15 Giugno 2026
HomePoliticaPoltrone ballerine in Regione: Bucci agita il centrodestra

Poltrone ballerine in Regione: Bucci agita il centrodestra

L’idea, per ora, è poco più di un sussurro nato nelle ore della sconfitta a Palazzo Tursi, ma basta a far tremare gli equilibri della coalizione che governa la Liguria. Nei corridoi del centrodestra circola la tentazione di rimettere mano all’accordo siglato dopo le regionali: quando la giunta passerà da sette a nove componenti — ipotesi al momento appesa a un provvedimento del governo — i due nuovi assessorati non finirebbero più uno alla Lega e uno a Forza Italia. Il governatore Marco Bucci starebbe infatti valutando di dirottare la casella “azzurra” su un nome che azzurro non è: Pietro Piciocchi, ex sindaco reggente e candidato sconfitto da Silvia Salis.

Stoccate e veleni

Bucci, raccontano fonti interne, non avrebbe risparmiato frecciate a Fratelli d’Italia e a Forza Italia per il tiepido sostegno offerto a Piciocchi in campagna elettorale. La replica dei meloniani è arrivata per bocca del coordinatore regionale Matteo Rosso: «Meglio evitare lo scaricabarile, altrimenti rischiamo ripercussioni in Regione». Lega e Fratelli d’Italia, insomma, alzano le barricate.

Il Carroccio, forte di 1.443 voti in più rispetto alle regionali 2024, rivendica di aver «fatto il proprio dovere», come ha sottolineato il viceministro Edoardo Rixi: ringraziamenti a Piciocchi, auguri a Salis e un avvertimento implicito al resto della coalizione. Non a caso la casella leghista (destinata ad Alessio Piana) resta al sicuro.

Forza Italia sotto accusa

Diversa la situazione per Forza Italia, ferma al 3,78 % alle comunali: troppo poco per convincere Bucci a mantenere la promessa fatta ad Angelo Vaccarezza, designato a entrare in giunta regionale. Il rischio, ora, è di vedere il posto consegnato proprio a Piciocchi, da otto anni braccio destro del governatore a Palazzo Tursi.

Resta l’incognita: il diretto interessato, reduce da anni di lavoro senza tregua e da una campagna elettorale logorante, non ha ancora deciso se restare in consiglio comunale, tornare alla professione o accettare l’eventuale offerta di Bucci.

Intanto, nei gruppi WhatsApp di partito gira un foglio excel che scarica la colpa del tracollo sul “civismo” targato Bucci-Piciocchi: i partiti tradizionali sono saliti dal 22,26 % del 2022 al 25,32 % di oggi (+3,06 %), mentre le due civiche e l’ex Lista Toti sono crollate dal 32,93 % al 18,51 % (-14,42 %). Dati che Bucci contesta, rivendicando su Facebook la solidità di Orgoglio Genova e celebrando i tre eletti Ilaria Cavo, Vincenzo Falcone e Lorenzo Pellerano.

Una cosa è certa: nel centrodestra ligure il dopo-Tursi è solo all’inizio, e il vero duello — più che con l’opposizione — si gioca dentro la stessa maggioranza.

Alex Trizio
Alex Triziohttps://www.alground.com
Da sempre appassionato di informatica e nuove tecnologie. Si avvicina al mondo dell’open source e partecipa attivamente allo sviluppo del sistema operativo Linux, approfondendo sempre di più il settore di sviluppo e ingegneria software, collaborando con aziende statunitensi. Contemporaneamente, avvia e amplia studi sulla comunicazione e sul comportamento sociale e della comunicazione non verbale. Questi progetti lo portano a lunghe collaborazioni all’estero, tra USA e Israele, dove approfondisce le interazioni fra software ed essere umano, che sfociano nella specializzazione in intelligenza artificiale. I molti viaggi in Medio Oriente aumentano la passione per la politica e la geopolitica internazionale. Nel 2004, osserva lo sviluppo dei social network e di una nuova fase del citizen journalism, e si rende conto che le aziende necessitano di nuovi metodi per veicolare i contenuti. Questo mix di elevate competenze si sposa perfettamente con il progetto di Web Reputation della madre, Brunilde Trizio. Ora Alessandro è Amministratore e Direttore strategico del Gruppo Trizio.
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