27 Maggio 2026
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Datagate ed NSA. Tutto sullo scandalo spionaggio rivelato da Snowden

5 giugno 2013. Il mondo intero viene travolto dallo scandalo Datagate: il giornale The Guardian pubblica uno scoop secondo il quale l’Nsa, l’agenzia per la sicurezza nazionale Usa, avrebbe spinto l’operatore di telefonia mobile Verizon a fornire una serie di dati telefonici dei propri abbonati per finalitร  di controllo. รˆ la prima tappa dell’apertura di un immenso vaso di Pandora che nei mesi successivi si arricchirร  di rivelazioni, documenti e ammissioni da parte di Edward Snowden, analista Nsa e “gola profonda” di uno scandalo globale destinato a investire America, Europa e Asia.

Il controllo dell’Nsa รจ capillare: telefonia e internet vengono scandagliati ogni giorno registrando milioni di telefonate, sms, mail, chat di miliardi di persone in tutto il mondo. Grazie alla collaborazione o al coinvolgimento dei maggiori operatori e di multinazionali del calibro di Apple, Microsoft, Facebook, Google, Yahoo! l’occhio dell’Nsa americana si sposta sugli account personali e sui social network, esponendo una quantitร  imponente di dati personali come foto, video, conversazioni, messaggi alla mercรฉ degli esperti di sicurezza americani.

datagate2Cittadini, aziende, amministrazioni e perfino capi di Stato: il controllo รจ capillare e globale, nel nome della Sicurezza nazionale l’Nsa – con la collaborazione di alcuni servizi di sicurezza nazionali europei – passa al setaccio ogni comunicazione, violando palesemente i piรน comuni diritti alla riservatezza e alla privacy.

La pietra dello scandalo: il programma PRISM

Dopo diversi mesi di contatti, il Guardian pubblica la prima rivelazione di Edward Snowden, 29enne dipendente dell’Nsa: l’organismo per la sicurezza nazionale americana avrebbe obbligato l’operatore di telefonia Verizon a rendere noti i metadati telefonici dei propri abbonati, vale a dire i tabulati relativi alle generalitร  dei chiamanti, dei riceventi, alle localizzazioni delle chiamate e alle relative durate.

Controlli a tappeto, generalizzati, che avrebbero quindi esposto senza alcuna autorizzazione la vita privata di milioni di cittadini americani agli occhi dell’intelligence. รˆ il 5 giugno 2013: l’eco della notizia assume grande rilevanza sul territorio americano ma prima ancora che i diretti interessati possano preparare un contraddittorio il giorno seguente, il 6 giugno, Guardian eย Washington Post svelano una realtร  ben piรน preoccupante: si tratta del programma top secret “Prism“, creato dal governo USA per monitorare il traffico dati internet su scala mondiale.

I dati visualizzabili comprendono e-mail, scambi di file, chat, video, trasferimenti di foto, dati di accesso agli account personali e alle reti social, conversazioni VoIP.Il tutto ottenuto all’insaputa o con una tacita collaborazione dei colossi mondiali del web e facilitato dal fatto che la rete di telecomunicazioni globale ha proprio negli USA uno dei suoi punti nevralgici sul quale รจ possibile ottenere un maggiore controllo.

Sign fuer a observation camera on a computer keyboard, [M]Spiati giochi e siti porno – Nei mesi successivi, continue indiscrezioni rilasciate dalla stampa arricchiscono un panorama via via sempre piรน vasto dei canali “spiati” dai servizi di intelligence: non solo telecomunicazioni ma anche servizi di entertainment come Xbox Live, celebre piattaforma videoludica sviluppata da Microsoft, sarebbero stati spiati ogni giorno per monitorare le abitudini e le conversazioni vocali tra gli utenti di Second Life e World of Warcraft.

Stessa sorte anche per i visitatori di numerosi siti contenenti materiale pornografico: in questo caso la raccolta di dati relativi agli utenti sarebbe servita dagli 007 americani per identificare potenziali terroristi, diffonderne sulla Rete i “vizi” e gettare fango sulla loro reputazione, in modo da bloccare le attivitร  di reclutamento degli aspiranti kamikaze condotte su chat e social network.

Controllati cellulari e computer – Le attivitร  dell’Nsa avrebbero coinvolto anche il monitoraggio delle reti Gps e wireless di oltre 5 miliardi di dispositivi mobili al giorno, opportunamente localizzati e controllati negli spostamenti per estendere le azioni di contrasto verso gli atti terroristici. Sul fronte informatico, le rivelazioni di Snowden avrebbero confermato una stretta collaborazione tra Nsa e sviluppatori di hardware e software, al fine di consentire agli analisti di penetrare nei personal computer di milioni di persone nel mondo sfruttando falle di sicurezza e bug presenti nei sistemi operativi, fino all’installazione di virus targati NSA diffusi su postazioni fisse e reti internet private.

Anche carte di credito e bonificiย – La collaborazione avrebbe coinvolto persino le maggiori societร  di sicurezza informatica, che nei documenti di Snowden, avrebbero venduto all’intelligence Usa le informazioni relative a falle e bug dei sistemi piรน utilizzati, e i principali produttori mondiali di antivirus. Questi ultimi, interrogati da un gruppo di informatici europei, avrebbero negato ogni accusa, il che non รจ stato sufficiente a sopire il sospetto che in passato possano essere stati volutamente ignorati dai loro sistemi di sicurezza alcuni malware destinati alla raccolta di informazioni ย e al monitoraggio dei computer degli utenti.

datagate3Sulla scorta delle indiscrezioni raccolte dal quotidiano Der Spiegel, l’intelligence a stelle e strisce avrebbe inoltre esercitato un’attivitร  capillare di controllo persino sui circuiti internazionali Visa.ย Azioni che avrebbero permesso di monitorare in tempo reale i passaggi di denaro sul circuito, tracciando i flussi di ricchezza di milioni di clienti nel mondo.

Stesso discorso per la RSA, una compagnia di sicurezza madre delle chiavette che generano numeri casuali per l’esecuzione di bonifici, che avrebbe ricevuto un compenso di 10 milioni di dollari dallo Stato USA per lasciare volutamente una falla in un sistema di cifratura, al fine di esercitare ulteriori controlli nelle transazioni finanziarie mondiali. Informazioni preoccupanti che rendono l’idea di come l’Nsa abbia ormai ottenuto un controllo del traffico internet su scala mondiale.

Muscular: lo spionaggio viaggia sul filo della fibra ottica – Dopo il Guardian รจ la volta del Washington Post: a fine ottobre il quotidiano diffonde la notizia secondo cui l’Nsa avrebbe attinto a piene mani le informazioni di migliaia di utenti della Rete spiando i collegamenti tra i data center di Google e Yahoo!, a completa insaputa di queste. Il programma, chiamato Muscular, avrebbe consentito alla Nsa di monitorare tutte le informazioni che viaggiavano sui cavi in fibra ottica, senza alcuna supervisione nรฉ controllo, avvalendosi del supporto dell’intelligence britannica impegnata parallelamente nel programma Tempora. Sotto questo profilo, รจ stato stimato un controllo mensile di circa 180 milioni di record suddivisi tra metadati, messaggi, flussi audio e video.

datagate6Ilย programma britannico Tempora e il BND tedesco

Mentre l’eco di Prism e Muscular continua a diffondersi, il 21 giugno il Guardian rivela un nuovo scoop: l’esistenza di Tempora, un programma di sorveglianza varato dal Governo britannico per affiancare Prism nel controllo delle telecomunicazioni internazionali passanti sulle direttrici di fibra ottica. Secondo quanto riferito da Snowden, attraverso Tempora il quartier generale delle comunicazioni britannico GCHQ avrebbe allungato la portata dei propri sistemi di controllo sulle direttrici sottomarine di fibra ottica che attraversano il Mediterraneo, fulcro del passaggio di dati tra Europa, Medio Oriente, Africa e Asia.

Un monitoraggio tentacolare dell’intelligence inglese, con relativo passaggio di informazioni chiave con i colleghi statunitensi di Prism.ย Italia, Francia e Germania fra i Paesi intercettati – sul finire di giugno il quotidiano tedesco Der Spiegel rivela che anche la Germania rientra nel novero dei Paesi “spiati” dall’Nsa, insieme ad Italia e Francia.

Ma la situazione sarebbe particolarmente complessa nella nazione tedesca: anche i servizi segreti tedeschi del BND, una cui parte avrebbe lavorato all’insaputa del cancelliere Angela Merkel, avrebbero passato informazioni ai colleghi americani in “cambio” della fornitura di un particolare software chiamato XkeyScore, capace di raccogliere – senza alcun rilascio di mandati nรฉ autorizzazioni – un’enorme mole di dati garantendo quindi un controllo totale sulle telecomunicazioni nazionali con la trasmissione, all’intelligence americana, di circaย 500 milioni di dati al mese sulla popolazione tedesca.

I grandi del web che (forse) non sanno

Le repliche non tardano ad arrivare, insieme alle prime ammissioni dei soggetti coinvolti. L’amministrazione Obama giudica le intercettazioni come un “equo compromesso tra la privacy dei cittadini e la sicurezza internazionale”, il direttore dell’Nsa Keith Alexander garantisce che l’intero progetto รจ posto sotto lo stretto controllo del Governo americano.

I colossi delle Rete corrono ai ripari, mostrando irritazione per le ingerenze dell’Nsa nei propri sistemi e pubblicando i dati ufficiali relativi alle richieste governative di accesso ai dati pervenute nei primi 6 mesi del 2013. Numeri che ridimensionano parzialmente il coinvolgimento di Apple (4.000 richieste di accesso agli account pervenute, 76 dei quali in Italia), Facebook (da 9 a 10.000 richieste di informazioni, il 42% delle quali evase, per un totale di 18-19.000 account), Microsoft (6-7.000 richieste riguardanti 32.000 utenti), Google (25.874 richieste l’83% delle quali evase, 901 in Italia), Yahoo! (tra le 12 e le 13.000 richieste pervenute), solo per citare alcune delle aziende che hanno pubblicato i dati per garantire la piena trasparenza ai propri clienti ribadendo la loro preoccupazione e completa estraneitร  a eventuali accessi indiscriminati dell’intelligence ai propri server e sistemi.

Da quel momento, i principali protagonisti del web hanno preso un appuntamento fisso con la propria utenza, garantendo il continuo rilascio dei “Dossier di trasparenza”.

kerrylettaIl caso politico: USA vs Europa

Sono centinaia di miliardi le conversazioni intercettate nel corso di anni dall’intelligence americana nei Paesi europei, Italia compresa, tra cui spiccano quelle dei capi di stato riunitisi nel 2009 al G20 di Londra, come riportato dal Guardian. Dati sempre piรน allarmanti a fronte dei quali Francia e Germania, quest’ultima interessata in prima persona dalle telefonate “spiate” a danno della Cancelliera Merkel, hanno subito chiesto lumi al Governo americano sulla vicenda.

Dopo le immediate rassicurazioni di Obama sul fatto che la privacy dei cittadini e dei capi di Stato non era stata in alcun modo violata, a fronte delle crescenti rivelazioni di Snowden, il Governo USA ha ammesso un eccessivo zelo del proprio servizio di intelligence nello scandagliare le telecomunicazioni degli alleati europei. Lo stesso segretario di Stato americano John Kerry a fine ottobre ha ammesso che ” in certi casi gli Stati Uniti nella loro attivitร  di intelligence sono andati troppo lontano, cosa che non dovrร  piรน accadere in futuro”.

Dichiarazioni che hanno raggelato i rapporti con il vecchio continente, in particolar modo con la Germania: in occasione della visita europea di novembre, Kerry ha voluto ribadire il concetto che in futuro dovranno essere riviste le regole per le intercettazioni, e che i rapporti economici tra Europa e USA non devono uscire indeboliti dallo scandalo Datagate.

La posizione dell’Italia – Oltre a Germania e Francia, anche il presidente del Consiglio italiano Enrico Letta ha chiesto un incontro di chiarimento con John Kerry per chiarire il coinvolgimento del nostro Paese nell’affaire Datagate.ย Secondo il sitoย Cryptome, nellโ€™ambito del caso Datagate, gli americani avrebbero spiato per fini antiterroristiciย 124,8 miliardi di telefonate in tutto il mondo, di cui 46 milioni in Italiaย fra le quali spiccherebbero anche quelle istituzionali effettuate dalle sedi diplomatiche presenti all’estero.

Nonostante la smentita degli 007 italiani su un qualsiasi coinvolgimento della nostra intelligence, dall’incontro tra Letta e Kerry del 24 ottobre 2013 ย non รจ emersa alcuna presa di posizione ufficiale da parte del Governo americano sulle attivitร  di controllo delle nostre telecomunicazioni, ma una semplice volontร  di Kerry nel voler fare chiarezza sui metodi e in una revisione della tematica.

Parallelamente, il sottosegretario con delega all’intelligence Minniti, nel corso di un’audizione al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica ha dichiarato che “sono stati attivati canali diretti con gli Usa, con lo svolgimento di importanti incontri bilaterali, ai massimi livelli tecnici. Con ragionevole certezza, รจ stata garantita la privacy delle comunicazioni tra cittadini italiani all’interno del territorio nazionale, oltre che delle comunicazioni originate dalle sedi diplomatiche allโ€™estero”. Smentita dunque ogni indiscrezione in merito alla presenza di “cimici” nelle ambasciate italiane nel mondo e alla stretta attivitร  di monitoraggio della nostra diplomazia da parte del Governo Usa, come dichiarato in prima battuta dagli stessi servizi segreti italiani.

datagate10L’ereditร  del Datagate

Il Datagate ha lasciato una imponente ereditร  nei comportamenti e nell’evoluzione stessa della tecnologia mondiale.ย Una risposta a livello europeo รจ forse quella piรน imponente: secondo quanto dichiarato da Snowden, infatti, l’Nsa americana avrebbe approfittato dell’accordo per spiare su vasta scala un’enorme mole di pagamenti, ben oltre quelli “sospetti” previsti dagli accordi internazionali.

Un fatto grave se si considera che il sistema, oltre ai pagamenti dei privati, consente di analizzare tutte le transazioni interbancarie fra gli istituti configurandosi come un’attivitร  di spionaggio vera e propria e altamente lesiva del diritto internazionale.ย 

L’interruzione dei rapporti – L’Europarlamento in data 23 ottobre 2013 ha votato a maggioranza la sospensione dell’accordo SWIFT tra Unione e Stati Uniti, in base al quale l’Europa forniva dal 2010 al Governo Usa le informazioni di pagamento dei cittadini comunitari, per esigenze di sicurezza e nell’ambito degli accordi per la lotta al terrorismo. La sospensione รจ giunta proprio a seguito dello scandalo Datagate, motivata dalla necessitร  dei Paesi membri dell’Unione di tutelare la privacy dei propri cittadini.

Parallelamente,ย Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione Europea, annunciaย una โ€œnuvolaโ€ digitale dove conservare i dati di tutto il continente, protetti dallo spionaggio dโ€™oltreoceano e a favore delle piccole e medie imprese.

La cifratura come risposta del web – Lontano dai riflettori della ribalta politica, le big della Rete e i relativi utenti sono stati i primi a reagire alle rivelazioni di Snowden ponendosi un semplice quesito: come allontanare occhi indiscreti dalle proprie comunicazioni online.

datagate8Un primo baluardo รจ rappresentato dalla crittografia delle comunicazioni: dopo aver appreso delle indiscrezioni legate alle intrusioni nei collegamenti fra i data center, Google per prima ha ammesso la propria preoccupazione in merito a queste forme di spionaggio e la volontร  di allargare la crittografia a un sempre maggior numero di servizi.

Volontร  che per Yahoo si รจ trasformata in impegno immediato: criptare entro marzo 2014 tutti i dati in transito dai propri data center e fornire a tutti i clienti connessioni protette https e servizi di cifratura per le mail.ย A ruota anche Microsoft ha annunciato per il primo trimestre 2014 l’introduzione della cifratura automatica di tutti i messaggi di posta elettronica scambiati fra gli utenti di Office 365, oltre al rafforzamento dei propri meccanismi di crittografia dati.

Iniziative autonome per tutelare la privacy degli utenti sono nate in tutto il mondo, sospinte dai preoccupanti eventi delle cronache internazionali. Una fra le piรน importanti รจ rappresentata daย Dark Mail Alliance, una nuova piattaforma di comunicazione sviluppata dalle ceneri di Silent Circus e Lavabit. Entrambe le societร  nell’agosto 2013 avevano ricevuto pressanti richieste da parte dell’Nsa, relative ai dati dei propri utenti che utilizzavano servizi e-mail crittografati. Piuttosto che violare la privacy dei loro clienti, optarono per chiudere i battenti senza rivelare nemmeno un dato.

La nuova piattaforma web-based garantirร  all’utente l’invio di un messaggio di testo contenente il link a un percorso cloud e una chiave dei de-crittazione. Entrato nel cloud l’utente potrร  visualizzare la mail criptata e decifrarne il contenuto con l’apposita chiave contenuta nel messaggio di testo. Con questo sistema eventuali “spioni” dovrebbero avere accesso sia al messaggio di testo sia alle credenziali per l’accesso al cloud, riducendo di molto per l’utente il rischio di essere monitorato.ย Un fronte comune per la tutela della privacy che ha iniziato a coinvolgere anche i cittadini, sempre piรน interessati ai sistemi di cifratura disponibili sul mercato per sistemi desktop e mobile.

datagate9Incorruttibile TOR – Allo stato attuale l’ultimo baluardo per la tutela della privacy personale sembra essere rappresentato dallaย rete TORย e dal suo crescente successo tra gli utenti del web.ย Strutturalmente questa rete risulta essere – per il momento – ancora a prova di “spioni”.

Una volta effettuata la connessione con la rete Tor, integrata in un popolare bundle che sfrutta il browser Firefox opportunamente modificato, l’utente risulta del tutto anonimo ai sistemi di analisi del traffico: ogni tipo di comunicazione, anzichรฉ transitare direttamente dal client al server, passa attraverso una serie di server Tor fino a formare un circuito virtuale crittografato a strati. In tal modo, risulta impossibile per un analista risalire all’origine della connessione e alla sua destinazione finale.

Nonostante la complessitร  intrinseca di Tor, l’Nsa statunitense avrebbe comunque tentato negli ultimi mesi di scardinarne la rete attraversoย attacchi massicci volti a “de-anonimizzarne” l’identitร  degli utenti.ย Lo stesso Snowden ha parlato di tentativi falliti da parte dell’intelligence a stelle e strisce, riuscita soltanto a identificare un ristrettissimo numero di informazioni a fronte di una falla specifica contenuta nel pacchetto di installazione del “Tor browser bundle”, disponibile gratuitamente per il download su numerosi siti. Nemmeno gli 007 USA sarebbero quindi riusciti a decodificare l’intera rete cifrata che resterebbe quindi lontana dalle mire spionistiche delle agenzie.

Al momento, quindi, l’utilizzo della rete Tor sembrerebbe rappresentare ancora una soluzione ottimale per mantenere la sicurezza dei propri dati sulla Rete, ultimo baluardo di quella libertร  che in linea teorica Internet avrebbe dovuto rappresentare per tutto il mondo. ย Una libertร  che con il caso Datagate sembra essersi trasformata in una forma di controllo capillare e mondiale, degna del peggiore Grande Fratello di George Orwell.

I Google Glass e la Privacy. Le paure (infondate) e i rischi reali

Gli avveniristici Google Glass, gli occhiali magici che consentono di vivere in una realtร  aumentata, sono nati con un gemello: la preoccupazione per la privacy delle persone. Tra richieste ufficiali di chiarimenti, persone cacciate dai ristoranti e studi legali all’attacco, sta facendo piรน scalpore la paura che il prodotto. Ma in realtร  basta ragionare a mente fredda per accorgerci che stiamo temendo la cosa sbagliata, i Glass, e trascurando i reali pericoli: Google e noi stessi.

Alla scoperta dei Google Glass

I Google Glass sono dei computer indossabili a forma di occhiale, disponibili nei colori nero, arancione, bianco e celeste. Il funzionamento per l’utente รจ facile: basta pronunciare la frase “Ok Glass”, seguita da un qualsiasi comando vocale che verrร  interpretato all’istante. Il processore dual core integrato esegue le operazioni collaborando con il sistema operativo mobile Android, e presenta i risultati in un rettangolo semitrasparente posizionato in alto a destra negli occhiali. A completare i comandi anche una piccola rotella posizionata su un lato del dispositivo.

Alla vista normale si aggiungono quindi i dati presentati dai Glass, in quella che diventa una vera e propria realtร  aumentata. La gamma delle funzioni ricalca quelle di uno smartphone moderno: alla semplice data e ora รจ possibile realizzare foto tramite una fotocamera da 5MP che puรฒ anche riprendere video a 720p, da caricare sui propri profili online. Il collegamento ad Internet via Wi-Fi o Bluetooth permette poi di avere il mondo Google con tutti i suoi servizi, inviare messaggi ai propri contatti e condividere praticamente tutto tramite i social network, oltre che a navigare in internet per eseguire ricerche.

A questo si aggiungono funzioni di traduzione istantanea nelle principali lingue del mondo e dettagli sui servizi pubblici come hotel e ristoranti. Interessante il navigatore, dove alla vista di un percorso reale, si sovrappongono con linee diversamente colorate, le indicazioni stradali, con informazioni, viabilitร  e distanze da un obiettivo prefissato. ย Un video commerciale di Google presenta il prodotto, magnificandone le funzioni e presentandolo come un oggetto rivoluzionario che avvicina il mondo reale a quello delle piรน sfrenate fantasie da fantascienza.

Paura di essere registrati

Ed eccoci arrivati al fratello dei Glass: il timore per la privacy. Se da un lato non possiamo che essere contenti che ci sia una attenzione sull’argomento in corrispondenza del lancio di un prodotto cosรฌ innovativo, ci rallegra meno il fatto che le perplessitร  stiano piรน o meno sbagliando bersaglio. La prima paura รจ relativa alla possibilitร  che chi indossa i Google Glass possa sfruttare le funzioni integrate per riprendere impunemente e senza alcuna forma di preavviso qualsiasi persona gli passi vicino.

Una reazione tutt’altro che teorica. Il proprietario di un famoso ristorante americano ha letteralmente buttato fuori un ingegnere che si era rifiutato di togliersi il dispositivo, mentre i Casinรฒ vietano in toto l’ingresso a persone dotate dei Google Glass. Sembra che anche interi paesi, come Russia e Ucraina, non prevedano per legge la possibilitร  di indossare strumenti atti a riprendere senza che alcuno possa accorgersene.

Google-Glass

Ma basta ragionare un secondo per capire che questa possibilitร  esiste giร , e basta un semplicissimo smartphone. Installiamo un’app registratore e la attiviamo, mettendoci il telefono in un taschino: ecco registrato tutto quello che ci viene detto. Allo stesso modo, basta attivare la videocamera, che in uno smartphone non accende alcun tipo di led che possa far capire alcunchรฉ, e fare finta di telefonare: ecco ripresi i passanti senza che nemmeno se ne accorgano.

Anzi, come dimostrato in una nostra guida, uno smartphone Android puรฒ essere addirittura trasformato in una telecamera a circuito chiuso, senza spendere molto e con poche limitazioni.

Ma c’รจ di piรน: uno studio eseguito su un campione di cittadini USA, ha cercato di chiarire quali siano le perplessitร  sul nuovo strumento. Al primo posto troviamo la molto pragmatica paura del costo eccessivo, mentre al secondo l’idea che si tratti di un gadget sostanzialmente non cosรฌ utile. Solo in fondo alla classica, troviamo il timore di essere ripresi, ma tutto sommato, quasi nessun ipotetico proprietario dei Glass avrebbe in mente di iniziare a spiare chiunque passi.

Insomma, ci stiamo spaventando di qualcosa che in realtร  si puรฒ giร  fare e che alla fine non avremmo nemmeno la voglia di fare. E’ pur vero che il prodotto di Google puรฒ rendere leggermente piรน facile l’operazione, ma non riteniamo che questo avvenga in modo tale da trasformaci in droni dedicati allo spionaggio ininterrotto.

Paura di essere riconosciuti

La seconda perplessitร  riguarda invece il riconoscimento facciale, ovvero la possibilitร  di inquadrare il viso di una persona, ed attivare una ricerca automatica dei dati, per poter raggiungere un’identificazione immediata di chiunque dovessimo trovarci davanti. A parte il fatto che iniziative come quella di includere nei Glass un database di ricercati per un loro riconoscimento dimostra che questo puรฒ avere alcuni vantaggi, la veritร  รจ che attualmente mancano due requisiti fondamentali: la tecnologia e il database.

Google, l’unica che potrebbe sviluppare un’opzione realmente funzionante, ha precisato che non ha intenzione di realizzare o permettere applicazioni basate su questa funzionalitร  e questo escluderebbe possibili download da Google Play, permettendoli solo da piattaforme alternative e restringendo le possibilitร  di un utilizzo concreto di questa innovazione.

Il primo vero prototipo di riconoscimento facciale per Glass, poi, รจ stato giร  presentato ma con tutti i suoi limiti: รจ necessario modificare significativamente Android, deve essere abbinato ad altre app per garantire una durata della batterie soddisfacente, ed รจ necessario fare una fotografia e aggiungere autonomamente dei dati relativi alla persona, affinchรจ tutte le volteย successiveย che quel viso verrร  visualizzato, queste possano comparire. Ma utenti con normali facoltร  mentali sono in grado, una volta che hanno capito chi sia una persona, di ricordarsi quello che sanno su di lei, senza bisogno di occhiali specifici.ย La vera novitร  sarebbe quella di ottenere dati relativi a persone che non conosciamo, prima di conoscerle.

google-glass01Ma anche se si dovesse arrivare a questo tipo di tecnologia, per funzionare dovrebbe appoggiarsi ad un database abbastanza completo da fornire indicazioni sufficienti per quasi tutti gli abitanti della terra.

La prima possibilitร  รจ Facebook: ma il social in realtร  non comprende la totalitร  degli utenti, visto che gli over 50 sono sensibilmente meno rispetto ai giovani.ย Inoltre, non tutti mettono il loro viso nella foto del profilo, bloccando eventualmente il processo di riconoscimento, senza dimenticare che giร  adesso il regolamento del social network vieta un lavoro del genere, e un cambiamento in questo senso scatenerebbe l’ira di un bersaglio giร  molte volte nel mirino degli esperti e attivisti di privacy.

L’unica altra possibilitร , รจ quella di cercare un viso registrato tramite i Glassย attraverso la funzione di ricerca immagini dello stesso Googleย su internet, al fine di trovare informazioni, profili social o curriculum. Eppure abbiamo eseguito diverse prove in redazione, e nonostante abbiamo ripreso dei primi piani, non siamo stati in grado di ritrovare i nostri stessi profili, in quanto il motore di ricerca fotografico, valuta parametri elementari e viene fortemente ingannato da colori diversi. Anche in questo caso temiamo qualcosa che ancora non esiste e per il quale mancano le fondamenta.

Paura di hacker e virus

Un terzo timore riguarda la possibilitร  che hacker e pirati informatici possano infettare i Glass, e in questo caso la paura รจ decisamente piรน motivata e in un certo senso gradita dagli esperti di sicurezza, visto che si tratta di un dispositivo estremamente a contatto con la nostra realtร . In questo perรฒ รจ difficile che questa preoccupazione si concretizzi. Sebbene siamo certi che verrร  sviluppato qualche virus sperimentale dedicato ai Glass, in realtร  i criminali virtuali hanno bisogno di ottenere con il minimo sforzo una grande mole di dati personali, che rappresentano il vero tesoro del web.

E in questo caso hanno molto piรน interesse a colpire un pc od uno smartphone, piuttosto che degli occhiali. E ragionandoci, possiamo capire che se anche dovessero registrare tutto quello che vediamo tramite un malware, il lavoro di monitoraggio per l’estrazione di dati personali sarebbe enorme e controproducente. Senza contare che anche l’utente piรน impreparato non si sognerebbe mai di digitare il codice del proprio bancomat con indosso degli strumenti che sa perfettamente che funzionano come un registratore. La paura stavolta รจ motivata, ma riteniamo che anche questo sia un pericolo decisamente lontano.

google-glass-hands-on-stock5_2040_large_verge_medium_landscapeTante paure… nessuna reazione.

I Google Glass sono quindi un prodotto assolutamente sicuro? senza alcun tipo di domanda che dobbiamo porci? assolutamente no. E’ piรน corretto dire che abbiamo sgombrato il campo da preoccupazioni indirizzate verso argomenti sbagliati, e siamo arrivati al vero nucleo del problema. Il pericolo sta da due lati. Il primo รจ Google, il secondo รจ la nostra mancata reazione.

Non tutti lo sanno, ma il colosso di Mountain View nacque come strumento per hacker, rifiutando la pubblicitร . Con Google Adsense e Adword invece, รจ stata proprio Google a sdoganare l’advertising su internet e a definirne ancora oggi la struttura e le regole del gioco. Quanti di noi lo hanno abbandonato per motori piรน anonimi come DuckDuckGo?

Nel corso degli anni poi si sono succedute diverse cause e questioni legate alla privacy, ma quanti di noi hanno sospeso l’utilizzo di Google in attesa di maggiori chiarimenti? E ancora, รจ oramai famoso il caso dei codici traccianti, i cookie, che Google inserรฌ all’interno della barra di ricerca integrata nel browser Safari sui dispositivi di Apple, il che portรฒ a monitorare impunemente gli utenti, e il motore di ricerca a patteggiare una condanna per non subire un processo che l’avrebbe dissanguata economicamente.

Anche in questo caso, pensiamo che si contino su una mano i possessori di iPhone e iPad che a seguito di questo disinstallarono Safari per altri browser. Anzi, le mappe di Google sui dispositivi di Cupertino sono state letteralmente cacciate a forza dai prodotti Apple da parte della stessa azienda della Mela, non certo per richiesta degli utenti.

Andando a casi piรน recenti, non possiamo non ricordare l’accusa di spiare con eccessiva disinvoltura Gmail, ma il numero di iscritti a quel client di posta non accenna a diminuire, anzi, cosรฌ come รจ stato detto chiaramente che la nostra foto sul social Google Plus potrebbe essere usata per finalitร  commerciali: quanti di noi hanno eliminato questa possibilitร  intervenendo sulle impostazioni? e anche chi lo ha fatto, ha provveduto, a scanso di errori, a togliere la sua immagine dal profilo?

I Glass sono basati inoltre sul sistema operativo Android e sulla piattaforma per il download di applicazioni Play. Ma prima di preoccuparci degli occhiali, non dovremmo avere paura del fatto che installiamo software anche estremamente invasivi come Facebook Messenger, senza nemmeno leggere i permessi richiesti?

Prima la difesa, poi l’acquisto

Ecco dove sta la pericolositร  dei Google Glass: non nel prodotto, ma nell’azienda che lo gestisce e nel nostro modo di non reagire alle cose. Il consiglio migliore non puรฒ essere quello di non utilizzare il dispositivo, in quanto il problema รจ a monte, e si verifica giร  comunque con altri strumenti: quello che bisogna fare รจ sviluppare accortezza e capacitร  di reazione.ย Per questo consigliamo all’utenza di prendersi un poโ€™ di tempo per controllare quali strumenti di Google, che siano decisamente invasivi, sono giร  in uso, eliminarli o sostituirli e solo allora, quando arriveranno, comprare i Google Glass.

Mac OS X Mavericks: tutti gli aggiornamenti di sicurezza

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Un aggiornamento che mira a rendere il sistema operativo MAC OS X piรน snello e prestante, e che non dimentica di intervenire sui punti cardine della sicurezza e privacy degli utenti Apple di oggi. Guadagnandosi, se dovessimo dare un voto, la sufficienza. E’ il senso e il giudizio complessivo su Mavericks, l’ultima versione del sistema operativo per MAC, erede e successore dell’ormai anziano Mountain Lion.

Il motivo principale per passare alla nuova versione diย OS X รจ fondamentalmente la prevenzione dello sfruttamento di vulnerabilitร  che in certi casi non sono state risolte in versioni precedenti.ย Mavericks ha cosรฌ migliorato la sicurezza del suo codice sorgente, del firewall, della rete e del Bluetooth, del Core grafico, delle mail, del Blocca Schermo fino alle applicazioni e al browser Safari.

mavericks_compatibilitaIl risparmio energetico

Timer Coalescingย รจ la prima funzione ad essere stata migliorata:ย utilissima nel MacBook per limitare il consumo energetico quando il dispositivo funziona con la batteria, con questa opzione Mavericks tenta di fare in modo che i vari processi del sistema, che normalmente hanno un loro tempo di utilizzo, funzionino in modo piรน ravvicinato, aumentando il tempo di inattivitร  del processore e dunque le sue prestazioni.

Apple afferma che con questa tecnica, Mavericks รจ in grado di ridurre l’attivitร  della CPU fino ad un 72%, dato che non deve alternare stati di attivitร  e pausa.

In modo simile, anche la funzione App Nap รจ notevole: quando si utilizzano piรน applicazioni diverse, a seconda di certi criteri impostati, alcune di queste possono essere sospese per risparmiare energia. Ad esempio, se una finestra non รจ visibile ed il suo audio non udibile, questa sarร  messa in pausa, sempre al fine di migliorare la risposta del sistema.ย Ci troviamo di fronte senza dubbio ad una delle innovazioni piรน sorprendenti in Mavericks, che viene completata da soluzioni simili come Safari Power Saver e iTunes HD Playback che sono davvero ben implementate e funzionali.

iCloudKeychain: password potenti…ma semplici

iCloudKeychain permette invece di immagazzinare le password, numeri di carta di credito, informazioni personali dei contatti,ย registrare tutte queste informazioni in iCloud e averle cosรฌ disponibili al bisogno,ย sincronizzando il tutto con piรน device che utilizzino iOS7.ย Riguardo alla sicurezza dei dati, nulla da preoccuparsi! Tutto criptato con sistema AES 256-bit, cosรฌ da essere in salvo da occhi indiscreti.

L’integrazione di questo sistema con Safari permette di ritrovare le password, cheย verranno caricate automaticamente quando si visita una pagina web,ย il che permette di creare parole chiave davvero complesse, dato che queste verranno ricordate in automatico. Riguardo alle carte di credito, รจ possibile memorizzarne piรน di una, con le corrispettive date di scadenza, mentre il software si preoccuperร  di riempireย automaticamente i campi relativi al loro utilizzo quando necessario, ad esclusione del codice di sicurezza, come la Apple stessa consiglia di fare.

Punto debole del sistema รจ l’accesso fisico che una persona estranea puรฒ avere al computer: nel momento in cui iCloudKeychain รจ attivo, tutte le password sono disponibili a chiunque utilizzi il dispositivo. Se vi รจ la possibilitร  che altre persone possano avere accesso al Mac e navigare beneficiando delle scorciatoie di iCloudKeychain al posto del proprietario,ย รจ meglio attivare sempre il blocca schermo e mettere il computer in modalitร  ibernazione, in attesa che la Apple aggiunga una password per sbloccare iCloudKeychain che prevenga la navigazione non autorizzata.

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Un Safari piรน snello e personalizzato

Apple afferma che Safari ha un sacco di novitร  nel suo codice, che ne migliorano la velocitร , affidabilitร  e sicurezza. Innanzitutto pagine di navigazione differenti utilizzano differenti processi e si ottimizza cosรฌ l’uso della memoria, cosa che aiuta Mavericks stesso a risparmiare ed ottimizzare l’uso di energia.

Uno dei piรน importanti fattori che aumentano la stabilitร , la velocitร  ed il risparmio energetico non รจ Safari in se stesso, ma un importante plugin che regola l’uso di Adobe Flash. Il tool di terza parte, ClickToPlugin permette di evitare l’apertura automatica di add-on e codice multimediale quando si sta navigando in Internet, in modo da ottimizzare l’uso dell’energia e la velocitร  di navigazione.

L’utente puรฒ cosรฌ decidere cosa devi aprirsi e cosa no.ย Per esempio, si puรฒ permettere l’uso di Flash sempre su Youtube, ma bloccarlo su tutti gli altri siti.ย Quando Safari blocca un plugin, il browser sostituisce lo spazio utilizzato da questo con una zona vuota. Questo perchรฉ Safari segnala al web server che c’รจ il plugin, ma non ne mostra il contenuto.

Nella finestra delle preferenze della Security tab di Safari, sotto il tasto Manage Website Settings, si troveranno altre utili ed importanti configurazioni. In particolare possiamo vedere quali plugin sono in uso nel sistema, e la possibilitร  di stabilire il comportamento che il browser dovrร  avere in corrispondenza di un elenco di siti web.

1261241_mac-os-next_thumb_bigLa configurazione degli Utenti e gruppi รจ simile a quelle delle ultime versioni di OS X. Nella console di User&Groups troviamo le icone di login, ed il Parental Control.ย Mavericks permette infine agli utenti di configurare l’App Store per poter attivare l’aggiornamento automatico di Mavericks, scaricare e installare in background le applicazioni oltre che a sincronizzare le impostazioni direttamente dalle preferenze dell’App Store.

Apple continua ad utilizzare Time Machine per eseguire solidi backup e per poterli gestire con facilitร  e praticitร .

Un lavoro sufficiente. Che non puรฒ fermarsi.

Mac OS X Mavericks, รจ certamente un aggiornamento gradito, che come nella migliore tradizione Apple cerca di unire una esperienza confortevole al bisogno, anche inconsapevole da parte dell’utente, di sicurezza: la casa di Cupertino ha centrato parzialmente l’obiettivo.

E’ significativo tuttavia il riscontro di alcuni bug che sono stati individuati da ricercatori di sicurezza, che hanno addirittura proposto polemicamente di chiamare la versione Mavericks Beta, con cui si designa un prodotto non ancora maturo, i quali, assieme a frettolosi aggiornamenti per risolvere ad esempio l’integrazione con Gmail, che ha fatto dannare gli utenti Mac per qualche settimana, rappresentano il segno che sotto il profilo della sicurezza, Apple non puรฒ riposarsi nemmeno un attimo.

Come aumentare sicurezza e privacy di un iPhone 5S/5C con iOS7

Il mondo Apple si รจ evoluto ulteriormente migliorando e aggiungendo alcune innovazioni hardware con il lancio dell’iPhone 5S e 5C, e aggiornando alla versione 7 lo storico sistema operativo proprietario iOS. Ma se la casa di Cupertino ha pensato alla sicurezza introducendo ad esempio il riconoscimento di impronte digitali, รจ ovvio che alla privacy deve pensarci prima di tutto l’utente, in completa autonomia. Eย lโ€™occasione puรฒ essere utile per dare unโ€™occhiata ad alcuni semplici accorgimenti da seguire se si vuole aumentare il grado di sicurezza del proprio iPhone.

Notifiche sulla schermata di blocco
Per aumentare la sicurezza, รจ possibile eliminare la visualizzazione delle notifiche sulla schermata di blocco

PROTEGGERE LA SCHERMATA DI BLOCCO

Il nuovo iOS7ย รจ nato con un’importante falla di sicurezza, che rende possibile accedere alย Centro di Controlloย anche a schermata bloccata. Questo significa che chiunque potrebbe utilizzare funzioni fondamentali dellโ€™iPhone senza essere bloccato da nessun PIN.

Nel peggiore dei casi, oltre a poter visualizzare informazioni personali come email, foto e account sui social network, un eventuale ladro potrebbe con molta facilitร  mettere subito lโ€™iPhone in modalitร  aereo, rendendo impossibile localizzare il telefono, e avere cosรฌ tutto il tempo per reimpostare la password del dispositivo.

Nonostante frequenti aggiornamenti del sistema si siano concentrati sulla risoluzione di questi problemi, suggeriamo di disattivare queste funzioni alla radice, per scongiurare un’intera categoria di vulnerabilitร  che possono affliggere il nostro iPhone, rinunciando ad una comoditร  tutto sommato trascurabile.ย Per bloccare lโ€™accesso al Centro di Controllo dalla schermata di blocco seguiamo pochi semplici passi:

  • Selezionare Impostazioniย >ย Centro di Controllo
  • Disabilitare la voce Accedi da Blocco Schermo

Disabilitare Siri –ย ย Di default, รจ possibile accedere a Siri anche dalla schermata di blocco, potendo impartire quindi dei comandi anche senza aver inserito la passcode, il codice di accesso al telefono. Per incrementare il proprio grado di sicurezza, รจ possibile configurare le impostazioni in modo che Siri non sia piรน accessibile dalla lockscreen:

  • Selezionare Impostazioni > Generali
  • Selezionare Touch ID e codice (voce presente su iPhone 5s, mentre per gli altri modelli: Blocco con codice)
  • Nella sezione Consenti lโ€™accesso da bloccato disabilita Siri

Nella stessa sezione, รจ possibile impedire alla funzione Passbook (che ci permette di conservare tutti insieme ticket e coupon) di mostrare i biglietti a schermo bloccato.

Disattivare le notifiche a schermata bloccata –ย ย Ricevere le notifiche di messaggi, mail ed altre applicazioni sulla lockscreen puรฒ avere la sua utilitร , ma costituisce sicuramente un rischio per la sicurezza dei nostri dati sensibili. Eโ€™ possibile disattivare la ricezione delle notifiche a schermo bloccato modificando la configurazione di default:

  • Selezionare Impostazioni > Centro Notifiche
  • Nella sezione Accedi da โ€œBlocco Schermoโ€ deselezionare tutte le voci

Eโ€™ possibile inoltre decidere singolarmente quali notifiche ricevere e quali no. Sempre in Impostazioni > Centro Notifiche, si ha un elenco dettagliato di tutte le applicazioni che possono o non possono inviare notifiche. Selezionando ognuna di queste applicazioni, si puรฒ selezionare o deselezionare la voce Vedi in Blocco Schermo, oltre a gestire altri settings avanzati relativi alle notifiche (stile dellโ€™avviso, ripeti avvisi ecc.)

sensore impronta digitale - iPhone iOS7
Configurazione della funzione Touch ID

IMPRONTA DIGITALE E PASSWORD

Con lโ€™iPhone 5s, รจ stata introdotta la funzione Touch ID, ossia lโ€™autenticazione tramite impronta digitale. Eโ€™ possibile accedere allโ€™iPhone e confermare gli acquisti nellโ€™App Store, su iBooks Store e su iTunes facendo riconoscere la propria impronta da un apposito lettore.

Questo sistema di riconoscimento si pone come alternativa allโ€™uso di un codice di blocco numerico ed รจ molto utilizzato. E’ necessario verificare se questa opzione รจ per voi comoda, e potete consultare un nostro approfondimento sui pro e i contro di questa scelta. Nel caso foste convinti, ecco come configurare la funzione:

  • Selezionare Impostazioni > Generali > Touch ID e codice > Touch ID

Per configurare Touch ID, si deve prima impostare un codice di accesso. Touch ID รจ progettato per ridurre al minimo la necessitร  di inserire tale codice, che tuttavia risulterร  necessario per un’ulteriore convalida di sicurezza, ad esempio in caso di registrazione di nuove impronte digitali. Per registrare l’impronta digitale:

  • Assicurarsi che il tasto Home e il dito siano puliti e asciutti
  • Tenere l’iPhone come si fa normalmente per toccare il tasto Home
  • Toccare il tasto Home e tenere appoggiato il dito finchรฉ non si sente una veloce vibrazione o fin quando non viene chiesto di sollevare il dito (suggerimento: non premere il tasto, ma toccarlo leggermente)
  • Continuare a toccare e sollevare lentamente il dito, regolandone leggermente la posizione ogni volta
  • Al termine della prima scansione, verrร  chiesto di regolare la presa per acquisire i bordi dell’impronta digitale
  • Tenere il telefono come si fa normalmente per sbloccarlo e toccarlo con le aree esterne adiacenti della punta del dito e non con la parte centrale giร  scansionata

Una volta attivata la funzione, potrร  essere utilizzata al posto di un codice di blocco, che a questo punto sarร  necessario solo in rare circostanze, in particolare dopo aver riavviato l’iPhone 5sย o quando saranno trascorse piรน di 48 ore dall’ultima volta che รจ stato bloccato l’iPhone 5s.

Visto che il codice sarร  usato raramente, รจ bene approfittarne per aumentare la sua complessitร . Se infatti una password complessa puรฒ diventare noiosa da inserire a ogni accesso al device, sicuramente diventa una soluzione accettabile se la si deve utilizzare in rare occasioni, con la contropartita di diventare molto piรน complessa da decifrare da parte di malintenzionati.ย Scegliere una password complessa significa andare oltre il PIN base di 4 cifre e utilizzare una password alfanumerica o un lungo elenco di cifre. Per farlo, รจ possibile configurare le impostazioni dellโ€™iPhone in modo che accetti password complesse:

  • Selezionare Impostazioni > Generali > Touch ID e codice > Touch ID (in modelli diversi da iPhone 5s: Blocco con codice)
  • Disattivare la funzione Codice Semplice
  • Inserire un nuovo codice piรน complesso
Funzione Blacklist - iPhone iOS7
Elenco dei contatti bloccati – Funzione Blacklist


CREARE UNA BLACKLIST DI CONTATTI

Una nuova funzione introdotta con iOS7 permette di bloccare alcuni contatti della rubrica, per non ricevere piรน messaggi e chiamate da determinati numeri (ad esempio, numeri di telemarketing). Per i contatti bloccati, il proprio numero risulterร  sempre irraggiungibile. Al momento non รจ possibile bloccare in modo selettivo una sola funzione, ma ad ogni numero bloccato verrร  impedito di raggiungere l’utente in qualsiasi modo, tramite messaggi, chiamate e FaceTime.ย Per bloccare un contatto:

  • Nell’app FaceTime o Telefono toccare il pulsante Contatti
  • Toccare il contatto che si desidera bloccare
  • Scorrere fino in fondo alla scheda
  • Toccareย Blocca contatto

Una volta eseguita questa operazione รจ possibile rivedere l’elenco dei contatti bloccati con questo metodo direttamente daย Impostazioniย >ย Telefono/Messaggi/Facetimeย >ย Bloccati


L’AUTENTICAZIONE A DUE STEP

Per incrementare la propria sicurezza, รจ consigliabile richiedere una verifica in due passaggi ogni volta che รจ possibile. Ad esempio, inserire un codice di accesso non solo per sbloccare il telefono, ma anche per lโ€™utilizzo di una singola applicazione o richiedere lโ€™invio di un codice di sblocco al proprio numero di telefono, da inserire oltre alla password canonica.

Verifica a due step per il proprio Apple ID
Verifica a due step per il proprio Apple ID

La possibilitร  di utilizzare una verifica a due step dipende dallโ€™applicazione utilizzata. Vediamo perรฒ come richiedere questo tipo di verifica per il proprio ID Apple. Per poterla attivare:

  • Andate nella sezione Il mio ID Apple > Gestisci il tuo IDApple
  • Selezionate ย Password e Sicurezza nel menรน di navigazione a sinistra e rispondete alle domande di sicurezza impostate in precedenza
  • Entrate nella pagina di autenticazione in due step, fate clic su Inizia e seguite la procedura
  • Vi verrร  richiesto di modificare la password
  • A processo completato, dovrete attendere tre giorni per rientrare nellโ€™account e attivare ufficialmente il nuovo metodo di autenticazione a due livelli
  • Dopo tre giorni, potete rientrare nellโ€™account, rispondere nuovamente alle domande di sicurezza e tornare sulla pagina delle verifica a due livelli
  • Ora potete associare i device su cui far inviare lโ€™sms codice di verifica ogni volta che vi servirร 
  • Vi verrร  inviato subito un sms con un codice di prova da inserire
  • Dovrete ripetere il processo con un altro device, anche non vostro, per poter accedere allโ€™account nel caso smarriste o si rompesse il device principale
  • Ppotete aggiungere tutti i device in vostro possesso
  • Infine, verrร  generata una chiave di recupero, da conservare gelosamente, utile in caso non aveste piรน a disposizione nessuno dei device registrati per ricevere lโ€™sms con il codice di accesso

VERIFICATE LE APPLICAZIONI CHE RICHIEDONO LA VOSTRA LOCALIZZAZIONE

Alcune applicazioni, per funzionare in modo corretto, devono necessariamente tenere conto della nostra posizione geografica. Pensiamo ad esempio a un navigatore o unโ€™app meteo. Eโ€™ possibile perรฒ che a tenere traccia della nostra posizione siano anche applicazioni poco gradite ed รจ bene tenerle sotto controllo ed eventualmente revocare il permesso alla geolocalizzazione per specifiche app. Gestire questa configurazione รจ molto semplice:

  • Selezionare Impostazioni > Privacy >Localizzazione
  • In questa sezione, comparirร  lโ€™intero elenco della app che richiedono la posizione dellโ€™utente ed รจ possibile dare o negare il permesso per ogni singola applicazione

Volendo, รจ possibile mettere la funzione Localizzazione su OFF, in modo che la posizione non sia mai rilevata da alcuna applicazione.

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Safari per iPhone


NAVIGARE SICURI

Lโ€™utente puรฒ prendere alcuni piccoli accorgimenti anche per navigare in sicurezza, in modo da tenere il piรน possibile riservati i propri dati personali ed evitare siti web dannosi.ย Alcune indicazioni:

  • Per aumentare la privacy: andareย in Impostazioni > Safari eย attivareย Non rilevare. Safari richiederร  ai siti web visitati di non rilevare la navigazione, ma un sito web puรฒ scegliere di nonย rispettare la richiesta.
  • Per fare attenzione ai siti web sospetti: in Impostazioniย –ย Safari, attivare Avviso sito web fraudolento.
  • Per eliminare i dati inseriti su Safari:- Selezionare ImpostazioniSafari

Da questa sezione รจ possibile eliminare cookie, dati e cronologia.ย E’ possibile inoltre selezionareย Avanzate > Dati dei siti web.ย In questa sezione, รจ presente lโ€™elenco dettagliato dei siti visitati con il peso dei dati conservati ed รจ possibile rimuoverli (stesso effetto della funzione Elimina cookie e dati, ma con la possibilitร  di vedere la situazione piรน nel dettaglio).

ELIMINARE TUTTI I PROPRI DATI

Nel caso si volesse cedere il proprio iPhone, รจ importante eliminare qualsiasi dato personale. Per farlo, si puรฒ utilizzare la funzione apposita prevista dal sistema operativo per fare un completo reset dellโ€™iPhone:

  • Selezionare Impostazioni > Generali > Ripristina
  • Scegliere la voce Cancella Contenuto e Impostazioni


APPLICAZIONI PER AUMENTARE SICUREZZA E PRIVACY

Per aumentare il nostro grado di sicurezza e la privacy delle nostre informazioni personali, รจ possibile scaricare diverse applicazioni dallโ€™App Store. Ne indichiamo alcune.

    • SplashID: per salvare in modo sicuro le password, ma anche altri dati sensibili, come nome utente, dati della carta di credito, numero di conto corrente ecc. Le informazioni possono essere salvate in locale o su cloud, a scelta dell’utente.
    • iDataSafe: per memorizzare i vostri dati, divisi in gruppi, in massima sicurezza. I gruppi di default sono:ย Conti bancari e relativi codici di accesso/Carte di credito/Account di posta elettronica/Assicurazioni/Codici di registrazione/Combinazioni/I dati del vostro veicolo/Accessi web. L’applicazione prevede un backup di tutti i dati on the cloud, per un eventuale ripristino.
    • HiFolder: per creare delle cartelle e sotto-cartelle private accessibili solo tramite password. Inoltre, รจ possibile utilizzare una funzione per rendere letteralmente invisibili particolari file e cartelle.
    • 1password: per salvare tutte le password, crittografate, in un unico documento. Basta ricordare la password generale per avere accesso a tutte le altre.
find my iphone
Applicazione Find My iPhone – utile in caso di smarrimento o furto del proprio iPhone


IN CASO DI SMARRIMENTO O FURTO

Lo smarrimento o il furto del proprio iPhone รจ sicuramente un rischio dei piรน temuti, non solo per il danno economico, ma anche per la salvaguardia dei propri dati personali. Lโ€™idea che immagini, video, messaggi e contatti siano alla portata di chiunque entri in possesso del nostro device รจ da scongiurare il piรน possibile.

Per limitare i danni in caso di smarrimento o furto del proprio iPhone, รจ possibile scaricare lโ€™applicazione nativa Apple Find my iPhone, funzionante attivando contemporaneamente un account su iCloud.ย Le funzioni di questโ€™applicazione innumerevoli e le principali sono:

  • Individua il vostro iPhone su una mappa
  • Fa suonare il dispositivo ad alto volume per due minuti (anche se รจ in modalitร  silenziosa)
  • Blocca a distanza il dispositivo con un codice
  • Visualizza un messaggio personalizzato sulla schermata di blocco
  • Cancella da remoto tutti i contenuti e le impostazioni del tuo dispositivo
  • Attiva la modalitร  smarrito
  • Dร  indicazioni stradali per raggiungere il luogo in cui si trova il dispositivo
  • Dร  l’indicatore di carica della batteria

Per rendere inutilizzabile un iPhone in caso di furto, iOS7 ha introdotto unโ€™importante novitร : quando รจ attivo Find my iPhone, di default si attiva anche la funzione Activation Lock. Questa funzione fa sรฌ che, dopo che lโ€™utente ha eliminato tutti i propri dati dal telefono rubato usando lโ€™applicazione Find My iPhone, per accedere al telefono sia necessario introdurre nuovamente Apple ID e relativa password del proprietario, senza i quali il ladro non potrร  piรน usare il telefono. Questa nuova funzionalitร  mira a scoraggiare i numerosi furti di iPhone.

AVG. Privacy per pc, social e minori nell’era Datagate. Intervista

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In un’era in cui le vite di milioni di persone sono messe in bella mostra su Facebook, sempre piรน spesso si parla di privacy e tutela dei dati personali sul web. La Rete assume ogni giorno di piรน i contorni di uno strumento per la raccolta dei dati degli utenti, delle loro abitudini e dei loro dati sensibili, da impiegare per finalitร  statistiche o commerciali.

Ma quali sono i rischi concreti a cui ci si espone ogni giorno navigando sul web? Quali sane abitudini e precauzioni dovrebbero essere adottate per evitare che occhi indiscreti si posino sui nostri dati e stili di vita? Ne abbiamo parlato con Andrea Orsucci, Direttore Tecnico di Avangate Italia primo distributore AVG in Italia.

Tutti i giorni sentiamo parlare di rischi legati alla navigazione e all’utilizzo di programmi, social, applicazioni, siti internet. Nel concreto quali sono i pericoli reali che possiamo incontrare?

รˆ opportuno scindere il rischio derivante da un malintenzionato e l’essere oggetto di un target preciso. Circa un anno fa abbiamo pubblicato sulla nostra pagina Facebook i 12 comandamenti per navigare sicuri sui social, dove si spiegava in modo molto semplice che foto, i commenti, le informazioni personali postate nella Rete possono essere distorte, ricollegate, inviate a chi non si pensava, collegate a persone che non mai si sarebbe pensato di raggiungere.

Privacy e webGli esempi spaziano dagli sfoghi lavorativi che raggiungono le orecchie del capo alle fotografie condivise dal luogo di vacanza, che possono essere condivise e ripostate fino ad arrivare all’attenzione del ladro di turno a cui passa il concetto “la famiglia รจ in vacanza, quindi la casa puรฒ tranquillamente essere svaligiata”.

Anche il solo postare un immagine scattata dal telefonino o postare su un Social fornisce informazioni su dove il proprietario dell’account si trova fisicamente a una data ora di un tale giorno. Con tutte le deduzioni che terzi possono fare utilizzando questi dati. In linea generale diffondere informazioni di sรฉ puรฒ portare spesso e volentieri a conseguenze poco piacevoli, anche perchรฉ un post รจ “per sempre” nel senso che da qualche parte in Rete ne rimarrร  sempre e comunque traccia.

Quali sono i siti, i portali, i motori, le risorse web dove la privacy dell’utente รจ realmente a rischio e che vengono sottovalutati?

Succede varie volte che scaricando un programma si segua un percorso diverso rispetto a quello di un produttore ufficiale. Pensiamo alle piattaforme di download software piรน diffuse come ad esempio Softonic, tanto per citarne una. In abbinamento al download del programma portano al proprio fianco l’installazione di alcuni strumenti che in maniera dichiarata e intrinseca si sovrappongono alla normale attivitร  del computer.

Non si tratta di truffe, all’utente viene sempre data la possibilitร  di rifiutare l’installazione aggiuntiva, ma nella stragrande maggioranza dei casi si รจ abituati a non leggere le schermate e si preme freneticamente il tasto “avanti” fino alla conclusione dell’installazione. Ecco che allora ci si trova l’homepage del browser modificata, la presenza di toolbar, programmi terzi che si aprono automaticamente all’avvio del sistema operativo eccetera.

Tutto questo perchรฉ gli utenti non approfondiscono il contenuto delle schermate che accettano con la pressione di un tasto, quasi fosse un’operazione scontata e di poco conto.ย Il Web รจ pieno di potenziali pericoli, gran parte dei quali possono essere aggirati soltanto prestando una maggior attenzione.ย Sul rispetto della privacy dell’utente, se ne potrebbe parlare a lungo.

Siti come Google, Facebook e tanti altri basano la propria esistenza sui dati raccolti dai loro utenti. Sotto questo rispetto posso solo ribadire il concetto iniziale: questi siti sono i piรน grandi spyware della storia, sono ormai accettati da tutti e per questo non fanno assolutamente nulla per nascondersi.ย Il periodo romantico della pirateria fatta di attacchi รจ morto e sepolto. Ora i “pirati” vogliono far soldi attraverso la clonazione dei dati degli utenti, in modo silenzioso e difficilmente visibile.

A volte non รจ possibile accorgersi che qualcuno ci sta spiando
A volte non รจ possibile accorgersi che qualcuno ci sta spiando

Come รจ possibile accorgersi che qualcuno ci sta “spiando” e come รจ possibile tutelarsi secondo le normative in vigore?

Se la minaccia รจ fatta bene non ci si accorge. Se la minaccia consiste nel prendere controllo del computer per attaccare un server remoto, non ci si accorge di nulla se non di un piccolo rallentamento. Entro il 15% di calo potenza, agli occhi dell’utente le prestazioni di un computer restano invariate.

Se invece l’effetto รจ che l’utente viene palesemente bombardato di informazioni, contatti, stimoli sotto forma di annunci che sono curiosamente coerenti con la sua realtร , รจ il caso di iniziare a porsi delle domande: Gmail ad esempio utilizza i dati degli utenti per fare delle analisi, e lo dice chiaramente. Puรฒ capitare infatti, mentre si scrive una mail, di notare negli spazi pubblicitari della pagina la comparsa di contenuti targettizzati in linea con quello che digitiamo, in tempo reale.

Piรน grave รจ quando si aprono pagine indesiderate all’avvio, finte pagine che dichiarano presenze di virus o irregolaritร  sotto forma di falsi comunicati delle forze dell’ordine. La paura instillata all’utente in questo caso fa gioco ai malintenzionati.ย A tutti voglio dare un consiglio: non restate soli. In caso di dubbio, di comparsa di una qualsiasi anomalia contattate i servizi di assistenza, i tecnici, la polizia postale. Persone che a livello professionale hanno a che fare ogni giorno con queste minacce e possono concretamente darvi un aiuto.

Una citazione emblematica di Antonello Soro: “i Social Network non sono gratuiti, i nostri dati sono il prezzo da pagare”. Quanto e cosa della nostra vita รจ bene indicare sui Social e cosa invece dovremmo guardarci dal diffondere?

Dipende molto dal tipo di approccio personale: a seconda di quanto una persona vuole esporre, si comporta di conseguenza. In linea generale, sembra ci si stia orientando in senso opposto a quella che dovrebbe essere la buona custodia dei propri dati: l’esposizione della propria intimitร  personale ha ormai scavalcato le regole del buon senso. Su Facebook, Google+ e Linkedin spesso ci si sente autorizzati a mettere di tutto e di piรน perchรฉ “fa bello”, perchรฉ mette in mostra e fa sentire migliori. Un retaggio dell’approccio voyeuristico dei reality show in voga negli anni scorsi.

Bisogna dare un freno ai dati che si condividono sui social
Bisogna dare un freno ai dati che si condividono sui social

Per certi versi questi social sono i piรน grandi spyware della storia, e il bello รจ che non fanno assolutamente nulla per nascondersi. Fanno della loro frizzantezza e allegria un escamotage per essere riempiti dai dati degli utenti.

Si raccoglie di tutto: nomi, numeri, indirizzi, abitudini personali che vanno dallo shopping ai viaggi, dal cibo al tempo libero. Chi controlla queste informazioni controlla il mondo. Quello che manca e che non รจ facile da diffondere รจ impartire un’educazione all’utente ed elevare il suo livello della sicurezza.

Davanti all’esposizione, alle possibilitร  di furto che i social network presentano, spesso come diceva Goldoni si pensa che “l’italiano medio รจ un personaggio rispetto al quale ci sentiamo infinitamente superiori”. Non รจ vero, l’italiano medio siamo noi, le medesime problematiche cui รจ soggetto l’individuo “medio” coinvolgono tutti. รˆ un problema di ineducazione, l’utente tipo sottovaluta i rischi e le implicazioni legati alla diffusione della propria immagine sui social. Non sa che rappresenta in realtร  rappresenta solo della carne da macello.

Esistono in commercio programmi che consentano all’utente di gestire e avere un controllo completo sulla privacy?

La prima cosa da fare รจ quella di tutelare il computer con un antivirus, un firewall e tutti i piรน comuni strumenti di protezione.ย Poi viene il comportamento dell’utente online, che รจ piรน complesso da proteggere. รˆ di poche settimane fa il rilascio da parte di AVG di Privacy Fix, un add-on per tutti principali browser su fisso e mobile. In sostanza il programma fa una cosa semplice: si aggiunge come estensione al browser e chiede all’utente di permettergli di valutare le impostazioni di sicurezza e privacy dei suoi svariati account di Google, Facebook e Linkedin.

Una volta fornite le credenziali di accesso il sistema carica gli account e presenta in una grande dashboard tutte le criticitร  riscontrate che potrebbero permettere a terzi di posare gli occhi su materiali strettamente riservati. Una sorta di assistente alla privacy digitale.

Certo, bisogna avere almeno la buona volontร  di mettersi in gioco, di scaricare il programma, avviarlo e recepire i consigli. Serve educazione e consapevolezza. In realtร  ciรฒ che รจ facilmente osservabile รจ che le persone prestano poca attenzione alla loro vita online, quasi fosse un gioco. Ne รจ indice il fatto che su Facebook i contenuti unici siano molto pochi rispetto a quelli totali, segno che la gente preferisce condividere e diffondere cose create da altri, senza prestarvi troppa cura.

Quali precauzioni o contromisure si dovrebbero adottare per tutelare i piรน piccoli?

Per tutelare i bambini meglio utilizzare i "filtri famiglia"
Per tutelare i bambini meglio utilizzare i “filtri famiglia”

Chi ha dei bimbi piccoli puรฒ benissimo vedere quanto presto si stiano avvicinando al mondo digitale: per loro il tablet รจ uno strumento ovvio, quasi fossero dei “nativi digitali”. Il fatto di non dover mai pubblicare password, numero di cellulare o della carta di credito possono essere per noi adulti concetti banali ma non รจ detto che agli occhi di un bambino possa esserlo altrettanto.
I piรน piccoli non hanno chiaro in testa il concetto del “malintenzionato” come ce l’abbiamo noi, proprio per questa ragione รจ opportuno vigilare e controllare che non attuino comportamenti pericolosi, serve informazione diretta e se รจ il caso la messa in campo di precauzioni come “filtri famiglia” per la navigazione o il blocco delle piattaforme social.

Come รจ possibile ottenere un’adeguata informazione per poi trasmettere le opportune regole di comportamento alla nuove generazioni?

Esistono diversi modi. Il primo si trova sulla nostra pagina Facebook AVG Italia, dove ai nostri fan viene distribuito gratuitamente un piccolo e-book che raccomanda, in maniera semplice e immediata, come impostare le opzioni sicurezza sul proprio computer per minimizzare rischi navigazione.

Dico minimizzare perchรฉ alla fine รจ impossibile annullare tutte le fonti di rischio.ย Successivamente รจ possibile seguire i corsi e le iniziative promosse in tutta Italia dalla Polizia Postale, con cui collaboriamo attivamente per le iniziative di formazione, oppure partecipare agli incontri tematici organizzati da moltissime scuole in Italia su questi temi. Questi incontri spaziano dall’utilizzo dei Social Network alle regole base che dovrebbero far capire quando ci si imbatte in un malintenzionato, dall’approccio al bullismo online ad altre tematiche calde che riguardano la Rete.

Fondamentale in ogni caso resta la collaborazione familiare e il dialogo tra genitori e figli. Tutte queste precauzioni, prese nel loro insieme, possono dare il via a una manovra di accerchiamento virtuoso per contrastare i rischi insiti nel Web, trasmettendo alle nuove generazioni una cultura della “protezione digitale”.

Con il caso Datagate si รจ aperto “il vaso di Pandora dello spionaggio del XXI secolo” (cit. Raoul Chiesa). Crede che ci troviamo di fronte a un atto di compromissione della libertร  e della democrazia del Web?

Un po’temo di sรฌ. Certe cose sono inevitabili: certamente c’รจ stata una compromissione della privacy degli utenti, ma bisogna trovare un punto di incontro fra tutte le esigenze in gioco. Bisogna decidere cosa fare: fin dove deve arrivare la nostra sicurezza? Con la lotta al terrorismo e all’illegalitร  si giustifica un po’tutto. E a fronte di questo non si sa mai quante orecchie ascoltano le nostre conversazioni o leggono le nostre mail.

La compromissione della privacy sta evolvendo molto rapidamente
La compromissione della privacy sta evolvendo molto rapidamente

La compromissione della privacy sta evolvendo molto rapidamente e di fronte a questo mi trovo molto titubante. Esistono valori assoluti come la vita, la condivisione, la tolleranza, a fronte dei quali si รจ portati a pensare che ciascuno in casa propria possa fare quello che vuole nella misura in cui non vada a ledere i diritti altrui. Sono punti di vista diversi a seconda di ciascuna persona, quello che รจ innegabile รจ che ci troviamo di fronte a un punto cruciale per il Web.

Ritiene possibile che gli organismi internazionali possano imporre dei paletti ai Governi oltre i quali non possano spingersi nel monitorare gli utenti?

Vorrei non si trattasse di un organismo unico, che in fase decisionale ci fosse democrazia e pluralitร  di voci. L’Onu ad esempio รจ organismo unico, ben venga il suo coinvolgimento ma che non resti l’unico attore interessato, che si estenda la collaborazione con enti che professionalmente possano fornire un contributo prezioso. Non un unico ente che “se la canti e se la suoni” ma un team di lavoro all’interno del quale ci sia pluralitร , controllo reciproco e collaborazione.

Quali potranno essere nella vita di tutti i giorni le conseguenze di queste intromissioni nella nostra privacy? Potranno, ad esempio, arrivare al punto da controllare e influenzare le nostre azioni?

Potenzialmente potrร  accadere qualsiasi cosa. Il fatto che ci si stia rapidamente spostando verso periferiche di nuovo tipo che consentono di rilevare la posizione di una persona, registrandone le abitudini, apre alcuni scenari inquietanti nel mondo della tecnologia. Anni fa in un film Tom Cruise riceveva messaggi personalizzati a seconda di dove si trovava e sembrava una cosa utopistica. Oggi accade regolarmente. Senza voler fare del terrorismo, le possibili conseguenze sono sconfinate. Realtร  aumentata & Co. ci consentono si sapere sempre di piรน su una persona.

Anni fa un grande magazzino di Milano aveva iniziato a inviare via Bluetooth messaggi promozionali a chi passava nelle vicinanze. Influenzando di conseguenza il comportamento di molti passanti che leggendo il messaggio entravano. Tornando alla domanda sรฌ, รจ possibile che qualcuno possa influenzare le nostre azioni sulla base dei dati che noi disseminiamo sulla Rete. Ma di fatto questa cosa sta giร  accadendo.

In uno scenario futuristico รจ possibile pensare che tutte le nostre azioni sulla Rete possano essere impiegate da enti o Governi per esercitare forme di controllo sulla libertร  delle singole persone, riducendo Internet a un sistema di sorveglianza dei cittadini?

Di fatto Internet giร  adesso esercita forme di controllo sulla vita dei cittadini. Sul fatto di un’ipotetica creazione di un sistema di sorveglianza globale da parte dei Governi, c’รจ la possibilitร  che questo avvenga. Oggi come oggi bisogna trovare un nuovo equilibrio della Rete, ciรฒ che passa su internet deve essere piรน o meno visibile a seconda dei casi ma occorre che qualcuno vigili e dia delle direttive certe.

Ci ha spiegato di non voler utilizzare toni allarmistici, ma alla luce di quanto detto c’รจ poco da stare tranquilli.

Non c’รจ da aver paura, ma da stare svegli. Questa รจ l’unica cosa fondamentale. La realtร  evolve in fretta e bisogna restare al passo, informarsi, informarsi e continuare a informarsi. In una parola, come giร  detto, restare svegli.

[team title=”Andrea Orsucci” subtitle=”Direttore Tecnico di Avangate Italia” url=”http://www.linkedin.com/pub/andrea-orsucci/16/a3a/584″ image=”https://www.alground.com/origin/wp-content/uploads/2013/12/orsucci.jpg”]Formatosi al Politecnico di Milano, รจ CTO presso Avangate Italia fin dal 2009. L’azienda di cui รจ componente chiave, รจ il primo distributore italiano dei prodotti AVG[/team]

Kaspersky. Previsioni e minacce informatiche del 2014

La sfera di cristallo della nota azienda di sicurezza Kaspersky prevede i rischi per la sicurezza informatica del 2014.

Le minacce IT per dispositivi mobili

Comparsi sulla scena del malware ormai molti anni fa – ne รจ stato il precursore il famigerato trojan denominato Gpcode – i software nocivi ยซestorsoriยป si sono progressivamente evoluti; al giorno d’oggi, risulta possibile effettuare una loro classificazione in due principali tipologie. La prima di esse รจ rappresentata dai programmi trojan preposti a bloccare il funzionamento del computer sottoposto ad attacco, per poi esigere il pagamento, da parte dell’utente-vittima, di una determinata somma di denaro, affinchรฉ possa essere ripristinata la normale operativitร  della macchina contagiata dal malware.

sicurezza-informatica

La seconda categoria รจ invece costituita da quei programmi trojan appositamente progettati dai virus writer per codificare i dati custoditi nel computer preso di mira; tali trojan ยซestorsoriยป, per poter in seguito procedere all’indispensabile operazione di decriptaggio e recupero dei dati precedentemente occultati, richiedono agli utenti il versamento di importi decisamente ancor piรน consistenti.

Nel 2014, la cybercriminalitร  compirร , logicamente, ulteriori passi in avanti nello sviluppo di tali tipologie di programmi trojan, rivolgendo le proprie losche attenzioni ugualmente ai dispositivi mobili. In primo luogo, naturalmente, saranno presi di mira – allo scopo di acquisire i diritti di amministratore – gli apparati mobili provvisti di sistema operativo Android.

Da un lato, l’operazione di codifica dei dati memorizzati dall’utente sul proprio smartphone – fotografie, contatti, corrispondenza – una volta che il programma trojan avrร  ottenuto i privilegi di amministratore, potrร  essere realizzata piuttosto agevolmente; dall’altro lato, il processo di diffusione di trojan del genere – anche attraverso il servizio Google Play, del tutto legittimo – non richiederร  eccessivi sforzi da parte dei malintenzionati.

Nel 2014, senza ombra di dubbio, proseguirร  la specifica tendenza – da noi giร  osservata nel corso del 2013 – che vede un progressivo aumento del grado di complessitร  del malware mobile. Cosรฌ come in precedenza, inoltre, i malintenzionati, avvalendosi dei trojan mobili, cercheranno di continuare ad impossessarsi illecitamente del denaro degli utenti. Allo stesso modo, continueranno ad essere sviluppati, dai malfattori, quegli strumenti che possono consentire di ottenere l’accesso agli account bancari dei proprietari di dispositivi mobili (campagne di phishing ordite nei confronti degli utenti di telefonia mobile, trojan ยซbancariยป).

Assisteremo, poi, nell’immediato futuro, alle prime operazioni di ยซcompravenditaยป di botnet mobili; i cybercriminali inizieranno ad utilizzare attivamente tali reti-zombie per distribuire applicazioni nocive di terze parti. Cosรฌ come nel recente passato, per infettare i dispositivi mobili verranno sfruttate le vulnerabilitร  individuate nell’OS Android; non si esclude, inoltre, un loro utilizzo nell’ambito di possibili attacchi drive-by portati nei confronti degli smartphone.

Attacchi nei confronti del Bitcoin

Gli attacchi rivolti ai pool e alle borse Bitcoin, cosรฌ come agli utenti della celebre criptomoneta, diverranno di sicuro uno dei principali temi dell’anno.

Indubbiamente, saranno in particolar modo praticati, da parte dei cybercriminali, gli assalti informatici eseguiti nei confronti delle borse Bitcoin, visto che, nella conduzione di tali attacchi, il rapporto tra spese sostenute e profitti ricavati assume i valori massimi in termini di convenienza.

bitcoinPer quel che riguarda gli attacchi portati a danno degli utenti della nota moneta elettronica, riteniamo che, nel 2014, possa significativamente aumentare il livello di pericolositร  di quegli attacchi che si prefiggono di realizzare il furto dei cosiddetti ยซwalletยป, i ยซportafogliยป virtuali nei quali vengono custoditi, sul computer dell’utente o in altri luoghi virtuali, i Bitcoin generati.

Ricordiamo, a tal proposito, come in passato i malintenzionati abbiano infettato a piรน riprese i computer degli utenti allo scopo di utilizzare le macchine sottoposte a contagio informatico per operazioni di ยซminingยป (si definisce con tale termine lโ€™attivitร  di generazione dei Bitcoin). Adesso, tuttavia, l’efficacia di tale metodo criminoso appare diminuita in maniera radicale, visto che compiendo il furto dei Bitcoin stessi si prospetta, per gli attaccanti, la possibilitร  di realizzare enormi profitti, mantenendo, al contempo, il piรน completo anonimato.

Problemi nella difesa della sfera privata

La gente desidera, ovviamente, difendere la propria privacy in relazione alle attivitร  svolte dalle agenzie di intelligence di vari paesi del globo. Assicurare la protezione dei dati personali e confidenziali degli utenti non risulta tuttavia possibile, se non vengono prima adottate opportune misure da parte di quei servizi Internet utilizzati in misura sempre maggiore dagli utenti della Rete: social network, servizi di posta elettronica, cloud storage.

I metodi per la protezione della privacy attualmente esistenti si rivelano, di fatto, insufficienti. Un certo numero di servizi online ha tuttavia giร  annunciato l’introduzione di misure supplementari per garantire la protezione dei dati confidenziali degli utenti; ci riferiamo, nella fattispecie, al processo di codifica dei dati trasmessi attraverso i propri server.

Riteniamo che l’implementazione di metodi di protezione di vario genere possa svilupparsi ulteriormente, in quanto saranno gli stessi utenti ad esigerne, sempre di piรน, la realizzazione; la presenza o meno di adeguati sistemi di difesa della privacy potrร  quindi costituire un elemento preferenziale, di primaria importanza, nella scelta, da parte dell’utente, di un determinato servizio Internet.

Emerge tuttavia una serie di problemi, riguardo a tale delicata tematica, anche dal lato specifico dell’utente finale. Quest’ultimo dovrร  in effetti preoccuparsi di proteggere adeguatamente le informazioni sensibili custodite all’interno del proprio computer e sui propri dispositivi mobili; allo stesso tempo, egli dovrร  necessariamente intraprendere opportune azioni al fine di garantire la massima riservatezza in relazione alle attivitร  svolte quotidianamente in Rete.

Tali circostanze determineranno, inevitabilmente, un aumento del grado di diffusione dei servizi VNP e degli anonimizzatori TOR; si innalzerร  decisamente, al contempo, la richiesta di particolari strumenti per poter effettuare, a livello locale, operazioni di cifratura dei dati.

cloud_sicurezzaAttacchi ai sistemi di cloud storage

Si stanno prospettando tempi davvero duri, per le ยซnuvoleยป telematiche. Da un lato, si รจ indebolita la fiducia nei confronti dei servizi in-the-cloud adibiti allo storage di dati ed informazioni, a causa delle eclatanti rivelazioni rese da Edward Snowden e delle notizie, apparse di recente, riguardo alla raccolta di dati effettuata da servizi di intelligence di vari paesi.

Dallโ€™altro lato, i dati custoditi nel cloud, il notevole volume degli stessi, e, soprattutto, il loro contenuto, stanno divenendo un potenziale bersaglio, sempre piรน attraente ed appetibile, per le folte schiere degli hacker. Giร  tre anni fa avevamo affermato che, con il passare del tempo, si sarebbe potuto rivelare molto piรน facile e conveniente, per gli hacker, violare il servizio di storage fornito dal cloud provider – e realizzare quindi nella “nuvola” stessa il furto dei dati sensibili relativi alle societร  ed alle organizzazioni prese di mira – anzichรฉ compromettere direttamente le infrastrutture informatiche delle societร  stesse.

Sembra proprio che la situazione da noi prevista stia ormai per tramutarsi in realtร . Gli hacker, con ogni probabilitร , dirigeranno i loro attacchi proprio nei confronti dell’anello piรน debole della catena, ovvero il personale stesso che opera nell’ambito dei servizi cloud. Gli assalti orditi nei confronti di tale specifica categoria di operatori IT potranno, di fatto, fornire la chiave per accedere a giganteschi volumi di dati. Oltre che al furto di enormi quantitร  di dati ed informazioni, gli attaccanti potrebbero essere ugualmente interessati all’opportunitร  di rimuovere o modificare certi contenuti custoditi nel cloud storage; in certi casi, operazioni cybercriminali del genere, per coloro che commissionano l’esecuzione di simili attacchi, potrebbero difatti rivelarsi ancor piรน vantaggiose.

Attacchi nei confronti degli sviluppatori di software

Si interseca indubbiamente – in maniera piรน o meno diretta – con la problematica di sicurezza IT sopra descritta, la probabile crescita, nell’anno 2014, del numero di attacchi informatici condotti a danno degli sviluppatori di software. A tal proposito, รจ stata da noi individuata, nel corso del 2013, una serie di attacchi eseguiti dal gruppo cybercriminale denominato Winnti.

Sono risultate essere vittime di tali assalti informatici numerose societร  dedite allo sviluppo e alla pubblicazione di giochi per computer; nella circostanza, i cybercriminali hanno illecitamente sottratto il codice sorgente – lato server – relativo a vari progetti di giochi online. E’ divenuta vittima di un attacco analogo anche la societร  Adobe; nel caso specifico, i malintenzionati hanno carpito, alla nota software house, i codici sorgente di Adobe Acrobat e ColdFusion.

Ricordiamo, tra i primi esempi di incidenti di sicurezza del genere, il famoso attacco compiuto nel 2011 ai danni di RSA; nella circostanza, gli aggressori entrarono in possesso dei codici sorgente dei prodotti SecureID; i dati carpiti furono in seguito utilizzati per sferrare un massiccio attacco informatico nei confronti di Lockheed Martin, la nota azienda statunitense operante nei settori dell’ingegneria aerospaziale e della difesa.

Il furto dei codici sorgente di prodotti software particolarmente diffusi presso gli utenti fornisce ai criminali informatici la ghiotta opportunitร  di poter ricercare eventuali vulnerabilitร  presenti in tali programmi e applicazioni; le falle di sicurezza individuate saranno in seguito sfruttate, da parte dei malintenzionati, per la conduzione di attacchi IT tramite exploit. Inoltre, ottenendo l’accesso al repository della vittima designata, gli attaccanti hanno ugualmente la possibilitร  di modificare il codice sorgente dei programmi, e di aggiungere quindi, ad essi, apposite ยซbackdoorยป.

cyberspionaggio

Qui, ancora una volta, sono proprio gli sviluppatori di applicazioni per dispositivi mobili a trovarsi in una zona di particolare rischio. Come รจ noto, vi sono, al mondo, migliaia di autori di programmi “mobili”, i quali creano costantemente, in numero sempre maggiore, migliaia e migliaia di applicazioni, poi installate su centinaia di milioni di apparati mobili.

I cyber-mercenari

Le eclatanti rivelazioni di Snowden hanno evidenziato come gli stati nazionali conducano operazioni di cyber-spionaggio, anche allo scopo di fornire un aiuto, dal lato economico, alle ยซproprieยป societร  ed organizzazioni.

Tali elementi hanno in qualche modo infranto una sorta di barriera ยซmoraleยป, la quale, sino ad oggi, tratteneva le imprese dal ricorrere a simili metodi radicali a livello di lotta concorrenziale. In considerazione delle nuove realtร  che sono emerse, plasmate dalle attuali circostanze, le aziende si trovano sempre piรน di fronte al compito di dover condurre attivitร  del genere.

Le societร  si vedranno quindi, sotto molti aspetti, costrette a praticare operazioni di cyber-spionaggio di natura economico-commerciale allo scopo di non perdere la propria competitivitร , visto che, magari, i diretti concorrenti, stanno giร  ricorrendo a pratiche di spionaggio per ottenere evidenti vantaggi a livello concorrenziale. Non รจ tra l’altro escluso che, in certi paesi, le societร  possano condurre campagne di cyber-spionaggio anche nei confronti di agenzie ed enti governativi, cosรฌ come riguardo ai propri dipendenti, partner e fornitori.

Le imprese possono tuttavia realizzare simili attivitร  soltanto avvalendosi dei cosiddetti cyber-mercenari, ovvero gruppi organizzati di hacker altamente qualificati, specializzati nel fornire, a societร  ed organizzazioni, servizi commerciali inerenti allo svolgimento di attivitร  cyber-spionistiche. Nella circostanza, tali hacker verranno piuttosto denominati con l’appellativo di ยซcyber-detectiveยป.

Uno degli esempi piรน evidenti di utilizzo di hacker ยซassoldatiยป per l’esecuzione di campagne di cyber-spionaggio commerciale รจ rappresentato dall’attacco informatico denominato Icefog, da noi scoperto nell’estate del 2013.

Frammentazione di Internet

Si sono verificati avvenimenti alquanto sorprendenti anche per ciรฒ che riguarda, nello specifico, il mondo della Rete. Molti esperti, ed in particolar modo Eugene Kaspersky, hanno giร  parlato, di recente, della necessitร  di creare, parallelamente, una sorta di ยซInternet sicuroยป, che non offra ai malintenzionati di turno alcuna chance di poter compiere al proprio interno, in forma anonima, azioni di stampo criminale. Per contro, i cybercriminali hanno giร  allestito, di fatto, la propria ยซDarknetยป, basata su tecnologie Tor e I2P, le quali consentono ai malfattori di potersi dedicare alla realizzazione di attivitร  criminali nel piรน completo anonimato, cosรฌ come di poter comunicare tra loro e compiere operazioni di natura commerciale.

networkAllo stesso tempo, รจ iniziato un evidente processo di frammentazione di Internet in vari segmenti nazionali. Fino a poco tempo fa, solo la Cina rappresentava un’eccezione in tal senso, con il proprio Great Firewall nazionale. Tuttavia, la Repubblica Popolare Cinese non si รจ rivelata essere l’unica nazione al mondo desiderosa di ยซseparareยป una parte significativa delle proprie risorse web, per poi assumerne il controllo in maniera diretta ed autonoma.

In effetti, tutta una serie di paesi, tra cui la Russia, hanno approvato, o si accingono ad approvare, provvedimenti legislativi esplicitamente preposti a vietare l’utilizzo di servizi Internet stranieri. Tali specifiche tendenze si sono considerevolmente rafforzate, in particolar modo, dopo le note rivelazioni da parte di Edward Snowden. Nello scorso mese di novembre, ad esempio, la Germania ha annunciato che avrebbe provveduto, al piรน presto, a rendere completamente inaccessibile, dall’esterno, ogni comunicazione scambiata all’interno del paese tra i vari dicasteri ed enti governativi tedeschi.

Il Brasile, da parte sua, ha comunicato la ferma intenzione di voler provvedere ad organizzare e stendere quanto prima una backbone (dorsale) Internet alternativa, allo scopo di non utilizzare il canale di comunicazione che, attualmente, attraversa il territorio statunitense, nella penisola della Florida.

In pratica, il World Wide Web ha giร  iniziato a sfaldarsi in vari segmenti. Sembra quasi che molti stati non intendano piรน far passare un solo byte di dati ed informazioni al di lร  dei confini delle proprie reti nazionali. Tali aspirazioni ed intenzioni, piรน o meno velate, cresceranno in maniera sempre piรน marcata, in modo che, probabilmente, non sarร  affatto da escludere il passaggio dalle attuali restrizioni e limitazioni di natura legislativa all’imposizione di specifici divieti a carattere prettamente tecnico. La probabile fase successiva potrebbe addirittura essere rappresentata da espliciti tentativi di limitare l’accesso – per gli utenti di paesi esteri – ai dati custoditi all’interno del territorio di una determinata nazione.

Poi, nel caso proseguisse ulteriormente il rapido sviluppo di simili tendenze, potremmo ben presto ritrovarci senza un’unica Rete globale, ma, piuttosto, con decine di reti nazionali. Non รจ escluso, peraltro, che alcune di esse non abbiano nemmeno la possibilitร  di interagire tra loro. In tal modo Darknet, la rete sommersa, potrebbe rimanere, in pratica, l’unica rete a carattere sovranazionale.

sicurezzaLa ยซpiramideยป delle cyber-minacce

Tutti gli avvenimenti e le tendenze da noi previsti – per l’anno 2014 – sui torbidi scenari del malware globale, possono essere riassunti con una rappresentazione grafica semplice e lineare, sulla base della famosa piramide delle cyber-minacce da noi descritta esattamente un anno fa.

Tale piramide si compone, essenzialmente, di tre elementi ben distinti. Alla sua base si trovano le minacce IT utilizzate per la conduzione di attacchi nei confronti di utenti ordinari da parte della cybercriminalitร  di stampo ยซtradizionaleยป, mossa esclusivamente dalla sete di ottenere lauti guadagni illeciti, per conto proprio.

Il livello centrale della piramide risulta invece occupato dalle minacce informatiche utilizzate nel corso degli attacchi mirati condotti nell’ambito delle operazioni di cyber-spionaggio aziendale, cosรฌ come dai cosiddetti spyware di polizia, dispiegati dagli stati nazionali per spiare i propri cittadini e le imprese. Al vertice della piramide, rileviamo infine la presenza delle cyber-minacce – create a livello di stati nazionali – utilizzate allo scopo di condurre cyber-attacchi nei confronti di altre nazioni.

La maggior parte degli scenari di sicurezza IT da noi descritti in precedenza, relativi alla possibile evoluzione delle minacce informatiche nel corso del 2014, risultano direttamente riconducibili al livello intermedio della piramide. Nell’anno a venire, quindi, le dinamiche e gli sviluppi maggiormente significativi sono attesi proprio in relazione ad un sensibile incremento del numero delle minacce IT direttamente collegate alle operazioni di spionaggio di natura economico-commerciale, cosรฌ come alle campagne di spionaggio “interne”, condotte entro i confini dei vari stati.

L’aumento del numero di simili attacchi informatici sarร  in qualche modo ยซgarantitoยป dall’evidente processo di ยซriconversioneยป che sta attualmente interessando una parte del mondo cybercriminale; in sostanza, numerosi malfattori, al momento impegnati nel quadro di attacchi orditi contro gli utenti, si tramuteranno ben presto in cyber-mercenari, o cyber-detective che dir si voglia. E’ inoltre fortemente possibile che inizi a fornire servizi riconducibili all’ambito cyber-mercenario anche un certo numero di esperti IT, i quali, in precedenza, non hanno mai svolto attivitร  di natura criminale. Alla creazione di tale scenario contribuirร  indubbiamente la probabile aura di legittimitร  che conferiranno al lavoro eseguito dai cyber-detective gli ordini ricevuti per conto di societร  solide ed autorevoli.

Sophos. Italia al quarto posto nel mondo per invio spam

Sophos, societร  leader a livello mondiale nel settore della sicurezza informatica, rende noti i risultati di una ricerca condotta nel terzo trimestre 2013 e rivela quali Paesi fanno parte della โ€œSporca Dozzinaโ€,ย ovvero la classifica dei Paesi che inviano il maggior numero di messaggi spam, stilata periodicamente da Sophos. spam

I risultati della โ€œSpamionshipโ€ dimostrano come Stati Uniti, Bielorussia e India si trovino in testa alla classifica. Anche lโ€™Italia, tuttavia, spicca in questo poco onorevole ranking: responsabile del 4,7% dello spam a livello mondiale, occupa infatti il quarto posto.

Lo spam non viene piรน inviato in massa dallo stesso server come accadeva fino a una decina di anni fa: oggi gli hacker si impadroniscono di computer scarsamente protetti in tutto il mondo e li controllano senza che i proprietari se ne accorgano, sfruttandoli per lโ€™invio di messaggi indesiderati e link malevoli.

Ognuno รจ dunque responsabile della sicurezza del proprio computer: se non si adottano le difese adeguate, non solo si subiscono questi attacchi, ma si contribuisce anche a diffondere il problema dello spam a livello globale. โ€œPubblichiamo la classifica non per accusare dei Paesi di cyber criminalitร , ma per aumentare la consapevolezza dellโ€™importanza di tenere il proprio computer pulito da malwareโ€, spiega Paul Ducklin, Head of Technology Asia Pacific, Sophos. I primi 12 Paesi produttori di spam per il periodo luglio-settembre 2013:

Posizione Paese % Q3 Q2 Q1
1. USA 14.6% 1 1 1
2. Bielorussia 5.1% 2 2 4
3. India 4.7% 3 6 5
4. Italia 4.7% 4 10 7
5. Cina 4.6% 5 3 2
6. Taiwan 4.1% 6 5 3
7. Argentina 3.7% 7 9
8. Spagna 3.5% 8 7 9
9. Iran 3.3% 9
10. Perรน 3.2% 10 11
11. Germania 3.0% 11 12 8
12. Russia 3.0% 12 11 10

I risultati diventano ben piรน sorprendenti se si prende in considerazione lโ€™invio di spam pro capite: un qualsiasi computer in Bielorussia ha infatti 11.1 volte piรน probabilitร  di mandare spam in tutto il mondo rispetto ad un computer degli Stati Uniti. Per quanto riguarda lโ€™invio di spam pro capite, le new entry di questโ€™anno nella โ€œSporca Dozzinaโ€ sono Israele e Kuwait, mentre lโ€™Italia fa registrare una probabilitร  di invio dello spam 1.65 volte superiore rispetto agli USA. I Paesi con meno di 300.000 abitanti sono stati esclusi dalla โ€œSpamionshipโ€, tuttavia Paesi piccoli come il Lussemburgo e le Bahamas sono comunque rientrati in questa classifica (rispettivamente con piรน di 500.000 e piรน di 300.000 abitanti), facendo registrare dati molto negativi nel terzo trimestre del 2013. I primi 12 Paesi produttori di spam per il periodo luglio-settembre 2013 (invio pro capite):

Posizione Paese Spam pro capite (USA=1.0) Q3 Q2 Q1
1. Bielorussia 11.1 1 1 1
2. Uruguay 4.7 2 3 3
3. Taiwan 3.8 3 4 2
4. Lussemburgo 2.7 4 6 7
5. Macedonia 2.6 5 8 5
6. Perรน 2.2 6 9
7. Kuwait 2.1 7
8. Bahamas 2.1 8 8
9. Kazakistan 2.0 9 2 6
10. Bulgaria 1.9 10 4
11. Argentina 1.9 11 10
12. Israele 1.8 12

In questa classifica, lโ€™Italia si posiziona quattordicesima, con uno spam pro capite di 1.65

Lookout app: antifurto, gestione privacy e backup per iOS e Android

Lookoutย รจ un’applicazione antifurto per iOS e Android, ideata per aiutarci a ritrovare smartphone e tablet smarriti o rubati. Inoltre, alcune funzioni dell’app permettono di tenere al sicuro le nostre informazioni personali.

Sul fronte antifurto,ย appena ci rendiamo conto di non avere piรน con noi il nostro telefono, possiamo collegarci al sito dell’applicazione eย geolocalizzareย immediatamente il device smarrito su una mappa Google. Nel caso sia a portata di orecchio, possiamo attivare la funzioneย Scream,ย che farร  emettere al telefono un suono di allarme, anche nel caso il telefono sia impostato su “silenzioso”. La funzioneย Signal Flareย salva automaticamente l’ultima posizione del telefono, prima che la batteria si scarichi.

E’ possibile inoltre agire a distanza sul proprio device smarrito o rubato, eliminando tutti i propri dati per evitare che finiscano in mani sbagliate o bloccando il telefono e facendo comparire un messaggio personalizzato per semplificare la restituzione a un eventuale ben intenzionato. Inoltre, la funzioneย Lock Camย scatta una foto e rileva la posizione di chiunque inserisca per tre volte consecutive il codice di accesso sbagliato.

Sul fronte della privacy e della sicurezza, Lookout rileva e ci segnala tutte le applicazioni che richiedono la nostra posizione o l’accesso a dati personali e ci avvisa di possibili vulnerabilitร , dovute all’uso di un software non aggiornato.ย Esegue inoltre un backup dei nostri contatti, per evitare una perdita non voluta di dati, e ne consente il download per caricarli su un altro telefono. Infine, segnala siti web potenzialmente pericolosi e verifica ogni app prima del download.ย Le funzioni dell’applicazione variano ovviamente tra la versione free e la versione premium. Possono esserci inoltre delle differenze tra l’applicazione per iOS e quella per Android.

Al completo, le funzioni principali di Lookout sono:

  • Geolocalizzazioneย del proprio device su una mappa
  • Scream, allarme sonoro a distanza
  • Signal Flare, rilevamento automatico dell’ultima posizione prima che la batteria si scarichi
  • Lock Cam, fotografia automatica di chi tenta di accedere per tre volte al device inserendo il PIN errato e rilevamento della sua posizione
  • Wipe, eliminazione di tutti i dati del device a distanza
  • Messaggio personalizzato, per facilitare la restituzione del device
  • Backup dei propri contatti, di cui si puรฒ fare il download per trasferirli su un altro device
  • Avviso sulle vulnerabilitร ย dovute a una versione del software non aggiornata
  • Controllo dei permessiย richiesti dalle app che si vogliono scaricare
  • Controllo della sicurezzaย di ogni app
  • Avviso quandoย si tenta di accedere a siti web potenzialmente pericolosi
Download per iOS Download per Android

Molestie telefoniche e recupero crediti. Cosa fare, come difendersi

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Le molestie telefoniche sono fastidiose come poche altre cose. Perchรฉ se il web รจ basato sulla lingua scritta, lontana e asettica, la viva voce di qualcuno puรฒ distrarci, disturbarci e addirittura spaventarci. Alground guiderร  l’utente ad un corretto comportamento di fronte a qualsiasi tipo di molestia telefonica, con suggerimenti chiari, provati nella vita reale e a volte spregiudicati, perchรฉ la sicurezza personale deve essere difesa con ogni mezzo.

Lo scherzo telefonico demenziale

Il primo tipo di scherzo telefonico potrebbe essere definito “demenziale“, dal momento che si manifesta con versi strani, frasi volutamente lunghe e incomprensibili o con assurditร  come:ย “Buongiorno, devo recapitarle una balena”, o ancoraย “Buonasera, sono l’arcangelo Gabriele”. Si tratta dell’azione piรน innocua, compiuta spesso da adolescenti che vogliono fare i buontemponi e nulla di piรน.

La migliore reazione รจ la non risposta: stare allo scherzo, cercare di dialogare o arrabbiarsi, รจ esattamente quello che cerca l’interlocutore. Dite invece con calma: “Non ho voglia di scherzare”, e attaccate. In questi casi la telefonata giungerร  certamente da un numero nascosto, per cui decidete di non rispondere ad alcuna chiamata successiva che provenga da una numerazione privata, per circa unโ€™ora. Questo elimina alla radice la maggior parte dei buontemponi.

Nel caso (raro) in cui la cosa dovesse continuare, รจ necessario spaventare un poโ€™ il nostro spiritoso. Questa volta rispondete, e dite che siccome non รจ la prima volta che chiamano, avete attivato un servizio che permette di scoprire il numero di telefono nascosto (leggete la nostra guida per poter citare soluzioni realmente esistenti) e promettete che se richiameranno ancora, rifiuterete la telefonata e riceverete un sms con il numero in chiaro. Poi attaccate e non rispondete piรน.

Frank-Matano1

Una risposta cosรฌ circostanziata e preparata, scoraggerร  certamente anche il buontempone piรน incallito. Nel caso estremo in cui nemmeno questo bastasse, vedremo piรน in avanti cosa fare, di fronte a situazioni che superano il limite dello scherzo, per diventare delle vere persecuzioni.

Lo scherzo verosimile

Tuttavia, la stragrande maggioranza degli scherzi telefonici, sono “verosimili”. Significa che ciรฒ che viene proposto potrebbe essere vero, e la persona che si affanna a capire cosa succede diventa motivo di divertimento. Alcuni esempi sono una multa da pagare, una lamentela per qualcosa di mai fatto, una richiesta assurda ma non troppo:ย “Buongiorno Panificio Rossi, ho ordinato 10 chili di pane, รจ pronto? posso passare a ritirarlo?”,ย “Salve, agenzia di modelli Nuovamoda, mi hanno detto di presentarmi nel vostro ufficio per il casting di un pornodivo, dov’รจ la vostra sede?”.

Se fiutate la presa in giro o siete incerti, usate uno stratagemma. La numerazione sarร  sicuramente anonima. Chiedete un nome, un cognome e un numero di telefono fisso su cui richiamare. Se vi viene fornito, richiamate accertandovi che a rispondere sia lo stesso di prima, ma se si tratta di uno scherzo, la richiesta verrร  ovviamente declinata con una scusa. Ecco smascherato il simpaticone. Ora potete seguire la stessa procedura di prima: attaccate, non rispondete piรน, o al limite spaventate con i servizi per scoprire le chiamate anonime.

Le telefonate commerciali

In questo caso ci troviamo di fronte a telefonate che hanno comunque un valore positivo, l’offerta di qualcosa che potrebbe esservi utile: il tutto diventa negativo solo di fronte all’insistenza. La cosa piรน ovvia sembra quella di rispondere di non essere interessati, di non richiamare mai piรน, che non vogliamo proprio niente. Ma in realtร , questa non รจ la risposta migliore, perchรฉ nel caso in cui non finalizzino la vendita, gli operatori sono addestrati a segnare una nuova data per un successivo richiamo. Ecco perchรฉ nonostante diciamo di no, i call-center insistono.

Esiste invece una risposta completamente diversa, capace di abbattere qualsiasi tecnica di vendita, anche la piรน micidiale, e consiste nella frase: “La ringrazio, ma l’ho appena comprato”. Proprio il prodotto che ci viene offerto, quello, lo abbiamo appena preso, e quindi non possiamo comprare due volte la stessa cosa. Vediamo un paio di esempi che ho sperimentato personalmente.

[blockquote style=”1″]

Operatore: Buongiorno, sono di Sky, e volevo parlarle di una nuova offerta per vedere cinema e sport in esclusiva e..

Io: Ah la ringrazio, ma mi sono appena abbonato.

Operatore: Ah davvero? ma la promozione รจ appena partita…

Io: Sรฌ, ma un amico me ne ha parlato, sono andato in un centro Sky e mi sono giร  abbonato

Operatore: Ah ok, perfetto allora arrivederci…[/blockquote]

La telefonata รจ durata meno di 30 secondi, e non mi hanno mai piรน richiamato. Vediamo un altro esempio con la chiavetta internet della 3:

[blockquote style=”1″]

Operatore: Buongiorno, sono delle 3, volevo sapere se utilizza molto internet…

Io: Certo, perchรฉ?

Operatore: Allora potrebbe farle comodo una chiavetta per navigare ultraveloce…

Io: Sรฌ, quella vostra della 3? ce l’ho giร .

Operatore: Ah l’ha giร  comprata?ย 

Io: Sรฌ, sรฌ, l’ho giร  presaย [/blockquote]

Dopo i saluti, non ho mai piรน risentito la signorina. Anche se mentite, l’operatore non ha il tempo di vedere nel database clienti, e comunque, anche se non gli risulta, non puรฒ certo mettere in dubbio la vostra parola, significherebbe contraddire un cliente contento. E molto probabilmente, vi eliminerร  dalla lista dei possibili nuovi clienti da contattare.

callcenter

Nel caso in cui doveste essere nuovamente richiamati, anche se accadrร  sempre piรน di rado, ripetete la stessa tecnica e rincarate la dose, aggiungendo che quella รจ una chiamata commerciale, e oltre al fatto che รจ assurdo chiamare uno che รจ giร  cliente (pensa che faccia tosta), siete iscritti al “Registro delle opposizioni”, un database di numeri di telefono che non possono essere contattati per scopi di marketing o ricerche di mercato.

Chiedete i dati dell’azienda (Ragione sociale, sede legale e Partita IVA) per una segnalazione. L’operatore risponderร  con una serie di frasi, ma non ascoltatelo nemmeno, tirate dritto convinti di fare una denuncia e probabilmente vi attaccheranno loro il telefono in faccia. Ora, per il call center, richiamarvi diventa inutile, visto che siete giร  sempre abbonati a tutto, e pericoloso.

Altri consigli – Oltre a questa tecnica, dovete anche agire cercando di prevenire. In primo luogo potete iscrivervi veramente al Registro delle Opposizioni. L’operazione puรฒ essere fatta comodamente via web. Di solito ci vogliono 15 giorni per completare l’operazione, e se non siete iscritti nel registro pubblico potreste dover chiedere al vostro operatore assistenza, ma si tratta di un investimento temporale che vi eviterร  decine di chiamate future.

Inoltre, dovete disiscrivervi dai servizi in abbonamento ai quali avete dato distrattamente il consenso attivo e diretto al trattamento di dati: abbonamenti di qualsiasi tipo, servizi per conoscere la compatibilitร  tra fidanzati, download di loghi, sfondi e suonerie per smartphone, sono il modo migliore perchรฉ il vostro numero di telefono inizi a girare da un telemarketing all’altro. Rimuovete la vostra iscrizione dovunque vi sia possibile. Se userete il dialogo che vi abbiamo suggerito nell’immediato, e dedicherete un poโ€™ di tempo a proteggere il vostro numero, sconfiggerete ogni chiamata pubblicitaria, senza dover cambiare numero.

Le societร  di recupero crediti

Le agenzie che devono recuperare un credito per conto di qualcuno si dividono in due tipi: le prime hanno un atteggiamento normale, abbastanza conciliante e comunicano in modo civile. Le seconde utilizzano da subito tutti i mezzi possibili per spaventare, mettere alle strette e ottenere anche molti piรน soldi di quelli dovuti. Si puรฒ dire che qui gli interlocutori iniziano a diventare “cattivi”. Ma non preoccupatevi: dopo le nostre indicazioni, sarete piรน cattivi voi.

Le agenzie chiamano in orari delicati: ore pasti, metร  pomeriggio o verso sera. Li riconoscete perchรฉ esordiscono sempre con: “Buongiorno, parlo con Nome Cognome?”. Solo quando confermate di essere voi, si degnano di dirvi chi sono loro. La cosa puรฒ spaventare, o perlomeno mettere sull’attenti e prendere alla sprovvista.

Quello che dovete fare รจ dire una qualsiasi frase:ย “Ah, sรฌ certo, devo dire che…”ย e mettere giรน il telefono. Se attaccate mentre parla l’interlocutore, si capirร  che l’avete fatto apposta, ma se la telefonata si chiude mentre parlate voi, sembra che sia caduta la linea. Tutto questo non serve a sperare che non richiamino, ma a darvi quella decina di secondi, utili per cambiare la vostra prospettiva.

Pensate che la stragrande maggioranza delle cose che vi diranno sarร  falsa:

  • “Se non pagherete lo faremo sapere a tutti”, รจ un reato, anche se dovete veramente i soldi.
  • “Vi pignoreremo i mobili”, non possono farlo, รจ necessaria l’ingiunzione da parte di un giudice, e potete sempre bloccarla pagando un sesto della cifra in comune,
  • “Sarete iscritti per anni nelle liste dei cattivi pagatori”, non cosรฌ in fretta, se pagate con il tempo, ci sono aziende specializzate nella rimozione,
  • “Verremo a casa vostra per registrare i vostri beni”, non possono farlo, perchรฉ non sono ufficiali giudiziari, se ci provano potete cacciarli a pedate e chiamare i carabinieri.

In sostanza dovete tenere presente, che le agenzie di recupero crediti, in realtร , non possono fare assolutamente nulla. Non hanno potere alcuno. Se non pagate, rimettono l’incarico all’azienda e non guadagnano. Ricordate quindi, mentre il telefono sta nuovamente squillando, che state per avere una conversazione con qualcuno che puรฒ solo parlare. E basta.

recupero-crediti

Ora rispondete al telefono. L’interlocutore puรฒ dire una lunga serie di cose, e farvi anche diverse domande ma dovete avere una certezza granitica, e una sola risposta, a costo di sembrare stupidi. Questa dovrร  essere: “Guardi, mi dice cose che devo verificare. Mi mandi una mail con:

  • Prova di cessione del credito (i documenti che testimoniano l’incarico a riscuotere il denaro al posto del creditore originario)
  • Le fatture che risultano insolute (non la dicitura per iscritto di quanto dovete, ma i documenti originali allegati)
  • Estratto Conto Cronologico (L’elenco del debito, assieme agli interessi di mora e alle commissioni, per verificare che non vi siano illeciti come interessi su interessi o tassi all’usura, le cui soglie sono indicate dalla Banca d’Italia)

A questo punto, se l’agenzia accetta, dategli un indirizzo mail reale. Qualsiasi altra affermazione, minaccia, risentimento, ultimatum deve avere da parte vostra la stessa risposta. Anzi, dovete essere voi a diventare piรน aggressivi, dicendo frasi come:

[blockquote style=”1″]

Mi scusi, non so come sia abituato lei a lavorare, ma io non pago il primo che mi telefona e mi chiede soldi. L’unico modo per avere da me qualcosa รจ spedirmi una mail con i documenti richiesti, veda di capirlo. Gliela rilascio – e ripetetela abbastanza lentamente -. Arrivederci.

[/blockquote]

E chiudete la telefonata. Una volta arrivata la mail potete analizzare tutto con calma, verificare il debito, e inoltre, certe frasi e minacce fatte al telefono, per iscritto diventano motivo di reato: vedrete che staranno molto attenti a cosa vi dicono.ย Continuate a gestire la situazione via mail, e ad ogni ulteriore telefonata, rispondete, perchรฉ non si possa dire che state evitando nessuno, ma ricordate al centralinista che la questione si affronta solo per iscritto e attaccate senza permettere ulteriore dialogo.

Un ultimo consiglio riguarda la modalitร  di pagamento richiesta. Non accettate mai di firmare assegni o cambiali, perchรฉ si tratta di titoli di credito che se insoluti possono portare al pignoramento giudiziario. Pagate solo con bonifico, oppure autorizzando delle Ricevute Bancarie (RIBA), in quanto anche se non pagate, non vanno in protesto. E auguri!

Le truffe telefoniche

Quarto capitolo della guida, le truffe telefoniche. Si tratta di persone molto gentili e affabili, che si fingono responsabili di qualche servizio clienti, e vi raccontano diverse storie che mirano tutte all’acquisto di qualcosa. “Siamo della Microsoft, deve fare degli aggiornamenti per il computer, e li puรฒ acquistare per soli 50 euro!”, oppure: “Siamo della societร  del Gas, ci risultano bollette non pagate, se ci paga online subito evitiamo di staccarle il gas”.

In questo caso chiedete con precisione la ragione sociale dell’azienda,ย dite che richiamerete e attaccate senza troppi complimenti. Ora, verificate.ย Era la Microsoft? chiamate il servizio clienti dal sito ufficiale e chiedete se sono loro ad avervi telefonato. Si trattava dell’Enel? raggiungete il vero centralino e domandate il perchรฉ vi hanno chiamato. Se gli interlocutori con cui parlate adesso sono diversi dai primi, il raggiro diventerร  immediatamente evidente.

Piรน in generale cercate di fare un paragone fra il telefono e la vita reale. Se una persona vi fermasse per strada chiedendovi un saldo, tirereste fuori il portafoglio mettendogli il contante in mano? e se vi dicesse di aggiornare il computer e acquistare un programma, tirando fuori un pc e dicendovi di fare un bonifico seduti al tavolino di un bar, vi siederesti da bravi beoti e gli fareste l’accredito? Quello che non fareste nella realtร , non fatelo nel virtuale.

Una volta scampati al pericolo,ย se volete aiutare anche le altre persone che possono essere truffate, fate una segnalazione alla Polizia Postale seguendo le loro istruzioni e avvertite la nostra redazione.

Le minacce via telefono

L’ultimo capitolo della nostra guida si concentra sulla telefonata forse piรน grave in assoluto: quella in cui veniamo seriamente minacciati di essere disturbati, seguiti, picchiati o addirittura uccisi. Non sappiamo i motivi che spingano le persone a spingersi fino a questo livello, ma in questo caso la cosa piรน importante รจ mantenere la calma e avere il giusto atteggiamento. Vi vogliamo mostrare un video tratto dal film “Io vi troverรฒ”, con Liam Neeson. Nella storia, la figlia di un agente segreto viene rapita, e Neeson risponde cosรฌ:

Ovviamente non vi chiediamo di trasformarvi in combattente imbattibile, nรฉ di rispondere come l’attore del film, ma poter ricordare un modello di calma e di determinazione, permette alla mente di reagire in modo piรน tranquillo e razionale. Nel caso estremo in cui siate minacciati, calmatevi e rimanete imperturbabili e pronti a tutto per difendervi. Siate come Liam Neeson.

Nella pratica dovete attaccare immediatamente il telefono, senza permettere alla persona di continuare a parlare. E non rispondete piรน ad alcuna telefonata fino a che non abbiate fatto due cose. La prima: seguire la nostra guida per attivare il giร  citato servizio che permette di smascherare i numeri nascosti. La seconda, installare un’app apposita come Call Recorder per Androidย eย Call Recorder per iOSย su smartphone. Se vi chiamano su un fisso, attivate il redirezionamento su cellulare per poter sfruttare gli strumenti che vi abbiamo indicato.

Ora, qualsiasi telefonata vi giunga da un numero nascosto deve essere dapprima rifiutata, in modo da tale da permettere di scoprire via sms il numero del chiamante, mentre al secondo tentativo dovete rispondere e se siete minacciati, chiedete insistentemente chi sia all’apparecchio e lasciate che le minacce vengano chiaramente registrate dagli strumenti che avete approntato. Poi attaccate.

telefono-260x300Adesso, rivolgete subito alla Polizia Postale, fate una querela contro ignoti e consegnate alle forze dell’ordine il numero che vi risulta essere quello del chiamante (verranno eseguiti controlli autonomi, ma avere un ottimo indizio velocizza il lavoro della Polizia) e una pennetta USB con il file della registrazione, assieme ai dettagli di data, ora e durata della telefonata. Le forze dell’ordine, valuteranno la situazione: da questo momento in poi, seguite solo le loro indicazioni.

Se ne avete la possibilitร , vi suggeriamo tuttavia di affiancare alle indagini classiche anche il lavoro di un investigatore privato: i commissariati e le questure sono stracolme di denunce di questo tipo, e la polizia, ingiustamente e perennemente sotto organico, avrร  dei tempi obbligatoriamente piรน lunghi rispetto ad un privato. Consegnate i dati anche ad una agenzia specializzata, per rintracciare al piรน presto la persona che vi minaccia.

Le telefonate mute

In generale, quando ricevete una chiamata di questo tipo non dovete preoccuparvi, ci sono mille motivi: cercate di ascoltare il sottofondo. Se sentite un brusio di varie voci o al contrario, non sentite assolutamente nulla, si tratta quasi certamente di una telefonata commerciale. Se invece vi sembra di sentire pochi rumori e un fruscio intermittente, potrebbe essere una persona di cui sentite il respiro.

In ogni caso, annotate il numero, e se non lo vedete, avrete ormai capito che la nostra guida puรฒ aiutarvi a scoprirlo ugualmente, e cercate di individuare il chiamante. Nella stragrande maggioranza dei casi risalirete ad una azienda che voleva vendervi qualcosa: dovete quindi lamentare il problema direttamente a loro, e per avere particolare presa, potete citare l’iniziativa del Garante della Privacy di fermare proprio le telefonate mute. O nei casi piรน gravi, eseguite veramente una segnalazione.

Nel caso in cui non risponda nessuno o una persona che mette subito giรน, non spaventatevi ancora ma se le telefonate insistono e non riuscite proprio a risalire a chi sia, considerate l’idea di farvi aiutare dalla Polizia Postale.

Facebook Messenger App. Un assurdo attentato alla privacy. Recensione

Pensando alla Facebook Messenger App e alla sua privacy ci poniamo delle domande.ย Quanti consentirebbero ad un estraneo di leggere e modificare rubrica, sms, impostazioni personali, accedere liberamente a internet, alla fotocamera e persino al microfono del telefono? Probabilmente nessuno. Quanti terrebbero in tasca un telefono che in ogni momento potrebbe effettuare chiamate, inviare sms, registrare audio, video o foto, localizzare la propria posizione e trasmettere tutto ciรฒ a terzi a totale insaputa del proprietario? Sicuramente nessuno.

Eppure in tutto il mondo milioni di persone espongono quotidianamente qualcosa come un miliardo di dispositivi mobili a questo rischio concreto. Consapevoli o meno. Lo fanno attraverso l’uso dell’applicazione Facebook Messenger, disponibile per computer desktop e devices mobili attraverso i piรน diffusi market in testa ai quali troviamo Google Play e App Store.

Un’app che cela dietro ai permessi di sicurezza un allarmante panorama teso a sbriciolare la privacy dell’utente, penetrando all’interno di tutte le piรน comuni funzioni di uno smartphone.

I permessi richiesti: un vero attentato alla privacy

Facebook Messenger si presenta come una versione “stand alone” della ben piรน nota funzione di instant messaging inclusa in Facebook e nella sua app ufficiale. Sostanzialmente consente di rimanere in costante contatto con gli amici senza dover per forza aprire il social network, capace molto spesso di occupare ingenti quantitร  di memoria sui dispositivi meno potenti.

Che i vari social tendano ad invadere la privacy dei loro utenti รจ cosa risaputa, anche se attraverso le opportune opzioni รจ possibile scegliere quali aspetti della nostra privacy tutelare. Ma Facebook Messenger si รจ spinto oltre: solo per avviare l’installazione, l’utente deve concedere all’applicazione una lunga serie di permessi decisamente superflui con il semplice funzionamento.

Richieste inaccettabili che vanno dal completo controllo delle chiamate, della messaggistica sms e mms, delle connessioni dati e Wi-Fi, del Gps, della fotocamera e delle registrazioni audio, anche se non attivate dall’utente, e la lettura dei propri contatti in rubrica. In poche parole, il pieno controllo del dispositivo in qualunque momento della giornata. Accettando le condizioni d’uso una voce autorizza l’apertura automatica dell’applicazione all’avvio del sistema operativo, senza quindi lasciare scelta all’utente che si vedrร  quindi utilizzare una quantitร  superiore di memoria, banda e batteria insieme a un piรน o meno marcato calo prestazionale del device. Vediamo nel dettaglio ciรฒ che ci viene richiesto di concedere:

  • Messaggistica: consenti all’applicazione la lettura, la modifica e la ricezione di SMS o MMS. Le applicazioni dannose potrebbero leggere, modificare, monitorare o eliminare i messaggi.

    Il lungo elenco di autorizzazioni richiesto
  • Archiviazione: consenti di modificare, eliminare e scrivere contenuti sulla scheda SD interna.
  • Strumenti di Sistema: consenti di disattivare lo stand-by del telefono, di modificare lo stato di connettivitร  della rete, di visualizzare finestre di avviso di sistema. Le applicazioni dannose potrebbero sfruttare questa opzione per riempire lo schermo di messaggi.
  • Comunicazioni di rete: consenti all’applicazione l‘accesso completo a internet e di creare socket di rete.
  • Controlli Hardware: consenti all’applicazione di scattare foto e riprendere video con la fotocamera. L’applicazione puรฒ acquisire le immagini in qualsiasi momento, anche senza interazione dell’utente.ย Consenti di modificare le impostazioni audio globali e l’accesso al percorso di registrazione dell’audio.
  • Telefonate: consenti l’accesso dell’applicazione alle funzioni telefoniche del dispositivo. L’applicazione puรฒ determinare il numero del telefono in uso e il suo numero di serie (un dato che permette di tracciare il telefono anche dopo la completa disinstallazione dell’app), se una chiamata รจ attiva o meno, il numero a cui la chiamata รจ collegata e simili.
  • Servizi che prevedono un costo: consenti all’applicazione di chiamare numeri di telefono automaticamente senza il tuo intervento. Le applicazioni dannose potrebbero far risultare chiamate impreviste sulla bolletta telefonica. Consenti all’applicazione di inviare messaggi SMS. Le applicazioni dannose potrebbero inviare messaggi a tua insaputa facendoti sostenere dei costi.
  • Localizzazione: consenti l’accesso a fonti di localizzazione precisa, come il GPS del telefono, o fonti di localizzazione geografica non puntuale come il database della rete mobile per determinare la localizzazione approssimativa del telefono.
  • Informazioni personali: consenti la lettura da parte dell’applicazione di tutti i dati (gli indirizzi) di contatto memorizzati sul telefono e la lettura delle informazioni del proprio profilo personale memorizzato sul dispositivo, come il tuo nome o le tue informazioni di contatto.
  • I tuoi account: consenti all’applicazione di recuperare l’elenco degli account memorizzati sul telefono
  • Strumenti di sistema: consenti all’applicazione di aprirsi automaticamente all’avvio del sistema, di installare collegamenti, di leggere le impostazioni di sincronizzazione contatti. Per queste ragioni potrebbe essere necessario piรน tempo per l’avvio del dispositivo e l’applicazione, restando sempre in funzione, potrebbe rallentare tutte le funzioni del telefono.
  • Comunicazione di rete: consenti all’utente di acquistare articoli su Google Play da questa applicazione, consenti all’applicazione di scaricare file senza mostrare alcuna notifica all’utente, di accettare messaggi Cloud to Device (funzione che comporta l’utilizzo di dati), di visualizzare lo stato della connessione Wi-Fi e di tutte le reti.

Altre critiche per bug, rallentamenti e poca memoria

Leggendo le recensioni degli utenti sui principali store l’applicazione soffre molto spesso di bug, rallentamenti, blocchi improvvisi e tempi di avvio spesso “preistorici” tanto da aver costretto piรน di un utente alla sua immediata disinstallazione e al ritorno alla chat classica di Facebook.

Anche una grande quantitร  di memoria utilizzata si aggiunge alle numerose critiche. Installando questa applicazione state affidando non solo il vostro telefono ma anche buona parte della propria vita nelle mani dei creatori di Facebook Messenger. Che, per quanto utile, dovrebbe far riflettere sul fatto che il suo utilizzo – seppur gratuito – viene quotidianamente pagato a cuor leggero da milioni di persone con la totale svendita della loro privacy. La principale moneta di scambio nell’era dei Social Network.

App estremamente invasiva – ASSOLUTAMENTE SCONSIGLIATA