorità. Riguarda mezzi logistici, sanitari, civili e di difesa da attacchi aerei, missilistici e con droni.
Il tredicesimo pacchetto arriva con meno di due mesi di autorizzazione residua. Reuters scrive che non è chiaro se Giorgia Meloni chiederà al Parlamento di prorogarla al 2027.
Le elezioni politiche sono previste entro il 2027. Crosetto stesso ha detto alla BBC che l’approvazione diventerà più difficile con l’avvicinarsi del voto.
Sui costi, il dossier della Camera ricorda un rimborso parziale europeo tramite lo Strumento europeo per la pace. Per chi legge, oggi non cambia nulla. Cambierebbe se a fine anno la proroga non arrivasse.
