14 Marzo 2026
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Instagram. Bene la privacy, permessi coerenti e rassicuranti

Instagram non ha bisogno di molte presentazioni. E’ un’app e contemporaneamente un social network, che dal 2010 ad oggi continua a conquistare un numero crescente di fan. Focalizzata sulle immagini – ma adesso anche sui video – permette di scattare e condividere le proprie fotografie, editandole con i filtri a disposizione, e guardare le foto altrui. Inoltre, è possibile geolocalizzare i propri scatti e taggare i propri amici. Un’app che ha destato tanto interesse da finire nella lista della spesa di Facebook, che l’ha acquistata nel 2012.

A livello di permessi, l’app chiede una serie di autorizzazioni perlopiù coerenti con le sue funzioni: accesso alle comunicazioni di rete, a fotocamera e microfono. Anche le richieste che rischiano maggiormente di ledere la nostra privacy sono fondate: la geolocalizzazione serve per assegnare una posizione precisa ai nostri scatti, mentre la lettura dei nostri contatti è richiesta per inviare inviti agli amici. Oltre a questi permessi, richiesti nel momento in cui scarichiamo l’app, ci sono però molte altre informazioni che possono essere raccolte su di noi, più di quelle che si potrebbe pensare. Vediamo quali.

INFORMAZIONI RACCOLTE DA INSTAGRAM

Instagram colleziona diverse tipologie di informazioni. Le prime sono quelle che noi stessi diamo volontariamente:

  • Username, password e indirizzo e-mail, dati che forniamo al momento della registrazione
  • Eventuali informazioni del nostro profilo, come nome e cognome, foto o numero di telefono, elementi che possono essere utilizzati per cercare e farsi trovare dai propri amici su Instagram
  • Tutti i contenuti che postiamo, come foto, commenti ecc
  • Se utilizziamo le funzione “Trova amici” che ci fornisce l’app, Instagram avrà accesso alla nostra lista contatti

Oltre alle informazioni che forniamo volontariamente, ci sono poi quelle che vengono estrapolate attraverso tool di monitoraggio. Instagram, come moltissime altre app, si avvale di strumenti esterni per tracciare le nostre attività e abitudini di navigazione. Possono inoltre essere usati cookies e altre tecnologie per analizzare il nostro utilizzo dell’app, sempre per fini statistici e per migliorare il prodotto.

Entrando nel dettaglio delle abitudini di navigazione che possono essere seguite, si intende tutto ciò che riguarda il nostro uso dell’app e altri dati come l’IP address e il browser installato. L’app può inoltre tracciare il nostro ID, l’identificativo del telefono, che permette di seguire tutte le nostre azioni compiute anche quando l’applicazione non è in uso. Queste informazioni possono inoltre essere condivise con terze parti, per analisi statistiche e fini promozionali. L’ID del nostro telefono può essere memorizzato insieme ad altre informazioni, come il sistema operativo in uso, l’hardware e altri software o i dati che Instagram può aver spedito al nostro device.

Come sono utilizzate queste informazioni?
Tutti i dati raccolti servono chiaramente per permetterci di fruire dei servizi di Instagram, ma non solo. Vengono usati anche per personalizzare contenuti e messaggi promozionali, in modo da cucirli addosso alle nostre esigenze. Sono impiegati inoltre per fini statistici volti ad analizzare il traffico e altri dati sui visitatori. Tutti questi dati possono inoltre essere condivisi con i partner di Instagram, ma secondo la privacy policy anche le terze parti rispettano la scelta fatta dall’utente sulla privacy delle proprie foto, in modo che continui a renderle visibili soltanto a chi desidera.

LE OPINIONI DEGLI UTENTI

Le lamentele degli utenti riguardano i crash che si verificano tavolta utilizzando l’applicazione o il fatto che senza una buona connessione l’app non funziona come dovrebbe. Per quanto riguarda eventuali remore dovute all’appartenza di Instagram a Facebook, la privacy policy dell’app tenta di metterle a tacere in anticipo: dal momento dell’acquisto, è stato aggiunto un paragrafo apposito per tranquillizare gli utenti sul fatto che possono comunque decidere in modo trasparente a chi mostrare le proprie foto e nulla sarà pubblicato su Facebook senza previo consenso.

Alessandro Giusti
Alessandro Giustihttps://www.alground.com
Nella redazione di Alground dal 2010, Alessandro è attivo nel campo della sicurezza e della privacy nei social network, e in un tutte le tematiche riguardanti il mondo mobile e dei diritti sul web.
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