27 Maggio 2026
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15 App per la sicurezza e privacy del tuo iPhone

La sicurezzaย e privacy sono da sempre un cavallo di battaglia per Apple. L’azienda di Cupertino negli anni ha sfornato sistemi operativi praticamente immuni dalle minacce legate a virus e trojan, problemi che invece affliggono quotidianamente gli utenti di piattaforme alternative “open” come Android.ย Ma la prudenza, si sa, non รจ mai troppa specie quando si parla degli smartphone, fedeli compagni di vita di milioni di persone nel mondo.

Per aumentare il livello di sicurezza dei telefoni con sistema operativo iOS esistono sull‘App Store di iTunes innumerevoli applicazioni capaci di garantire una copertura a 360ยฐ contro qualsiasi tipo di minaccia, dai virus alle intrusioni di utenti malintenzionati, dallo smarrimento del dispositivo alla protezione di file sensibili da occhi indiscreti.
Di seguito un elenco delle applicazioni migliori per aumentare la sicurezza del vostro smartphone Apple, disponibili per il download sull’App Store:

Applicazione Trova il mio iPhone1 –ย  TROVA IL MIO iPHONE – Gratis
Si tratta probabilmente della piรน diffusa App per la geolocalizzazione dei dispositivi iPhone, disponibile negli ultimi anni anche in versione iPad, iPod e Mac.ย Il programma, sfruttando il dispositivo Gps integrato nel dispositivo, consente di localizzarlo e tracciarne gli spostamenti in ogni parte del mondo. In caso di furto o smarrimento, รจ possibile verificarne in ogni momento la posizione ed eventualmente cancellare ogni dato contenuto nel device, bloccarlo o farlo suonare.

Applicazione Gadgettrack2 –ย  GADGETTRAKย  – 4,49 โ‚ฌ
Altra utile App per la geolocalizzazione dei dispositivi smarriti o sottratti, con alcune interessanti funzionalitร  in piรน.ย Nel caso in cui si voglia identificare da remoto il ladro, รจ sufficiente accedere da qualsiasi computer al proprio account personale per abilitare il tracking gps del telefono. Una volta collegato, l’applicazione รจ in grado di monitorare in autonomia gli spostamenti del dispositivo su una mappa e scattare attraverso la fotocamera integrata delle istantanee all’eventuale ladro, consentendone l’identificazione.

Applicazione Pic Lock 3 Ultimate3 –ย  Pic Lock 3 Ultimate – Gratis
Una delle App per la sicurezza piรน complete e ricche di funzionalitร  tra quelle presenti nel market Apple.ย Pic Lock 3 consente di nascondere con estrema facilitร  foto, video, note, password, contatti, testi, audio e molti altri tipi di file, proteggendoli con una password o un “pattern” attivabile con un semplice gesto.ย Ad ogni tentativo di intrusione la fotocamera registra automaticamente l’immagine dell’utente non autorizzato, inviando un report all’account del proprietario del device. Per chi lo desiderasse, Pic Lock 3 implementa anche un sistema di auto-distruzione dei contenuti del telefono: per innescarlo รจ necessario inserire per 5 volte consecutive una password errata. Utile anche il sistema “anti panico”: in caso di comparsa di messaggi o pop-up indesiderati, รจ sufficiente scuotere il telefono per attivare i sistemi di difesa.

Applicazione SplashID4 –ย  SPLASH ID – Gratis
Il funzionamento estremamente semplice di questa applicazione permette all’utente di archiviare user e password di tutti i propri dati personali, account, numeri di conto corrente e carte di credito, documenti sensibili, proteggendoli mediante un sistema di crittografia a 256 bit.nDal menรน della App รจ possibile accedere all’elenco delle credenziali salvate e memorizzate in una rubrica, con la possibilitร  di eseguire il backup all’interno del proprio account Dropbox.

Applicazione Hotspot Shield5 –ย  HOTSPOT SHIELD VPN – Gratis
Estremamente utile per chi si trova a navigare spesso in mobilitร , Hotspot Shield crea una rete privata virtuale (VPN) che consente all’utente di utilizzare in tutta sicurezza gli hotspot pubblici e le reti WiFi non protette, mediante un sistema di crittografia che nasconde l’indirizzo IP e il traffico dati del proprio iPhone.ย L’applicazione offre inoltre interessanti servizi di protezione contro trojan, malware, sistemi di phishing e mail indesiderate.

Applicazione The Vault6 – THE VAULT – Gratis
Indicata per quanti desiderano mettere il proprio iPhone in “cassaforte”, The Vault รจ indicato per quanti necessitano di un servizio completo di crittografia dati mediante chiave AES a 256 bit. Una volta cifrati, documenti, immagini e file di ogni genere possono essere agevolmente scambiati via mail o condivisi in cloud, mantenendoli al riparo da occhi indesiderati. Per renderli nuovamente leggibili, ovviamente, รจ necessario inserire la chiave di codifica generata dall’applicazione.

Applicazione Wickr7 – WICKR – Gratis
Simile nel funzionamento a The Vault, Wickr aggiunge al sistema AES un servizio di crittografia RSA 4096 per garantire standard di sicurezza ai vertici del mercato.ย Ottima per chi desidera crittografare e scambiare in privato documenti, foto, video, note, che potranno cosรฌ essere condivisi con altri utenti illimitatamente o per periodi di tempo prefissati, al termine dei quali il contenuto viene automaticamente cancellato.ย Per una maggiore sicurezza Wickr elimina ogni metadata dai file criptati, rendendo pressocchรจ impossibile risalire alle specifiche del file in mancanza delle chiavi di accesso. I file possono essere scambiati con la possibilitร  di “auto-distruggersi” in un periodo di tempo impostato dall’utente.

Applicazione mSecure8 – mSECURE – 8,99 โ‚ฌ
Tra le App piรน popolari dello store Apple, mSecure implementa un sistema di cifratura Blowfish a 256 bit per proteggere da occhi indiscreti ogni tipo di file, dato sensibile, coordinata bancaria, password e credenziali di accesso.ย Nel caso in cui un malintenzionato cercasse di accedere inserendo password errate, รจ possibile impostare un meccanismo di “auto-distruzione” che cancella tutti i dati protetti dopo un certo numero di tentativi. L’app รจ completamente sincronizzabile con iCloud.

Applicazione Silent Phone9 – SILENT PHONE – Gratis
Per poter telefonare in tutta libertร  con la garanzia di non essere intercettati da terzi, Silent Circle ha lanciato da alcuni anni questa App che permette di criptare tutte le chiamate e videochiamate in entrata e in uscita. Il servizio รจ gratuito, ma per i clienti piรน esigenti a fronte di un pagamento mensile di circa 10 $ per un anno di registrazione viene rilasciato un nuovo numero anonimo di 10 cifre con cui effettuare chiamate cifrate su linee 3G, 4G o wifi. I dati delle chiamate vengono crittografati attraverso apposite chiavi che vengono registrate su server proprietari per poi essere immediatamente distrutte non appena termina lo scambio dati fra le parti.

Applicazione ChatSecure10 – CHATSECURE – Gratis
Per quanti volessero chattare in libertร  senza lasciare alcuna traccia delle proprie conversazioni, ChatSecure rappresenta una soluzione semplice ed efficace. L’applicazione utilizza protocolli di crittografia che consentono al sistema di messaggistica istantanea built-in di conversare in tutta sicurezza con altri utenti, nel rispetto della privacy.

Applicazione KASPERSKY SAFE BROWSER11 – KASPERSKY SAFE BROWSER – Gratis
SafeBrowser consente di filtrare ed eventualmente bloccare la navigazione su tutti quei siti che contengono materiali inadeguati per i minori, come portali pornografici o con contenuti non consoni ai piรน giovani.ย In aggiunta l’App fornisce interessanti funzioni per il blocco di indirizzi web fraudolenti, previene proattivamente gli episodi di phishing, stronca sul nascere le infezioni dovute a malware e altri software dannosi.

Applicazione Dashlane12 – DASHLANE – Gratis
Se il cruccio di molti utenti รจ legato alla sicurezza delle transazioni on-line, Dashlane potrebbe rappresentare una soluzione efficace.ย  L’applicazione si configura come un portafoglio elettronico in grado di gestire password, numeri di conto e coordinate bancarie, con la possibilitร  di generare nuove chiavi di accesso a scadenze prefissate e di sovrascriverle a quelle memorizzate per incrementare i livelli di sicurezza. Tutti i dati inseriti vengono crittografati mediante chiave AES-256 e conservati nella memoria del dispositivo (รจ disponibile anche uno spazio cloud, per la versione a pagamento). Ogniqualvolta รจ necessario portare a termine un acquisto o transazione, l’App esegue automaticamente l’accesso inviando le opportune credenziali.

Applicazione eWallet13 – eWALLET – 8,99 โ‚ฌ
Simile a Dashlane, eWallet utilizza lo stesso sistema di crittografia dati e le stesse caratteristiche aggiungendo la funzione “timer”, con la possibilitร  di limitare la durata temporale delle transazioni imponendo la chiusura del servizio nel caso in cui l’utente si dimenticasse di provvedere al logout. Attraverso l’account iCloud รจ inoltre possibile bloccare l’applicazione impedendone utilizzi non autorizzati.

Applicazione LastPass14 – LASTPASS – Gratis
Per tutti coloro che faticano a memorizzare decine di nomi utenti e password, LastPass consente di memorizzare infinite credenziali di accesso e di richiamarle all’occorrenza con un semplice tocco dello schermo. Tutti i dati, opportunamente criptati, possono essere sincronizzati con dispositivi iOS, Mac, Windows e Linux. Per la memorizzazione dei dati bancari รจ inoltre disponibile LastPass Wallet, portafoglio elettronico capace di custodire in cloud ogni informazione previa crittografia della stessa.

Applicazione AVIRA MOBILE SECURITY15 – AVIRA MOBILE SECURITY – Gratis
Divenuta celebre sui sistemi operativi Windows, questa suite รจ da poco sbarcata su iOS allo scopo di fornire anche agli utenti Apple servizi di protezioni contro i rischi della Rete.ย Oltre alle funzionalitร  di difesa contro virus e trojan, meno “sentite” rispetto agli utenti di altri sistemi operativi, la suite integra una funzione di “location tracking” simile a quella implementata in “trova il mio iPhone”, un sistema di scansione delle App installate nel dispositivo, la segnalazione di software dannosi e un servizio di backup cloud da 5 Gb.

Applicazioni alternative

Per tutti i possessori di iPhone sui quali sia stato eseguito il jailbreak, iย Cydia Storeย – canali non ufficiali dove circolano liberamente le applicazioni, senza le restrizioni imposte dall’Apple Store – ย offrono ulteriori applicazioni per potenziare la sicurezza del proprio dispositivo.

360MobileSafe รจ un tweak che consente di bloccare messaggi, effettuare chiamate in tutta sicurezza e memorizzare all’interno del telefono contatti, messaggi e registro delle chiamate, mantenendoli al riparo da sguardi estranei.ย In caso di furto sarร  possibile da remoto ottenere informazioni circa lo spostamento del device e, nel caso, bloccarlo in via definitiva rendendo impossibile l’utilizzo delle applicazioni e della linea telefonica/dati.

Sempre in caso di furto, iLocals permette di tracciare lo smartphone rubato consentendo da remoto la possibilitร  di effettuare backup, cancellare la memoria del dispositivo, eliminare i dati sensibili memorizzati ed impedire l’inoltro di chiamate non autorizzate.

Per chi ama navigare in mobilitร , invece, Firewall IP permette al costo di 1,99 $ di bloccare le connessioni in uscita dal telefonino, gestire i provider e controllare le pubblicitร  sgradite. Nel caso in cui un’applicazione tenti di stabilire la connessione con un host, Firewall IP informa prontamente l’utente mostrandone il nome e dando la possibilitร  di consentire o rifiutare lo scambio di dati.

Cancellare contenuti diffamatori su internet – Guida Rapida

Servizio reputazione online banner 300x250Una delle caratteristiche peculiari di Internet รจ la possibilitร  di condividere in modo semplice e veloce tantissimi contenuti: riflessioni, immagini, video, commenti. Se questa possibilitร  apre mille interessanti opportunitร  a ciascuno di noi, ha come rovescio della medaglia quello di esporci pubblicamente anche quando non vogliamo. E puรฒ essere necessarioย cancellare contenuti diffamatori su internet.

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Eโ€™ possibile infatti che qualcuno posti nostre foto senza permesso, che un commento inappropriato che noi stessi abbiamo scritto su un forum o su un blog resti visibile per anni, che qualche sito mal fatto lasci in bella mostra i nostri dati personali o ancora, nel peggiore dei casi, che qualcuno ci diffami. Come agire in questi casi per eliminare i contenuti scomodi che possono ledere la nostra immagine dalla rete?

Innazitutto, dobbiamo essere consapevoli di tutto quello che compare online su di noi. Oltre a tentare di ricordare tutti i siti a cui ci siamo iscritti negli anni, possiamo fare una ricerca su Google o consultare directory che collezionano dati su chi รจ presente nella rete, come Pipl.com.ย Intercettate le nostre tracce, vediamo quello che possiamo fare per provare a eliminarle dal web.

CHIEDERE LA RIMOZIONE

Uno dei rischi piรน temuti รจ quello di vedere pubblicati da parte di altri contenuti che ci riguardano e che non vorremmo fossero pubblici. Si puรฒ trattare, ad esempio:

  • Di una nostro foto poco lusinghiera, messa online da un nostro contatto su Facebook o dalla pagina fan di un locale
  • Di un contenuto di rimbalzo, ossia un messaggio, un video o unโ€™immagine che abbiamo pubblicato noi privatamente, ma che รจ stata poi condivisa da altri e non รจ piรน sotto il nostro controllo
  • Di vere e proprie diffamazioni, messaggi o altri tipi di contenuti pubblicati con lโ€™intenzione di ledere la nostra immagine
  • Di nostri dati sensibili (numero di cellulare, indirizzo di casa, ecc.) esposti in chiaro

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In base alla circostanza, alla piattaforma e alla gravitร  dei contenuti sfuggiti al nostro controllo, possiamo seguire diverse vie per eliminare ciรฒ che non riteniamo opportuno.ย La prima cosa da fare รจ provare la strada del dialogo. Se a pubblicare il contenuto incriminato รจ stato un unico autore facile da rintracciare, possiamo contattare la singola persona e chiedere la rimozione del contenuto.

Ma ci sono casi in cui questo semplice metodo puรฒ non bastare o non poter essere usato: ad esempio, una nostra immagine o un nostro video potrebbe essere stato ripubblicato da piรน persone, oppure potremmo essere nominati in commenti diffamatori da persone anonime che intervengono in un blog o ancora, piรน semplicemente, le nostre richieste potrebbero restare inascoltate.ย In questo caso, il secondo passo da compiere cambia principalmente in base al tipo di piattaforma che ci interessa.

A) Se la piattaforma ha tra le sue funzioni quella di segnalare contenuti di cui si desidera la rimozione: il primo passo รจ utilizzare questa funzione per inoltrare la propria segnalazione ai responsabili del sito. La richiesta sarร  vagliata e potrร  portare alla rimozione del contenuto incriminato e, in alcuni casi, alla sospensione di un account particolarmente molesto.ย Di seguito, i link alle pagine delle piattaforme online piรน diffuse per poter segnalare un contenuto inappropriato:


B) Se la piattaforma non prevede alcuna possibilitร  di segnalare contenuti che si desidera rimuovere:
si puรฒ trattare di un forum, un blog, una community qualsiasi in cui รจ possibile postare commenti, immagini o costruire un proprio profilo personale. In questo caso, se la richiesta allโ€™autore del contenuto illecito รจ impossibile o non รจ andata a buon fine:

reputaz1. La prima cosa da fare รจ contattare il responsabile dei contenuti del sito, che puรฒ essere chi ha registrato il sito, il webmaster o lo staff di gestione del servizio web.ย Per trovare il responsabile dei contenuti del sito:

  • Controllare innanzitutto la pagina dei Contatti
  • Controllare se รจ presente una Privacy Policy che riporta il nome di un referente
  • Controllare a chi appartiene il sito facendo una ricerca Whois, ossia cercando in un database che contiene i dati di chi registra un determinato dominio web. Per farlo, si possono utilizzare servizi come il NIC, WHOIS ย oppure WhoIs Domain Tools.

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2. Provare a contattare la societร  di hosting – Se il contatto con il responsabile del sito web non รจ stato fruttuoso, รจ possibile provare a contattare la societร  che offre lo spazio su cui รจ installato il sito, rintracciabile ad esempio attraverso la ricerca Whois. Spesso queste societร  dichiarano esplicitamente di non essere responsabili dei contenuti pubblicati da chi le utilizza, ma, in alcuni casi, possono essere considerate parte responsabile. Ad esempio, se promuovono in qualche modo la diffusione dei contenuti o se svolgono qualche forma di regolamentazione sulle pubblicazioni degli utenti.

3 . Usare la legge. ย Sia nella situazione A che nella situazione B, se il contatto con i responsabili della piattaforma non porta a nulla, si puรฒ decidere di procedere per vie legali.ย In questo caso, possiamo fare denuncia alla polizia postale o arrivare a rivolgerci a un avvocato. Lโ€™esito positivo della controversia non รจ sicuro, ma รจ una strada che si puรฒ decidere di percorrere nel caso in cui contenuti da rimuovere provochino gravi danni alla nostra immagine. Ad esempio, ย se si verifica reale diffamazione, lesione all’immagine di minori o pubblicazione di dati sensibili protetti da privacy.

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ELIMINARE I RISULTATI DI RICERCA

Nell’attesa che la nostra richiesta di eliminare contenuti inopportuni sia ascoltata, si puรฒ arginare il problema chiedendo a Google la rimozione delle pagine web incriminate dai suoi risultati di ricerca. Questo non significa chiaramente eliminare i contenuti dal web e chiunque potrร  vederli accedendo a quelle pagine attraverso un link diretto, ma perlomeno non compariremo piรน nelle ricerche di Google.

La funzione รจ utile anche se la rimozione dei contenuti รจ andata a buon fine. Il motore di ricerca, infatti, impiega del tempo per mostrare la versione aggiornata delle pagine di un sito tra le sue pagine di ricerca. Per chiedere lโ€™immediata rimozione dei contenuti lesivi dai risultati di Google si deve usare questa pagina: Rimozione di una pagina o di un sito dalle pagine di ricerca di Google.

reputationsCONTROBATTERE CON UNA PRESENZA POSITIVA

Un altro modo per arginare il problema, nel caso la richiesta di eliminazione dei contenuti inopportuni non avesse esito,ย รจ quello di bilanciarli inserendo contenuti positivi. Questa azione puรฒ essere utile in particolare per un’azienda o un professionista che vede la sua immagine lesa da commenti diffamanti. Inserire contenuti positivi non significa inventarsi falsi profili con cui andare a parlare bene della propria attivitร  in giro per il web, ma mettere in evidenza i propri punti di forza e curare la propria immagine, ad esempio creando un blog aziendale o aggiornando con costanza i propri profili sui social professionali.

La migliore reazione ad un contenuto diffamatorio, cosรฌ, รจ quella di attivare o riconfermare una presenza reale e positiva sul web, creando contenuti di alta qualitร  che ci riguardino, con una buona ottimizzazione sui motori di ricerca, e con un collegamento ricco e continuativo con i social network. Il tutto deve diventare una pratica costante di gestione della nostra identitร  o attivitร  su internet.

L’operazione puรฒ essere svolta da soli, tramite strumenti piattaforme per il blogging gratuite come WordPress, che ha un ottimo SEO integrato, o con Blogger, lo strumento di Google che garantisce automaticamente un felice posizionamento sul principale motore di ricerca, ย a cui aggiungere la presenza sui principali social network.

Nei casi piรน importanti puรฒ anche essere affidata ad una azienda specializzata, che deve tuttavia essere controllata, che deve garantire l’utilizzo di pratiche di posizionamento sui motori corrette e non invasive, o peggio illegali, e che abbia un portafoglio di clienti abbastanza ampio e circostanziato, ai quali potrete rivolgervi per verificare quali siano state le linee di intervento della societร  di gestione della reputazione.

CANCELLARE I PROPRI ACCOUNT

Talvolta, per essere sconsiderati scomodi, dei contenuti non devono essere necessariamente pubblicati senza la nostra volontร  oppure essere diffamanti. La semplice iscrizione a siti, forum, social network potrebbe mettere allo scoperto informazioni su di noi che preferiremmo mantenere riservate e non visibili a tutti.

web-reputationNon per forza devono essere contenuti sensibili, ma a volte anche solo lโ€™idea di avere sparso per il web tante briciole di pane che possono permettere a chiunque di ricostruire parte della nostra vita puรฒ darci fastidio. In questi casi, si puรฒ desiderare di chiudere uno o piรน account che negli anni abbiamo aperto su qualsiasi genere di sito web.

Se la piattaforma a cui siamo iscritti permette di eliminare in modo autonomo il proprio account, basta cercare nelle impostazioni la pagina relativa e normalmente ci si puรฒ cancellare in modo rapido e semplice. E’ bene sapere che gli account a volte non vengono eliminati, ma solo disattivati, mentre in altri casi vengono congelati per un certo periodo di tempo, entro il quale lโ€™utente puรฒ decidere di riattivarli.

Se si vuole velocizzare lโ€™operazione, รจ possibile utilizzare alcune applicazioni web che facilitano la disiscrizione dalle community e dai servizi online piรน diffusi.ย Tra questE applicazioni:

  • DeleteYourAccount: a differenza del primo, propone un elenco piรน ricco, che presenta anche siti come PayPal, WordPress, eBay, Tumblr ecc.

Se ci siamo iscritti a siti web da cui sembra impossibile disiscriversi, possiamo risolvere la questione modificando i dati associati allโ€™account e inserendone di falsi, in modo che non sia piรน possibile associare lโ€™attivitร  di quellโ€™account a noi. Se non basta, si puรฒ richiedere al responsabile del sito web la cancellazione del proprio account e, in caso di insolvenza, seguire lo stesso procedimento suggerito nel capitolo precedente per far rimuovere le proprie tracce dal web.

Line Whoscall. App Android per identificare numero chiamante

Line Whoscall รจ un’applicazione gratuita per il filtraggio e l’identificazione delle chiamate telefoniche, capace di dare all’utente la possibilitร  di respingere i mittenti indesiderati e ricavare informazioni utili sulla base della numerazione telefonica in entrata, inclusi il nome del gestore telefonico del chiamante e – nel caso di numerazioni fisse – la cittร  e la nazione da cui proviene la telefonata.

L’App, sviluppata da Gogolook in collaborazione con Line, dispone di un vasto database che conta al suo interno oltre 600 milioni di numerazioni telefoniche ricavate da elenchi e banche dati pubbliche.ย Grazie alla partnership stretta tra le due aziende – Line in qualitร  di piattaforma di messaggistica con oltre 300 milioni di utenti nel mondo, Gogolook come una delle principali societร  mondiali di servizi per l’identificazione degli utenti con l’App Whoscall – tutti i possessori di smartphone e tablet con sistema operativo Android possono filtrare preventivamente le numerazioni sospette, evitando cosรฌ di dover rispondere a telefonate “scomode” per scoprire l’identitร  del mittente.

Di seguito le principali funzionalitร  dell’applicazione:

  • Identificazione immediata del chiamante mediante banca dati Gogolook e sulla base delle segnalazioni inviate da altri utenti;
  • Blocco delle chiamate e degli SMS da parte di utenti indesiderati;
  • Database globale con oltre 600 milioni di numeri telefonici;
  • Tag dei numeri di telefono: a ogni numero catalogato come “non-indesiderato” viene assegnato un tag per creare una rete di comunicazioni affidabili per tutti gli utenti;
  • Servizio di ricerca dei numeri di telefono all’interno del database, con la possibilitร  di scaricare gratuitamente la versione offline dell’elenco (solo per i mercati USA, Corea, Hong Kong, Giappone e Taiwan);
  • Guard Database: elenco in continuo aggiornamento dei numeri di telefono catalogati come dannosi, indesiderati, correlati con servizi di telemarketing o frodi;
  • Database Pagine Gialle: elenco dei numeri telefonici di imprese, aziende, negozi e istituzioni di tutto il mondo;
  • Associazione automatica degli ID del chiamante con i dati contenuti nei database di Line Whoscall.

Line Whoscall, pur essendo sviluppata in collaborazione con Line, non integra un servizio di autenticazione alla piattaforma Line e non tiene quindi conto delle telefonate e dei messaggi provenienti da questa applicazione, filtrando solamente quelli ricevuti sulla normale linea telefonica dell’utente.

Scarica gratis Line Whoscall per Android

Quanta fiducia riporre nel marchio Apple? mmm…

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Sappiamo tutti quanta cura Apple dedichi all’affermazione del proprio marchio: l’azienda di Cupertino รจ forse quella che nel mondo piรน si preoccupa della gestione del proprio brand, e tra i valori aziendali fondamentali per una multinazionale del genere vi รจ sicuramente il senso di fiducia che รจ in grado di ispirare degli utenti.

Errore iMessage

Ma dal punto di vista della sicurezza, quando possiamo fidarci di Apple? e soprattutto delle sue dichiarazioni? perchรฉ negli ultimi mesi del 2013 l’azienda รจ stata ripetutamente smentita su questo fronte: sulla scia dello scandalo del Datagate, Apple aveva infatti rassicurato tutti i propri clienti precisando che il suo sistema di messaggistica iMessage, non poteva essere spiato da nessuno, nemmeno dagli stessi dipendenti, anche se lo avessero voluto.

E dopo pochi giorni dal comunicato ufficiale, alcuni hacker riuniti a Kuala Lumpur, hanno dimostrato l’esatto contrario: non vi รจ alcuna garanzia che le chiavi necessarie per decifrare i testi scambiati con iMessage appartengano solamente a mittente e destinatario, per cui รจ assolutamente possibile, in linea teorica, che la Apple possa passare dati ad agenzie governative. La secca smentita ha costretto l’azienda a ripetere la sua posizione, spiegando tuttavia che non avrebbe interesse a farlo, ma senza entrare nel merito tecnico della questione.

Errore iCloud

Un caso simile รจ accaduto alla piattaforma per la conservazione online dei documenti degli utenti iCloud: anche questa viene proposta come prodotto assolutamente sicuro e anche questo รจ stato puntualmente smentito dalle ricercatore Vladimir Katalov,ย che dopo alcune indagini, ha scoperto che le chiavi per la criptazione dei contenuti di iCloud sono conservate assieme ai dati, il che permette ai pirati informatici di rubare il contenuto cifrato con la chiave per leggerlo in chiaro. Allo stesso modo รจ emersa la curiositร  che Apple utilizza computer anche appartenenti ad Amazon e a Microsoft, e anche questa volta gli utenti hanno avuto un motivo in meno per fidarsi dell’azienda.

Errore LinkedIN Intro

Ma i dubbi non ci sono solamente quando Apple dice qualcosa che viene contestato in modo circostanziato: l’immagine dell’azienda viene scalfita anche quando non dice niente, quando invece dovrebbe farlo. E’ il caso di LinkedIn Intro, una funzione dedicata agli utenti di iPhone che promette di aggiungere dati interessanti sulla professione dei nostri interlocutori, ma che per farlo si posiziona a metร  tra le comunicazioni degli utenti come avviene in una antica tecnica di attacco conosciuta come Man the Middle: le polemiche sulla sicurezza sono state ampie e dettagliate, ma nel botta e risposta tra LinkedIn ed esperti รจ mancata la presa di posizione da parte di Apple, che su una questione cosรฌ importante avrebbe dovuto pronunciarsi.

Il risultato

E’ dunque prevedibile la risposta che possiamo dare alla domanda iniziale, e a confermarlo รจ uno studio compiuto dalla Forrester, che ha rivelato come il marchio che ispiri piรน fiducia negli utenti sia quello della Microsoft, nonostante dal punto di vista della sicurezza anche questa azienda ha preso degli abbagli a volte clamorosi.ย I marchi di Apple e Google, sebbene visti come innovativi, non sono altrettanto rassicuranti.

Come Apple sa bene, creare un valore aziendale nell’immaginario collettivo รจ molto difficile mentre distruggerlo รจ decisamente piรน facile. C’รจ speranza che qualcosa possa cambiare? dipende: nel momento in cui una mancanza di fiducia per problemi di sicurezza dovesse cominciare ad intaccare la bontร  del marchio e quindi i profitti, l’azienda si muoverร  di conseguenza.

Cyberbullismo. Tutto sul nuovo codice di autoregolamentazione

Nato per le strade e i sobborghi delle periferie, diffusosi a macchia d’olio sino a entrare nelle aule delle scuole, il fenomeno del bullismo รจ sbarcato negli ultimi anni sulla Rete rivelando il suo lato “cyber“.ย I fatti di cronaca parlano chiaro: nel solo Regno Unito dal 2011 al 2012 i minorenni rivoltisi al centralino del servizio ChildLine per denunciare situazioni allarmanti riscontrate sulla Rete sono saliti dell’87%, registrando un’impennata simile a quelle riscontrate in altri Paesi europei e negli Usa.

Data la necessitร  da parte delle istituzioni di porre un freno all’espansione di questo triste fenomeno, un tavolo congiunto di associazioni, enti e istituzioni presieduto dal viceministro per lo Sviluppo economico Antonio Catricalร  ha presentato lo scorso 8 gennaio la prima bozza del “Codice di Autoregolamentazione per il contrasto del Cyber-bullismo“.

Un documento importante che sottolinea l’urgenza di porre un freno a un problema sociale di prim’ordine, causa in tempi recenti di episodi drammatici che hanno interessato giovani e giovanissimi perseguitati dai “cyberbulli” e sfociati in tragedia.

Il codice: chi lo ha approvato

Il testo, che dovrร  ancora essere vagliato e integrato prima della definitiva approvazione, prevede che gli operatori della comunicazione si impegnino volontariamente a mettere in campo sistemi di segnalazione, ben visibili e utilizzabili da tutti, per comunicare tempestivamente l’esistenza di un qualunque atto di violenza e molestia sulla Rete. Una sorta di allarme pensato per contrastare sul nascere il fenomeno, a cui dovranno far seguito attivitร  si sensibilizzazione, vigilanza ed eventualmente soppressione dei comportamenti giudicati pericolosi.

Un argomento tanto delicato e complesso richiede inevitabilmente uno studio approfondito, da realizzare insieme a tutti gli attori che oggi compongono il panorama della comunicazione.ย Al tavolo, presieduto dal viceministro Catricalร , hanno partecipato i rappresentati delle istituzioni Mise, Agcom, Autoritร  per la privacy, Polizia postale e Garante dell’infanzia, diverse associazioni di settore (tra cui Assoprovider e Confindustria digitale) e alcuni “big” della Rete come Microsoft e Google.

La prima bozza elaborata da questo collegio si compone di cinque articoli che prevedono una serie di misure che i soggetti aderenti prevedono di adottare, volontariamente, nell’immediato futuro per scoraggiare il Cyberbullismo e difendere le categorie di utenti piรน fragili tra le nuove generazioni.

Cinque punti contro i cyberbulli

partendo da alcuni presupposti contenuti nella Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e su alcuni recenti, tragici fatti di cronaca che hanno riguardato giovani vittime di persecuzioni online, gli estensori hanno creato un codice di autoregolamentazione destinato a tutti gli operatori della comunicazione, con un occhio di riguardo sul mondo del social networking.

Il meccanismo proposto รจ molto lineare e consiste nella prevenzione del fenomeno, nella possibilitร  di consentire agli utenti di segnalarlo e in una serie di strumenti atti a contrastarlo con interventi tempestivi da parte di chi eroga i servizi sulla Rete.
bullismo2Il tutto, quindi, parte da un impegno condiviso nel realizzare campagne informative e di sensibilizzazione sul tema (art. 4 del Codice), con l’obiettivo di adoperarsi presso le sedi preposte per far capire ai piรน giovani quali situazioni devono essere considerate allarmanti e quali rischi si possono correre nel prendere troppo alla leggera un social network o anche un semplice messaggio sms ricevuto da uno sconosciuto.

Gli aderenti si impegneranno inoltre ad attivare nei rispettivi siti o applicazioni appositi tasti di segnalazione (art. 1 e 2), sempre ben visibili e raggiungibili da ogni pagina nella lingua predefinita dell’utente, in modo tale che persino un bambino possa immediatamente indicare situazioni di rischio o pericolo. Un sistema che, secondo gli addetti ai lavori, rappresenterebbe l’unico metodo efficace per arginare il fenomeno ed evitare agli utenti di risultare vittime di persecuzioni protratte nel tempo.

Per garantire una risposta immediata adotteranno opportuni sistemi per la rimozione in tempo reale dei contenuti offensivi (art. 3), a cura di personale qualificato che entro due ore dalla segnalazione avrร  il compito di valutare l’esistenza di un fenomeno di Cyberbullismo ed eventualmente stroncarlo sul nascere. A chi si occuperร  del controllo delle segnalazioni sarร  inoltre data facoltร  di oscurare temporaneamente i contenuti segnalati come lesivi, a titolo cautelativo e in attesa di un giudizio definitivo.

Nella bozza del Codice รจ anche prevista una stretta collaborazione con le Autoritร  competenti, al fine di risalire alle identitร  di coloro che utilizzano i servizi web per mettere in pratica forme di violenza, discriminazione o vessazione nei confronti dei propri coetanei (art.4).

Un’attivitร  che dovrร  essere condotta nel rispetto delle normative vigenti in tema di privacy e sotto la sorveglianza di un apposito Comitato di Monitoraggio (art. 5), istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico al fine di vigilare sull’operato dei soggetti aderenti al Codice, sui meccanismi di sicurezza messi in atto e sulle eventuali modalitร  di intervento a seguito delle segnalazioni.

I dubbi: poche linee guida

La necessitร  di adottare provvedimenti immediati volti ad arginare il Cyberbullismo riapre il dibattito sull’uso – e sul possibile abuso – che gli strumenti di censura possono avere in Rete.ย Se da un lato appare sacrosanto stroncare sul nascere un atto di violenza verbale, una persecuzione sociale, etnica o religiosa attraverso la rimozione istantanea di contenuti, segnalando l’episodio alle autoritร  competenti, dall’altro il rischio che uno strumento di censura possa essere impiegato in maniera eccessiva tanto da limitare la libera circolazione di pensiero o idee รจ sempre presente.

Dubbi sono sorti in merito alleย funzioni di controllo che verranno attribuite direttamente ai gestori dei servizi, che si incaricheranno di vigilare ed eventualmente segnalare alle Autoritร  comportamenti assimilabili al tema del bullismo. Difficile, sulla base delle poche indicazioni contenute nella bozza, stabilire nel dettaglio quali incombenze spetteranno alle aziende e in quale misura. Al di lร  delle manifestazioni palesi ed eclatanti di cyberbullismo,ย il rischio รจ che in mancanza di paletti con regole precise ogni azienda possa elaborare un proprio “codice di censura”, stabilendo arbitrariamente quali comportamenti stigmatizzare e quali contenuti rimuovere.

Per il momento la bozza del Codice parla solo di “personale opportunamente qualificato” senza perรฒ specificarne le qualifiche (psicologi, pedagoghi, medici, esperti di comunicazione โ€ฆ). Improbabile, sotto questo punto di vista, che le aziende aderenti in via volontaria al Codice di Autoregolamentazione possano procedere all’assunzione di nuove figure “ad hoc” disponibili 24 ore su 24 a ricevere segnalazioni, valutarle e a proporre soluzioni nell’arco massimo delle 2 ore proposte dal Codice.

In tempi di crisi e di politiche economiche sempre piรน orientate al contenimento dei costi, dunque alcune aziende potrebbero delegare le incombenze di controllo a personale non adeguatamente qualificato o con scarsa esperienza delle dinamiche della Rete, magari a figure assunte in stage o a progetto, che difficilmente potrebbero svolgere la mansione in maniera adeguata e oculata.

In mancanza di una specifica formazione in materia, una discussione isolata sfociata in violenza verbale potrebbe essere a torto confusa per una manifestazione di cyberbullismo, fenomeno che inveceย  prevede il reiterarsi nel tempo di comportamenti persecutori nei confronti di una singola persona.

O, in alternativa, che il personale deputato al controllo per non correre rischi decida di utilizzare la linea dura eliminando ogni contenuto solo apparentemente lesivo accettando quindi tutte le richieste di censura. In questo modo, anche un semplice post tra giovani amici ricco di sfottรฒ bonari potrebbe assumere per un occhio poco attento i contorni apparenti di un focolaio di bullismo sulla Rete .In mancanza di regole certe il rischio รจ che rimozioni e segnalazioni siano affidate alla sensibilitร  delle singole personeย deputate al controllo, che potranno decidere autonomamente cosa censurare e cosa no.

Il testo definitivo del Codice dovrร  inevitabilmente fornire una serie di criteri sulla base dei quali stabilire se un contenuto puรฒ essere considerato o meno offensivo, in quali casi si potrร  procedere alla sua rimozione e in quali specifici casi si dovrร  segnalare l’accaduto alle Autoritร  competenti.

In caso di errore: solo un richiamo

Maย il dubbio piรน grande resta legato al carattere volontario dell’adesione al Codice e alla mancanza di procedure sanzionatorie per quanti, pur aderendo, non rispetteranno in futuro le direttive imposte dal documento.ย 
In caso di mancato rispetto degli impegni assunti รจ infatti previsto un semplice “richiamo” da parte del Comitato di Controllo, organismo che peraltro dovrร  nascere e proseguire la propria attivitร  a “costo zero per lo Stato” (art. 5).

La bozza del Codice rappresenta al momento una prima, decisa risposta collettiva a un problema grave e fortemente sentito a livello sociale, pur necessitando di opportuni ritocchi e chiarificazioni su aspetti ancora poco chiari.ย Il testo, pubblicato l’8 gennaio, รจ destinato a restare in pubblica consultazione per 45 giorni sul sito del Ministero per lo Sviluppo economico allo scopo di ottenere suggerimenti, consigli e proposte dal popolo della Rete, prima della sua redazione definitiva.

Il fallimento di Bip Mobile: fatti, accuse e soluzioni. Report

220.000 utenti i cui telefoni sono improvvisamente diventati muti e inservibili: รจ cosรฌ che l’avventura del gestore telefonico low cost Bip Mobile รจ improvvisamente naufragata, lasciando nell’incertezza e nel timore di aver perso il proprio credito telefonico tutti coloro che avevano dato fiducia ad una start-up italiana.

E piuttosto intricato, oltre che quasi penoso, รจ stato il rimpallo di accuse successivo al distacco delle linee telefoniche, nelle quali incomprensibili dinamiche aziendali avevano il solo denominatore comune di arrecare disagio agli utenti, rimasti impotenti a guardare uno dei piรน clamorosi fallimenti nel mercato mobile degli ultimi anni.

Fabrizio Bona, AD di Bip Mobile
Fabrizio Bona, AD di Bip Mobile

Bip Mobile e il suo Manager

E dire che l’avventura di Bip Mobile era partita come progetto rivoluzionario: l’azienda รจ stata costituita a Roma nel marzo del 2012 con un capitale sociale di 100mila euro e un budget di 10 milioni per gli investimenti pubblicitari. A guidare l’iniziativa, in qualitร  di fondatore ed amministratore delegato, il manager Fabrizio Bona, figura di rilievo e allo stesso tempo controversa, la cui storia รจ indicativa per capire come puรฒ essere stata gestita la Bip Mobile.

Nato a Licata in provincia di Agrigento, Bona inizia nel 1989 come consulente nella Inside Consulting, passando nel quadriennio ’90/’94 a lavorare allo sviluppo dei prodotti Tim, che allora si chiamava ancora SIP. Dopo essersi fatto le ossa, Bona, sul finire del 1994, passa ad una nuova azienda chiamata Omnitel.

E’ appropriato dire che il manager รจ l’anima della nuova impresa: guida le scelte commerciali con mano sicura e particolarmente intraprendente, ed รจ sotto la sua gestione che questa si trasforma in Vodafone, diventando il primo vero gestore telefonico capace di strappare clienti all’impero della Telecom Italia e della sua societร  mobile TIM.ย E’ lui l’ideatore delle storiche pubblicitร  con protagonista la modella australiana Megan Gale, che sono entrate nella storia dell’advertising.

A questo punto Bona si trasferisce in Wind, a cui la liberalizzazione del mercato ha permesso di emergere, ma durante il suo incarico l’azienda viene coinvolta nello scandalo GSM Box: la trasmissione Report, in onda su Raitre, racconta che la Wind avrebbe dato l’incarico di rivendere le sue schede telefoniche a due aziende in franchising, Elledue ed Ellegroup, entrambeย gestite dall’imprenditore Venerino Lo Cicero. In realtร , secondo il servizio dei giornalisti di Rai 3, queste due imprese attivavano un consistente numero di schede SIM intestandole a nomi falsi o ad extracomunitari, per poterle inserire in quella che รจ stata chiamata “Scatola magica”, la GSM Box.

be-smart-be-bip-mobileQuesto strumento รจ capace di trasformare il traffico da fisso a mobile, particolarmente costoso, a mobile/mobile, decisamente piรน economico, per poter poi rivendere le schede ai veri utenti finali. I clienti pagavano la tariffa a prezzo pieno, ma grazie alla GSM Boxย i costi venivano notevolmente abbassati, creando un margine di profitto illecito, quella che si chiama volgarmente “Cresta”, a totale insaputa della Wind, per un bottino totale, stimato al tempo, in 16 milioni di euro. ย Bona viene citato nel servizio di Report e sebbene non sia stato mai formalmente accusato nรฉ ci sia stato alcun procedimento giudiziario nei suoi confronti, il Manager lascia il comando dell’azienda.

E’ il 2009 e Franco Bernabรจ, a capo della Tim, fa di tutto per riaverlo al suo fianco, e cosรฌ, dopo piรน di 10 anni, Bona ritorna al passato. Ma vuoi la crisi, vuoi scelte sbagliate, la sua gestione รจ tendenzialmente negativa e i ricavi si abbassano rapidamente del 10%. Bona, inoltre, che ha sempre guidato personalmente le campagne pubblicitarie, sceglie la modella Belen Rodriguez come protagonista degli spot, ma in quel periodo la ragazza รจ fidanzata con il noto paparazzo Fabrizio Corona, al centro di inchieste giudiziarie per estorsione di denaro e ricatto verso diversi VIP. Belen non rappresenta i valori aziendali e questo, assieme al calo dei profitti, รจ sufficiente per mandarlo via, dopo appena un anno di lavoro.

La tattica di Bip: low cost, chiamate internazionali e il DS 100

E’ dopo tutto questo che Fabrizio Bona decide di mettersi in proprio e lanciare la Bip Mobile, grazie a diversi finanziamenti. L’azienda punta tutto su tre elementi fondamentali: al primo posto le tariffe low cost, sull’esempio della concorrente francese Free Mobile,ย che ha fatto grande successo: รจ possibile navigare sul web a 5 euro al mese, eseguire 500 minuti di chiamate verso tutti sempre a 5 euro mensili, o godere di 200 minuti di chiamate e 2 gigabyte di navigazione a 6 euro. Offerta di punta: tutto incluso a 19.90 al mese.

bip_mobileTariffe estremamente competitive, che dovrebbero aprire un varco in un mercato affollatissimo, alle quali si aggiunge il secondo elemento strategico: una serie di tariffe internazionali per chiamare Albania, Marocco e Romania, ma anche telefoni fissi e mobili di Cina e India allo stesso prezzo delle telefonate nazionali. Infine, la Bip Mobile lancia il telefono DS 100, un dispositivo UMTS e Dual Sim all’irrisorio costo di 49 euro, che ricalca la tendenza di successo a dare in uso gratuito o riscattabile, un prodotto mobile che si ripaga con la tariffa o con rate infinitesimali.

Bip Mobile si basa sulla rete della 3 Italia che garantisce l’accesso alla linea e la copertura, mentre la compagnia danese Telogic, giร  fornitrice di importanti concorrenti e garanzia nel settore, si occupa della distribuzione, dei servizi tecnologici e della attivazione e disattivazione delle promozioni.ย E’ cosรฌ che parte l’avventura di Bip Mobile, attraverso delle simpatiche pubblicitร  che si basano sul cartone dello struzzo Bip Bip, da sempre in seguito daย Willy Coyote.

L’investimento pubblicitario iniziale รจ decisamente importante, eppure emergono durante i pochi anni di vita dell’azienda alcuni dettagli, che presi isolatamente non possono far capire nulla in particolare, ma che forse sono segnali che qualcosa non funzionava. Innanzitutto alcuni problemi di banda che hanno interessato diversi utenti, cosรฌ come l’attivazione delle Sim card, che anche se comprate direttamente nei negozi, richiedono molto tempo per avviarsi. Contestualmente anche il dispositivo DS 100ย non pare avere molto successo: gli utenti lo giudicano poco piรน che un arnese cinese di poco valore, che tra l’altro ha seri problemi nella durata della batteria.

Natale 2013: il crollo di Bip Mobile

Ma il vero capitombolo accade durante il Natale del 2013: improvvisamente i 220mila clienti della Bip Mobile, rimangono senza linea telefonica, nella totale impossibilitร  di effettuare e ricevere chiamate e messaggi. Anche la navigazione internet รจ del tutto bloccata, e le informazioni stentano ad arrivare: il servizio clienti รจ muto e sul sito di Bip compare solo un laconico avviso che spiega come i tecnici stiano lavorando per il ripristino dei servizi.

Bip-Mobile-1_35605_01Ma i servizi non verranno mai ripristinati, e qui incomincia un rimpallo di spiegazioni e di accuse difficile da decifrare, ma dalla cui somma si puรฒ capire quello che potrebbe essere successo.

La prima a parlare รจ la Telogic, che afferma di registrare nei confronti della Bip Mobile un’insolvenza di 8 milioni di euro, il cui pagamento รจ stato piรน volte sollecitato e mai eseguito: i vertici Telogic spiegano di aver chiesto alla Bip perlomeno la presentazione di un piano di rientro, ma di non averย maiย ottenuto alcun tipo di risposta e all’esasperato prolungarsi della situazione debitoria, sono stati costretti a staccare la linea.

I media e i giornali italiani lo dicono chiaramente: tutto รจ ora nelle mani di Bip Mobile, l’unica che possa fare qualcosa per risolvere la situazione. Nel frattempo Fabrizio Bona lascia la dirigenza, abbandona il suo incarico e verrร  riassunto dopo qualche tempo nel management di Alitalia. Per questo ciรฒ che rimane del gruppo Bip Mobile, pubblica sul sito un lungo comunicato ufficiale nel quale spiega la sua visione dei fatti.

I rimpalli di accuse

Stavolta la colpa sarebbe da attribuire alla 3G e alla Telogic, che avrebbero praticato dei prezzi all’ingrosso piรน alti di quelli che vengono fatti agli utenti finali: questa assurda politica, attuata per buttare fuori gioco la Bip Mobile, avrebbe costretto l’azienda a lavorare sottocosto e in perdita strutturale, nonostante siano stati fatti degli acquisti importanti come 500.000 Sim card. Il comunicato prosegue dipingendo la Bip Mobile come una vittima in lotta contro tutto: il primo agosto la Telogic รจ ufficialmente fallita e la Bip ha combattuto in ogni modo per mantenere il servizio ai propri clienti, arrivando anche a pagare direttamente i sotto fornitori della Telogic, la Capernow e la Materna GmbH, cercando di mantenere le linee attive.

Tuttavia il comportamento di Telogic sarebbe ulteriormente peggiorato in quanto giร  ad ottobre, e senza alcun tipo di preavviso, sarebbero stati sospesi i servizi di segreteria agli utenti cosรฌ come la banda sarebbe stata drasticamente e ridotta a pochi byte. Una serie di problemi che la Telogic avrebbe giustificato con errori tecnici che non avrebbe mai risolto, fino ad un ingiustificato e arbitrario distacco della linea.

Insomma, il comunicato estremamente duro cerca di posizionare la Bip Mobile come azienda ingiustamente sfruttata e attaccata, che ha tentato con tutte le forze di rimanere in piedi e che lancia anche l’appello agli utenti volto a conservare la loro fiducia, spiegando che se la Bip dovesse morire, i prezzi sarebbero lievitati ulteriormente venendo a mancare un importante protagonista del mercato.

Abbastanza rapida giunge la replica delle aziende citate in causa: la prima รจ la Telogic che non entra nel merito della questione, ma definisce come “diffamatorie e deliranti” le frasi della Bip: anzi l’azienda avrebbe esteso la propria portabilitร  per permettere agli utenti di raggiungere altri operatori attuando il comportamento il piรน responsabile possibile. La 3 Italia risponde piรน precisamente alle accuse, dichiarando come totalmente falso il discorso dei prezzi all’ingrosso: solo Bip ha dei problemi simili, mentre gli altri riescono ad essere perfettamente concorrenziali.

La 3 inoltre non avrebbe alcun contratto diretto con la Bip, quanto piuttosto conย Telogic che sebbene non abbia a sua volta onorato i debiti e una delibera della Agcom permetterebbe il distacco della linea, il management di 3 ha deciso di continuare a offrire il servizio come senso di responsabilitร  nei confronti degli utenti finali.

L’intervento di AGCOM

Eโ€™ difficile dare dei giudizi e la situazione verte ora su una Bip vittima ed eroica sostenitrice dei diritti degli utenti, ora su una azienda mal gestita che non sa come giustificarsi. A dirimere la situazione interviene la Agcom, che il 7 gennaio 2014 convoca i rappresentanti delle tre aziende: durante l’incontro, particolarmente teso, vengono fatti espliciti complimenti al comportamento della compagnia 3, per il suo sostegno verso i clienti tra l’altro non suoi.

Ma il centro del discorso รจ la tutela degli utenti e la Agcom impone due linee direttive: per prima cosa deve essere garantita la portabilitร , ovvero la possibilitร  di cambiare il proprio operatore mantenendo lo stesso numero di cellulare. Per fare questo l’agenzia, che aveva imposto il limite di 500 portabilitร  giornaliere alla Bip, innalza tale soglia alle 15mila, ordinando tempi stretti per eseguire il passaggio e permettendo ai clienti, in caso di ritardo, di chiedere un indennizzo di circa 2.5 euro al giorno.ย Dall’altro lato, il credito residuo al momento dell’interruzione del servizio dovrร  essere garantito e trasferito al nuovo operatore per minimizzare il danno nei confronti degli utenti.

Ricarica-regalo-bip-MOBILEIl recupero di numero e credito

Sebbene la decisione della Agcom sia ovviamente condivisibile e auspicabile, ci si interroga immediatamente sulla reale fattibilitร  di tutto quello che รจ stato deciso.

Per quanto riguarda la portabilitร  del numero, l’innalzamento della soglia ha sostanzialmente risolto il problema e gli utenti stanno migrando in massa verso nuovi operatori che sono felici di accoglierli.

Piรน delicato il discorso relativo al credito residuo: il principale timore degli utenti sta nel fatto che la piรน grande azionista di Bip, la One Italia, รจ in liquidazione e questo significa che i soldi dei crediti attualmente non esistono, il che fa temere il rifiuto da parte degli operatori che ricevono i “profughi” di Bip Mobile, ad accettare nuovi clienti ai quali erogare un credito che non puรฒ monetizzarsi.

Ma diversi studi legali intervenuti sul tema, hanno precisato che non si tratta di soldi cash, ma di credito che deve essere concesso: agli operatori conviene utilizzare questo metodo per acquisire o recuperare i clienti, e le compagnie telefoniche potranno riottenere il valore del credito concesso direttamente dalla liquidazione di Bip o indirettamente tramite agevolazioni sotto stretta sorveglianza della Agcom.

Quello per cui purtroppo non c’รจ nulla da fare, sono invece le promozioni, che erano legate alla politica commerciale di Bip e che non potranno verosimilmente essere recuperate, e i materiali forniti ai rivenditori, che non hanno piรน alcun valore sul mercato.ย La Bip, oltre a rilanciare le accuse ai fornitori, ha comunque spiegato di voler continuare la sua avventura, chiedendo per esempio a Telogic la riattivazione della chiamate in entrata che non avrebbero costi aggiuntivi, ma รจ chiaro che al momento attuale la compagnia non รจ in grado di garantire servizi completi.

Morale della favola?

Cosa puรฒ insegnarci lo scandalo di Bip Mobile? in realtร  riteniamo che questa volta il fallimento non sia dovuto a pratiche commerciali scorrette: dopotutto รจ stato accertato e riconosciuto che la 3 Italia, pur potendo staccare la linea, non l’ha fatto e allo stesso tempo i cartelli vengono pesantemente sanzionati dall’Antitrust. In fondo la Bip era riuscita ad accumulare 220mila utenti e altre realtร  come CoopVoce, Noverca, Poste Mobile e Carrefour Mobile rappresentano una minoranza di mercato, che riesce tuttavia a lavorare.

In realtร  lo scandalo di Bip deve insegnarci ad osservare le cose con attenzione ai particolari: dalle pubblicitร  non perfettamente professionali che tendono a non ripetersi nel corso del tempo, assieme a disguidi continui e al lancio sul mercato di prodotti decisamente insoddisfacenti come il DS 100. Sono tutti piccoli segnali, che devono mettere in guardia l’utente e che devono imporgli di aspettare fino a quando le proposte non saranno del tutto convincenti prima di passare ad un nuovo operatore.

L’app Snapchat tra autodistruzione fasulla, sexting e bug trascurati

Tra i giovani, รจ l’App del momento. Perchรฉ Snapchat non rappresenta la solita applicazione di messaggistica istantanea, di quelle che consentono lo scambio di messaggini e l’invio di foto. Ad averla resa cosรฌ popolare tra le nuove generazioni รจ stata in larga parte la funzione di “auto-distruzione” dei contenuti scambiati, siano essi foto o video.

Snapchat รจ una delle App maggiormente diffusa fra giovani e giovanissimi

Una volta visualizzati, un timer ne consente la permanenza sul telefonino per un massimo di 10 secondi scaduti i quali il contenuto scompare senza lasciare alcuna traccia apparente.

Facile a questo punto capire il successo di una simile App, legato in gran parte allo scambio di fotografie private, “piccanti” o imbarazzanti scattate magari all’insaputa dei loro protagonisti.

Materiali confidenziali da scambiare in gran segreto, protetti da quella garanzia di “auto-distruzione” che ne dovrebbe, in linea teorica, proteggerne la privacy da occhi indiscreti.Un fenomeno planetario, quello di Snapchat, capace di coinvolgere in pochi mesi 30 milioni di utenti attivi per un mercato stimato in un milione e mezzo di dollari.

Ma si tratta davvero di un’App cosรฌ sicura? Tutt’altro. Dall’auto-distruzione che non cancella i messaggi, lasciandoli in bella mostra nella memoria del telefono, ai noti bug di sicurezza sfruttati in passato dagli hacker per diffondere i dati personali degli utenti, Snapchat soffre di evidenti criticitร  mai sanate dall’azienda produttrice, la californiana Snapchat Inc., nonostante le continue segnalazioni da parte degli esperti del settore.

La lunga lista di permessi richiesti da Snapchat

Alcuni permessi di troppo

A partire dall’installazione, l’applicazione chiede molto all’utente in termini di permessi. Per poter iniziare a utilizzare Snapchat รจ necessario consentire al programma di modificare/eliminare i contenuti sulla scheda SD, garantire l’accesso completo a internet, l’acquisizione in qualsiasi momento di foto e video attraverso la telecamera, l’accesso alle telefonate, la lettura dello stato e dell’identitร  del telefono (incluso numero personale, numero di serie del dispositivo, numero a cui รจ collegata la chiamata), permettere l’invio di SMS a pagamento, la localizzazione GPSย  (con possibilitร  di individuare la propria posizione), la lettura dei dati di contatto (inclusi numeri e indirizzi della rubrica) e degli account memorizzati sul telefono.

Terminata l’installazione, รจ sufficiente che mittente e destinatario si accordino sullo scambio di materiale e il gioco รจ fatto. Foto scambiate in pochi istanti e visibili per un massimo di 10 secondi, o almeno in teoria.

L’autodistruzione che non distrugge

Giร , perchรฉ di fatto il cavallo di battaglia che ha decretato il successo di Snapchat tra i giovanissimi si รจ rivelato essere un completo abbaglio.ย Stando a quanto divulgato da Decipher Forensics al termine dei canonici 10 secondi le immagini non scomparirebbero del tutto ma verrebbero salvate sul telefono in una cartella di cache nascosta “received_images_snaps”, memorizzate con l’estensione “.NOMEDIA”.

Un escamotage che le rende irrintracciabili per l’utente medio ma non per chi รจ avvezzo con l’informatica, dando quindi modo a molti giovani cresciuti tra smartphone e computer di recuperare tutti i contenuti scambiati e di diffonderli attraverso altri canali. A fronte di queste evidenti criticitร  la Snapchat Inc. ha glissato comunicando che soltanto un esperto di pratica forense sarebbe in grado di recuperare le immagini scambiate dalla memoria del telefono, relegando la pratica a un problema inesistente, ma รจ sufficiente un’applicazione di File Management per recuperare tutte le foto.

Un ulteriore buco in termini di privacy รจ stato segnalato dagli utenti: nei 10 secondi durante i quali le immagini vengono visualizzate, facendo uno screenshot della pagina รจ possibile salvare le foto direttamente nella galleria immagini, vanificando il sistema di “auto-distruzione” che ha reso Snapchat cosรฌ popolare.

L’App viene impiegata da molti giovani per attivitร  di Sexting, fenomeno in forte crescita negli ultimi anni

Il fenomeno del Sexting: telefoni a “luci rosse”

Con 150 milioni di foto scambiate ogni giorno tra i giovanissimi, era inevitabile che Snapchat si trasformasse rapidamente in una piattaforma di scatti “privati” e nella nuova frontiera del Sexting, parola derivata dall’unione di “Sex” e “Texting” che ben simboleggia lo scambio di contenuti a luci rosse.

Un fenomeno in netta crescita negli ultimi anni grazie alla vertiginosa diffusione di smartphone tra i giovanissimi nella fascia 11 – 18 anni,ย  non sempre consci delle implicazioni che puรฒ avere uno scambio di foto compromettenti o addirittura “hard” con i coetanei o peggio ancora con perfetti sconosciuti incontrati in Rete.

Ancora piรน preoccupanti sono i numeri legati a questa pratica: secondo diversi sondaggi in Italia nel 2012 l’11% dei ragazzi ha ricevuto contenuti a sfondo sessuale sul proprio cellulare, mentre il 7% ne avrebbe personalmente inviati ai propri contatti. Numeri che negli USA salgono addirittura al 20% dimostrando in modo preoccupante la crescita del fenomeno.

Snapchat: le falle di sicurezza e l’immobilitร  dell’azienda

Come se non bastasse la questione dell’ auto-distruzione che “non distrugge”, nel 2013 la societร  australiana di sicurezza informatica Gibson Security ha tentato di mettersi in contatto con i vertici di Snapchat per comunicare alcune evidenti vulnerabilitร  insite nel codice dell’applicazione. A detta della Gibson la falla avrebbe consentito a chiunque di recuperare nomi, numeri di telefono e dati personali degli iscritti tramite le Api di iOS e Android sfruttando una procedura molto semplice.

Non avendo ottenuto alcuna risposta per ben sei mesi, allo scopo di dimostrare l’immobilitร  dell’azienda Gibson ha pubblicato la documentazione necessaria a violare il database di Snapchat. Nel giro di un paio di giorni un gruppo di hacker etici ha pubblicato i dati di 4.600.000 utenti sparsi in tutto il mondo, mascherando parzialmente numeri di telefono e dati sensibili, per costringere l’azienda a muoversi per tutelare la sicurezza dei propri clienti.

In un clima di indifferenza, immobilitร  e scarsa attenzione al problema Snapchat ha pubblicato un aggiornamento della piattaforma relegando l’accaduto a un fatto di scarsa importanza. Nello specifico, la nuova versione ha corretto un bug attraverso il quale un malintenzionato avrebbe potuto sfruttare la funzione “Trova Amici” integrata nella App per carpire i dati personali degli utenti, inclusi i numeri di cellulari.

Nonostante le scuse ufficiali dell’azienda, che ha promesso per il futuro nuove implementazioni in tema di sicurezza e privacy dei profili degli utenti, quello che traspare รจ un atteggiamento poco attento e costruttivo nei confronti della privacy di 30 milioni di persone che ogni giorno utilizzano il servizio.

La parola agli utenti: App instabile e foto di bassa qualitร 

Al di lร  del tema sicurezza, largamente ignorato dalla quasi totalitร  degli utenti, Snapchat รจ stata pesantemente criticata dalla community dei suoi utilizzatori per via di svariati bachi che ne compromettono l’uso su molti dispositivi.

Una delle principali pecche รจ rappresentata dalla fotocamera, unica fonte disponibile per l’invio delle immagini (essendo impossibile spedire foto memorizzate nella galleria del telefono). Indipendentemente dalla risoluzione della fotocamera presente nel device, numerosi utenti lamentano invii di foto in bassa qualitร , sgranate e dai colori poco fedeli. Come se non bastasse per alcuni device LG e Samsung sono state segnalate incompatibilitร  con la fotocamera frontale e crash durante l’invio delle foto. Irrisolto anche il problema legato alla stabilitร  dell’applicazione, affetta da blocchi e chiusure inaspettate.

Del tutto carente nella sicurezza. TOTALMENTE SCONSIGLIATA

NSA e Privacy: Intervista ai servizi segreti italiani. ESCLUSIVA

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I servizi segreti italiani sono rimasti quasi in disparte durante tutto lo scandalo del Datagate ed NSA. Alcune formali dichiarazioni hanno rassicurato la popolazione: nessun attacco di spionaggio nel nostro paese. E poi nulla o quasi. Per questo abbiamo deciso di prendere contatti con la nostra intelligence.

Un percorso paziente attraverso i centralini statali, mi ha portato fino al DIS, l’ufficio che coordina le attivitร  dell’AISI, per il controllo sul territorio, e l’AISE per il controspionaggio internazionale.ย Il responsabile ufficio stampa mi chiede le generalitร  e mi promette che sarรฒ ricontattato da un Dirigente. Dopo qualche tempo vengo richiamato e ho la possibilitร  di spiegare al mio interlocutore come vorrei condurre l’intervista ย e mi viene data la disponibilitร  a poter fare qualche domanda.

L’intervista che segue รจ stata realizzata a piรน riprese: il Dirigente รจ stato molto gentile e disponibile, ma piรน volte impegnato in diverse altre incombenze e ci siamo dovuti sentire piรน volte. Siamo rimasti d’accordo di citarlo come “alto dirigente dei servizi segreti” per questioni di discrezione.

Se c’รจ una cosa che si rimprovera all’Italia รจ la disorganizzazione. Attualmente la vostra struttura lavora bene?
Dopo l’esordio della nuova legge, che ha portato un naturale periodo di assestamento, devo dire di sรฌ. Diciamo che la legislazione attuale ha trovato un buon compromesso tra esigenze di sicurezza e rispetto dei diritti fondamentali.

Lo Stato vi dร  abbastanza soldi per fare il vostro lavoro?
Non conosco nessun dipartimento che non vorrebbe di piรน, ma allo stato attuale, anche grazie all’ottimizzazione delle nostre risorse, direi che riusciamo a lavorare bene.

L'attivitร  dei servizi segreti italiani si basa sulla raccolta e analisi dei dati
L’attivitร  dei servizi segreti italiani si basa sulla raccolta e analisi dei dati

La vostra attivitร  si basa sulla raccolta dei dati, la loro analisi, e la comunicazione dei risultati al Governo. Iniziamo a parlare delle fonti “umane”.
Sรฌ, ci riferiamo al programma Humint: in questo caso abbiamo sia dei nostri agenti che eseguono controlli in luoghi strategici, raccogliendo dati e riportandoli alla base, sia delle persone informate sui fatti, che diventano nostre fonti di informazione.

Che caratteristiche deve avere una persona per diventare una vostra fonte?
Eseguiamo innanzitutto controlli sulla persona: non deve essere un balordo, non deve cercare denaro facile, deve avere una condotta di un certo tipo. Poi controlliamo la notizia in sรจ: la persona deve ragionevolmente poter sapere quello che dice di sapere, portare dati concreti e logici, e di una utilitร  e qualitร  soddisfacente. Importante รจ anche la continuitร , la costanza con la quale puรฒ fornirci informazioni.

Puรฒ farmi degli esempi di fonti “buone”?
Non si possono assolutamente categorizzare. Noi non ragioniamo a categorie, ma guardiamo la qualitร  dell’informazione in sรจ. Se dovessimo sapere i traffici mafiosi in un porto, anche il capo dell’asta del pesce potrebbe essere una buona fonte. In ogni caso, non possiamo averne tra la pubblica amministrazione, perchรจ รจ dato per scontato che una notizia di interesse venga comunicata autonomamente alle autoritร .

Come vi accorgete che qualcuno fa il doppio gioco?
Sicuramente vagliando e incrociando i dati, che ci permette di capire anomalie in quello che ci viene detto. Il comportamento della fonte poi viene sempre tenuto sotto controllo.

Voi monitorate anche i mass media: radio, tv, giornali. Come fate?
In questo caso noi osserviamo i media del mondo, come potrebbe fare chiunque. La differenza sta in una diversa capacitร  di analisi e interpretazione dei fatti. Assieme a strumenti non certo comuni.

Ad esempio, software che tracciano in tempo reale le notizie del mondo, e le traducono simultaneamente anche dall’arabo, dall’hindi, dall’Afrikaans. Oppure degli aggregatori di dati, non certo semplici feed RSS per capirci, con capacitร  semantiche, che possono quindi evidenziare e raggruppare delle informazioni di una certa utilitร  nell’arco di secondi.

Algoritmi semantici scansionano le notizie provenienti da tutto il mondo
Algoritmi semantici scansionano le notizie provenienti da tutto il mondo

Sono disponibili anche per il pubblico? magari versioni modificate di prodotti open source?
No. Sono strumenti prodotti da noi, esclusivamente riservati. Non posso dire altro.

Sui computer che utilizzano gli agenti durante le analisi, che sistemi operativi avete installato?
Ma in veritร  c’รจ un’ampia scelta, a seconda delle necessitร  e anche delle preferenze personali. Io amo il mondo Mac, ma sui nostri pc vedo piรน spesso Windows. La differenza la fanno delle soluzioni per la protezione e la comunicazione, piuttosto complesse, sempre programmate da noi, e di cui non posso rivelare altro.

Come funziona invece il monitoraggio sul web?
AISE e AISI eseguono un monitoraggio strategico sul web, ma consultando fonti pubbliche.

Sรฌ, ma andiamo al punto dolente. Se volessi organizzare un attentato dinamitardo al Colosseo, e volessi usare internet per parlare con dei complici, certo utilizzerei tutti i meccanismi di anonimato possibile. Quindi voi dovete necessariamente invadere la mia privacy per accorgervi di cosa sto facendo. Giusto?

No, non รจ cosรฌ immediato. Ripeto che noi consultiamo fonti pubbliche, ma lo facciamo in modo speciale. Ad esempio, utilizzando dei motori di ricerca semantici, tipo Graph Search di Facebook, per fare un esempio banale, ma ovviamente molto piรน complessi, eseguiamo delle ricerche del tipo “Tutti quelli che si sono interessati di esplosivi” o “Tutti quelli che partecipano a gruppi in cui si parla di Dinamite” e da questo potremmo iniziare a capire che Roberto Trizio si sta informando sul tritolo.

A questo si aggiungerebbero prima o poi evidenze nella vita reale, tipo un Signor Roberto che contatta dei mafiosi e gli compra 30 chili di esplosivo. Quando abbiamo dei gravi e convincenti indizi, allora chiediamo il permesso alle autoritร  di eseguire una intercettazione, e dunque solo ad indagine inoltrata, inizieremmo a vedere la mail, il profilo Facebook, chat e via dicendo.

รˆ umanamente impossibile fare reali intercettazioni di massa attraverso i vari social e strumenti di comunicazione
รˆ umanamente impossibile fare reali intercettazioni di massa attraverso i vari social e strumenti di comunicazione

Quindi fate o no intercettazioni di massa?
Ecco, in questo caso facciamo chiarezza. Noi, come spesso si รจ detto sui giornali, non possiamo nemmeno con i nostri strumenti ascoltare 20 milioni di telefonate, o leggere, anche sommariamente, 30 milioni di mail al giorno. Dovremmo avere un miliardo di dipendenti. Quindi se domani al telefono scherzando con un amico tu dovessi dire: “Domani metto una bomba ai fori imperiali” noi non lo sapremmo nemmeno.

Quello che facciamo รจ diverso: noi monitoriamo l’andamento generale delle telecomunicazioni e del web, dei dati aggregati e non collegati con nomi e cognomi, analizziamo i metadati. Se dovessimo trovare elementi di sospetto, per fare un esempio banalissimo, la parola “ribellione” ripetuta migliaia di volte, o un intenso traffico di dati dal nostro paese a nazioni a rischio, allora approfondiamo l’analisi. ย Ma posso dire per esperienza che capiamo molte piรน cose parlando con una ex-moglie, con un socio o una governante, che non spiando nel mondo virtuale.

Se si puรฒ lavorare in modo corretto come dici Lei, perchรจ la NSA ha superato tanto i limiti? non c’entra piรน la sicurezza nazionale…
La NSA ha una legislazione diversa dalla nostra. Certo รจ che non ha spiato i suoi cittadini ma paesi esteri, e sinceramente non credo lo abbia fatto in modo indiscriminato. Sicuramente in Italia, come tante volte ripetuto da noi ufficialmente, non sono state portate a termine intercettazioni, nemmeno nelle ambasciate.

Quindi quando ascoltiamo notizie sorprendenti, come “Spiati 20 milioni di clienti VISA” o “Spionaggio a Google” cosa dovremmo pensare?
Bisogna ragionare e verificare la notizia per inquadrarla meglio. Innanzitutto, come dicevo, molte volte ci attribuiscono cose che non possiamo fare, ma molto spesso si creano notizie leggendo poche righe dei documenti a disposizione. Le faccio un esempio: se lei avesse letto un dossier della NATO di qualche tempo fa, avrebbe potuto vedere: “Bombardamento dell’Ungheria”. Da lรฌ, la notizia sarebbe partita subito. Ma in realtร  si trattava di una ipotesi e di una esercitazione militare, non di una reale guerra imminente. Molte notizie del Datagate partono in questo modo.

Schema di sicurezza condivisaEdward Snowden, da solo, ha rivelato quasi tutte le attivitร  dell’NSA. Questo significa che se la rapisco posso sapere tutto dell’intelligence italiana?
Assolutamente no. In teoria, poche persone devono sapere tutto, ma sono adeguatamente protette, per esempio da lei (ride). Tante persone sanno invece solo una piccola parte del tutto. Con Snowden รจ stato fatto evidentemente un errore di selezione, e poi un errore di gestione, perchรจ tanti documenti sono stati letteralmente rubati.

Gli 007 inglesi hanno stilato una classifica dei loro colleghi. Gli italiani sarebbero all’ultimo posto perchรจ bloccati dalla legge e in lite fra loro. E’ vero?
La notizia sembra cattiva, ma puรฒ essere vista da un lato positivo. Per quanto riguarda i vincoli legali, devo dire che altre intelligence possono fare effettivamente quasi tutto quello che vogliono. Noi siamo contenti di obbedire a delle leggi e di avere una regolamentazione. Permette di non superare certi limiti, quei limiti che il Datagate ha portato alla ribalta.

Inoltre, il fatto di essere un pochino esclusi da una situazione scandalosa, lo vedo come un complimento, non una critica. Per le liti non sono vere. Diciamo che il giudizio degli inglesi si riferisce a qualche anno fa, quando la legge era ancora in fase di transizione e quindi piรน che litigare, non sapevamo ancora con chiarezza chi doveva fare cosa.

Concludiamo con la principale risposta del web al Datagate. Tutto verrร  maggiormente cifrato, cosa cambia per voi?
La criptazione dei dati per noi รจ un fatto che esiste da decenni. Sia nella protezione dei nostri dati, sia nell’analisi dei dati di attivitร  sospette. Siamo contenti che l’utenza possa proteggersi meglio, magari da hacker o pericoli informatici, ma la situazione per noi rimane sostanzialmente invariata.

Siren Sounds Effects. App Android dai permessi esosi e senza privacy

Siren Sounds Effect รจ unโ€™applicazione di intrattenimento per Android, free e basata sui banner pubblicitari, che riproduce i suoni delle sirene della polizia, delle ambulanze, dei clacson e di molti altri tipi di allarme. Questi suoni possono essere utilizzati come suoneria del telefono, della sveglia o delle notifiche e applicati alla propria rubrica per personalizzare i toni associati a ogni contatto. Lโ€™utente puรฒ inoltre creare dei suoni personalizzati.

Alcuni permessi incoerenti

Unโ€™applicazione semplice e intuitiva, che richiede perรฒ numerosi permessi, alcuni dei quali decisamente incoerenti con le funzioni dichiarate ufficialmente.ย Se la modifica dellโ€™archivio USB, cosรฌ come l’uso del microfono, รจย giustificata dalla possibilitร  di registrare ed eliminare suoni e l’autorizzazione a modificare la rubrica dalla funzione di associare un suono ad ogni contatto, inspiegabile รจ la richiesta di geolocalizzare il dispositivo. Conoscere la posizione dellโ€™utente, sia quella approssimativa basata sul browser sia quella precisa basata sul GPS, non ha alcune implicazioni per le funzioni svolte dallโ€™app.

Inoltre, Siren Slunds Effect richiede la lettura dellโ€™identitร  del telefono, un codice univoco che identifica il nostro dispositivo e che permette di tracciarlo in qualsiasi momento.ย La lettura dellโ€™identitร  del telefono puรฒ essere richiesta dagli sviluppatori per tenere sotto controllo la pirateria, ma รจ anche un dato molto importante e usato per le indagini di marketing. Insieme alla richiesta di localizzare il nostro device, poi, diventa un elemento decisamente fruttuoso per studiare le nostre abitudini di navigazione e inviarci pubblicitร  mirata.

Nessuna Privacy Policy

Oltre allโ€™inutilitร , rispetto alle funzioni dichiarate, di localizzare il nostro device e di leggerne lโ€™ID, importante notare una carenza fondamentale: manca un qualsiasi link o riferimento alla privacy policy. Questo significa che non possiamo sapere cosa accadrร  dei nostri dati, una volta raccolti dallโ€™applicazione. Ad esempio, potrebbero essere ceduti o venduti a terzi, a nostra totale insaputa. Inoltre, se รจ lecito da parte dellโ€™app chiedere lโ€™accesso alla nostra rubrica, รจ impossibile perรฒ sapere se leggerร  semplicemente o al contrario memorizzerร  e conserverร  per un tempo indefinito le informazioni sui nostri contatti.

La mancanza di un documento che tuteli la privacy dellโ€™utente, spiegandogli come saranno usati i suoi dati, รจ giร , a nostro avviso, un motivo piรน che sufficiente per non utilizzare questโ€™applicazione.

Permessi esosi e nessuna Privacy Policy. SCONSIGLIATA

Wickr. App iOS e Android per messaggi cifrati che si autodistruggono

Wickr รจ un’applicazione per iOS e Android, progettata con lo scopo di garantire comunicazioni sicure e realmente private tra gli utenti. L’app permette di scambiare messaggi testuali, video, immagini e file in tutta sicurezza, crittografando qualsiasi tipo di informazione e lasciando al mittente il potere di decidere chi potrร  leggere cosa e per quanto tempo. Il messaggio inviato, infatti, si autodistruggerร  senza lasciare alcuna traccia sulla rete o sui server degli sviluppatori dell’app, nel pieno rispetto dello slogan di Wickr: “Internet รจ per sempre. Le tue comunicazioni non devono esserlo”.

Wickr per Android
Funzione “autodistruzione” dei messaggi

Anche i dati sensibili di chi utilizza l’app e di tutti i contatti del suo telefono sono al sicuro e resteranno del tuttoย anonimi: gli unici dati dell’utente a essere processati sono il suo ID Wickr, la password per accedere al servizio e le informazioni sul device in uso necessarie per far funzionare l’applicazione. Per quanto riguarda la rubrica, nessun contatto รจ mai memorizzato dall’app. Anche se si utilizza la funziona “Invita un amico” per suggerire ai propri contatti l’utilizzo dell’app, gli inviti vengono gestiti direttamente dal telefono dell’utente, senza scambiare alcuna informazione con Wickr.

Soltanto i propri contatti Wickr (e non tutti quelli delle propria rubrica telefonica) per poter essere sempre sincronizzati, nel caso l’utente usi piรน device, devono essere memorizzati, ma in questo caso vengono cifrati: nessuno oltre all’utente, nemmeno gli sviluppatori, potrร  accedere in chiaro ad alcun dato dei contatti.

Le funzioni principali di Wickr:

  • Invio di messaggi criptatiย di testo, audio, immagini e video, decriptabili solo dal ricevente (l’app non ha la chiave di decriptazione)
  • Funzione di autodistruzione dei messaggi inviati
  • Eliminazione di tutti i metadati dai messaggi (informazioni temporali, sulla posizione, ecc.)
  • Condivisione di file da account cloud, come Dropbox e Google Drive, in modo cifrato
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