01 Febbraio 2026
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Come usare il servizio “Trova il mio telefono” su Windows Phone

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Quando cerchi il telefono e non lo trovi ti viene da urlare, poi scopri che non lo hai perso, ma si trova tra i cuscini del divano. Con Trova il mio telefono puoi smettere di preoccuparti. È un servizio gratuito nella sezione Il mio telefono del sito windowsphone.com che ti consente di far squillare, bloccare, cancellare o individuare la posizione del telefono su una mappa, da qualsiasi computer collegato a Internet. Con Trova il mio telefono è facile recuperare il telefono e impedire che qualcuno lo usi senza il tuo permesso.

Per saperne di più su quello che puoi fare dal sito Il mio telefono (ad esempio, vedere le tue foto su OneDrive (in precedenza SkyDrive) e reinstallare app).

Per trovare il telefono su una mappa

  1. Sul PC, apri un browser web e vai su windowsphone.com.

  2. Passa al menu a discesa Il mio telefono, che si trova nell’angolo superiore destro dello schermo, quindi accedi con lo stesso Windows Live ID che usi nel tuo telefono.

  3. Nel menu Il mio telefono, seleziona Trova il mio telefono.

  4. Fai clic su Trova il mio telefono, quindi segui le istruzioni fornite nella finestra di dialogo (è necessario solo la prima volta), dopo di che vedrai il telefono sulla mappa quando vai sulla pagina Trova il mio telefono.

  5. Se il tuo computer è collegato a una stampante, scegli Stampa per fare una copia cartacea della posizione del telefono.

    Suggerimenti

    • Non riesci a vedere l’ultima posizione? Fai clic su Aggiorna.
    • Se ti sei spostato nella mappa e hai perso la posizione del telefono, scegli Centra sulla mappa.

Per far squillare il telefono

  1. Sul PC, apri un browser web e vai su windowsphone.com.

  2. Passa al menu a discesa Il mio telefono, che si trova nell’angolo superiore destro dello schermo, quindi accedi con lo stesso Windows Live ID che usi nel tuo telefono.

  3. Nel menu Il mio telefono, seleziona Trova il mio telefono.

  4. Fai clic su Squilla e segui le istruzioni riportate nella finestra di dialogo (è necessario solo la prima volta che fai squillare il telefono).

 

 

Fonte: Windows Phone – Leggi tutto

Come attivare la schermata di blocco su Windows Phone

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La schermata di blocco di Windows Phone, altrimenti detta lockscreen, funge per il dispositivo da stadio intermedio tra la fase con schermo disattivato, o con Glance attivo, ed il momento in cui il terminale viene totalmente riattivato. Si tratta di una funzione con parecchie possibilità di personalizzazione riguardanti le notifiche, lo sfondo e l’eventuale richiesta di un codice di protezione all’attivazione. Grazie ad essa possiamo avere notizia di eventuali attività, come una nuova email o una chiamata persa, senza doverne necessariamente ricercare la relativa tile nella Start Screen.

Verifichiamo passo passo quali sono le varie opzioni e le loro possibili impostazioni:

• Dal menu Impostazioni, sottovoce “sistema”, selezionare “schermata di blocco”.

Guida sulla schermata di blocco per Windows Phone

• La prima impostazione riguarda la possibilità di selezionare una determinata tipologia di sfondo. L’elencazione è piuttosto ampia e lo sarà in misura direttamente proporzionale al numero di app installate che possono cambiare lo sfondo della vostra schermata di blocco. Quelle che sono presenti per tutti i dispositivi sono “foto” e “Bing”: la prima permette di scegliere una vostra foto dagli album, la seconda consente al telefono di aggiornare quotidianamente l’immagine dello sfondo in maniera del tutto automatica attraverso internet, consumando una quantità irrisoria di dati, in modo che sia sempre quella scelta da Bing per quel determinato giorno. Altre applicazioni hanno poi impostazioni proprie impossibili da elencare dato che cambiano da app ad app, come ad esempio Facebook che può selezionare una serie di foto dagli album sul social network.

• La successiva impostazione riguarda la possibilità di far comparire nella schermata di blocco l’immagine dell’artista se state ascoltando della musica, indipendentemente dallo sfondo che avete normalmente scelto. Importante sottolineare che tale immagine è  legata alla presenza della stessa sui server di Xbox Music e del tutto indipendente dalla presenza o meno della copertina dell’album nel telefono, sarà quindi molto importante avere impostato correttamente i tag delle proprie canzoni prima di passarle sullo smartphone.

• Per la sezione notifiche è possibile effettuare due tipi di personalizzazione, del tutto indipendenti tra loro, delle quali la prima consiste nella scelta di un’app della quale mostrare informazioni piuttosto dettagliate e che occupino una discreta porzione di spazio sullo schermo. L’esempio mostrato riguarda l’app di Twitter, la quale mostra l’ultimo tweet dei nostri account seguiti.

 

 

Fonte: Windows Phone Italy – Leggi tutto

Rayman Legends – Recensione

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In quest’ultimo periodo non sono certo mancati titoli opportunamente rivisitati in alta definizione per rimpolpare gli scaffali mezzi vuoti dedicati ad Xbox One e Playstation 4. Non è un segreto infatti che, dopo un lancio tutto sommato ricco di offerte, lo sviluppo sulle piattaforme next-gen sia rallentato (con alcuni posticipi imprevisti), lasciando la finestra bimestrale di gennaio/febbraio senza giochi particolarmente appetibili. Ubisoft –come Square-Enix con la Definitive Edition di Tomb Raider– è corsa subito ai ripari e dopo un eccellente Assassin’s Creed IV: Black Flag ci propone la versione “next” di un altro titolo apprezzatissimo, Rayman Legends.

Il sequel -con protagonista la melanzana viola più famosa di sempre- è uscito ad agosto sulle piattaforme Xbox 360, Wii U, PC, PS Vita e Playstation 3, confermando e in parte superando le grandi aspettative che si erano create dopo il successo del predecessore Origins. Da questo febbraio anche tutti i possessori di Xbox One e PS4 potranno mettere le mani su uno dei platform più riusciti degli ultimi anni, venduto per l’occasione ad un prezzo budget. Scelta onesta e apprezzata quella di Ubisoft, dato che le edizioni next-gen di fatto non offrono alcun contenuto esclusivo e, al di là di qualche caricamento più veloce, si fatica a notare il passaggio generazionale; il che non per forza dev’essere un male, poiché tecnicamente il gioco già ad agosto si fregiava di un design artistico incantevole (ricalcando uno stile “cartoonesco” di forte impatto) e girava alla risoluzione di 1080p e 60fps.

La colorata Radura dei Sogni, patria del divertimento e dell’avventura, è nuovamente in pericolo. Dopo aver sconfitto Ales Mansay, sottraendo dalle sue perfide grinfie tutte le ninfee in pericolo, Rayman e soci si concedono una lunga pausa ristoratrice, durante la quale però una nuova orda di incubi e mostri invade la loro terra, mettendola a ferro e fuoco e catturando ogni magico Teen in circolazione, per un volere oscuro e potente. Il Sognabolle è quindi nuovamente costretto a destare Rayman dal suo letargo e convincerlo a salvare i suoi amici ancora una volta. Senza preamboli complessi, la trama di Rayman Legends si dipana in maniera molto semplice, catapultando il protagonista in una nuova incredibile avventura condita dalla solita folle ironia. Questa volta però, la progressione non è lineare, ma si basa esclusivamente sul numero totale di Teens salvati, grazie ai quali si sbloccano differenti “dipinti” (che rappresentano gli stage) da affrontare. In questo modo ogni giocatore potrà decidere personalmente la strada da intraprendere, senza necessariamente sentirsi obbligato dall’avanzare secondo uno schema preciso. Ciò non compromette affatto l’eccellenza del gameplay o i guizzi creativi del level design, da sempre marchio distintivo della serie, ed infatti, i dieci livelli del primo mondo, seppur non esaltanti o impegnativi come i successivi, costituiscono un perfetto “tutorial” per prendere confidenza con le abilità ed i movimenti di Rayman. Confidenza che si rivela fondamentale, soprattutto nei livelli più complicati, il cui completamento richiede una dose di tempismo e riflessi non irrilevante.

 

Fonte: Game Soul – Leggi tutto

Just Dance 2014 – Recensione

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Una delle critiche più comuni mosse nei confronti dell’industria videoludica riguarda il suo sostanziale immobilismo. Gli sviluppatori ricalcano in continuazione concept già noti, e creano di anno in anno una nuova versione dello stesso prodotto, differenziandola quel tanto che basta dal suo predecessore per giustificarne una vendita in negozio a prezzo pieno.

Ovviamente tale critica non vale per tutti i prodotti e per tutte le aziende, tanto che Ubisoft si potrebbe annoverare tra quelle poche realtà che finanziano nuove IP e nuovi studi di sviluppo. Ma anche nel loro catalogo ci sono delle eccezioni, e Just Dance è una di queste.Al contempo, Just Dance è anche uno di quei concept che hanno un margine di miglioramento alquanto limitato, e che puntano più all’aggiornamento della propria tracklist che all’introduzione di nuove idee. Just Dance 2014 non fa eccezione: poche novità, tanti brani nuovi. Ma, per nostra fortuna, è ancora incredibilmente divertente.

Un party game per tutti

Non è facile valutare un gioco come Just Dance 2014. O, più in generale, non è facile valutare un party game. Perché, da un lato, le aspettative tecniche nei confronti di questo genere di giochi sono alquanto basse, ma dall’altro il giudizio non può prescindere dall’intuitività e dal fattore divertimento, vero fulcro del genere videoludico.

In breve, un party game per essere un buon gioco deve soddisfare le seguenti condizioni: non deve richiedere l’apprendimento di alcuna meccanica di gioco e deve divertire a lungo un buon gruppo di amici. Da questo punto di vista, la serie Just Dance è davvero perfetta. Si impugna un Wii Remote, ci si piazza davanti allo schermo e si seguono in maniera speculare i movimenti indicati da un avatar. La mano che impugna il telecomando è bene evidenziata sul nostro alter ego, e di conseguenza è facile intuire come muoversi nella stanza e quali passi compiere. Oltre alla presenza dell’avatar, sono presenti dei pittogrammi che ci indicano in anticipo quale passo di danza stiamo per affrontare, anche se la tendenza è quella di tenere incollati gli occhi sul proprio avatar, vero coach di ballo del gioco. Il tutto è contornato da colori e da una composizione della scena spessa originale e piacevole, con i ballerini che indossano costumi in linea con il contenuto e il mood della canzone.

Il Wii Remote funge da strumento utile per riconoscere i nostri movimenti, anche se la sua precisione lascia molto a desiderare. È evidente che lo strumento sembra riconoscere più il nostro ritmo che la nostra reale postura, e pertanto in molti casi ci si ritrova ad essere valutati esclusivamente per il proprio “essere a tempo” anziché per l’esecuzione più o meno precisa delle coreografie più complicate. Se Just Dance fosse un gioco di ballo hardcore, in stile Dance Dance Revolution, questo sarebbe un elemento sufficiente per ritenere il gioco un terribile fallimento. Ma, in realtà, l’imprecisione nei giudizi non influenza il divertimento, e nonostante gli errori compiuti dall’intelligenza artificiale dopo un po’ di allenamento si iniziano a vedere i primi risultati in termini di stelline ottenute alla fine del brano.

Fonte: Spazio Games – Leggi tutto

Pro Evolution Soccer 2014 – Recensione

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Dopo un inizio sottotono, per non dire traumatico, e una graduale ripresa nel corso degli ultimi anni, il calcistico Konami è pronto per un’ultima, agguerritissima sfida contro il suo rivale di sempre, quel FIFA che ha saputo bruciare il gigante nipponico fin dalle prime battute di questa generazione, conquistandosi progressivamente il favore di pubblico e critica. Questo però per i due rivali si preannuncia un duello giocato su molteplici livelli, con un diverso sapore, che prima di tutto guarda al futuro in attesa della quanto mai imminente uscita sul mercato di PlayStation 4 e Xbox One. Da una parte troviamo chi sulla nuova generazione è pronto a debuttare e a fare del proprio titolo un gioco cross gen, mentre dall’altra l’introduzione del nuovo motore di gioco ha fatto intendere che quello di quest’anno è solo un succulento e gustoso antipasto prima di compiere il grande salto.

Entrambe le strategie hanno un loro perché, ma non è questa la sede per indagarlo ed esprimerci a riguardo. Indubbiamente rappresentano il primo mattone per costruire il futuro di due serie che ogni anno riescono, puntuali come un orologio, a smuovere milioni di fan in tutto il mondo. E anche noi, con la solita puntualità, dopo appena un paio di giornate di campionato, siamo pronti ad esprimerci sul nuovo Pro Evolution Soccer 2014. Il nuovo Fox Engine, unito al differente punto di vista e agli spunti dati dalla divisione inglese del team di sviluppo, potrebbero dare quel tanto che basta per finire le generazione con uno sprint bruciante e affacciarsi fiduciosi agli hardware di nuova generazione.

Nessun dorma, si gioca

Ad accoglierci all’avvio di Pro Evolution Soccer 2014 troviamo una curiosa scelta a livello sonoro. Al posto di una randomica traccia audio selezionata tra le tante che compongono la soundtrack, troviamo il Nessun dorma, celeberrima romanza della Turandot di Puccini. Non possiamo negare che la scelta ci abbia strappato un sorriso, ma un omaggio così importante alla cultura e all’arte italiana non può che farci piacere. La decisione di aprire un calcistico con un brano del genere è quantomeno bizzarra, ma è figlia dell’attenzione e dell’ammirazione che da sempre il popolo del Sol Levante rivolge al nostro Bel Paese, che troppo spesso trascura tali ricchezze in favore di altre cose sicuramente più frivole.

Certo è che siamo un popolo di pallonari, legati alla maglia della propria squadra del cuore nonché alla Nazionale, ma prima di saggiare il nuovo terreno di gioco è sempre meglio fare un po’ di pratica. Ecco allora che PES 2014 ci viene incontro con un sistema di allenamento rivisitato rispetto all’anno scorso, ma zeppo di prove per imparare a padroneggiare al meglio i giocatori sul campo. Passaggi, uno-due, controllo del giocatore senza palla, rigori e punizioni vengono approfonditi dai vari tutorial, divisi in cinque classi come i livelli di difficoltà di gioco. Il principiante insegna i primi rudimenti, mentre il superstar si compone di filmati esplicativi con cui prendere atto di tutti i trick disponibili, mai utili come quest’anno, visto il generale abbassamento del ritmo di gioco. Ai giocatori più forti, grazie a un Player ID più completo rispetto alla scorsa edizione, quelli più basilari verranno in automatico, ma è richiesta una certa pratica prima di poter sfoggiare con disinvoltura sul terreno di gioco i trucchetti più complessi contro l’agguerritissima IA al livello massimo. Tuttavia il calcio è uno sport di squadra e affidarsi solamente al campione di turno difficilmente porterà a risultati concreti, grazie a squadre compatte e alla buona intelligenza artificiale che domina gli avversari.

 

Fonte: Spazio Games – Leggi tutto

 

FIFA 15 – Recensione

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FIFA 15 mette alcuni piccoli mattoncini, su una struttura che è ormai a prova di bomba

Con un meteo così, la parte iniziale dell’autunno ci ha lasciato ben poche certezze, tra le quali la caduta delle castagne e dei capelli, ma soprattutto l’arrivo di un nuovo FIFA. Come ogni anno, anche stavolta l’appuntamento con FIFA 15 si è rinnovato a fine settembre, per dare a tutti gli amanti del pallone – già in visibilio per l’inizio dei vari campionati – una valvola di sfogo videoludica.

Così come FIFA 14, anche il successore ha intrapreso la doppia strada delle due generazioni di console casalinghe attualmente presenti sul mercato, insieme alla versione PC. Fortunatamente, in quest’ultimo caso EA Sports ha deciso di rimettere il gioco al passo con la versione vista su PlayStation 4 e Xbox One, rendendo quindi FIFA 15 praticamente identico su queste tre piattaforme: le novità non sono mancate neanche su PlayStation 4 e Xbox 360, anche se in forma ridotta.

Dopo un bel po’ di ore passate insieme alla versione current-gen della simulazione calcistica, tiriamo dunque le somme su questa nuova iterazione di FIFA, chiamata a confermare se possibile il successo delle edizioni precedenti: un compito ovviamente non facile, anche alla luce della concorrenza di un PES 2015 per il quale Konami sta lavorando duramente in modo da colmare il gap creatosi nel corso degli ultimi anni.

Cosa ci piace

Spettacolarità ai massimi livelli

Se FIFA 14 aveva portato su PlayStation 4 e Xbox One uno stadio in grado di mostrare tutta la sua vitalità, FIFA 15 fa naturalmente ulteriori passi avanti. L’esperienza di gioco per quello che riguarda il contorno della partita è sicuramente il fiore all’occhiello di questa edizione, all’interno della quale è possibile vedere gran parte degli elementi che troviamo ogni volta che accendiamo la televisione per assistere a un match reale.

Relegati alla old-gen i bruschi salti tra l’uscita della palla e la successiva rimessa, FIFA 15 dà alla partita una rinnovata continuità, che va a beneficiare nell’esperienza complessiva di gioco. Anche se non riguarda direttamente le meccaniche di gameplay, vedere un raccattapalle correre per prendere il pallone o i cameraman muoversi rende tutto più immersivo, così come la nuova serie di animazioni creata per i giocatori durante le fasi a palla ferma: dopo una serie di falli che coinvolgono gli stessi calciatori è per esempio possibile vederli beccarsi in modo più verosimile che in passato, così come i membri di una stessa squadra possono lasciarsi andare a complimenti o rimproveri nei confronti di un proprio compagno.

 

Fonte: Gamesblog – Leggi tutto

Call of Duty Ghosts: quick scope e strategie per giocare al meglio

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CoD Ghosts è il gioco più venduto per PlayStation 4. Ma come si gioca per divertirsi al massimo? Vediamolo insieme a come funziona il quick scope

Call of Duty è tra la serie di videogiochi sparatutto più giocate e popolari dei nostri tempi, tant’è che nel corso degli anni (il primo CoD è uscito nell’ormai lontano 2003) si è formata una schiera di giocatori che condividono lo stile di gioco, le armi usate, il tipo di uccisioni, e tanto ancora, ovviamente con un sacco di variabili, sia da un gruppo all’altro, che da un capitolo della serie all’altro.

In realtà non nascondiamocelo, ognuno gioca come vuole. Ci sono i non tanto simpatici camper, cioè quelli che si fermano negli angoli più nascosti e aspettano gli avversari, e tanti altri tipi di giocatore. Personalmente, non da subito sono stato tra gli amanti di CoD, ma col passare del tempo e lo scorrere dei nuovi titoli, non ho potuto non riconoscere la potenza del gioco, e il suo punto forte, la forte connotazione arcade, nonché quel carattere di caoticità che lo rende estremamente divertente, soprattutto se giocato in compagnia, o meglio ancora (e questo è l’unico modo in cui l’ho quasi sempre giocato) in multiplayer online.

Il problema, quando mi trovai per le prime volte a giocare a CoD, e lo ricordo bene, era che gli altri erano sempre più avanti, sempre più veloci, quasi sembravano avere anche le armi più potenti. Ma col passare del tempo ho capito come funziona la cosa, ed ecco che ora voglio provare a spiegarlo (riferendomi a CoD Ghosts) a chi magari si trova nella stessa situazione in cui ero io.

STRATEGIE E MODALITA’ DI GIOCO

Piano piano ho capito che a Call of Duty camperare non paga, e soprattutto non è divertente, anche se sicuramente è più facile quando non si ha esperienza. Il mio consiglio è quindi di sforzarsi e giocare arushare, correndo cioè da una parte all’altra della mappa alla ricerca di nemici con un occhio sempre al radar,senza fermarsi mai o quasi (bisognerà pur ricaricare l’arma).

Seconda cosa, la modalità di gioco. Se non abbiamo esperienza, non siamo avanti di livello, e quindi non abbiamo armi abbastanza forti (ogni CoD ha le sue armi overpowered, ovvero molto più potenti delle altre), l’ideale è giocare in modalità di gioco che prevedono le stesse armi per tutti, come Gioco delle armi, in modo da accumulare esperienza, partire a pari livello con gli altri perché con le stesse armi iniziali, e usare anche armi che in realtà non abbiamo ancora sbloccato.

 

 

Gran Turismo 6 – Trucco per sbloccare il trofeo Signore delle Autobahn

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Ecco un paio di suggerimenti e trucchetti per percorrere 12.718 km in Gran Turismo 6 senza invecchiare con il pad in mano.

Non si può dire che sia il più difficile, ma probabilmente è uno dei più rognosi e sicuramente quello che vi porterà via più tempo. Sto parlando del Trofeo “Signore delle Autobahn” di GT6 che chiede di percorrere nel gioco ben 12.718 km.

Tenete conto che dopo aver completato l’intero gioco (il che è già lungo di suo) avrete percorso circa 1500 km, il che equivale ad aver appena inserito la prima nel lungo viaggio richiesto per sbloccare questo abominevole trofeo. Per tutti quelli che non ci stanno a non platinare un gioco ecco quindi un paio di trucchetti che possono aiutare a compiere l’impresa con il minimo sforzo.

Bastava un elastico

Iniziate una gara sul circuito “Like the Wind: Special Stage Route X” che è costituito da un paio di curve e due giganteschi rettilinei. Se vi volete male e non siete propensi ad usare particolari artifizi, prendete la macchina più veloce che avete e continuate a girare finchè reggete, prima o poi arriverete ai 12718 km.

Se invece possedete la x2010 o x2011 ed un elastico potete provare a far giocare da solo il vostro pad:

– iniziate una gara test sulla special stage route x correndo con la x2010 o la x2011;
– prendete un elastico (o anche due se serve), ed usatelo sul pad in modo da tenere in avanti la levetta destra e leggermente in diagonale alto-sinistra quella sinistra;
– se bloccate il pad in questo modo la macchina dovrebbe girare da sola. se sopravvivete alla prima curva il gioco è fatto, altrimenti aggiustate un pò la posizione della levetta sinistra. Per sicurezza controllate che tutto vada bene per un paio di giri.
– ora lasciate la console accesa in modo che la macchina giri da sola macinando km. Dovrebbe fare circa 2500 km ogni 5 ore.

 

Fonte: Cheats Factor – Leggi tutto

Come creare una pagina aziendale su LinkedIN

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LinkedIn è il più grande network professionale al mondo. La rete dispone di 150 milioni di iscritti. Ecco una guida utile su come creare una pagina aziendale su LinkedIn

LinkedIn è il più grande network professionale al mondo. La rete dispone di 150 milioni di iscritti. Si stima che ogni 5 secondi se ne aggiungono 10. LinkedIn è una società quotata in borsa (sigla LNKD ), il che significa che le informazioni sui loro ricavi, le operazioni e gli utili sono pubblici.

L’80% dei ricavi di LinkedIn provengono da brand, aziende e imprese. Il restante 20% dagli abbonamenti dei profili Premium. Inoltre, tenete a mente che LinkedIn racchiude un maggior numero di utenti istruiti e benestanti rispetto ad altri popolari siti di social media.

Dato che la maggior parte dei ricavi di LinkedIn sono derivati da aziende e brand, le pagine aziendali acquisiscono importanza e rilevanza per la Rete.

Una pagina aziendale aiuta gli altri ad avere maggiori informazioni sulle opportunità lavorative della tua azienda, sulla cultura aziendale, i prodotti e servizi all’interno di essa. Puoi crearne una dalla pagina Aggiungi un’azienda.

Prima di tutto, assicurati di soddisfare i requisiti per aggiungere una pagina aziendale e che la tua attuale azienda non ne abbia già una. Attualmente, le aziende che non hanno un proprio dominio email distinto (ad es. latuaazienda.com) non possono creare una pagina aziendale. In questo caso, potresti invece creare un gruppo per promuovere la tua azienda.

Per aggiungere una pagina aziendale, procedi come segue:

  1. Clicca su Aziende nella parte superiore della tua home page.
  2. Clicca sul link Aggiungi un’azienda nell’area superiore destra della pagina.
  3. Inserisci il nome ufficiale della tua azienda e il tuo indirizzo email di lavoro.
  4. Clicca su Continua e inserisci le informazioni sulla tua azienda.
  • Se l’indirizzo email lavorativo che fornisci è un indirizzo email non confermato sul tuo account LinkedIn, un messaggio sarà inviato a quell’indirizzo. Segui le istruzioni nel messaggio per confermare il tuo indirizzo email e quindi utilizza le istruzioni sopra riportate per aggiungere la pagina aziendale.
  • Un messaggio di errore in rosso potrebbe apparire se riscontri problemi aggiungendo una pagina aziendale

 

Fonte: CF Web – Leggi tutto

 

Come aprire un account Google Plus

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Dopo mesi in cui è stato accessibile esclusivamente tramite inviti, Google Plus ha aperto le porte a tutti. Il social network creato da Google per contrastare lo strapotere di Facebook è finalmente pronto ad accogliere tutti quelli che si registrano ad esso e, per non farti mancare all’appuntamento, oggi voglio spiegarti come fare.

Con la guida che sto per illustrarti,vedremo insieme come iscriversi a Google Plus per provare una delle poche valide alternative a Facebook attualmente su piazza. La procedura dura pochissimo ed è semplicissima da attuare, magari dopo averla portata a termine fammi sapere se questo Google+ ti ha conquistato o preferisci ancora Facebook!

Per iscriversi a Google Plus ed entrare subito nel nuovo social network di Google basta avere un account Google attivo (quello che si ottiene registrandosi a Gmail, Google Calendar, Google Reader, ecc.). Se ne possiedi uno, collegati al sito Internet di Google Plus e clicca sul pulsante rosso Entra che si trova sulla destra.
Nella pagina che si apre, compila il modulo collocato sulla destra digitando l’indirizzo di posta elettronica associato al tuo account Google (dovrebbe essere quello di Gmail) e la password di quest’ultimo e clicca sul pulsante Accedi per entrare in Google Plus. A questo punto, non ti rimane che digitare il tuo nome e il tuo cognome nei rispettivi campi di testo, caricare la foto che vuoi usare come immagine del profilo cliccando sul pulsante Aggiungi la tua foto e fare click su Entra per completare l’iscrizione a Google+ ed entrare nella pagina principale del sito.

Appena entrato in Google Plus, ti sarà chiesto di aggiungere nuovi amici alle tue cerchie cercandole direttamente sul social network oppure importandole dai tuoi contatti di Yahoo! ed Hotmail: scegli cosa fare e clicca su Continua. Seleziona dunque delle persone famose che vorresti seguire (come adesso si può fare anche su Facebook) dall’elenco che ti viene proposto e clicca ancora una volta suContinua.

Adesso devi completare le informazioni sul tuo profilo, immettendo nel modulo che ti viene proposto le informazioni relative alla tua istruzione e/o alla tua occupazione, e cliccare sul pulsante Fine per completare definitivamente l’iscrizione a Google Plus e iniziare ad usare il social network di Google liberamente.

 

Fonte: Salvatore Aranzulla – Leggi tutto