Può capitare che il vostro portatile si riscaldi troppo e mantenga alta la temperatura per tutto il tempo in cui lo usate. E’ una cosa che vi preoccupa e non potete far a meno di pensare a una soluzione per il raffreddamento del pc. Purtroppo non siete gli unici a cui è capitato, anzi per i possessori di un notebook questa non è affatto una novità.
Raffreddamento del pc? ecco i trucchi per evitare il surriscaldamento
Assemblare e tenere insieme tutte le parti di un computer in un piccolo spazio comporta spesso la riduzione dello spazio del sistema che regola il flusso di aria, e così il pc tende a riscaldarsi troppo, e il calore si percepisce più del normale soprattutto in quelli con scocca in alluminio. Il fatto che un computer si surriscaldi non vuol dire necessariamente che stia avendo dei problemi e sia pronto alla rottamazione.
Determinare se il computer è surriscaldato o esce solo aria calda
I Mac hanno un meccanismo di spegnimento d’emergenza che si attiva quando i sistemi di raffreddamento del pc non riescono a tenere a bada l’alta temperatura
Tutti i laptop si riscaldano ma bisogna capire se la temperatura è nella normalità. Se il vostro computer portatile si sta spegnendo, la schermata si oscura o dà gravi rallentamenti, allora avete un problema molto più grande. In questo caso pensare a qualche tecnica per il raffreddamento del pc non basta, occorre portarlo in un centro di riparazione e capire se il danno è riparabile o meno.
I Mac hanno un sistema di protezione che fa spegnere il notebook prima che raggiunga temperature pericolose per il sistema. In questo caso è semplice capire che si tratta di surriscaldamento perché il computer si arresta in modo imprevisto.
Questa funzione di protezione non è nativa nei sistemi Windows, ma si può comunque usufruire di un programma come Core Temp Monitor CPU per avere lo stesso risultato. In ogni manuale d’uso del computer sono indicati i limiti di sicurezza della temperatura, prendete nota di questi valori e inseriteli in Core Temp sotto Opzioni> Protezione da surriscaldamento. E’ possibile impostare un messaggio di popup che si aprirà ogni volta che la temperatura supererà il limite. Se il messaggio non comparirà allora non c’è il rischio di surriscaldamento.
Come mantenere basse le temperature nel vostro notebook
Anche se il computer non raggiunge il livello di surriscaldamento, il fatto che mantenga una temperatura calda al tatto non è sempre l’ideale. Per ovviare questo fastidioso problema è possibile usare degli accorgimenti che possono aiutare il raffreddamento del pc.
È importante fare manutenzione alla ventola di raffreddamento del pc
1. Controllare e mantenere pulita la ventola
Quando la temperatura del pc rimane calda per troppo tempo, provate a mettere la mano davanti alle aperture della ventola. Se riuscire a sentire il soffio d’aria allora il sistema di ventilazione è perfettamente funzionante, se invece sentite un soffio molto leggero è possibile che vi sia polvere in eccesso o addirittura danni fisici alla ventola. Se siete capaci e sicuri di quello che fate, potete smontare l’alloggio della ventola e pulirla se è sporca oppure sostituirla se è rotta.
2. Se fa caldo tenetelo al riparo da calore esterno
Con l’avvicinarsi dell’estate, le alte temperature contribuiscono a mantenere alta la temperatura del pc, e anche se questo non si surriscalda regolarmente potrebbe comunque avere dei danni a causa delle temperature estive superiori ai 35°C. Tenete il pc all’ombra lontano dai raggi del sole altrimenti il disco rigido e la batteria potrebbero subire danni irreparabili.
Per aumentare il flusso d’aria che partecipa al raffreddamento del pc è consigliabile utilizzare una base di supporto
3. Procuratevi un appoggio da scrivania
Il pc portatile ha una struttura piatta progettata per appoggiare bene su una superficie piana. Per migliorare il raffreddamento del pc è utile mantenerlo sollevato usando per esempio dei piedini in gomma che permettono al pc di avere un maggiore flusso d’aria. Se siete seduti e tenete il pc sulle gambe, è da preferire di gran lunga la posizione a gambe incrociate che lascia più libero il pc.
4. Controllate la velocità della ventola
Il corretto funzionamento del sistema di raffreddamento del pc è importante ai fini del funzionamento generale del computer. Un ottimo strumento per tenere sotto controllo il funzionamento della ventola è installare un programma come SpeedFan (per Windows) o smcFanControl (per OS X).
5. Tenete d’occhio i processi che richiedono maggiore potenza
Per evitare il surriscaldamento del vostro pc è utile tenere sotto controllo l’esecuzione di processi che richiedono troppa potenza e che spremono al massimo la CPU che già ad alte temperature tende a stressarsi maggiormente. Anche il caricamento di un sito web con Flash rientra tra i processi da tenere sotto controllo, e il rimedio in questo caso è utilizzare un FlashBlock nel browser in modo da caricare i video Flash solo quando effettivamente si desidera. I giochi per computer e i programmi di codifica video come Handbrake richiedono l’utilizzo eccessivo della CPU e quindi è meglio usarli solo su un pc desktop.
Se sentite la ventola girare in modo eccessivo e troppo rumoroso aprite il task manager per vedere se qualcosa sta impegnando la CPU più del solito. In Windows, potete farlo premendo Ctrl + Shift + Esc, su un Mac invece, aprite Activity Monitor / Applicazioni / Utility. Il consiglio più importante che vi permetterà di mantenere un buon raffreddamento del pc è di tenerlo lontano dal corpo, non utilizzatelo sulle gambe e soprattutto non usatelo mai appoggiato su coperte o cuscini.
Gli ultrabook come il Lenovo IdeaPad U430 Touch sono la soluzione ideale per gli utenti che vogliono spendere poco ma avere delle buone prestazioni, e per coloro che stanno sempre fuori casa. Con uno schermo touch screen da 14 pollici adalta risoluzione, un processore Intel Core i5-4200U, 4 GB di RAM e una memoria di 500GB + 16GB HDD + SSD, il Lenovo U430 Touch è un computer portatile in grado di soddisfare facilmente una buona fetta di mercato. Insomma, il Lenovo IdeaPad U430 Touch è stato definito dagli esperti del settore “una ottima scelta”.
Design e caratteristiche del Lenovo IdeaPad U430
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L’U430 è un ultrabook abbastanza elegante, con una finitura metallica opaca, dal coperchio grigio grafite ed una tastiera argento brillante. La cornice nera intorno allo schermo da 14 pollici e i tasti neri retroilluminati donano il giusto contrasto di colore. Le misure del telaio di Lenovo IdeaPad sono di 337 x 234 x 5 e 20,8 mm (HWD) e pesa 1,89 kg. Proprio il peso è il uno dei fattori più importanti per l’utente che vuole un ultrabook, ed è davvero basso per la sua categoria: circa mezzo chilo più leggero degli ultrabooks top di gamma, come l’Asus VivoBook S400CA-UH51 e l’Acer Aspire M5-481PT-6644.
Schermo da 14 pollici con risoluzione di 1600×900 pixel
Uno dei grandi vantaggi del Lenovo IdeaPad U430 Touch rispetto a dispositivi come l’Acer Aspire M5-583P-6428, l’Asus S400CA-UH51 e l’ Acer M5-481PT-6644 è che lo schermo da 14 pollici ha una risoluzione di 1600×900 pixel, molto più chiara rispetto alla 1366×768 pixel posseduta dagli altri ultrabook.
Questo significa che la qualità sarà estesa anche ai video in risoluzione 1080p HD, oltre ad avere una miglior visualizzazione quando si lavora su documenti word o fogli di calcolo. Come gli altri della categoria, l’U430 Touch ha uno schermo multi-touch a 10 punti, che sta diventando fondamentale per tutti i PC che possiedono Windows 8, oltre che su diverse piattaforme di business e di giochi speciali.
Tastiera retroilluminata
La tastiera retroilluminata è davvero comoda da usare e i tasti funzione sono impostati in modalità intelligente a basso consumo. Al posto dei tasti F1-F12 (accessibili al tasto Fn) si trovano le funzioni principali del volume, della modalità aereo e della luminosità dello schermo.
Le porte USB sono posizionate solo su un lato e risultano essere più comode rispetto alle porte posteriori presenti invece negli Acer M5-583P-6428. L’U430 Touch ha una sola porta USB 3.0, due porte USB 2.0, una HDMI, un lettore di schede SD, un jack da 3.5mm e una porta Ethernet.
Porte ed ingressi su un solo lato
È da notare che la porta Ethernet è presente anche se il telaio è spesso solo 0,81 pollici e sarà sicuramente utile negli ambienti dove ancora non è presente la rete Wi-Fi, come scuole o uffici. Per quanto riguarda gli altoparlanti e la diffusione sonora, Lenovo IdeaPad U430 possiede una buona qualità del suono che darà i migliori risultati in un ambiente tranquillo, piuttosto che in una sala rumorosa o in una caffetteria.
Il Lenovo IdeaPad U430 Touch è dotato di un sistema integrato con programmi di casa Lenovo installati direttamente dal produttore: si tratta in particolare delle applicazioni come base-Dragon Lenovo Voice Control e Lenovo Motion Control che permettono agli utenti di interagire con il PC in modi tradizionali e non. Le stesse prestazioni possono variare in base alle vostre esigenze di utilizzo del PC. Controllo vocale e controllo del movimento ad oggi funzionano un pò meglio sui tablet e smartphone Lenovo.
Alcune applicazioni come Evernote, Rara e Kindle sono già installate dal produttore. L’applicazione Nitro Pro 8 PDF, il cui funzionamento è simile ad Acrobat Reader, è installata in una versione di prova che richiede la registrazione dopo la scadenza per continuare ad utilizzarla. Come sempre, sta a voi decidere se vale la pena tenere le applicazioni già installate o installarne di nuove. L’importante è sapere che il sistema viene fornito con una garanzia standard di un anno.
Prestazioni
Lenovo IdeaPad U430 touch offre prestazioni di qualità elevata come il suo schermo retroilluminato a LED.
L’U430 Touch è dotato di un processore Intel Core i5-4200U, un comune CPU ultrabook di quarta generazione. Lenovo IdeaPad U430 Touch offre 4 GB di memoria RAM e una unità ibrida (SSHD) che combina 16GB di cache di memoria flash con un disco rigido da 500 GB 5.400 rpm SATA per una maggiore velocità ed efficienza. Come la maggior parte degli ultrabook, il sistema si avvia rapidamente e programmi come Photoshop CS6 e Handbrake girano velocemente su IdeaPad U430, con tempi di risposta poco sopra la media.
Il prodotto è risultato quai il leader della categoria per durata della batteria: 7 ore e 42 minuti. L’unico dispositivo che supera questo risultato è l’Acer M5-583P-6428, che vince di soli otto minuti il Lenovo U430, e in un batter d’occhio ci si rende conto che i due sistemi, in base all’utilizzo, possono durare molto se non un’intera giornata lavorativa. La maggior parte degli altri ultrabook entry-level con processori Core di terza generazione sono in grado di resistere solo 4 o 5 ore nelle stesse condizioni di utilizzo.
Grazie alla combinazione tra usabilità e risparmio energetico, lo schermo ad alta risoluzione assicura una qualità di immagini eccellente e il potente processore offre grandi prestazioni anche dopo intensi utilizzi del pc. Con uno spazio di archiviazione abbastanza capiente, il Touch Lenovo IdeaPad U430 possiede le migliori prestazioni rispetto agli ultrabook come l’Asus VivoBook S400CA-UH51 e l’Acer Aspire M5-481PT-6644. Per chi desidera un computer portatile a un prezzo medio il Lenovo IdeaPad U430 Touch è la nostra scelta consigliata, in quanto risulta essere tra i migliori ultrabook entry-level.
Virtual Network Computing (disponibile per diverse piattaforme) è un’applicazione che permette il controllo a distanzadi computer da qualsiasi dispositivo e qualsiasi luogo del pianeta, a patto ovviamente che disponga di una connessione internet. VNC è semplice da installare, configurare ed è multipiattaforma: è disponibile per Windows 8 e OS X Yosemite, su computer Desktop e dispositivi mobile come iPhone, iPad e tablet Windows. Per esempio, potreste trovarvi a casa di un amico e allacciarvi alla sua rete wireless con il vostro iPhone per controllare da remoto il vostro Mac, attraverso internet.
Controllo a distanza di OS X? Possibile con l’app VNC
VNC sfrutta l’interfaccia grafica per ricevere le istruzioni impartite dall’utente e permettere il controllo a distanza
In poche parole VNC sfrutta l’interfaccia grafica per ricevere le istruzioni impartite dall’utente, le trasforma in dati e le spedisce al dispositivo che si desidera controllare. Il dispositivo remoto, in questo modo, invia i movimenti del mouse e le pressioni dei tasti esattamente come se ci foste seduti davanti. Alcune reti sono dotate di proxy e firewall che potrebbero interferire con le operazioni di VNC.
In ogni caso, controllare da remoto un computer protetto da firewall è comunque possibile ma è necessario assicurarsi che il firewall stesso (inclusi quelli integrati dei router) sia configurato correttamente in modo da consentire l’accesso attraverso VNC. Dal momento che le procedure variano da un produttore all’altro, per questa operazione si consiglia di fare sempre riferimento ai manuali forniti dai produttori dei router per consentire la creazione di una connessione VNC sicura.
Come creare una connessione con VNC e attivare il controllo a distanza
Per creare attivare il controllo a distanza è possibile utilizzare la funzione di condivisione dello schermo.
Per creare una connessione remota da un Mac a un altro e attivare il controllo a distanza, è possibile utilizzare la funzione di condivisione dello schermo. In alternativa, sarà possibile controllare un Mac anche da un PC Windows o da una versione di OsX precedente a Yosemite. Dopo aver attivato la condivisione dello schermo nel pannello Condivisione Preferenze di Sistema, è possibile seguire questa procedura per avviare una connessione VNC:
Fare clic sull’icona Preferenze di Sistema nel Dock.
Fare clic sull’icona Condivisione per aprire il pannello Preferenze di condivisione.
Fare clic sulla voce Condivisione dello schermo.
Fare clic sul pulsante Impostazioni del computer.
Selezionare la voce “gli utenti VNC possono controllare lo schermo tramite password”.
Fare clic nella casella di testo “password” e inserire una password per VNC.
Fare clic su OK per uscire dalla scheda Impostazioni computer, quindi chiudere la finestra Preferenze di Sistema per salvare le modifiche.
Assicuratevi sempre di creare connessioni VNC protette o, in alternativa, evitate accuratamente di farlo. Una connessione non protetta offrirebbe terreno fertile per qualsiasi hacker o criminale informatico, che potrebbe facilmente assumere il controllo del vostro sistema OS X Yosemite.
Se il vostro Pc o il vostro computer portatile è molto più lento rispetto alle vostre aspettative, vi consigliamo cinque semplici modi per accelerarlo. La prima cosa da fare è pulire il Pc eliminando le applicazioni non utilizzate e rimuovendo i file temporanei che occupano spazio sul disco rigido. Queste sono in genere delle operazioni a cui non si pensa durante le normali attività davanti al PC, ma che possono fare una grande differenza su qualsiasi PC o laptop con riferimento alle prestazioni complessive che si otterranno.
Le soluzioni per pulire il Pc in ambiente Windows possono applicarsi a qualsiasi computer, quindi se volete riordinare il vostro Apple MacBook Pro o il vostro Pc gaming o Windows, continuate a leggere.
Pulire il PC in 5 mosse
Per qualsiasi Pc o laptop non di ultima generazione, tutti i file come documenti, immagini e video memorizzati, non fanno altro che riempire lo spazio sul disco rigido. Questo può rallentare molto le prestazioni del dispositivo in quanto il vostro Pc dovrà lavorare di più per trovare i file e i programmi necessari all’avvio.
Rimuovere i file inutili contribuirà, oltre che a pulire il Pc, a ripristinare le prestazioni iniziali del vostro computer.
Easy Duplicate Finder permette di trovare i file duplicati e pulire il pc
Iniziamo con i file duplicati. Si tratta essenzialmente dei file musicali e dei file immagine: eliminandoli vi accorgerete da subito della notevole differenza di spazio. Il programma Easy Duplicate Finder vi aiuterà in questa operazione utile a pulire il Pc. Installarlo è molto semplice, basta seguire le indicazioni durante il processo di installazione.
Le nuove versioni Windows disponibili oggi, includono anche alcune funzioni per pulire il Pc: svuotamento del cestino, rimozione dei file temporanei e di tutti gli altri file non più necessari. Se disponete di Windows 8 digitate nell’apposito spazio di ricerca “Disk Clean-up“. Fate clic sul risultato e una volta aperto il relativo riquadro, selezionate i file superflui che volete eliminare e procedete. Se possedete invece Windows 7, andate su Start, Tutti i programmi, Accessori e scegliete Utilità di sistema, Pulitura disco.
La procedura guidata vi aiuterà nell’individuare i file possibili da eliminare, permettendovi anche di valutare l’eventuale eliminazione di questi in base allo spazio che essi occupano sul disco rigido. Fate clic su “Visualizza file” prima di eliminarli in modo da essere sicuri sul loro contenuto. Per conservare un file sarà sufficiente rimuovere la spunta di selezione nella casella accanto ad esso. Per procedere con l’eliminazione cliccate su “Clean up”.
Pulire il Pc eliminando i programmi inutilizzati o non più necessari
Un altra operazione utile per pulire il Pc e ottenere un Pc più leggero è quella di rimuovere tutti i programmi che non utilizzate più. Anche in questo caso Windows mette a disposizione un proprio strumento. In Windows 8 lo troverete sotto la voce “Uninstall“, ovvero un programma che vi permetterà di disintallare i programmi già presenti e inutili.
Un altro modo di pulire il Pc è disinstallare i programmi che non si usano
In Windows 7 il percorso da seguire per disinstallare un programma è invece il seguente: Start, Pannello di controllo, Programmi e Disinstalla un programma. In entrambi i sistemi operativi, avrete modo di visualizzare un elenco completo di tutti i programmi attualmente installati sul Pc e lo spazio che essi occupano. Per eliminarli definitivamente dalla memoria, basterà selezionarli e cliccare sul tasto Disinstalla presente nella parte superiore della finestra. Ricordate di utilizzare questa funzione solo per eliminare i programmi non utilizzati e non direttamente collegati con altri programmi indispensabili per il corretto funzionamento del dispositivo.
Gli strumenti di Windows nonostante rimuovano i programmi in modo semplice e piuttosto veloce, non riescono ad eliminare completamente tutte le tracce. Per completare il processo di eliminazione è necessario dunque un ulteriore strumento: il Revo Uninstaller.
Una volta aperto questo programma, nella prima interfaccia, visualizzerete tutti i programmi e basterà un doppio clic sull’icona del programma da eliminare per rimuoverlo completamente. Oltre a questo sarà possibile eseguire la scansione e rimuovere i collegamenti rimanenti o le voci di registro.
Deframmentare il disco rigido
Dopo aver rimosso file e programmi inutilizzati dal vostro Pc, una buona norma sarà quella di comprimere i dati rimanenti in modo che il Pc possa accedere ai dati in maniera più efficiente possibile.
La deframmentazione permette di pulire il pc rimuovendo i vuoti tra i pacchetti dati e accelerando quindi i processi.
Deframmentare il disco rigido è un modo per accelerare il vostro Pc o laptop con sistema operativo Windows. Il risultato di questa operazione che rientra tra quelle per pulire il Pc, sarà il nuovo salvataggio dei dati nel vostro hard disk come se fossero dei piccoli pacchetti di informazioni depositati in luoghi casuali di tutto il disco. Questo però richiede più tempo per trovare e leggere i dati quando Windows analizza il disco rigido.
Grazie alla deframmentazione o compressione, i dati del sistema operativo rimuovono i vuoti tra i pacchetti di dati, spostando tutto più vicino al centro del disco, rendendo così ogni accesso del disco rigido più veloce. La velocità del vostro Pc o laptop dovrebbe essere aumentata anche se in maniera quasi impercettibile. L’unica eccezione a questa operazione è il caso in cui il vostro Pc possieda un SSD. Deframmentare un SSD solo per renderlo veloce? Non farlo!
Per deframmentare l’unità in Windows 7, fare clic sul pulsante Start. Selezionare Tutti i programmi, quindi Accessori. Scegliere Utilità di sistema e selezionare “Utilità di deframmentazione dischi”. Probabilmente il vostro sistema vi chiederà di inserire la password di amministratore. Inseritela dunque e continuate.
Il sistema operativo Windows 8, presente anche nei laptop o nei tablet, generalmente è già programmato per eseguire la deframmentazione con cadenza settimanale, grazie al processo di pianificazione. Quindi, se non avete cambiato le impostazioni, non dovrebbe essere necessario deframmentare. Ma se non siete sicuri di ciò e desiderate controllare lo stato della deframmentazione, potete verificare ed eseguire tutto il processo manualmente aprendo la casella di ricerca e digitando “Deframmenta”. Uno dei risultati sarà “Deframmentare e ottimizzare le unità”. Selezionate quest’ultima.
A questo punto si aprirà una finestra di dialogo con un elenco delle unità presenti sul vostro PC o laptop. Fate clic su Analizza per visualizzare la percentuale di frammentazione. Sarà ncessario deframmentare solo se l’unità presenta un valore superiore al 10 per cento. Se una delle unità è frammentata secondo un valore del 10 per cento o più, fate clic su Deframmenta disco.
Installazione applicazioni di avvio
Non sempre è necessario rimuovere completamente un programma per pulire il Pc e accelerarne le velocità. Basta anche solo rimuoverli semplicemente dal processo di avvio. Molti programmi si avviano infatti automaticamente con l’avvio del Pc, con il vantaggio di averli subito a disposizione nel momento in cui si desidera utilizzarli senza che sia necessario attendere, anche se non sempre questi vengono utilizzati.
Sapete che un Pc con sistema operativo non molto recente ci mette molto più tempo per avviarsi? Ecco, la soluzione è proprio quella di rimuovere i programmi che si avviano insime all’avvio del Pc. Faremo questo processo in Windows 7 e poi in Windows 8.
In Windows 7 digitate “msconfig” nella casella di ricerca del menu Start. Fate clic sulla scheda Avvio nella finestra di configurazione di sistema e deselezionate tutti i programmi che non si desidera avviare all’avvio. Premete Applica e infine Ok. Lo strumento gratuito di analisi “Soluto” offre consigli su quali programmi possono essere disabilitati in tutta sicurezza dal processo di avvio. Questo programma è molto pratico e utile per pulire il Pc, migliora la funzionalità dello strumento di configurazione di sistema consentendo di rinviare alcuni programmi o funzioni subito dopo l’avvio del desktop.
I programmi possono essere disabilitati affinchè non vengano eseguiti all’avvio del Pc, ma attenzione: Windows richiederà alcuni di questi per funzionare correttamente. Aprite dunque in questo caso, services.msc dalla casella di ricerca del menu Start e visualizzerete un elenco dei servizi di avvio, per poi guidarvi verso Nero Viper per identificare quali di questi servizi possono essere ritardati o disattivati momentaneamente.
Disabilitare i programmi non necessari all’avvio del pc aiuta a renderlo più veloce
E’ più facile fermare i programmi che si avviano su Windows 8 quando si avvia il sistema. Come per molte grandi innovazioni in Windows 8, questo richiede di avviare il Task Manager rinnovato. Ci sono diversi modi per farlo.
Tramite ricerca: premere il tasto Windows + Q oppure far apparire la barra Charms e fare clic sull’icona di ricerca, quindi digitare “Task Manager” e premere invio. A questo punto selezionate l’icona Task Manager che viene visualizzata.
In alternativa, all’interno del desktop è possibile fare clic con tasto destro sulla barra delle applicazioni, o premere contemporaneamente Windows Key + X per aprire il menu Start segreto, e selezionare Task Manager. Infine, è possibile utilizzare Ctrl + Alt + Delete e selezionare Task Manager.
Una volta aperto Task Manager, è necessario selezionare la scheda Start-up, ovvero la scheda che elenca tutti i programmi che vengono avviati quando si avvia il Pc, laptop o tablet. Vi dirà anche l’editore di ogni app e l’incidenza sulle prestazioni di avvio indicate come basse, alte o medie. Selezionate i programmi che non si desidera avviare con il Pc e con il tasto destro scegliete disabilita.
In alternativa potete evidenziare il programma e cliccare su Disattiva nell’angolo destro inferiore della finestra. Si può invertire questo processo in qualsiasi momento ripetendo la stessa operazione ma selezionando la voce Abilita al posto di disabilita.
Pulire e organizzare il desktop
Infine, ecco alcuni consigli per rendervi la vita più facile quando si utilizza Windows e si vuole pulire il Pc. Potrete così trovare i file e le cartelle in modo più rapido, indipendentemente dallo stato del vostro Pc o computer portatile.
Per trovare un file velocemente, inserite il suo nome nella casella di ricerca del menu Start o se possedete Windows 8, nella ricerca Charm. Windows 8 possiede un’ottima funzione di ricerca; Windows 7 utilizza invece la funzione Windows Search Assistant che si rivela molto utile. Questo però non ha paragoni con un vero e proprio motore di ricerca desktop, come Copernic: un programma che indicizza l’intero disco rigido libero e permette di trovare il file che state cercando molto più velocemente.
I documenti digitali devono essere conservati in cartelle importanti, non sul desktop. Creare dunque una cartella facendo clic con tasto destro sul desktop e scegliendo Nuovo, quindi Cartella. Verrà nominata inizialmente Nuova Cartella e sarà possibile rinominarla in qualunque momento. Rimuovete dal desktop i collegamenti non utilizzati, questo vi aiuterà a mantenere le cartelle in ordine e organizzate. Quindi, fate clic destro sul desktop e scegliete Visualizza, “Auto organizzare le icone”.
Questo forzerà i collegamenti rimanenti in una griglia ordinata sul lato sinistro dello schermo. Dovreste essere in grado di identificare il contenuto di un file dal suo nome, senza bisogno di aprirlo.
Regola fondamentale per pulire il Pc: evitare di riempire il desktop di file e cartelle. È necessario organizzare il tutto con ordine anche per trovare facilmente quello che vi serve.
Aggiungere un particolare ai nomi dei file immagine in modo da capire di cosa si tratta senza bisogno di aprire il file. Può anche essere utile includere la data. Se hai un sacco di file simili per rinominarli basterà copiare e incollare le informazioni comuni in ciascun file che viene rinominato.
Per ottenere una migliore visualizzazione di ciò che è contenuto nelle cartelle fate clic sull’icona “Cambia la tua vista” in alto a destra di una cartella e selezionare Dettagli. Dimensione del file, data di creazione e altre informazioni appariranno accanto a un elenco di documenti. Riordinare l’elenco per data, dimensione del file e così via facendo clic sulle varie schede nella parte superiore della finestra.
Utilizzate sempre parole chiave che sono visibili quando si fa clic su un file e quando lo si cerca tramite gli strumenti di ricerca. In Word, andare su File, Proprietà, compilate il campo Parole e premete Ok. Per le foto, i tag sono l’equivalente di parole chiave; scegliere il campo Tag nella parte inferiore di una barra di Windows Explorer per aggiungerli.
Windows 8 installa di default le applicazioni sul disco C:\, ma per svariate ragioni potrebbe essere utile modificare il percorso predefinito e individuare una destinazione alternativa. Ad esempio, si potrebbe scegliere di installare le App Windows su scheda SD, oppure su un hard disk secondario. Questa possibilità è presente sia su Windows 8 che su Windows RT, e si dimostra utile soprattutto quando si utilizzano dispositivi tablet Windows 8 (come Microsoft Surface) o un qualsiasi computer dotato di un piccolo disco primario SSD e un driver secondario di dimensioni più generose.
Installare un’app Windows su scheda SD o altro disco. Ecco i passaggi per farlo
Preparare il nuovo disco Drive
Prima di iniziare, è indispensabile predisporre il nuovo percorso di installazione. Aprire la finestra Risorse del Computer e cliccare con il tasto destro sul disco dove si vogliono installare le App di Windows 8 – a seconda delle esigenze, l’unità può essere rappresentata da una scheda SD, un Hard Disk o qualsiasi altra unità di archiviazione – e selezionare la voce Proprietà.
Selezionare le proprietà della memoria esterna (SD o disco)
Assicurarsi che l’unità sia formattata in NTFS.
Se la formattazione dovesse essere diversa, sarà necessario riformattarla in NTFS per proseguire (molte schede SD sono infatti formattate di default con il file system FAT).
Assicurarsi che l’unità sia formattata come NTFS
Eseguire il back-up di tutti i dati importanti della scheda SD prima di continuare: la formattazione eliminerà infatti tutti i dati presenti. Per avviare la procedura, cliccare con il tasto destro sull’unità desiderata e selezionare la voce “Formatta”.
Eseguire un backup per non perdere i dati
Selezionare l’opzione “File System NTFS” e cliccare su Avvia.
Selezionare NTFS e premere AVVIA
Terminata l’operazione, aprire l’unità appena formattata e creare una nuova cartelladestinata a ospitare le nuove applicazioni. Il nome può essere scelto a piacere, come WindowsApps o Windows8applicazioni.
Creare una nuova cartella destinata a ospitare le nuove applicazioni
Modificare le opzioni di Registro
A questo punto è necessario aprire l’editor di registro di sistema. Per farlo, è sufficiente premere il tasto Windows e digitare “regedit”. Si aprirà automaticamente il pannello di ricerca e verrà mostrata l’applicazione regedit.exe: premere il tasto invio per avviarla.
Aprire l’editor di registro di sistema
Esplorare l’elenco fino alla chiave di registro _LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Appx.
Selezionare “Appx”, cliccare nella barra dei menù su “Modifica” quindi su “Autorizzazioni” (assicurarsi di aver selezionato la chiave di registro Appx, per evitare di modificare erroneamente i permessi di altre chiavi di registro). Cliccare sul tasto “Avanzate”.
Selezionare le opzioni avanzate dei permessi della cartella Appx
Nella prima riga in alto, cliccare su “Cambia” a fianco della dicitura TrustedInstaller.Digitare “Administrators” all’interno del box di testo, quindi cliccare su “Controlla nomi” e su “Ok”. Questa procedura conferirà agli amministratori del computer la proprietà della chiave di registro.
Conferire agli amministratori la proprietà della chiave di registro
Abilitare in fondo alla finestra la casella di testo “Sostituisci tutte le voci di autorizzazione” e cliccare su Ok.
Abilitare la casella “Sostituisci tutte le voci di autorizzazione”
Selezionare “Administrators” nella finestra “Autorizzazioni per App X” e cliccare sulla casella “Consenti” in corrispondenza della voce “Controllo completo”.
Selezionare Amministratori e abilitare il controllo completo
Nella finestra “Editor del registro di Sistema”, con la chiave Appx selezionata fare doppio click sulla voce “Package Root” nella parte destra del pannello e inserire il percorso della cartella creata precedentemente. Potrebbe essere, per esempio, E:\Windows8Apps\.
Inserire il percorso della cartella creata in precedenza
Riavviare il computer: le modifiche non avranno effetto sino al riavvio del sistema operativo.
Spostare le vecchie applicazioni nella nuova destinazione (OPZIONALE)
La procedura fin qui descritta influenza unicamente le nuove applicazioni. Quelle già installate non vengono spostate dal loro percorso di installazione originale. Per spostare le vecchie App Windows su scheda SD, sarà necessario disinstallare e reinstallarle nuovamente dal Windows Store.
Molte aziende realizzano i loro software per essere eseguiti solo su determinate versioni di Windows.
Quando però Microsoft rilascia una nuova versione del suo sistema operativo, come nel caso di Windows 8, alcuni programmi ottimizzati per i sistemi precedenti potrebbero non funzionare a dovere, oppure non avviarsi affatto.
Software Windows 8: come installare vecchi programmi
In caso di problemi durante l’installazione di un programma vecchio si può usare la modalità compatibilità software Windows 8
Se un programma “vecchio” si rifiuta di partire su Windows 8, prima di cestinarlo definitivamente esiste un’ultima speranza: la modalità di compatibilità software Windows 8.
Questo escamotage inganna i programmi facendogli credere di essere eseguiti su versioni precedenti di Windows, consentendogli di avviarsi e funzionare senza problemi .
Per avviare la modalità di compatibilità, è sufficiente seguire questi semplici passaggi:
Click con il tasto destro sull’icona del programma, selezionando la voce “Proprietà“.
Nella finestra delle Proprietà, cliccare sulla scheda “Compatibilità“, quindi eseguire lo “Strumento di risoluzione dei problemi di compatibilità” attraverso l’apposito pulsante.
Compatibilità software Windows 8 cercherà ora di analizzare il programma e di indovinare la versione di Windows più corretta tra quelle rilasciate dall’epoca di Windows 95 a oggi.
Qualora lo strumento automatico dovesse incontrare dei problemi o non dovesse sortire gli effetti sperati, è possibile selezionare manualmente la modalità di compatibilità.
Per farlo, nella scheda “Compatibilità” basterà attivare la casella “Esegui il programma in modalità compatibilità per” e selezionare dal menù a tendina una delle precedenti versioni di Windows.
Effettuata la scelta, sarà possibile cliccare su “Ok” per chiudere la finestra e provare ad avviare il programma.
Nel caso in cui il software non dovesse avviarsi nemmeno dopo l’utilizzo dello strumento di compatibilità, l’unica via per risolvere il problema potrebbe essere l’aggiornamento a una nuova versione del software stesso.
Maggiori informazioni sono generalmente disponibili sul sito web del produttore.
Tutti i possessori di iPad sanno che il loro tablet è impostato per riprodurre musica digitale attraverso l’altoparlante interno oppure collegando auricolari o cuffie. Tuttavia, il dispositivo Apple è predisposto per la riproduzione dello streaming audio tramite wireless. Un’evoluzione, quella tecnologica, che ha permesso di utilizzare la connessione wireless per l’uso di dispositivi che estendono l’utilità del vostro iPad come fonte di intrattenimento. Con la funzione Built-in Bluetooth dell’iPad è possibile infatti diffondere in tutta la stanza la musica che ami senza dover sentire quel fastidioso suono metallico che esce dal suo altoparlante interno.
Il Bluetooth è stato ampiamente utilizzato attraverso una varietà di dispositivi hardware, come impianti stereo (in casa o in auto), cuffie e altoparlanti portatili. Purtroppo però l’iPad non si collegherà in modo automatico a questi dispositivi, bisognerà prima configurarlo. Questo perchè di default su iOS il Bluetooth è disabilitato per evitare l’eccessivo consumo della batteria tra una carica e l’altra, causato dalla richiesta di energia extra. Per attivare i servizi di Bluetooth del vostro iPad seguite il tutorial passo dopo passo.
Trovare e abilitare il Bluetooth su iPad
Per collegare gli altoparlanti bluetooth è necessario attivare la connessione tramite il pannello Impostazioni
1. Toccare l’icona Impostazioni sulla schermata principala dell’iPad
2. All’interno della schermata Impostazioni, toccare l’opzione Bluetooth
3. Una volta dentro l’opzione, toccare il pulsante di scorrimento accanto a Bluetooth, così da attivare e rendere rilevabile il vostro iPad.
Se si utilizza la versione di iOS 6:
1. Nella schermata principale dell’iPad toccare l’icona Impostazioni
2. Scorrendo l’elenco verso il basso, in Opzioni fare un tap su Generale
3. Nella schermata Generale, attivare con un tap l’opzione Bluetooth.
Altoparlanti bluetooth: come collegarli all’ipad
Una volta individuato gli altoparlanti bluetooth è necessario associarli all’iPad e inserire il codice di sicurezza.
Ora che avete reso visibile agli altri dispositivi il vostro iPad, è tempo di passarre alla connessione. Seguendo questi passi potrete attivare la connessione Bluetooth.
1. Prima di entrare nelle impostazioni Bluetooth su iPad, accendere gli altoparlanti compatibili in modo che possano essere visibili e rilevati
2. Attendere qualche secondo fino a quando non appare il nome degli altoparlanti sullo schermo dell’iPad
3. La prima volta che si utilizza un dispositivo Bluetooth abbinato all’iPad il suo stato sarà “non collegato” o “non associato”. Bisognerà toccare il nome del dispositivo per procedere con l’associazione.
4. Alcuni dispositivi Bluetooth richiedono un PIN, solitamente composto da 4 cifre, da inserire prima di collegarli al vostro iPad. Solo dopo toccare il pulsante Pair, ma per avere più informazioni è bene leggere le istruzioni fornite con il dispositivo.
Una volta che l’iPad è stato associato agli altoparlanti Bluetooth si può procedere con la verifica della connessione, provando ad avviare i brani nella libreria di iTunes o da un qualunque servizio musicale compatibile con iPad, ad esempio YouTube.
Consigli
Se si riscontrano dei problemi durante il collegamento degli altoparlanti Bluetooth all’iPad la prima cosa che bisogna considerare è la versione del sistema operativo iOS, assicurandosi che sia aggiornato all’ultima versione. L’iPad dovrebbe controllare in automatico la presenza di eventuali aggiornamenti, ma è possibile farlo anche manualmente toccando l’icona Impostazioni sulla schermata iniziale dell’iPad, seguendo Generali e poi Aggiornamento Software.
Ricordarsi che il Bluetooth ha un intervallo di tempo in cui rimane attivo, ma se l’iPad non è in grado di rilevare gli altoparlanti assicurarsi che la distanza tra i due dispositivi non sia superiore ai 10 metri, poiché ad una distanza maggiore la connessione potrebbe non essere stabile.
A prima vista , l’ Asus VivoBook S200 si presenta come la versione argentata dell’Asus Taichi. Osservandolo in maniera più approfondita si notano tuttavia alcune grandi differenze: il VivoBook è equipaggiato con un processore Intel Core i3-3217U, decisamente più a buon mercato rispetto al performante Core i7-3517U del concorrente. La risoluzione dello schermo non è di 1080p ma si limita a un pannello 1,366 x 768 touchscreen. Non si tratta a ogni modo di un portatile da sottovalutare, benchè il prezzo risulti di gran lunga inferiore rispetto a quello del suo “fratello maggiore”.
Asus Vivobook S200: recensione di una piccola star
Compatto, touchscreen, processore Intel, Windows 8 a soli 400 €: caratteristiche eccezionali.
Asus Vivobook S200: piccolo ma dalle caratteristiche eccezionali
Considerato il design “touch-centrico” di Windows 8, i notebook touchscreen si stanno rapidamente affermando come un nuovo standard fra i computer portatili, grazie anche all’introduzione della tastiera che unisce alle funzionalità tattili del display le caratteristiche tradizionali di un portatile.
Asus VivoBook S200 è facile da usare. Il pannello touchscreen responsivo a 10 punti rende la navigazione di Windows 8 rapida e intuitiva. Pur non trasformandosi in un tablet “puro” come avviene nel Lenovo Yoga, nell’Asus Taichi o nel Dell XPS 12, le funzionalità touch rimangono costantemente a disposizione dell’utente – cosa che si era un po’persa con il Taichi, a causa della sua schermata principale non-touch. Quando si toccano le icone lo schermo del VivoBook S200 oscilla leggermente, ma non così tanto da rovinare la nostra esperienza su questo portatile. A differenza di soluzioni complesse che presentano una docking station dedicata per la tastiera, come per esempio l’Asus Transformer, la struttura dell’S200 ha un peso sufficiente per assicurarsi che il notebook non cada all’indietro quando si utilizza il pannello touchscreen.
Il grande svantaggio di questa macchina salta subito all’occhio: dopo pochi minuti di utilizzo, lo schermo touch si ricopre di impronte e ditate, rese ancor più visibili dalla scarsa luminosità del VivoBook S200. La luminosità massima, infatti, è molto inferiore rispetto a quella offerta dai modelli concorrenti: se da un lato i colori rossi, verdi e blu mantengono la loro vivacità, dall’altro le aree più scure dello schermo perdono in definizione specialmente quando vengono visualizzate le fotografie. Lo schermo si presenta inoltre lucido, capace di abbagliare e generare fastidiosi riflessi soprattutto durante l’utilizzo all’aperto: in questo caso però aiuta l’ampia escursione del display, capace di inclinarsi a piacimento per rimediare a questo difetto.
Scettici su Windows Touchscreen? Esistono anche i controlli tradizionali.
Se non siete pratici col touchscreen non temete, l’Asus Vivobook S200 mantiene tutti i comandi tradizionali
Non siete ancora convinti di passare a una versione touch di Windows? Fortunatamente per voi, l’Asus VivoBook S200 presenta tutti i controlli tradizionali cui siete abituati. Si tratta, in ogni caso, di un computer portatile in tutto e per tutto: sotto il pannello touch si trovano una tastiera full-size con tasti a isola e un touchpad ben posizionato che non interferisce durante la digitazione.
L’S200 è dotato di un hard disk da 500 GB e dispone di numerose opzioni per la connettività. Lungo la scocca troviamo infatti due porte USB 2.0, una USB 3.0, un lettore SD/MMC, un connettore VGA e uno HDMI per collegare monitor esterni e videoproiettori. Non è prevista un’unità ottica integrata, cosa che aiuta a mantenere il peso del VivoBook S200 a livelli ideali per un portatile da viaggio (1,4 kg).
Rapporto qualità-prezzo impressionante, ma non chiamatelo Ultrabook.
L’Asus VivoBook S200 è un prodotto a buon mercato, quindi lontano dalle macchine top di gamma. Il processore Intel Core i3-3217U a 1.8 GHz si destreggia bene durante la navigazione web e le tradizionali operazioni del lavoro da ufficio, però soffre durante il video editing e i lavori in multitasking. La scheda grafica integrata Intel HD 4000 lo rende insufficiente come macchina da gioco, incapace di fornire frame rate giocabili sui titoli attuali.
La lettera “U” che contraddistingue il processore lo cataloga come un modello a bassa tensione, il che dovrebbe garantire una durata estesa della batteria. Eseguendo un benchmark, l’Asus VivoBook S200 presenta un’autonomia di circa 5 ore e 20 minuti, attestandosi su livelli accettabili per un portatile economico da viaggio. Tra i principali difetti, figurano come già accennato la ridotta luminosità dello schermo e l’impossibilità di impiegarlo per attività “pesanti” come il video editing. Si tratta, in ogni caso, di un portatile touch economico, ideale per chi desidera ottenere il massimo dal nuovo Windows 8.
Specifiche:
Valutazione
****
Processore
Intel Core i3-3217U
Velocità di clock
1.8 GHz
RAM
4.00 GB
RAM massima
4.00 GB
Dimensioni
21.7 x 303 x 200 mm
Peso
1.4 kg
Audio
SonicMaster Waves MaxxAudio 3
Dispositivi di puntamento
Touchpad e Touchscreen
Display
Dimensioni
11.6″
Risoluzione
1,366 x 768
Processore grafico
Intel HD Graphics 4000
Connettività
VGA, HDMI
Memoria grafica
192 MB
Storage
Capacità hard disk
500 GB
Driver ottici
Nessuno
Connettività
USB
3
Bluetooth
Sì
Porte LAN
1 x 10/100
Wireless
802.11b/g/n
PC Card slots
Nessuna
Memory card supportate
SD, SDHC, SDXC, MMC
Altre porte
1x USB 3, 1x 3.5 mm uscita cuffie, 1 x 3.5 mm ingresso microfono
Nel 2014 LG ha investito molto nella piattaforma Smart TV, e si vede. La nuova piattaforma di LG è davvero grande, con pochi svantaggi, arricchita dalla nuova interfaccia più user-friendly che abbiamo visto e, contrariamente all’offerta di Samsung, il suo design è davvero aggiornato.
Questo articolo riguarda l’interfaccia di LG Smart TV e le sue caratteristiche, non la qualità delle immagini della Tv.
LG Smart Tv: recensione dell’interfaccia intelligente
Per questa recensione è stato preso in esame il televisore LG 42LB6300 LED.
La piattaforma WebOS è presente sulla maggior parte dei Tv LG LED prodotti nel 2014. Attenzione, però, che il più economico LG LB5800 TV LED non supporta questa piattaforma, ma mantiene un’interfaccia intelligente anche se differente.
Telecomando
Il telecomando di un LG Smart Tv può essere usato come microfono per impartire comandi vocali
Gli LG Smart Tv sono dotati di un telecomando speciale utilissimo quando si naviga tra i menu. E’ sufficiente puntarlo verso lo schermo per avere il totale controllo del cursore. La particolarità è che lo si può usare come un microfono sfruttando i comandi vocali per la navigazione.
Funziona bene ed è sicuramente un must quando si naviga sul web dalla TV. Ma le sue funzionalità non sono per niente scontate. Alcuni costosi televisori intelligenti di altre marche hanno ancora un telecomando con funzioni di base (ad esempio il Sony W800B). Solitamente navigare sul web da Tv usando i telecomandi è noioso perché il cursore si può muovere solo con le apposite frecce.
Tra tutti i telecomandi, quello che ha più pulsanti e risulta essere il migliore anche se non esattamente a buon mercato è quello della Smart Tv Samsung.
Interfaccia principale
La nuova interfaccia più user friendly del Lg Smart Tv
Il look della piattaforma WebOS su LG Smart Tv è fresco e molto più leggero rispetto al passato con un design sobrio e colorato, e anche il cursore del mouse ha una forma diversa.
Premendo il tasto Home sul telecomando si apre il menu principale. Nella barra inferiore sono elencate tutte le principali applicazioni, come ad esempio, il generatore di corrente visualizzata sul televisore (HDMI1 in questo caso, che può essere rinominato per abbinare correttamente il dispositivo connesso a questo ingresso).
L’icona in alto a sinistra porta in primo piano le impostazioni. Si nota subito che il tema è lo stesso del menu principale, veramente bello e grande novità di questa piattaforma. Tutti gli altri televisori intelligenti hanno un tema diverso per le impostazioni, separato dall’interfaccia della Smart TV. LG mantiene invece un aspetto uniforme tra piattaforma e interfaccia.
L’elenco di ingresso ti consente di visualizzare gli input più usati sulla tua LG Smat Tv
Il secondo pulsante da sinistra porta all’elenco di ingresso dal quale è possibile inserire quello usato più di frequente nel programma di avvio, con la possibilità di poterlo rinominare.
Selezionando, invece, la freccia a sinistra sulla schermata principale si portano in primo piano le applicazioni e gli ingressi attualmente aperti.
Questa rapida alternanza di ingressi e applicazioni è molto utile durante la navigazione, e permette in qualsiasi momento di chiudere le applicazioni inutilizzate.
La freccia a destra porta in primo piano l’elenco completo delle applicazioni installate su LG Smart Tv. Probabilmente quella che si utilizzerà di più sarà SmartShare, poiché permette di riprodurre file video su USB o DLNA. Tra le applicazioni più usate rientrano anche Netflix e YouTube.
Forse un pò inutile su un televisore, ma la piattaforma LG Smart Tv ha anche un centro di notifica.
Browser Web
LG Smart Tv riesce a caricare un sito web in 5 secondi.
Anche il browser web è una delle applicazioni più utilizzate su una smart Tv, grazie alla sua utilità nel fare rapide ricerche e caricare siti web di streaming senza applicazioni native.
La visualizzazione è davvero eccellente, sembra di leggere le pagine web esattamente come su un comune desktop, ma come in tutti i Tv di questo tipo il caricamento di una pagina richiede un pò di tempo.
Sulla LG Smart Tv il caricamento di un normale sito web richiede circa 5 secondi. Sicuramente non male, anche se il tempo di caricamento può salire fino a 30 secondi nel caso di siti web con javascript e strutture pesanti. Durante l’attesa di caricamento, è meglio non cercare di far scorrere la pagina perchè tende a bloccarsi e a fare un pò di rumore. Questo è il difetto principale della piattaforma Smart TV di LG del 2014.
Comandi vocali
I comandi vocali sono sempre stati molto più di una semplice novità nei televisori intelligenti del passato, e WebOS non fa eccezione. Premendo il pulsante del microfono sul telecomando di LG Smart Tv si apre il menu dei comandi vocali, con un numero di opzioni limitate.
Chi vorrebbe regolare il volume utilizzando i comandi vocali? L’opzione di ricerca non è affatto male, ammesso il corretto riconoscimento di ciò che state dicendo.
Conclusione
La nuova piattaforma WebOS della LG Smart Tv 2014 è sicuramente migliorata rispetto alla precedente, portandosi in testa anche per ciò che riguarda design e usabilità.
E’ sicuramente la miglior piattaforma intelligente del 2014, anche se potrebbe migliorare molto i tempi di caricamento delle pagine web.
Non tutte le foto possono essere archiviate come buone. In effetti, capita spesso che nelle foto siano visibili errori dovuti a diversi fattori: soggetto troppo lontano, bilanciamento del bianco acceso, aumento eccessivo del blu, luce del sole che colpisce l’obiettivo e mette il soggetto in ombra.
Qualunque sia la ragione, la buona notizia è che non è difficile correre al riparo da questi errori di scatto.
La prossima volta che avete in mano una foto digitale di cui non siete soddisfatti, potete provare a seguire alcuni di questi suggerimenti per salvare una foto compromessa.
Come migliorare la qualità di unafoto digitale
Utilizzare lo strumento Livelli per correggere l’esposizione
Finestra Regolazione Istogramma per la regolazione dell’esposizione di una foto digitale
Uno dei problemi più comuni è ritrovarsi ad avere gruppi di foto con un’alta o una bassa esposizione. Nel tentativo di aggiustarla si potrebbe cancellare proprio la foto digitale che ha la migliore esposizone.
Per evitare tutto questo si può utilizzare un’applicazione di foto editing per migliorare notevolmente la qualità dello scatto.
Bisogna per prima cosa cercare lo strumento Livelli, in alcuni editor di foto sono presenti strumenti simili come ad esempio “regolazione di istrogramma“. Sono tre le modalità principali per fissare la giusta espozione utilizzando i Livelli.
Il cursore posizionato all’estrema destra permette di rendere la foto più chiara trascindandolo verso il basso. Il cursore all’estrema sinistra invece regola il controllo ombra, trascinandolo verso destra rende la foto più scura.
Spesso la parte più interessante nei Livelli o Istogramma è il controllo dei mezzitoni, che permettono di schiarire o scurire l’immagine nei toni medi della foto. Modificando tutti e tre i parametri è possibile migliorare scatti apparentemente terribili.
Quando la tua fotocamera crea ombre e sagome scure
Se il sole punta dritto nell’inquadratura, la fotocamera ha la tendenza a sottoespórre lo scatto per compensare la luce intensa del sole e in questo caso lo strumento Livelli non può essere d’aiuto.
Invece di cercare di illuminare la scena, è meglio scurire trasformando il soggetto in una silhoutte. E’ bene non scurire interamente la foto digitale, ma selezionare con il vostro foto editor soltanto il soggetto principale, scegliere lo strumento di luminosità e ridurla fino a quando il soggetto non diventerà una sagoma scura.
Correggere il bilanciamento del bianco
Se la foto digitale risulta essere troppo blu o rossa è necessario effettuare un bilanciamento del bianco
E’ facile confondere il controllo di bilanciamento del bianco automatico della fotocamera quando si sta scattando una foto.
Se la foto digitale risulta essere troppo rossa o troppo blu, bisogna agire manualmente sul bilanciamento del bianco con un foto editor e trascinare il relativo cursore fino al raggiungimento del giusto grado di bilanciamento.
Si tratta di un’operazione abbastanza facile da effettuare, ma in alternativa se si dispone di un selettore per l’equilibrio cromatico, nel foto editor, è possibile utilizzarlo cliccando direttamente nel punto della foto dove il colore è troppo bianco o grigio neutro.
Così facendo si imposterà automaticamente il bilanciamento del bianco corretto.
Ritagliare le parti indesiderate
Piuttosto che armeggiare con le regolazioni di colore, molto spesso in una foto digitale è più facile ritagliare le parti che non funzionano o che non si vogliono mantenere nell’immagine.
Supponiamo di avere una foto composta con un primo piano di distrazione. Selezionando lo strumento Ritaglia, nel foto editor, si può ritagliare tutto ciò che non serve nella foto. Oppure, con lo strumento Clone si possono coprire parti della foto con sezioni di sfondo compatibili con quel punto.
Correggere le imperfezioni con la saturazione
Una sapiente regolazione dei valori di saturazione e nitidezza posso ridare colore a una foto digitale non particolarmente vivida e brillante
Spesso l’immagine catturata in uno scatto non è quella che realmente si vuole fotografare, l’impatto della scena è diverso da come la si vede in realtà.
Una semplice soluzione per rendere una foto digitale la riproduzione perfetta della realtà è manipolare la saturazione e la nitidezza attraverso il foto editor: aumentare troppo può rendere l’immagine eccessivamente colorata, al contrario diminuire la saturazione permette di coprire le imperfezioni con i colori.
Portando il cursore sempre più in basso si possono ridurre drasticamente i colori fino ad attenere un’immagine in bianco e nero.
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