01 Febbraio 2026
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Auricolare Mpow Bluetooth 4.1. Un ottimo lavoro

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Non ci vuole un esperto per capire che l’auricolare Mpow Bluetooth 4.1 è un eccellente dispositivo, dall’ottima fattura e dalla connessione stabile, utile soprattutto per chi è alla guida e deve evitare distrazioni o per chi alla scrivania vuole avere le mani libere.

Un prodotto tutto sommato eccellente, dato anche il prezzo ragionevolmente contenuto

Design e qualità costruttiva

Il pacchetto è quanto ci possiamo aspettare per un prodotto da €20, ma nella confezione troviamo tutto quello che serve per capire il funzionamento del dispositivo.

Si tratta di un prodotto molto bello esteticamente, dall’aspetto piuttosto compatto e dalle finiture luccicanti. Non si tratta ovviamente di un prodotto premium, ma per la sua fascia di prezzo il design si può giudicare tutto sommato soddisfacente.

La qualità costruttiva è abbastanza buona e L’archetto in gomma leggera garantisce un’ottima presa e un grande comfort: ottimo anche l’auricolare in silicone con una piccola copertura in gomma per la parte USB. Può risultare leggermente scomodo solo per chi porta gli occhiali.

E’ possibile collegare fino a 2 dispositivi allo stesso tempo e sulla parte superiore troviamo in maniera facilmente accessibile i comandi per aumentare o diminuire il volume o impostare il muto.

Qualità audio

Ci troviamo di fronte ad un prodotto con un suono stereo, una buona qualità e un microfono per la cancellazione del rumore di sottofondo che fa bene il suo lavoro.

La qualità del suono è alta, sia per la riproduzione della voce che per la musica. L’auricolare permette inoltre di interagire con lo smartphone sia per lo spegnimento che per l’avvio.

Connessione

È un Bluetooth di tipo 4.1 compatibile con la maggior parte degli smartphone di ultima generazione, ma abbiamo ottenuto degli ottimi risultati di connessione anche con prodotti di tre o quattro anni fa.

La connessione è sempre veloce, piuttosto stabile e in una settimana di prove non abbiamo notato nessun tipo di disconnessione.

Può fare un po’ di confusione solamente se è in abbinamento con altri prodotti Bluetooth, ma la nuova ricerca del dispositivo disponibile e il ricontatto di norma non rappresentano un problema.

Batteria

La batteria agli ioni di litio si ricarica tramite USB. Dura circa 6 ore in caso di chiamate e 5 ore e mezza per la musica, mentre arriva ad un totale di 280 ore se rimane in modalità stand-by.

Ovviamente si tratta di indicazioni fornite dal produttore, tuttavia possiamo confermare nella quasi totalità questo tipo di prestazioni quanto a durata.

La ricarica completa si ottiene con due ore piene. Durante l’uso prolungato si viene comunque avvisati nel momento in cui la batteria sta per cadere, in modo da avere ancora circa 15 minuti di autonomia.

Logitech Prodigy G203. Molta efficenza, poca bellezza

Il Logitech Prodigy G203 è un mouse economico per videogamer che magari hanno investito i loro risparmi per una scheda grafica potente e volevano un mouse di fascia alta senza spendere troppi soldi.

Quello che più attrae del prodotto è certamente il suo prezzo estremamente basso rispetto alla concorrenza e la sua ampia gamma DPI che va da 200 a 8000 grazie ad un recente aggiornamento del firmware.

Nel momento in cui viene acquistato, il mouse viene dichiarato come 6000 DPI ma non appena lo colleghiamo al PC ci verrà richiesto di eseguire un aggiornamento del firmware che porterà il DPI ad 8000.

Design

Grazie alla sua illuminazione RGB, Logitech Prodigy G203 sembra più un mouse per l’ufficio piuttosto che per il gaming. Abbiamo 6 pulsanti programmabili, che è molto di più di quello che abbiamo su un mouse normale, e la rotella di scorrimento è leggermente più larga del solito, con una superficie più ruvida e gommosa rispetto alla media.

La sua forma è tuttavia molto semplice e sembra che sia progettata per navigare tra i fogli Excel o le slide di PowerPoint.

Se non fosse per i due pulsanti laterali, Prodigy G203 sarebbe un mouse assolutamente ambidestro. La mancanza di ergonomia per i destrimani è in realtà un piccolo svantaggio, specie quando i giocatori tendono a trascorrere lunghe sessioni con il mouse nella mano destra.

Le superfici del mouse sono interamente in plastica e non abbiamo alcuna impugnatura laterale in gomma morbida che si occupi di migliorare la sensazione tattile.

I 6 pulsanti programmabili del mouse includono, ovviamente, il click destro e sinistro, una rotella di scorrimento cliccabile, un pulsante per le impostazioni DPI posizionato subito dietro la rotella di scorrimento e altri due pulsanti sul lato sinistro.

I pulsanti laterali sono posizionati in modo da non intralciare e per evitare click accidentali, pur rimanendo facilmente accessibili per un rapido movimento del pollice.

Prodigy G203 ha una illuminazione RGB a una zona. Sia il logo che la sottile striscia che corre lungo il bordo della metà posteriore del mouse si illuminano.

Tuttavia non possono essere programmati singolarmente per mostrare colori diversi. Se si dispone di altre periferiche Logitech con illuminazione RGB è possibile sincronizzarla tramite il software apposito.

Software

Come la maggior parte delle periferiche USB, Logitech Prodigy G203 è plug and play. Tuttavia se si installa l’applicazione gratuita Logitech Gaming Software sarà possibile accedere alle impostazioni del mouse e aggiornare il firmware.

Per cominciare questo programma ti consente di reimpostare i 6 pulsanti del mouse. Questo è lo standard per qualsiasi mouse da gioco, ma Logitech fa un ulteriore passo in avanti e ti consente di impostare diversi profili per diversi giochi.

Il programma si occupa di scansionare il tuo PC alla ricerca dei giochi che hai installato e ti offrirà di configurare i profili per ognuno di questi, in modo da personalizzare non solamente i pulsanti del mouse ma anche quelli della tua tastiera.

Successivamente Logitech Gaming Software consente di personalizzare i livelli di sensibilità DPI.

È possibile impostare da 1 a 5 livelli attivi: il minimo è di 200 e il massimo è di 8000, a condizione di eseguire un piccolo aggiornamento del firmware. Le impostazioni a bassi DPI permettono di controllare movimenti precisi, come i tiri da cecchino, mentre un’impostazione più alta ti permette di eseguire al meglio azioni più regolari.

Il software consente inoltre di personalizzare la illuminazione RGB del mouse. Si può scegliere un colore unico, un ciclo di colori o un effetto trasparenza.

È anche possibile regolare la luminosità e la velocità di cambiamento dell’effetto scelto. Molto utile, è possibile assegnare una particolare illuminazione personalizzata per ciascuno dei profili di gioco.

Nel complesso, il software di gioco rappresenta un punto di forza di Prodigy G203. E’ molto semplice creare profili individuali per diversi giochi, ognuno dei quali può ottenere la sua illuminazione personalizzata: il che è veramente fantastico.

Esperienza di gioco

Abbiamo provato Logitech Prodigy G203 con Battlefield and Counter Strike: Global Offensive.

In entrambi i giochi il prodotto si è rivelato fluido e preciso: la cosa che ci è mancata più di tutte è invece la mancanza di una particolare ergonomia e la superficie scivolosa in plastica soprattutto sui lati.

Sotto questo aspetto preferiamo impugnature più strutturate come il Corsair Harpoon RGB oppure il Razer Abyssus V2.

A meno che non abbiate un monitor enorme probabilmente non avrete bisogno di un DPI così alto come il massimo a disposizione. Già a 4000 potrete facilmente spostarvi da un lato all’altro di un display da 27 pollici con un rapidissimo gesto.

Conclusione

Logitech Prodigy G203 offre una impostazione DPI particolarmente elevata, delle prestazioni accurate e un software complementare assolutamente gradevole, il tutto per un ottimo prezzo.

Il punto debole è certamente il design: il guscio interamente in plastica è scivoloso e i pulsanti destro e sinistro sono troppo molli.

Canon Pixma TS5050: un buon soldatino

La Pixma TS5050 è uno dei prodotti più recenti di Canon nel settore delle multifunzioni a colori per casa e piccoli uffici. I bordi curvi e il design attraente la rendono più simile ad un fantastico kit audiovisivo piuttosto che ad una banale periferica multifunzione.

Con questo prodotto possiamo stampare, acquisire e copiare documenti e possiamo collegarci alla rete WiFi domestica per la condivisione.

È anche bello notare come la Canon ha reso l’utilizzo della
Pixma TS5050 meno complicato rispetto alle generazioni precedenti. La combinazione di un display a colori da 3 pollici con dei controlli ridisegnati rappresenta un netto miglioramento e Canon ha finalmente abbandonato il suo mix confuso di pulsanti separati e di direzione.

Design

La gamma Pixma è progettata appositamente per un uso domestico, per cui il prodotto dispone di uno slot per le schede SD che permette di stampare foto direttamente dalla scheda di memoria. In alternativa possiamo utilizzare le applicazioni Android e iOS di Canon per stampare in modalità wireless da un tablet o uno smartphone.

Pixma TS5050 ha un vassoio di alimentazione posteriore da 100 fogli e un vassoio di uscita anteriore tradizionale.

Abbiamo avuto alcuni piccoli problemini con il coperchio dello slot di alimentazione, che bisogna chiudere manualmente dopo aver riposto la carta. E’ facile dimenticarsi di questa ultima operazione e a volte è necessario essere avvisati dalla stampante che bisogna sistemare il coperchio.

Un altro inconveniente, ma minore, è la mancanza di stampa fronte retro automatica: a questo prezzo ci aspetteremmo di trovare queste funzioni di serie.

Comunque, è bello vedere che Cannon ha utilizzato il suo sistema a 5 inchiostri impiegando sia un nero a base di pigmenti per il testo in grassetto su carta normale, sia un nero a tinta unita per un migliore contrasto delle foto.

Prestazioni: stampa, scansione e copia

La Pixma TS5050 offre prestazioni soddisfacenti, riuscendo a fornire testo nero perfetto con una frequenza di 12,3 pagine al minuto. Nel caso della riproduzione di disegni la velocità è leggermente calata ma non si sono verificati altri notevoli ritardi.

La Pixma TS5050 ha prodotto una grafica a colori ad una velocità di 3,7 fogli al minuto, piuttosto veloce, raggiungendo quasi 5 fogli al minuto in modalità bozza, pur con una normale perdita di qualità.

Al massimo livello di dettaglio possibile, sono bastati 7 minuti per stampare due foto 10×8 e quasi 11 minuti per completare sei stampe da 6X4 senza bordi.

Provando a collegarla via USB, i tempi di scansione erano abbastanza veloci fino a 1200 punti per pollice. Acquisire una foto tipo cartolina a questo livello di qualità ha richiesto un minuto e mezzo.

La fotocopiatura è leggermente più lenta di quanto ci aspettassimo: tuttavia con una singola copia A4 ci vogliono 20 secondi sei solo nero e 21 secondi per i colori.

Canon solitamente realizza scan molto buoni e i risultati del prodotto sono a livello delle aspettative mostrando una messa a fuoco particolarmente nitida e una alta gamma dinamica in grado di preservare sia i dettagli molto chiari che i colori molto scuri.

Le copie sia a colori che in nero avevano una tonalità troppo scura per impostazione predefinita per cui dobbiamo smanettare un po’ per avere un risultato soddisfacente.

Indipendentemente dalla fonte, la qualità di stampa è uniformemente eccellente. Il testo scuro è ragionevolmente nitido, mentre le foto sono anche esse nitide e dettagliate, anche se con un tono leggermente caldo che potrebbe non piacere ai perfezionisti.

Chi cerca stampe perfette avrebbe bisogno di fare un piccolo ritocco con Photoshop per raggiungere il livello di qualità desiderato.

Costi di gestione

L’impostazione Canon a due colori di inchiostro significa che pagherai quasi €0,03 per pagina: considerato che Canon stima che ci vogliano 4000 pagine per esaurire una cartuccia di inchiostro nero, possiamo considerarla leggermente più costosa della media, ma non in maniera drammatica.

Conclusione

Pixma TS5050 non ha un bellissimo aspetto, ma ottimi risultati e buone prestazioni, a tratti brillanti. Un ottimo multifunzione per la casa. Se non ti interessa la completa mancanza di stampa fronte retro, che può essere fatta solo manualmente e non automaticamente, questo è un prodotto che merita un posto sulla tua scrivania.

Sony Xperia 10. E’ ultracompatto, ma non soddisfa

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La linea di smartphone appena rinnovata di Sony ruota intorno alla cifra 1: c’è l’ammiraglia, Xperia 1, che sta per uscire sul mercato e gli Xperia 10 e 10 Plus che appartengono alla gamma media.

Proprio come gli altri 1, l’Xperia 10 sfoggia un display 21:9 che Sony vede evidentemente come il futuro degli smartphone. Il 10 pollici ha ancora la risoluzione FullHD +, quindi ha tanti pixel quanti il ​​10 Plus, ma presenta alcuni sacrifici rispetto al modello più grande.

Il principale tra questi è il chipset: lo Snapdragon 636 nel 10 Plus è un po’ sottodimensionato, e l’Xperia 10 viene fornito con l’S630 meno emozionante.

Tra gli altri tagli, una quantità di RAM inferiore a quella del Plus e una fotocamera di profondità di minore potenza. Ma ci sono altre riduzioni più nascoste alla vista: ad esempio qui abbiamo uno slot condiviso per la seconda SIM e la scheda di memoria, laddove il Plus aveva slot dedicati per tutte e tre.

L’Xperia 10 mantiene però la stessa fotocamera selfie del Plus e in linea generale il prodotto è fisicamente lo stesso telefono, solo più piccolo.

Design

Avendo già avuto la possibilità di vedere l’Xperia 10 Plus, le proporzioni del 10 non ci sembrano insolite. Osiamo dire, è un telefono dall’aspetto “normale”?

No, il fatto che sia leggermente più piccolo non significa che non abbia un aspetto premium. Quindi grazie al display più contenuto e all’aspetto originale, l’Xperia 10 è un telefono molto alto ma anche un telefono compatto.

È più stretto di un Pixel 3 e di un Galaxy S10e, quindi è più facile da tenere in mano ed infilare in una tasca. Ad ogni modo, tenderà a sporgere fuori più di altri prodotti: quindi fate attenzione se state facendo le scale o dovete sedervi.

Questa sensazione deriva dal fatto che, oltre al display già allungato, l’Xperia 10 ha una lunetta superiore nera che rende le proporzioni generali ancora più esagerate.

Tuttavia è un pochino più piccola rispetto al Plus e quindi non abbiamo quella sensazione di pesantezza che abbiamo sperimentato in altre occasioni con il suo fratello maggiore.

Non fraintendiamoci, però. E’ altrettanto scivoloso quanto quello più grande. La finitura in metallo sul corpo, che sarebbe altrimenti in tutta plastica, gli regala un aspetto più “nobile”, ma va sempre saldamente tenuto in mano: altrimenti lo scivolamento è assicurato.

La parte posteriore è piuttosto pulita e la doppia fotocamera sporge solo di qualche millimetro e comunque molto meno rispetto al modello Plus. Possiamo notare un logo Sony e un logo Xperia abbinati.

Il display in 21:9 da 6 pollici ha cornici molto sottili su tre lati: solo la parte superiore ha un bordo ampio. Ciò significa che non ci sono notch e tutti i sensori sono posizionati nella cornice superiore: auricolare, fotocamera selfie, luce ambientale e sensori di prossimità oltre ad un LED di notifica.

Questo potrebbe dare al prodotto un aspetto un po’ retrogrado, a volte, ma non essendo straordinari fan del notch lo possiamo definire un compromesso ragionevole.

Un compromesso è stato fatto anche con il sensore di impronte digitali.

L’azienda ha avuto un problema di brevetti con gli Stati Uniti e dunque ha dovuto separare il riconoscitore di impronte digitali dal pulsante di accensione. Le due funzioni sono infatti disaccoppiate e indipendenti l’una dall’altra.

Il lettore di impronte digitali funziona alla perfezione: è posizionato esattamente dove dovrebbe essere e non trovi nessun tipo di difficoltà, anche se sei mancino. Forse potresti impiegare qualche secondo in più per registrare le impronta dell’indice sinistro, ma è questione di pochi attimi che non danno assolutamente fastidio.

Più spiacevole è stata la nostra esperienza con il pulsante di accensione e il bilanciere del volume in quanto entrambi sono troppo piccoli.

Inoltre è abbastanza difficile abituarsi ad un prodotto dove lo sblocco con il lettore di impronte digitali è diverso dal tasto di accensione. E’ una noia che bisogna sopportare.

Altra pecca lo slot per le carte. Abbiamo elogiato l’Xperia 10 Plus per il suo slot dedicato microSD e ci aspettavamo di trovarne uno anche qui, ma no. Si estrae il coperchio e questo fa uscire il vassoio della SIM 1, mentre la SIM 2 / microSD sono condivisi.

Non c’è molto da segnalare in basso – l’USB-C è al centro con l’altoparlante sulla destra e il microfono sulla sinistra. In alto c’è un jack per le cuffie e un microfono secondario per la cancellazione del rumore.

L’Xperia 10 misura 155,7 x 68 x 8,4 mm, il che lo rende sostanzialmente più compatto di potenziali concorrenti come il Galaxy A7 (2018), Moto G7, Mi 8 Lite e Huawei P smart 2019, anche se tutti hanno schermi più grandi.

Anche così, l’Xperia è da 5 a 9 mm più stretto di loro e dunque qui tutto da alla scelta dell’utente e alle sue preferenze personali.

L’Xperia 10 è anche uno dei telefoni più leggeri di questo settore con i suoi 162g: quello che gli si avvicina di più è il Moto G7 che pesa 175g.

Display

L’Xperia 10 ha un display di aspetto 21:9. La risoluzione è ancora 1080x2520px, con una densità di 457ppi più alta rispetto al 422ppi del 10 Plus.

Per fortuna non abbiamo alcun ritaglio nel display, cosa che ci rende contenti: solo gli angoli sono leggermente arrotondati, ma la cosa non ci dà alcun fastidio.

Abbiamo misurato una luminosità massima di 549nits – un po’ meno dei 583nits del 10 Plus, ma ancora al di sopra della media della sua classe.

Abbiamo provato la luminosità adattativa, che si regola a seconda dell’ambiente, ma non abbiamo notato alcun contributo significativo.

Grazie all’illuminazione durante la visualizzazione del nero, l’Xperia raggiunge invece un contrasto piuttosto buono intorno a 1500:1.

Provando a regolare la luminosità al minimo abbiamo raggiunto i 5.5nits, che è accettabile per la lettura in ambienti molto bui senza affaticare gli occhi.

Non abbiamo riscontrato molti problemi nell’usare il telefono all’aperto ed è rimasto leggibile anche alla luce solare diretta.

Come abbiamo riscontrato sul 10 Plus, ci sono due livelli di impostazioni del colore sull’Xperia 10: “Gamma colori e contrasto” e “Bilanciamento del bianco”. 

Il primo consente di scegliere tra le modalità di miglioramento del colore Standard e Super-vivido. Il “bilanciamento del bianco” ti consente invece di scegliere tra le temperature di colore calde, standard e fredde.

Durata della batteria

L’Xperia 10 è equipaggiato con una batteria da 2.870 mAh, una capacità leggermente inferiore rispetto al power pack da 3.000 mAh della 10 Plus. 

La maggior parte dei concorrenti ha batterie più grandi, anche se in tutta onestà lo schermo dell’Xperia è uno dei più piccoli, per cui questa riduzione è ragionevole. Galaxy A7 (2018), Xiaomi Mi 8 Lite e Huawei P smart 2019 si trovano nella fascia 3.300-3.400, mentre il Moto G7 è il più vicino all’Xperia con la sua batteria da 3.000 mAh.

L’Xperia ha registrato dei risultati quanto a durata della batteria tra i più bassi della sua categoria.

Abbiamo provato a riprodurre un video in loop, sia in modalità aereo, e dunque senza connessione internet, sia con il wifi attivato. La durata è stata di sole 8 ore.

Peccato, perchè la maggior parte dei telefoni sopra menzionati hanno superato le 10 ore in entrambi i test, in particolare il Galaxy. Solo il Moto G7 non è arrivato alle 10 ore e si è fermato a 9, tuttavia sempre meglio del Sony.

Le 18 ore di chiamate vocali 3G che l’Xperia 10 è in grado di offrire sono anch’esse inferiori alla media. La valutazione complessiva di durata in funzione è piuttosto scarsa.

Non eravamo entusiasti del caricabatterie 5V / 1.5A in dotazione, ma questo lavora in un tempo migliore del previsto: in 30 minuti la batteria torna al 30%.

Un adattatore per l’erogazione di corrente da 18W è in grado di farti arrivare a 50% in mezz’ora, con una ricarica completa in 1:53h.

Altoparlante

Molto simile al suo fratello Plus più grande, l’Xperia 10 ha un singolo altoparlante sul fondo. Il suono che emette è potente e anche se leggermente inferiore al 10 plus, possiamo considerarlo complessivamente soddisfacente. Il volume in generale è bello alto, mentre sui bassi abbiamo qualche carenza.

Sistema operativo e applicazioni

L’Xperia 10 è dotato di Android Pie. Questa configurazione ci consente di utilizzare la normale barra delle notifiche ma di arricchirla con una funzione propria dell’Xperia. Puntando il dito verso il tasto Home posizionato in basso, e tirandolo in alto, si aprono una serie di opzioni per il controllo del dispositivo.

Un doppio tocco rapido sul pulsante Home riduce l’intera interfaccia utente a uno degli angoli in basso e rende la barra della notifica facilmente raggiungibile con una mano.

Poi c’è Side Sense – un’interfaccia personalizzata simile a un cassetto di applicazioni che può essere attivata toccando due volte su una maniglia posta sul lato dello schermo.

È possibile spostare la maniglia su e giù, regolarne le dimensioni e mantenerla su uno o su entrambi i lati. Oppure puoi disattivare la funzione in alcune situazioni, come per esempio durante la riproduzione dei video, o disattivare totalmente l’opzione.

Un vantaggio intrinseco di un display extra lungo è la possibilità di mostrare più elementi in lunghi elenchi – come il menu delle impostazioni o il feed di Instagram. I vantaggi non sono altrettanto buoni come sul 10 Plus, a causa del ridimensionamento e del testo leggermente diversi, ma ci sono ancora dei vantaggi.

Un altro buon uso per uno schermo 21:9 è quello di visualizzare due app in due metà più grandi del solito.

C’è però anche un aspetto negativo: nel senso che alcune app potrebbero non essere visualizzate correttamente.

Sony gestisce il display multimediale e la riproduzione dei brani con un’app propria. L’album offre supporto per foto e video, può connettersi al cloud e ai servizi di rete locali ed è molto utile per organizzare le gallerie e fare occasionalmente la modifica delle foto.

L’app Music è semplice e ben organizzata. Include anche l’integrazione del cloud di Google. Ci sono inoltre varie opzioni per ottimizzare il suono, incluso l’up-scaler DSEE HX e l’ottimizzazione automatica che funziona con cuffie cablate.

Hardware

Xperia 10 ha un processore Snapdragon 630 che è abbastanza familiare visto che è in circolazione dall’autunno del 2017 e anzi avremmo voluto vedere un chip più nuovo.

Comunque, Snapdragon 630 ha una CPU Cortex-A53 da 2,2 GHz octa-core e la GPU Adreno 508 all’interno. L’Xperia 10 può essere acquistato con 4 GB di RAM in Cina e 3 GB nel resto del mondo. Lo spazio di archiviazione è pari a 64 GB.

L’Xperia 10 si comporta abbastanza male nei benchmark delle prestazioni multi-core, registrando un punteggio leggermente inferiore rispetto agli altri telefoni con lo stesso chipset.

Sotto test single-core, i numeri dell’Xperia sono più vicini ad altri rivali equipaggiati con S630, ma rimane comunque indietro.

Nel reparto grafico riesce a conquistare la sufficienza, laddove il suo Adreno 508 deve supportare la risoluzione FullHD del display. Nei test abbiamo risultati simili agli altri dispositivi S63.

Come abbiamo detto osservando l’Xperia 10 Plus, l’Xperia 10 si presenta sottodimensionato per la sua fascia di prezzo. Sia i nuovi che i vecchi dispositivi possono essere acquistati con lo stesso prezzo offrendo prestazioni superiori.

Doppia fotocamera sul retro

L’Xperia 10 ha una configurazione diversa rispetto a quella del Plus e va oltre la sostituzione del teleobiettivo con un sensore di profondità e anche la fotocamera principale è diversa.

Il vanilla 10 ha un sensore da 13MP rispetto a quello da 12MP del 10 Plus, ma è un sensore più piccolo con pixel più piccoli – 1/3 “e 1.12μm contro 1 / 2.8” e 1.25μm. L’obiettivo ha la stessa lunghezza focale a 27 mm equivalenti, ma è leggermente più luminoso – apertura f / 2.0 rispetto a quella del Plus f / 1.8.

Tenuto conto che l’Xperia 10 Plus dispone di una fotocamera teleobiettivo da 8 megapixel, l’Xperia 10 ha un modulo di sola profondità con un sensore da 5 MP 1/4 “.

L’interfaccia utente è identica a quella che conosciamo dall’XZ3 con una sola fotocamera indipendente.

Ci sono mirini dedicati per immagini fisse e video e modalità extra attivate da un pulsante di modalità. Nel mirino della modalità fermo immagine, sono disponibili le impostazioni per il flash, l’autoscatto, l’aspetto, il bilanciamento del bianco e la compensazione dell’esposizione.

C’è anche un interruttore per passare dalla fotocamera anteriore a quella posteriore, ma puoi farlo più facilmente scorrendo il dito sullo schermo.

Come al solito, c’è una modalità manuale, dove puoi modificare da solo i parametri di esposizione. Non è completissimo: il bilanciamento del bianco, ad esempio, può essere impostato solo su uno dei quattro preset, e non liberamente.

L’intervallo ISO è 50-3200, mentre il tempo di posa può essere impostato tra 1 / 4000s e 1s. È possibile comporre la compensazione dell’esposizione in -2 / + 2EV con incrementi di 1 / 3EV e si può anche mettere a fuoco manualmente.

Qualità dell’immagine

L’Xperia 10 cattura immagini alla luce naturale con dettagli e nitidezza ottimali. C’è un po’ di rumore quando si scatta da vicino, ma abbiamo provato di peggio. Tuttavia, produce colori eccessivamente saturi con una dominante calda giallastra abbastanza evidente.

C’è anche la gamma dinamica ma gli scatti risultano identici a quelli in modalità automatica, indipendentemente dalla scena, a indicare che il dispositivo non si preoccupa di applicare l’Auto HDR in modalità automatica.

Con l’HDR attivato in modalità manuale, tuttavia, si ottengono risultati significativamente migliorati in termini di gamma dinamica, con immagini dalle ombre e punti luce molto più sviluppati. Tuttavia, c’è anche una sostanziale penalità nella nitidezza che rende gli scatti molto più morbidi.

Le foto in condizioni di scarsa illuminazione dell’Xperia 10 sono in gran parte insoddisfacenti e si caratterizzano per la loro morbidezza complessiva, l’assenza di dettagli e la gamma dinamica limitata.

Detto questo, la deludente performance in condizioni di scarsa illuminazione è praticamente la norma nella fascia media, quindi l’Xperia non si distingue molto dai suoi concorrenti.

L’Xperia 10 riprende i ritratti con sfondi sfocati grazie alla sua fotocamera di profondità secondaria. A differenza del 10 Plus dove lo scatto viene accompagnato dal teleobiettivo, il 10 lo riprende con quello normale.

Questo significa che per buoni scatti dobbiamo avere cura di avvicinarci bene al soggetto. Il rovescio della medaglia è che otterrai una qualità d’immagine complessivamente migliore, in particolare in condizioni di scarsa illuminazione, ma anche in buona luce.

I ritratti hanno una buona qualità e un rendering sfocato dello sfondo dall’aspetto gradevole e naturale. In particolare l’effetto sfocato, detto Bokeh, non sacrifica la nitidezza del volto.

Selfie da 8 MP

L’Xperia 10 condivide la fotocamera frontale con il 10 Plus e il 1. È un sensore da 8MP 1/4 “con pixel da 1,12μm dietro un obiettivo equivalente a 24mm con apertura f / 2.0.

I selfie si rivelano perfetti nell’illuminazione ideale con buoni dettagli e tonalità della pelle. Tuttavia quando eseguiamo degli scatti all’interno e non siamo in piena luce, notiamo immediatamente un rapido calo della nitidezza e un aumento del rumore.

Registrazione video

L’Xperia 10 registra video fino a una risoluzione 4K a 30 fps, con risoluzione 1080p a 30 e 60 fps. C’è anche una modalità 21: 9 in cui è possibile registrare nell’aspetto nativo del telefono a 3840x1644px.

I video 4K sono codificati a circa 55 Mbps, che è leggermente superiore alla media. Il filmato a 1080p / 60fps ha una risoluzione di 30 Mbps, mentre 1080p / 30fps viene trattato a 17-17,5 Mbps. L’audio viene registrato in stereo e ottiene una velocità in bit di 156 kbps indipendentemente dalla modalità video.

Partendo da una nota positiva, i video dell’Xperia 10 non soffrono di quelle aree di colore a tinta unita con poca naturalezza che abbiamo osservato nel filmato dell’Xperia 10 Plus. Tuttavia troviamo anche qui una dominante di colore giallo caldo pronunciato.

Detto questo, i video 4K dell’Xperia 10 sono nitidi come quelli del 10 Plus (che significa molto nitidi) e la gamma dinamica è altrettanto buona. Lo stesso vale per il filmato 1080p che ha delle performance certamente tra le migliori del suo settore.

Un notevole calo della qualità si osserva quando si scatta a 60fps con delle frastagliature che sono immediatamente evidenti. È un risultato piuttosto tipico, ma almeno non c’è alcun cambiamento nella riproduzione dei colori come abbiamo visto sul 10 Plus.

Concorrenza

Abbiamo selezionato alcuni rivali che Xperia 10 dovrà affrontare sul mercato e non sarà una sfida facile. Ad esempio il Galaxy A7 del 2018 offre un chipset più potente, una fotocamera più ampia e un display dalla qualità superiore, oltre una durata della batteria notevolmente più duratura: il tutto per un prezzo inferiore del 30%.

Ovviamente non è il prodotto ideale in quanto carica i dati lentamente, manca dell’acquisizione di video in 4K, e il suo software Samsung potrebbe non essere di vostro gradimento se siete abituati ad un’esperienza Android di lunga data.

Il sistema operativo Vanilla Android viene offerto invece dal Moto G7 che costa meno dell’Xperia, oltretutto. Anche il Moto è però poco efficiente dal punto di vista energetico.

Xiaomi mi 8 lite è anch’esso più economico rispetto ad Xperia 10, gira sul più potente processore Snapdragon 660 ma la sua interfaccia è diametralmente opposta al Vanilla Android, per cui è questione di gusti.

Conclusione

Proprio come per Xperia 10 plus, Xperia 10 è una proposta dal valore non particolarmente buono. Ci sono diverse offerte dei suoi avversari che offrono di più ad un prezzo minore.

Particolarmente deludente la durata della batteria, e anche come prestazioni ci troviamo nella fascia bassa della soddisfazione.

Se invece state cercando un prodotto straordinariamente compatto e che abbia comunque una buona immagine generale, il dispositivo potrebbe piacervi.

Vi consigliamo tuttavia di aspettare qualche mese, quando il prezzo scenderà di qualche decina di euro, al fine di pagare un rapporto qualità/Euro investito che sia soddisfacente.

Canon EOS 2000D nuova ma non troppo

La Canon EOS 2000D (nota anche come Digital Rebel T7 in Nord America) aggiorna la EOS 1300D / Rebel T6 come fotocamera entry-level DSLR Canon mirata direttamente agli acquirenti di fotocamere con obiettivo intercambiabile che si vogliono approcciare alla fotografia semi professionale.

Questo ultimo modello è più evoluto ma non è rivoluzionario, poiché riporta quasi tutte le caratteristiche principali del suo predecessore, con l’eccezione di un nuovo sensore da 24,1 megapixel, che è invece da 18 megapixel su EOS 1300D.

Canon EOS 2000D

La Canon Eos 2000D ha lo stesso processore Digic 4+ del suo predecessore, con una modesta velocità di scatto continuo di 3 fps e una sensibilità standard massima di 6400 ISO (espandibile a 12800). La ripresa video Full HD a 30 fps è un buon livello, così come una modalità Video Snapshot che combina brevi clip video in una sequenza di montaggio. La EOS 2000D è inoltre dotata di uno schermo LCD da 920 k punti più Wi-Fi integrato con accoppiamento NFC per il trasferimento wireless di immagini su un dispositivo mobile per la condivisione e il controllo remoto della fotocamera da uno smartphone o tablet.

La Canon EOS 2000D è disponibile solo per il corpo 250 a 350 euro e con obiettivo base sui 350/400 euro ma conviene sempre guardare tutte le proposte per trovare il prezzo migliore.

Canon EOS 2000D

Canon Eos 2000D. Facilità d’uso

Esternamente la Canon EOS 2000D è praticamente identica alla 1300D che va a sostituire. Il controllo e il posizionamento dei pulsanti sono uguali, così come le dimensioni e il peso della fotocamera. Con una larghezza di 129 mm, un’altezza di 101,3 mm e una profondità di 77,6 mm, la 2000D ha esattamente le stesse dimensioni, e pesa quasi allo stesso modo con 475 g pronti a scattare, ovvero 10 g più leggero della 1300D. Ciò lo rende più pesante di 30 g rispetto a una Nikon D3400, e sempre la Nikon è anche più piccola della 2000D misura infatti 124 x 98 x 75,5 mm.

Canon EOS 2000D

Tuttavia, tali dimensioni e le differenze di peso hanno un impatto limitato nelle riprese del mondo reale. Qui il corpo in fibra di carbonio del 2000D si sente abbastanza solido e ben costruito, anche se prevedibilmente per una reflex Canon entry level, non è tropicalizzato. La 2000D funziona bene e si porta bene anche grazie alla sua ergonomicità, con un poggiapiede posteriore di dimensioni decenti e la compensazione dell’esposizione e pulsanti per lo zoom della riproduzione posizionati comodamente su entrambi i lati. L’impugnatura principale è abbastanza buona, ma l’incavo del dito è un po’ superficiale, cosa che può rendere difficile afferrarlo comodamente se hai mani un po’ grandi.

Canon EOS 2000D

Un punto di forza primario della Canon EOS 2000D per gli acquirenti è la sua facilità d’uso. A questo riguardo, nulla è cambiato rispetto alla 1300D, ma non è una cosa negativa. Il 2000D ha ancora pulsanti ISO e bilanciamento del bianco dedicati sul pannello posteriore – controlli fisici che non si trovano su una Nikon D3400 – mentre è possibile accedere facilmente ad altre impostazioni di scatto come la qualità dei file e le modalità di esposizione premendo il pulsante Q che attiva un menu di accesso rapido. Ciò consentirà anche di regolare il +/- 5EV della compensazione dell’esposizione, ma è più semplice e veloce impostarlo premendo il pulsante di compensazione dell’esposizione dedicato situato immediatamente sopra il pulsante Q mentre si ruota la rotellina di controllo del pannello superiore.

Canon EOS 2000D

Oltre al chiaro e funzionale menu di accesso rapido, il menu principale è ben strutturato e facile da navigare. Un totale di dieci schede di menu suddivise in ripresa, riproduzione, impostazioni della fotocamera e una scheda di personalizzazione My Menu può essere fatta scorrere attraverso la rotella di controllo oppure con i pulsanti direzionali del pannello posteriore. Le funzioni del menu sono per lo più posizionate in modo logico, sebbene alcune funzioni siano meno facilmente accessibili. Ad esempio, se si desidera avere la sensibilità ISO 12800 estesa della fotocamera, questa viene nascosta alla pagina 2 della voce di menu Funzioni personalizzate. Ma sono cose che una volta imparate non disturbano più di tanto.

Canon EOS 2000D

Un altro aspetto della Canon EOS 2000D che non è immediatamente intuitivo è il selettore di modalità. È piena di varie impostazioni della modalità scena, tra cui le impostazioni di Ritratto notturno, Cibo, Sport, Macro, Paesaggio e Ritratto. C’è anche una modalità Auto creativa che funziona esattamente come la modalità Auto normale, tranne che controlli l’estensione della sfocatura dello sfondo che desideri dietro al soggetto regolando un cursore virtuale. Tutto ciò che fa è regolare l’apertura dell’obiettivo, quindi una volta che hai imparato a conoscere il diaframma, la buona vecchia priorità del diaframma rende Creative Auto inutile. Oltre alla consueta selezione di modalità automatica, semi-automatica e manuale, il quadrante della modalità 2000D include anche una modalità video e una modalità Flash Off, in cui la fotocamera scatta automaticamente ma non attiva il flash; utile in musei o chiese.

Tornando al pannello posteriore e, insieme ai pulsanti ISO e del bilanciamento del bianco dedicati, il 2000D offre anche un comodo pulsante di modalità drive. Ciò consente di scegliere tra scatto singolo, scatto continuo, autoscatto con ritardo di 10 secondi o di 2 secondi e anche una funzione di autoscatto continuo in cui la fotocamera scatterà una raffica di scatti dopo un ritardo iniziale. La velocità di scatto continuo standard è invariata dal 1300D ed è ancora un 3fps piuttosto lento, principalmente a causa del fatto che la 2000D utilizza essenzialmente lo stesso processore d’immagine Digic 4+ ormai un po’ datato.

Canon EOS 2000D

Un’altra area in cui la nuova Canon è a livello della Nikon D3400 è il video, anche se la differenza è minima. Entrambe le telecamere hanno la risoluzione Full HD 1920 x 1080, ma dove la D3400 può farlo a 60fps, la 2000D può gestire solo 30fps. Prima di riprendere un video è necessario ruotare il selettore di modalità principale sulla posizione del video, dove è quindi possibile premere il pulsante Live View situato accanto al mirino per avviare e interrompere la registrazione. La 2000D include anche una funzione di istantanea video, in cui la fotocamera registra videoclip della durata di due, quattro o otto secondi e li assembla in un album di istantanee video (una sequenza di montaggio) con l’opzione di poter aggiungere la propria musica di sottofondo.

La maggior parte dell’hardware all’interno della Canon EOS 2000D è la stessa della 1300D, incluso il monitor LCD. La dimensione da 3 pollici rimane la stessa, così come gli angoli di visione orizzontale e verticale a 170 gradi e una risoluzione rispettabile di 920.000 punti. Purtroppo, lo schermo non presenta ancora la sensibilità al tocco. Questo ha un senso in termini di riduzione dei costi, ma non è una mossa così intelligente se si considera che una parte significativa degli acquirenti di 2000D sono giovani compratori di DSLR e hanno impressa l’abitudine di fotografare con i loro smartphone che ovviamente funzionano con il touch. La 2000D continua a offrire Wi-Fi integrato con l’accoppiamento NFC. Il sistema utilizza l’app mobile Canon Camera Connect per abilitare il trasferimento di immagini wireless e il controllo remoto della videocamera. Il collegamento del tuo dispositivo intelligente è indolore e, una volta collegato, il 2000D può essere controllato da remoto con un ritardo del segnale molto ridotto. L’app consente inoltre di controllare le funzioni di scatto come sensibilità ISO, compensazione dell’esposizione e modalità di guida. Quando si tratta di condividere i tuoi scatti, il collegamento Wi-Fi trasferisce un’immagine a piena risoluzione quasi istantaneamente, anche se le anteprime delle immagini impiegano un paio di secondi per mostrare un’anteprima corretta quando si scorrono le immagini della scheda di memoria.

Canon EOS 2000D

Quando si tratta di scattare, la Canon EOS 2000D si accende ed è pronta in circa 0,7 secondi, anche se ci vuole circa un secondo o più per lo schermo LCD per visualizzare qualsiasi cosa. La velocità di messa a fuoco dipende in gran parte dalla scelta dell’obiettivo. Il nostro campione di prova 2000D è stato abbinato all’obiettivo kit EF-S 18-55mm IS II, che è abbastanza performante e vale la spesa in più se non si dispone già di obiettivi Canon.

Qualunque sia l’obiettivo scelto, i 9 punti AF di Canon EOS 2000D sono ben distribuiti su tutta la cornice dell’immagine, e sebbene solo il punto centrale sia il più accurato cross-type, l’autofocus nelle nostre mani è rapido e per lo più preciso in tutte le condizioni, tranne quelle con pochissima luce. Passando alla visualizzazione live le cose si fanno molto più lente, con una messa a fuoco per il rilevamento del contrasto che richiede un secondo o più per stabilire la massima nitidezza e messa a fuoco corretta. Tuttavia, questo non deve essere preso come un grosso problema quando si utilizza live view per comporre e scattare foto come primi piani, dove la considerazione attenta e l’occhio per i dettagli sono più importanti della velocità.

Canon EOS 2000D

Ultimo ma non meno importante è la durata della batteria, che è invariata dalla 1300D a 500 scatti della batteria ricaricabile Li-ion LP-E10. Come con molte delle specifiche 2000D, è in ritardo rispetto al CIPA rating 1200-shot incredibilmente impressionante della D3400. Vale anche la pena notare che lo scompartimento della batteria del 2000D nella parte inferiore della fotocamera contiene anche lo slot per la scheda di memoria, che è un po’ difficile da inserire e può anche essere bloccato completamente da piastre di montaggio del treppiede più grandi. Il D3400 e gli slot per schede con accesso laterale più convenzionali sono molto più convenienti.

Qualità dell’immagine

La Canon EOS 2000D ha prodotto immagini di buona qualità durante il periodo di prova. Questa fotocamera produce immagini prive di rumore a ISO 100 fino a ISO 800, con alcuni disturbi che appaiono a ISO 1600. L’impostazione più veloce di ISO 3200 è ancora utilizzabile, anche se suggeriamo di evitare ISO 6400 e soprattutto 12800 se possibile.

Il flash a comparsa incorporato funzionava bene in ambienti chiusi, senza occhi rossi e buona esposizione generale. La foto notturna è stata molto buona, con la massima velocità dell’otturatore di 30 secondi e la modalità Bulb che consente di catturare abbastanza luce nella maggior parte delle situazioni.

Canon EOS 2000D condivisione immagini

Rumore

La Canon EOS 2000D ha sette impostazioni di sensibilità che vanno da ISO 100 a 6400. Questo può essere espanso di un punto per aggiungere una sensibilità alta (ISO 12800) abilitando ‘Espansione ISO’ tramite il menu principale. È inoltre possibile configurare il limite superiore ISO automatico della fotocamera, con una sensibilità massima di ISO 6400. Tuttavia, la scala della sensibilità di 2000D cambia solo in incrementi di 1 EV e non è possibile aggiungere incrementi di 1/3 EV.

Qualità del file

Sono disponibili numerose opzioni di qualità e dimensioni dei file. Con una risoluzione massima di 24 MP è possibile scattare in raw (mediamente 29MB di dimensione del file), JPEG Fine (7-10MB) e JPEG Normal (3-5MB). C’è anche un’impostazione RAW + JPEG Fine.

Canon EOS 2000D

Canon Eos 2000D. Il flash

Il flash incorporato ha relativamente poche opzioni. Dalla voce Flash Control nel menu principale, è possibile configurarlo per operare in modalità sincro prima o seconda tendina, comporre +/- 2EV di compensazione dell’esposizione e selezionare tra misurazione TTL valutativa o media. La riduzione dell’effetto occhi rossi è anche abilitata o disabilitata tramite il menu principale.

Il flash ha prodotto una leggera vignettatura quando si riprende una superficie bianca ad una distanza di 1,5 m con una lunghezza focale di 18 mm, ma il decadimento era diminuito di 55 mm.

Notte

La massima velocità dell’otturatore di Canon EOS 2000D è di 30 secondi e c’è una modalità Bulb per esposizioni ancora più lunghe, che è un’ottima notizia se sei seriamente interessato alla fotografia notturna.

Stili di foto

Gli stili di immagine Canon sono combinazioni preimpostate di diverse impostazioni di nitidezza, contrasto, saturazione e tonalità del colore. È possibile modificare questi Picture Control a proprio piacimento e ci sono anche stili definiti dall’utente in modo da poter creare il proprio look.

Canon EOS 2000D. Filtri creativi

La natura entry-level di EOS 2000D significa che Canon ha ritenuto opportuno dotarlo di cinque effetti di filtro creativo, tuttavia possono essere applicati solo alle foto salvate in modalità di riproduzione.

Canon EOS 2000D

Conclusione

La Canon EOS 2000D rappresenta uno degli aggiornamenti minori di una fotocamera esistente che abbiamo mai visto, essendo quasi del tutto identica sia nella forma che nella funzione al modello 1300D che sostituisce, con l’eccezione del nuovo sensore di immagine da 24 megapixel. Altrimenti, non c’è assolutamente alcun motivo per aggiornare o escludere la EOS 1300D di 2 anni, che a sua volta era molto simile alla EOS 1200D nel 2014.

Canon EOS 2000D

Rispetto alla Nikon D3400, la “nuova” EOS 2000D ora è ancora più indietro rispetto al suo principale concorrente, con la D3400 a prezzi simili che la supera in molti aspetti. Il nuovo sensore della 2000D colma il divario in megapixel, con entrambe le fotocamere che offrono la stessa risoluzione e offre ancora un layout di controllo più semplice e più logico, ma la D3400 ha il vantaggio in termini di velocità di scatto, autofocus, durata della batteria e frame rate. Canon aveva davvero bisogno di fare innovazione con la nuova 2000D, ma si è invece riposata sugli allori, e la Nikon D3400 è chiaramente la migliore e più performante delle due fotocamere.

Canon EOS 2000D

In definitiva, la Canon EOS 2000D è stata rilasciata principalmente per sostituire un modello vecchio per dare ai rivenditori qualcosa di nuovo da promuovere. La Nikon D3400 è la fotocamera DSLR entry-level migliore, in caso contrario, una EOS 1300D scontata, se la si può ancora trovare, poiché la nuova Canon EOS 2000D non offre praticamente nuove funzionalità o prestazioni per giustificare il suo rilascio.

Canon EOS 2000D

Canon EOS 2000D: caratteristiche tecniche

Le principali sono:

  • Sensore: CMOS da 22,3 x 14,9 mm (24,1 megapixels) con filtro integrato passa-basso (APS-C).
  • Processore: DIGIC 4+
  • Modalità di scatto: Singola e Continua (anche silenziose), Self timer.
  • Sensibilità ISO: AUTO (100-6400), 100-6400 con incrementi di 1 stop ISO estendibile fino a H:12800. Per la ripresa di filmati: Auto (100-6400), 100-6400 (con incrementi di stop completi).
  • Mirino ottico: Pentaspecchio con messa a fuoco automatica a 9 punti. La copertura è pari a circa il 95% e un ingrandimento 0,87x.
  • Flash: GN incorporato 9.2
  • Compensazione dell’esposizione: +/- 5 EV, in incrementi di 1/3 o 1/2 stop.
  • Modalità: Smart Auto, Senza flash, Creativa automatica, Ritratto, Paesaggio, Primi piani, Sport, Food, Ritratto notturno, Video, Programma AE, AE con priorità tempo, AE con priorità diaframma, Manuale.
  • Schermo LCD: da 3 pollici dotato di una risoluzione di 920.000 punti. Niente touch screen.
  • Connettività: Wi-fi e NFC, porta USB 2.0 e uscita micro HDMI.
  • Video: Full HD fino a 30 fps o 720p (1280 x 720 pixel) fino a 60 fps.
  • Batteria: al litio (autonomia di circa 500 scatti).

QUI TUTTE LE SPECIFICHE COMPLETE



Come abilitare o disabilitare Google Chrome Ad Blocker

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Google Chrome incorpora un ad-blocker nativamente. È in grado di rilevare i collegamenti invasivi, popup non richieste e tutte le varianti di pubblicità invasiva, insieme ad altri siti che non seguono gli standard Better Ads. Tali siti abusano dell’esperienza utente ingannando l’utente nei popup di apertura. Ecco come configurare il blocco annunci.

L’ad-blocker integrato di Google Chrome è un concorrente di prim’ordine per soluzioni popolari come uBlock Origin, Ghostery e AdBlockPlus. La cosa buona è che l’utente non ha bisogno di installare estensioni per farlo funzionare. È già integrato nel browser e funziona immediatamente. Poiché Opera ha un blocco pubblicità e Firefox ha aggiunto la protezione del tracciamento, era giunto il momento per Chrome di aggiungere anche una sorta di funzionalità di blocco.

Ad esempio, devi assicurarti che il blocco annunci non blocchi alcuni elementi importanti, non nasconda alcuni controlli e non causi errori di caricamento del sito. Sfortunatamente, tutti gli ad blocker soffrono di questi problemi di volta in volta. In tal caso, potresti voler disattivare lo strumento di blocco degli annunci di Chrome.

Disattiva individualmente il blocco annunci di Google Chrome per i siti

Disabilitare il blocco degli annunci è abbastanza facile quando sai cosa fare. L’opzione è nascosta sotto il badge del sito accanto alla barra degli indirizzi. Facendo clic su di esso, è possibile raggiungere rapidamente l’opzione richiesta.

  1. Passare a un sito Web per il quale si desidera disattivare il blocco degli annunci.
  2. Fai clic sul badge del sito accanto alla barra degli indirizzi. Appare come un’area quadrata con un’icona a lucchetto verde (HTTPS) o un’icona di informazioni (per siti HTTP semplici). Fare clic sul collegamento Impostazioni sito nella parte inferiore del riquadro.
  3. Scorri verso il basso fino alla sezione Annunci .

Nell’elenco a discesa, fare clic su Consenti.

Hai fatto. Gli annunci saranno abilitati per il sito web corrente, il che significa che la funzione di blocco degli annunci è ora disabilitata.

Allo stesso modo, puoi riattivare il blocco annunci per qualsiasi sito web. Basta selezionare l’opzione Blocco (predefinito) per attivare il blocco annunci.

Per disattivare il blocco annunci in Google Chrome globalmente

  1. Apri Google Chrome.
  2. Fai clic sul pulsante del menu e seleziona  Impostazioni.
  3. In Impostazioni, scorri verso il basso fino al link  Avanzate.
  4. Fai clic su  Impostazioni contenuti in  Privacy e sicurezza.
  5. Vai alla sezione  Impostazioni contenuti.
  6. Quindi vai alla sezione Annunci
  7. E qui scegli l’opzione che vuoi

Fatto, ora il tuo browser si comporterà come gli hai indicato.

Gps auto vulnerabile. Spegne l’auto da distanza

Il Gps auto è nato per tenere traccia degli spostamenti di una macchina e per aiutare il ritrovamento in caso di furto. Ma come ogni oggetto tecnologico l’uso può essere forzato per scopi non utili all’utente.

Questo è il caso dei Gps costruiti e forniti alle case automobilistiche da iTrack e Protrack. Ricercatori di sicurezza sono riusciti tramite tecniche non troppo complicate a prendere possesso del Gps da remoto, raccogliere tutti i dati del possessore dell’auto, email, indirizzo di casa ed altre informazioni ma soprattutto se l’auto è ferma, in fila o comunque viaggia a meno di 20km/h può essere spenta e bloccata.

In pratica il Gps diventa il nemico numero uno per la nostra automobile.

GPS Hack: come è fatto

Secondo L & M, l’exploit di queste app che gestiscono il Gps riguarda principalmente  password predefinite deboli e una funzione integrata integrata dai produttori.

La maggior parte di queste app di tracciamento GPS viene fornita con la password predefinita ” 123456 ” e la maggior parte delle volte gli utenti non la modificano. Dopo aver controllato ciò, i ricercatori hanno provato milioni di nomi utente nel sistema di login mantenendo la password come “123456”.

Sono stati in grado di entrare con successo in un numero di account elevatissimo e hanno ricevuto informazioni complete sulla posizione dell’utente.

Secondo uno screenshot e la conferma di Concox, il cui hardware è utilizzato da Protrack e iTrack, il motore dell’auto può essere spento da remoto. 

Qual è la vulnerabilità?

L’hardware utilizzato in ProTrack è prodotto da un’azienda cinese, la iTryBandTechnology, mentre iTrack è prodotto da SEEWORLD, anch’essa con sede in Cina. La capacità di spegnere il motore dell’auto è incorporata nell’hardware dai produttori stessi. Inoltre, le app non informano i propri utenti sulle loro password deboli quando accedono per la prima volta.

Nell’app iTrack non c’erano avvisi che ci dicevano che la password è debole. D’altra parte, nell’app ProTrack, siamo stati immediatamente informati che la nostra password è a rischio.
Fermo restando che la password è rimasta ancora quella. Centinaia, migliaia di utenti non prenderanno provvedimenti per la loro password e tutto rimarrà ancora vulnerabile.

Con l’aumento esponenziale di auto gestite da sistemi informatici remoti il furto di auto o, ancora peggio, l’esposizione di informazioni chiave sulla nostra posizione sono in netta salita.

E’ in pericolo anche la tua casa

Qual è il pericolo correlato a questo hack? Ovviamente il furto dell’auto, ma ancora di più il rilevamento della tua posizione. Mettiamo che un ladro entri nel tuo Gps e veda che sei a Napoli, mentre tu ovviamente risiedi a Milano, cosa che può sapere dai dati inseriti nel sistema. Il passo successivo è il furto nella tua abitazione che sarà sicuramente vuota.
L’utilizzo dei sistemi integrati e soprattutto IoT stanno dando gravissimi segnali di debolezza, ma nessuno li sta ascoltando.

Apple iPad Air 2019: non è bello, ma ci piace

iPad Air 2019 nasconde dietro al suo schermo laminato una ottima potenza di calcolo e sfoggia un eccellente Smart keyboard firmata Cupertino.

Un prodotto che regala un’ottima produttività. Purtroppo, il suo design tradizionale e la compatibilità con la vecchia matita Apple di prima generazione lo rendono un prodotto dal sapore un po’ datato, anche se raddoppia le prestazioni della iPad 9.7 entry level.

Abbiamo scoperto che è l’iPad per le persone che vogliono qualcosa in più di quello che offre l’iPad 9.7 entry-level. Ha un display da 10,5 pollici con cornici più sottili, un chipset più rapido che corrisponde alla potenza di iPhone XS e iPhone XS Max e una fotocamera frontale con risoluzione più elevata.

Abbiamo anche nuove opzioni per un’Air: ha una maggiore capacità di archiviazione interna, la compatibilità con l’eccellente cover della tastiera Apple Smart e prestazioni che raddoppiano quelli dell’iPad 9.7. È uno strumento di produttività 2 in 1 davvero migliore.

Certo, alcuni punti vanno migliorati. Il software supporta il multitasking, certo, ma troppo spesso abbiamo visto che un MacBook è decisamente migliore per gestire flussi di lavoro moderatamente complessi.

Inoltre funziona solo con l’Apple Pencil di prima generazione, non con la matita magnetica di seconda generazione, e quella Smart Keyboard opzionale non si illumina come una tastiera MacBook, il che rende difficile digitare al buio.

Più di ogni altra cosa, l’iPad Air (2019) è una versione riconfezionata dell’iPad Pro (2017) che Apple ha smesso di vendere, la differenza è il miglioramento di alcuni elementi e un prezzo decisamente più abbordabile.

Display

Questo è il primo iPad Air con un display Retina da 10,5 pollici e cornici più sottili, e abbiamo riscontrato che è un grande aggiornamento rispetto a tutti i tablet non Pro da 9,7 pollici di Apple che abbiamo utilizzato in passato.

Nel suo display laminato non c’è quasi più spazio tra il vetro più sottile sulla parte superiore e il pannello LCD sottostante. Lo schermo è letteralmente schiacciato contro il vetro e questo permette ai colori di splendere.

Abbiamo notato una tonalità più intensa del giallo che si spiega con l’utilizzo della tecnologia di visualizzazione True Tone di Apple per adattarsi meglio al nostro ambiente. Senza questa impostazione abilitata, lo schermo aveva un tono molto orientato sul blu.

All’esterno, abbiamo apprezzato il rivestimento antiriflesso dello schermo che è esclusivo di questo nuovo modello Air e di tutti i modelli Pro.

Le cornici più sottili del nuovo iPad Air, lo schermo laminato, la tavolozza dei colori più ampia, il display True Tone e il rivestimento antiriflesso possono essere sufficienti per convincere le persone a considerare questo iPad sopra l’iPad 9.7, che non ha queste caratteristiche.

Design

Appena lo apriamo e lo togliamo dalla confezione dobbiamo dire che l’iPad Air non ci sorprende particolarmente. Quanto a design, non ci troviamo di fronte a un prodotto sensazionale e anzi potrebbe essere quasi scambiato per un modello precedente.

Tuttavia ha caratteristiche preferite dai fan che non troverete sui nuovi Pro: un jack per cuffie da 3,5 mm e il pulsante Touch ID altrettanto affidabile. E le dimensioni, pur leggermente diverse dagli iPad da 9,7 pollici, consentono di collegare la Smart Smart Keyboard da 10,5 pollici (la stessa utilizzata da iPad Pro 10.5).

È l’iPad non-Pro più sottile di Apple con 6.1mm (il Pro è 5.9mm e l’iPad 9.7 è 7.5mm) e pesa solo 456g.

La parte inferiore si attacca alla tradizionale porta lightning (i nuovi Pro usano USB-C). Questa è una buona scelta di design per le persone che usano tonnellate di cavi lightning, ma i nuovi possessori di MacBook potrebbero aspettarsi già il futuro USB-C.

La mancanza più importante è certamente quella degli altoparlanti quad che si trovano su iPad Pro 10.5 (2017). Qui ne abbiamo solo due.

I nuovi colori iPad Air sono composti da argento, oro e Space Grey – quest’ultimo ha un frontale nero, mentre gli altri sono bianchi. Abbiamo anche l’opzione oro, che sfuma verso il rame.

Smart Keyboard (10,5 pollici)

Oltre al prezzo allettante, un altro dei punti di forza dell’ iPad Air 2019 rispetto ad iPad 9.7 è certamente la compatibilità della tastiera Smart di Apple, dal momento che i 9.7 funzionano solamente con le tastiere bluetooth.

La Smart keyboard è certamente una delle cose a cui non possiamo rinunciare se cerchiamo una buona produttività 2 in 1 da un prodotto iPad.

Questo è l’iPad più economico dotato di tecnologia Smart Connector di Apple: la tastiera in tessuto, una volta terminato l’utilizzo, può essere ripiegata sullo schermo a formare una cover e rimarrà ferma grazie ad un gioco di magneti.

Ovviamente per gradirla devi essere un appassionato delle tastiere in tessuto molto basse, dal momento che i tasti sono stampati a laser e il rilievo è davvero minimo.

I tasti in tessuto incisi al laser sono perfetti e hanno reali vantaggi: sono resistenti all’acqua e alle macchie e sono refrattari alla polvere.

Ad esempio, provando a mangiare un croissant sull’iPad Air e a togliere le briciole, abbiamo avuto un risultato perfetto, mentre la stessa operazione eseguita su un MacBook sarebbe diventata un incubo per colpa delle briciole che si sarebbero infilate sotto i tasti con estrema difficoltà nella pulizia.

La Smart Keyboard non ha un prezzo elevato ma ci sono alcuni compromessi. Non si possono modificare i tasti. A volte avremmo voluto utilizzare le stesse scorciatoie da tastiera che usiamo sul nostro Mac o sul nostro PC ma niente da fare.

L’altra cosa che ci dispiace è che la Smart keyboard non sia retroilluminata: è una lamentela che avevamo riscontrato anche nella recensione sull’iPad Pro 9.7 e questo problema non è stato ancora risolto. Quindi faremo molta fatica ad utilizzarlo al buio, sfruttando solamente il riverbero dello schermo.

Apple Pencil

Ogni iPad di questi tempi supporta una matita Apple, e questo è il primo iPad Air compatibile con lo stilo sensibile alla pressione. Ma funziona solo con Apple Pencil e Logitech Crayon di prima generazione.

Ciò significa che è incompatibile con Apple Pencil di seconda generazione, che è stata lanciata insieme all’iPad Pro 11 e iPad Pro 12.9. Anche la ricarica della Apple pencil non è la più facile in assoluto. Riscontriamo lo stesso problema della prima generazione, relativo ad un design troppo piatto, per cui spesso ci scivola via.

Anche l’accoppiamento automatico con il dispositivo e le funzioni gestuali possono necessitare di alcuni ripetuti tentativi prima di andare a buon fine.

La ricarica della Apple Pencil Gen 1 rimane precaria, dal momento che dobbiamo attaccarla sul fondo dell’iPad facendola sporgere enormemente verso l’alto, come un antenna.

La buona notizia è che l’originale Apple Pencil è più economica e ha la stessa reattività della seconda generazione. Usandola sull’iPad Air, non abbiamo riscontrato alcun ritardo.

Ad un aumento della pressione della nostra mano la penna ha tratteggiato linee più spesse esattamente come ci aspettavamo e inclinando la matita riusciamo a ombreggiare dei piccoli disegni in maniera soddisfacente.

Specifiche e prestazioni

Il vero motivo per acquistare il nuovo iPad Air è il ruggito nascosto dietro il suo display laminato e colorato. È uno degli iPad più potenti di Apple, in grado di rivaleggiare con le prestazioni dei migliori laptop di oggi.

Abbiamo riscontrato un raddoppio delle prestazioni rispetto al modello precedente, il che rappresenta un vantaggio per chi cerca una produttività seria ed un investimento a lungo termine.

È equipaggiato con il chipset Apple A12 Bionic personalizzato, lo stesso potente System-on-a-Chip che troviamo all’interno di iPhone XS e iPhone XS Max. Tra i tablet, è superato solo da iPad Pro 11 e iPad Pro 12.9, che ha il chipset Bionico A12X, il miglior chip mobile sul mercato.

L’Air e il suo chip A12 Bionic hanno ottenuto un punteggio di 11.575 nell’importante test benchmark multi-core Geekbench 4. L’iPad 9.7, con il suo chip A10, ci ha dato un punteggio di 5786 nel multi-core.

Questo si traduce in due cose importanti: una migliore velocità per le applicazioni e il multitasking.

La configurazione base di Air iPad è 64 GB, che va bene, e la versione top-line vanta ben 256 GB. Purtroppo, non c’è un’opzione da 128 GB per soddisfare le esigenze di vorrebbe una via di mezzo.

La scelta dipende da quante foto e video memorizzi su questo iPad.

iOS 12 e le app

L’iPad Air funziona con iOS 12, e rende più semplice la navigazione nel “computer” di Apple rispetto a iOS 11 e certamente ad iOS 10, ma siamo ancora qui ad aspettare che iOS 13 cambi davvero le cose.

Per passare da un’applicazione ad un’altra dobbiamo appoggiare il dito sulla parte inferiore dello schermo e tirare verso l’alto. In pochi gesti possiamo cambiare l’app che desideriamo utilizzare. Dopo un po’ di pratica, saremo anche in grado di dividere lo schermo in due parti per un lavoro in contemporanea.

La Smart Keyboard di Apple rende l’iPad Air perfetto per la digitazione. È anche un ottimo strumento per controllare le luci e altri gadget compatibili con HomeKit.

Abbiamo fatto un notevole uso dell’Apple Pencil che ci permettono di fare uno screenshot e iniziare immediatamente a scrivere annotazioni sull’immagine catturata. Cambiare lo spessore e il colore della penna è più facile che mai.

iOS 12 ha anche altri vantaggi minori da ricordare: l’app rinnovata di Apple News, le statistiche sulla durata della batteria e una ottima compatibilità con i gestori di password di terze parti.

Durata della batteria

Apple ha ora una gamma molto ampia di iPad, ma qui c’è qualcosa di interessante: hanno tutti la stessa durata della batteria: 10 ore di navigazione sul web con Wi-Fi, video o musica.

Ciò riflette ciò che abbiamo visto usando il nuovo iPad Air, tuttavia dipende molto da come si usa l’iPad. Il tempo di standby può essere incredibile: se ci dimentichiamo di utilizzarlo per qualche giorno potremmo addirittura trovarlo una settimana dopo ancora acceso.

Per un utilizzo intensivo, invece, la durata è stata di 24 ore.

Nessuna sorpresa, dato che abbiamo attivato più applicazioni, avviato giochi pesanti e trattato questo iPad più come un laptop.

I momenti in cui abbiamo notato il maggior calo della batteria sono il fotoritocco e l’utilizzo del WiFi più connessione cellulare. Per fortuna la modalità a basso consumo aiuta davvero a risparmiare la batteria.

La cosa migliore è che questo è il primo iPad Air con ricarica rapida. Finora una tale funzione era stata appannaggio esclusivo dei nuovi modelli Pro e adesso lo troviamo anche su questo dispositivo, mentre è assente dal più economico 9.7

L’iPad Air 2019 è stato in grado di ricaricare il 17% in soli 15 minuti e il 32% in 30 minuti quando abbiamo utilizzato un cavo Light-to-USB-C e la nostra spina USB-C MacBook Pro da 13 pollici.

Sono state necessarie 2 ore e 28 minuti per caricare completamente l’iPad, che non è poi così male.

Camera

L’iPad Air scatta foto rispettabili per un tablet, ma non sarà mai paragonabile al tuo smartphone.

Alcune persone vogliono immortalare soggetti senza troppe pretese, e le persone anziane amano usare il grande mirino di un iPad. Insomma, ha il suo posto di nicchia.

La fotocamera posteriore dell’iPad Air cattura foto da 8 MP con apertura f / 2.4, la stessa dell’iPad 9.7 entry-level.

L’iPad Pro 11, l’iPad Pro 12.9 e anche il vecchio iPad Pro 10.5 (2017) riescono a scattare foto migliori, anche se con piccole sbavature. È possibile registrare scatti da 12 MP con apertura f / 1.8 e sfruttare il flash True Tono Quad-LED, mentre sulla fotocamera anteriore troviamo l’opzione sport Smart HDR, il Portrait Mode e Animoji.

Ad ottenere un significativo aggiornamento è la fotocamera frontale da 7 MP rispetto a quella da 1.2 MP sull’iPad 9.7 e il suo video da 1080p superiore ai precedenti 720p significa che il dispositivo è molto più adatto per le videoconferenze.

Voto finale

C’è una potenza davvero notevole nascosta nel nuovo iPad Air proprio sotto quello schermo laminato dall’aspetto brillante, e la compatibilità della cover Smart Keyboard di Apple rende questo uno dei prodotti iPad del momento. Ed è l’iPad più economico che Apple abbia progettato per la produttività.

Guardandolo da fuori non si direbbe: utilizza un design datato per l’iPad, la vecchia Apple Pencil Gen 1 e due altoparlanti invece dei quattro che troviamo su tutti i Pro dell’iPad. Persino il nome ‘Air’ è stonato.

Abbiamo potuto constatare come il prodotto sia superiore all’iPad 9.7 per il lavoro di ufficio e il multitasking e anche il disegno sullo schermo laminato ci ha dato sensazioni assolutamente positive.

Siamo davvero seccati che non supporti Apple Pencil Gen 2 o che non abbia una tastiera retroilluminata. Gli iPad sono pensati per essere utilizzati e trasportati ovunque, e questi vantaggi sarebbero certamente di aiuto.

L’iPad Air (2019) è adatto per qualcuno che non si cura particolarmente del design e vuole qualche cosa di più rispetto ad un prodotto per leggere e navigare su internet. In realtà possiamo considerarlo un prodotto in grado di svolgere la maggior parte delle attività di un laptop.

HP LaserJet Pro M28w: compatta, forte. Ma consuma

Negli ultimi anni, le stampanti laser hanno registrato un calo significativo nel prezzo, ma tendono ad essere troppo costose e ingombranti per gli uffici domestici.

HP si propone invece con la sua nuova LaserJet Pro M28w che è la stampante laser più piccola della sua categoria. Significa una stampante laser monocromatica multifunzione con scanner e copiatrice incorporati, sia USB che Connettività Wi-Fi.

Questa combinazione la rende ideale per chi lavora da casa o per i dirigenti d’ufficio che hanno bisogno di una stampante / scanner veloce e di alta qualità che occupa il minimo spazio possibile.

Caratteristiche e design

La M28w ci ha davvero sorpreso perché è estremamente compatta. È alta appena 198 mm, larga 360 mm e profonda 264 mm, ed è certamente abbastanza piccola da poter essere appoggiata su una scrivania accanto a un computer in un piccolo ufficio.

È anche robusta, nonostante il basso costo, e riesce a riunire in sè una gamma utile di funzioni per il lavoro d’ufficio, compresa una risoluzione di 600 dpi per la stampa e uno scanner da 1200 dpi.

Nei cassetti dei fogli posizionati in basso troviamo spazio per 150 pagine, mentre il vassoio di raccolta per le pagine stampate arriva a 100. L’output mensile consigliato per ottenere delle buone prestazioni e rimanere in costi sostenibili si aggira attorno ai 1000 fogli, il che dovrebbe bastare per la maggior parte dei clienti

La stampante offre connettività sia USB che Wi-Fi, con supporto per AirPrint di Apple per dispositivi iOS e Google Cloud Print per tutti gli altri. C’è anche un’app HP Smart che può essere utilizzata per stampare e scansionare anche da dispositivi iOS e Android.

Ci sono un paio di elementi su cui si è fatta economia. Il piccolo schermo di controllo LED da 1 pollice non è molto utile, sebbene il software di HP funzioni bene e offra tutte le funzionalità necessarie per controllare la stampa o la scansione dal PC o dal Mac.

Non esiste il duplex automatico (stampa fronte / retro) – sebbene sia disponibile un’opzione duplex manuale per l’uso occasionale. 

Prestazioni

L’M28w funziona bene per una stampante così economica. La velocità indicata da HP è di 18 pagine al minuto, ma i nostri documenti di testo in formato Word e PDF uscivano ad una media di 16,5 pagine/minuto.

Naturalmente non viene stampato a colori, ma abbiamo testato alcuni documenti che combinavano testo e grafica e M28w stava sulle 15 pagine/minuto, per cui è possibile utilizzarla per dispense e altri documenti che non richiedono grafica a colori.

E, naturalmente, la qualità del testo è all’altezza di quella che ci si aspetta da una stampante laser, con testo uniforme e nitido per i documenti aziendali. Gestisce anche la grafica mono e in scala di grigi, quindi è possibile stampare occasionalmente foto e altri elementi grafici.

Naturalmente, può scansionare a colori, mentre la funzione di fotocopiatrice funziona solo in monocromatico.

Costi di gestione

La velocità e la qualità della M28w hanno un costo, però. Il prezzo di acquisto include una cartuccia toner di “avviamento” che dovrebbe durare per circa 500 pagine.

Le cartucce di ricambio hanno una capacità superiore – 1000 pagine – ma costano un po’ se acquistate direttamente da HP.

A conti fatti, il prodotto è più costoso della stampa mono realizzata da una buona stampante a getto d’inchiostro. Guardando al mondo delle offerte del settore si potrebbero ottenere cartucce più economiche ma è ancora una spesa relativamente alta rispetto ai costi di gestione di un dispositivo simile ma a getto d’inchiostro.

Per cui, la compattezza dovrà essere pagata in termini di consumo, almeno per quantità di lavoro accettabili.

Logitech MK270: economica tastiera, per poche pretese

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Se stai acquistando una tastiera wireless con un budget limitato, la tastiera e il mouse wireless Logitech MK270 sono una soluzione davvero, economica. Con tutti i pro e i contro di una scelta del genere.

Dal costo veramente contenuto su Amazon, la MK270 ha un aspetto abbastanza dozzinale e fa un sacco di rumore durante la digitazione. Detto questo, i tasti del MK270 sono relativamente elastici e il mouse da viaggio incluso comprende un pulsante centrale programmabile. L’installazione utilizzando il dongle USB “unificato” di Logitech non potrebbe essere più semplice.

Design

Con una misura di 4x14x42 centimetri e un peso di poco più di un chilo, la tastiera Logitech MK270 è davvero molto leggera ed economica. In effetti, l’intera tastiera si fletterà se provi a piegarla.

Se da un lato la MK270 non ha un poggiapolsi, vanta un paio di piedini retrattili che puntano la tastiera verso l’alto con un angolo di 8 gradi.

Sopra la tastiera principale troverai una fila di tasti dedicati per il volume e la riproduzione multimediale, insieme a quattro tasti di scelta rapida per Home, E-Mail, alimentazione PC e Calcolatrice. 

Di questi quattro tasti di scelta rapida funzionali, solo tre di essi sono programmabili. Tra le opzioni: puoi impostare una scorciatoia per aprire una pagina web o un programma o cambiare una applicazione.

Per personalizzare un tasto, è necessario installare la vecchia utility SetPoint di Logitech.

Connettività

Sia la tastiera MK270 che il mouse in dotazione si collegano ad un sistema tramite un singolo dongle USB da 2,4 GHz. Basta collegare il dongle alla porta USB del PC e sia la tastiera che il mouse dovrebbero iniziare a funzionare immediatamente, senza bisogno di driver.

La connessione wireless del MK270 ha funzionato perfettamente durante i test, e sia la tastiera che il mouse, qualora fossero in stato di standby, si attivano istantaneamente al nostro input.

La combinazione tastiera e mouse MK270 supporta nativamente i dispositivi Windows e Chrome OS. La tastiera e il mouse funzioneranno anche con i sistemi Mac, ma non potrai personalizzare nessuno dei tasti di scelta rapida.

Sensazione di battitura

I tasti della MK270 sono leggeri: l’effettiva sensazione di digitazione non è male. I tasti a membrana conferiscono un solido rigonfiamento a metà della sequenza di tasti, con un soddisfacente rimbalzo elastico e una velocità di digitazione rispettabile.

Grazie al design spazioso della tastiera e ai tasti modellati il comfort è buono. Tuttavia, aspettatevi una buona dose di rumore mentre digitate.

Mouse

Come con la tastiera MK270, il mouse incluso (MK185) è leggero ed economico, sembra fatto di carta. Con un peso ridottissimo, il mouse ambidestro viene venduto con una presa di plastica rigida, una rotella di scorrimento molto leggera e un paio di pulsanti del mouse che sono relativamente facili da cliccare.

E’ possibile programmare il pulsante centrale del mouse utilizzando l’app Logitech Options. Oltre a decine di opzioni come l’apertura di programmi, il blocco dello schermo, la riduzione delle finestre e la creazione di scorciatoie, esiste una modalità di controllo gestuale che ti consente di attivare funzioni personalizzate ogni volta che tieni premuto il tasto centrale e scorri verso l’alto, il basso, a sinistra o a destra.

Conclusione

Per il prezzo che lo paghiamo il prodotto si fa rispettare. Si vede immediatamente che ci troviamo di fronte a qualcosa di straordinariamente economico e leggero.

Il mouse è veramente molto delicato, fatelo cadere a terra una volta e dovrete ricomprarlo. Possiamo essere abbastanza soddisfatti: tuttavia, dovremo accontentarci di un design assolutamente economico e di un suono per la digitazione dei tasti abbastanza pronunciato.