08 Maggio 2026
Home Blog Pagina 135

Installare un’app Windows su scheda SD o altro disco

Windows 8 installa di default le applicazioni sul disco C:\, ma per svariate ragioni potrebbe essere utile modificare il percorso predefinito e individuare una destinazione alternativa. Ad esempio, si potrebbe scegliere di installare le App Windows su scheda SD, oppure su un hard disk secondario. Questa possibilità è presente sia su Windows 8 che su Windows RT, e si dimostra utile soprattutto quando si utilizzano dispositivi tablet Windows 8 (come Microsoft Surface) o un qualsiasi computer dotato di un piccolo disco primario SSD e un driver secondario di dimensioni più generose.

Installare un’app Windows su scheda SD o altro disco. Ecco i passaggi per farlo

Preparare il nuovo disco Drive

  1. Prima di iniziare, è indispensabile predisporre il nuovo percorso di installazione. Aprire la finestra Risorse del Computer e cliccare con il tasto destro sul disco dove si vogliono installare le App di Windows 8 – a seconda delle esigenze, l’unità può essere rappresentata da una scheda SD, un Hard Disk o qualsiasi altra unità di archiviazione – e selezionare la voce Proprietà.

    Installare app Windows su scheda SD - Passo 1: selezionare le proprietà della memoria esterna (SD o disco)
    Selezionare le proprietà della memoria esterna (SD o disco)
  2. Assicurarsi che l’unità sia formattata in NTFS.
    Se la formattazione dovesse essere diversa, sarà necessario riformattarla in NTFS per proseguire (molte schede SD sono infatti formattate di default con il file system FAT).

    Installare app Windows su scheda SD - Passo 2: assicurarsi che l'unità sia formattata come NTFS
    Assicurarsi che l’unità sia formattata come NTFS
  3. Eseguire il back-up di tutti i dati importanti della scheda SD prima di continuare: la formattazione eliminerà infatti tutti i dati presenti. Per avviare la procedura, cliccare con il tasto destro sull’unità desiderata e selezionare la voce “Formatta”.

    Installare app Windows su scheda SD - Passo 3: eseguire un backup per non perdere i dati
    Eseguire un backup per non perdere i dati
  4. Selezionare l’opzione “File System NTFS” e cliccare su Avvia.

    Installare app Windows su scheda SD - Passo 4: selezionare NTFS e premere AVVIA
    Selezionare NTFS e premere AVVIA
  5. Terminata l’operazione, aprire l’unità appena formattata e creare una nuova cartella destinata a ospitare le nuove applicazioni. Il nome può essere scelto a piacere, come WindowsApps o Windows8applicazioni.

    Installare app Windows su scheda SD - Passo 5: creare una nuova cartella destinata a ospitare le nuove applicazioni
    Creare una nuova cartella destinata a ospitare le nuove applicazioni

Modificare le opzioni di Registro

  1. A questo punto è necessario aprire l’editor di registro di sistema. Per farlo, è sufficiente premere il tasto Windows e digitare “regedit”. Si aprirà automaticamente il pannello di ricerca e verrà mostrata l’applicazione regedit.exe: premere il tasto invio per avviarla.

    Installare app Windows su scheda SD - Passo 6: aprire l'editor di registro di sistema
    Aprire l’editor di registro di sistema
  2. Esplorare l’elenco fino alla chiave di registro _LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Appx.Installare app Windows su scheda SD - Passo 7
  3. Selezionare “Appx”, cliccare nella barra dei menù su “Modifica” quindi su “Autorizzazioni” (assicurarsi di aver selezionato la chiave di registro Appx, per evitare di modificare erroneamente i permessi di altre chiavi di registro). Cliccare sul tasto “Avanzate”.
    Installare app Windows su scheda SD - Passo 8: Selezionare le opzioni avanzate dei permessi della cartella Appx
    Selezionare le opzioni avanzate dei permessi della cartella Appx

     

  4. Nella prima riga in alto, cliccare su “Cambia” a fianco della dicitura TrustedInstaller.Digitare “Administrators” all’interno del box di testo, quindi cliccare su “Controlla nomi” e su “Ok”. Questa procedura conferirà agli amministratori del computer la proprietà della chiave di registro.

    Installare app Windows su scheda SD - Passo 9: Conferire agli amministratori la proprietà della chiave di registro
    Conferire agli amministratori la proprietà della chiave di registro
  5. Abilitare in fondo alla finestra la casella di testo “Sostituisci tutte le voci di autorizzazione” e cliccare su Ok.

    Installare app Windows su scheda SD - Passo 11: Abilitare la casella “Sostituisci tutte le voci di autorizzazione"
    Abilitare la casella “Sostituisci tutte le voci di autorizzazione”
  6. Selezionare “Administrators” nella finestra “Autorizzazioni per App X” e cliccare sulla casella “Consenti” in corrispondenza della voce “Controllo completo”.

    Installare app Windows su scheda SD - Passo 12: selezionare Amministratori e abilitare il controllo completo
    Selezionare Amministratori e abilitare il controllo completo
  7. Nella finestra “Editor del registro di Sistema”, con la chiave Appx selezionata fare doppio click sulla voce “Package Root” nella parte destra del pannello e inserire il percorso della cartella creata precedentemente. Potrebbe essere, per esempio, E:\Windows8Apps\.

    Installare app Windows su scheda SD - Passo 13: inserire il percorso della cartella creata in precedenza
    Inserire il percorso della cartella creata in precedenza
  8. Riavviare il computer: le modifiche non avranno effetto sino al riavvio del sistema operativo.

Spostare le vecchie applicazioni nella nuova destinazione (OPZIONALE)

La procedura fin qui descritta influenza unicamente le nuove applicazioni. Quelle già installate non vengono spostate dal loro percorso di installazione originale. Per spostare le vecchie App Windows su scheda SD, sarà necessario disinstallare e reinstallarle nuovamente dal Windows Store.

Software Windows 8: come installare vecchi programmi

Molte aziende realizzano i loro software per essere eseguiti solo su determinate versioni di Windows.
Quando però Microsoft rilascia una nuova versione del suo sistema operativo, come nel caso di Windows 8, alcuni programmi ottimizzati per i sistemi precedenti potrebbero non funzionare a dovere, oppure non avviarsi affatto.

Software Windows 8: come installare vecchi programmi

In caso di problemi durante l'installazione di un programma vecchio si può usare la modalità compatibilità software Windows 8
In caso di problemi durante l’installazione di un programma vecchio si può usare la modalità compatibilità software Windows 8

Se un programma “vecchio” si rifiuta di partire su Windows 8, prima di cestinarlo definitivamente esiste un’ultima speranza: la modalità di compatibilità software Windows 8.
Questo escamotage inganna i programmi facendogli credere di essere eseguiti su versioni precedenti di Windows, consentendogli di avviarsi e funzionare senza problemi .

Per avviare la modalità di compatibilità, è sufficiente seguire questi semplici passaggi:

  1. Click con il tasto destro sull’icona del programma, selezionando la voce “Proprietà“.
  2. Nella finestra delle Proprietà, cliccare sulla scheda “Compatibilità“, quindi eseguire lo “Strumento di risoluzione dei problemi di compatibilità” attraverso l’apposito pulsante.
  3. Compatibilità software Windows 8 cercherà ora di analizzare il programma e di indovinare la versione di Windows più corretta tra quelle rilasciate dall’epoca di Windows 95 a oggi.
  4. Qualora lo strumento automatico dovesse incontrare dei problemi o non dovesse sortire gli effetti sperati, è possibile selezionare manualmente la modalità di compatibilità.
    Per farlo, nella scheda “Compatibilità” basterà attivare la casella “Esegui il programma in modalità compatibilità per” e selezionare dal menù a tendina una delle precedenti versioni di Windows.
    Effettuata la scelta, sarà possibile cliccare su “Ok” per chiudere la finestra e provare ad avviare il programma.

Nel caso in cui il software non dovesse avviarsi nemmeno dopo l’utilizzo dello strumento di compatibilità, l’unica via per risolvere il problema potrebbe essere l’aggiornamento a una nuova versione del software stesso.
Maggiori informazioni sono generalmente disponibili sul sito web del produttore.

Altoparlanti bluetooth: come collegarli all’iPad

Tutti i possessori di iPad sanno che il loro tablet è impostato per riprodurre musica digitale attraverso l’altoparlante interno oppure collegando auricolari o cuffie. Tuttavia, il dispositivo Apple è predisposto per la riproduzione dello streaming audio tramite wireless. Un’evoluzione, quella tecnologica, che ha permesso di utilizzare la connessione wireless per l’uso di dispositivi che estendono l’utilità del vostro iPad come fonte di intrattenimento. Con la funzione Built-in Bluetooth dell’iPad è possibile infatti diffondere in tutta la stanza la musica che ami senza dover sentire quel fastidioso suono metallico che esce dal suo altoparlante interno.

Il Bluetooth è stato ampiamente utilizzato attraverso una varietà di dispositivi hardware, come impianti stereo (in casa o in auto), cuffie e altoparlanti portatili. Purtroppo però l’iPad non si collegherà in modo automatico a questi dispositivi, bisognerà prima configurarlo. Questo perchè di default su iOS il Bluetooth è disabilitato per evitare l’eccessivo consumo della batteria tra una carica e l’altra, causato dalla richiesta di energia extra. Per attivare i servizi di Bluetooth del vostro iPad seguite il tutorial passo dopo passo.

Trovare e abilitare il Bluetooth su iPad

Per collegare gli altoparlanti bluetooth è necessario attivare la connessione tramite il pannello Impostazioni
Per collegare gli altoparlanti bluetooth è necessario attivare la connessione tramite il pannello Impostazioni

1. Toccare l’icona Impostazioni sulla schermata principala dell’iPad

2. All’interno della schermata Impostazioni, toccare l’opzione Bluetooth

3. Una volta dentro l’opzione, toccare il pulsante di scorrimento accanto a Bluetooth, così da attivare e rendere rilevabile il vostro iPad.

Se si utilizza la versione di iOS 6:

1. Nella schermata principale dell’iPad toccare l’icona Impostazioni

2. Scorrendo l’elenco verso il basso, in Opzioni fare un tap su Generale

3. Nella schermata Generale, attivare con un tap l’opzione Bluetooth.

Altoparlanti bluetooth: come collegarli all’ipad

Una volta individuato gli altoparlanti bluetooth è necessario associarli all'iPad e inserire il codice di sicurezza.
Una volta individuato gli altoparlanti bluetooth è necessario associarli all’iPad e inserire il codice di sicurezza.

Ora che avete reso visibile agli altri dispositivi il vostro iPad, è tempo di passarre alla connessione. Seguendo questi passi potrete attivare la connessione Bluetooth.

1. Prima di entrare nelle impostazioni Bluetooth su iPad, accendere gli altoparlanti compatibili in modo che possano essere visibili e rilevati

2. Attendere qualche secondo fino a quando non appare il nome degli altoparlanti sullo schermo dell’iPad

3. La prima volta che si utilizza un dispositivo Bluetooth abbinato all’iPad il suo stato sarà “non collegato” o “non associato”. Bisognerà toccare il nome del dispositivo per procedere con l’associazione.

4. Alcuni dispositivi Bluetooth richiedono un PIN, solitamente composto da 4 cifre, da inserire prima di collegarli al vostro iPad. Solo dopo toccare il pulsante Pair, ma per avere più informazioni è bene leggere le istruzioni fornite con il dispositivo.

Una volta che l’iPad è stato associato agli altoparlanti Bluetooth si può procedere con la verifica della connessione, provando ad avviare i brani nella libreria di iTunes o da un qualunque servizio musicale compatibile con iPad, ad esempio YouTube.

Consigli

  • Se si riscontrano dei problemi durante il collegamento degli altoparlanti Bluetooth all’iPad la prima cosa che bisogna considerare è la versione del sistema operativo iOS, assicurandosi che sia aggiornato all’ultima versione. L’iPad dovrebbe controllare in automatico la presenza di eventuali aggiornamenti, ma è possibile farlo anche manualmente toccando l’icona Impostazioni sulla schermata iniziale dell’iPad, seguendo Generali e poi Aggiornamento Software.
  • Ricordarsi che il Bluetooth ha un intervallo di tempo in cui rimane attivo, ma se l’iPad non è in grado di rilevare gli altoparlanti assicurarsi che la distanza tra i due dispositivi non sia superiore ai 10 metri, poiché ad una distanza maggiore la connessione potrebbe non essere stabile.

Asus Vivobook S200: recensione di una piccola star

A prima vista , l’ Asus VivoBook S200 si presenta come la versione argentata dell’Asus Taichi. Osservandolo in maniera più approfondita si notano tuttavia alcune grandi differenze: il VivoBook è equipaggiato con un processore Intel Core i3-3217U, decisamente più a buon mercato rispetto al performante Core i7-3517U del concorrente. La risoluzione dello schermo non è di 1080p ma si limita a un pannello 1,366 x 768 touchscreen. Non si tratta a ogni modo di un portatile da sottovalutare, benchè il prezzo risulti di gran lunga inferiore rispetto a quello del suo “fratello maggiore”.

Asus Vivobook S200: recensione di una piccola star

Compatto, touchscreen, processore Intel, Windows 8 a soli 400 €: caratteristiche eccezionali.

Asus Vivobook S200: piccolo ma dalle caratteristiche eccezionali
Asus Vivobook S200: piccolo ma dalle caratteristiche eccezionali

Considerato il design “touch-centrico” di Windows 8, i notebook touchscreen si stanno rapidamente affermando come un nuovo standard fra i computer portatili, grazie anche all’introduzione della tastiera che unisce alle funzionalità tattili del display le caratteristiche tradizionali di un portatile.

Asus VivoBook S200 è facile da usare. Il pannello touchscreen responsivo a 10 punti rende la navigazione di Windows 8 rapida e intuitiva. Pur non trasformandosi in un tablet “puro” come avviene nel Lenovo Yoga, nell’Asus Taichi o nel Dell XPS 12, le funzionalità touch rimangono costantemente a disposizione dell’utente – cosa che si era un po’persa con il Taichi, a causa della sua schermata principale non-touch. Quando si toccano le icone lo schermo del VivoBook S200 oscilla leggermente, ma non così tanto da rovinare la nostra esperienza su questo portatile. A differenza di soluzioni complesse che presentano una docking station dedicata per la tastiera, come per esempio l’Asus Transformer, la struttura dell’S200 ha un peso sufficiente per assicurarsi che il notebook non cada all’indietro quando si utilizza il pannello touchscreen.

Il grande svantaggio di questa macchina salta subito all’occhio: dopo pochi minuti di utilizzo, lo schermo touch si ricopre di impronte e ditate, rese ancor più visibili dalla scarsa luminosità del VivoBook S200. La luminosità massima, infatti, è molto inferiore rispetto a quella offerta dai modelli concorrenti: se da un lato i colori rossi, verdi e blu mantengono la loro vivacità, dall’altro le aree più scure dello schermo perdono in definizione specialmente quando vengono visualizzate le fotografie. Lo schermo si presenta inoltre lucido, capace di abbagliare e generare fastidiosi riflessi soprattutto durante l’utilizzo all’aperto: in questo caso però aiuta l’ampia escursione del display, capace di inclinarsi a piacimento per rimediare a questo difetto.

Scettici su Windows Touchscreen? Esistono anche i controlli tradizionali.

Se non siete pratici col touchscreen non temete, l'Asus Vivobook S200 mantiene tutti i comandi tradizionali
Se non siete pratici col touchscreen non temete, l’Asus Vivobook S200 mantiene tutti i comandi tradizionali

Non siete ancora convinti di passare a una versione touch di Windows? Fortunatamente per voi, l’Asus VivoBook S200 presenta tutti i controlli tradizionali cui siete abituati. Si tratta, in ogni caso, di un computer portatile in tutto e per tutto: sotto il pannello touch si trovano una tastiera full-size con tasti a isola e un touchpad ben posizionato che non interferisce durante la digitazione.

L’S200 è dotato di un hard disk da 500 GB e dispone di numerose opzioni per la connettività. Lungo la scocca troviamo infatti due porte USB 2.0, una USB 3.0, un lettore SD/MMC, un connettore VGA e uno HDMI per collegare monitor esterni e videoproiettori. Non è prevista un’unità ottica integrata, cosa che aiuta a mantenere il peso del VivoBook S200 a livelli ideali per un portatile da viaggio (1,4 kg).

Rapporto qualità-prezzo impressionante, ma non chiamatelo Ultrabook.

L’Asus VivoBook S200 è un prodotto a buon mercato, quindi lontano dalle macchine top di gamma. Il processore Intel Core i3-3217U a 1.8 GHz si destreggia bene durante la navigazione web e le tradizionali operazioni del lavoro da ufficio, però soffre durante il video editing e i lavori in multitasking. La scheda grafica integrata Intel HD 4000 lo rende insufficiente come macchina da gioco, incapace di fornire frame rate giocabili sui titoli attuali.

La lettera “U” che contraddistingue il processore lo cataloga come un modello a bassa tensione, il che dovrebbe garantire una durata estesa della batteria. Eseguendo un benchmark, l’Asus VivoBook S200 presenta un’autonomia di circa 5 ore e 20 minuti, attestandosi su livelli accettabili per un portatile economico da viaggio. Tra i principali difetti, figurano come già accennato la ridotta luminosità dello schermo e l’impossibilità di impiegarlo per attività “pesanti” come il video editing. Si tratta, in ogni caso, di un portatile touch economico, ideale per chi desidera ottenere il massimo dal nuovo Windows 8.

Specifiche:

Valutazione ****
Processore Intel Core i3-3217U
Velocità di clock 1.8 GHz
RAM 4.00 GB
RAM massima 4.00 GB
Dimensioni 21.7 x 303 x 200 mm
Peso 1.4 kg
Audio SonicMaster Waves MaxxAudio 3
Dispositivi di puntamento Touchpad e Touchscreen

Display

Dimensioni 11.6″
Risoluzione 1,366 x 768
Processore grafico Intel HD Graphics 4000
Connettività VGA, HDMI
Memoria grafica 192 MB

Storage

Capacità hard disk 500 GB
Driver ottici Nessuno

Connettività

USB 3
Bluetooth
Porte LAN 1 x 10/100
Wireless 802.11b/g/n
PC Card slots Nessuna
Memory card supportate SD, SDHC, SDXC, MMC
Altre porte 1x USB 3, 1x 3.5 mm uscita cuffie, 1 x 3.5 mm ingresso microfono

Varie

Custodia No
Sistema operativo Windows 8
Recupero sistema operativo Partizione di recupero
Software inclusi Nessuno
Extra Nessuno

Informazioni di acquisto

Garanzia 1 anno
Prezzo 400 €
Informazioni www.asus.com

 

 

LG Smart Tv: recensione dell’interfaccia intelligente

Nel 2014 LG ha investito molto nella piattaforma Smart TV, e si vede. La nuova piattaforma di LG è davvero grande, con pochi svantaggi, arricchita dalla nuova interfaccia più user-friendly che abbiamo visto e, contrariamente all’offerta di Samsung, il suo design è davvero aggiornato.

Questo articolo riguarda l’interfaccia di LG Smart TV e le sue caratteristiche, non la qualità delle immagini della Tv.

LG Smart Tv: recensione dell’interfaccia intelligente

Per questa recensione è stato preso in esame il televisore LG 42LB6300 LED.

La piattaforma WebOS è presente sulla maggior parte dei Tv LG LED prodotti nel 2014. Attenzione, però, che il più economico LG LB5800 TV LED non supporta questa piattaforma, ma mantiene un’interfaccia intelligente anche se differente.

Telecomando

Il telecomando di un LG Smart Tv può essere usato come microfono per impartire comandi vocali
Il telecomando di un LG Smart Tv può essere usato come microfono per impartire comandi vocali

Gli LG Smart Tv sono dotati di un telecomando speciale utilissimo quando si naviga tra i menu. E’ sufficiente puntarlo verso lo schermo per avere il totale controllo del cursore. La particolarità è che lo si può usare come un microfono sfruttando i comandi vocali per la navigazione.

Funziona bene ed è sicuramente un must quando si naviga sul web dalla TV. Ma le sue funzionalità non sono per niente scontate. Alcuni costosi televisori intelligenti di altre marche hanno ancora un telecomando con funzioni di base (ad esempio il Sony W800B). Solitamente navigare sul web da Tv usando i telecomandi è noioso perché il cursore si può muovere solo con le apposite frecce.

Tra tutti i telecomandi, quello che ha più pulsanti e risulta essere il migliore anche se non esattamente a buon mercato è quello della Smart Tv Samsung.

Interfaccia principale

Lg Smart Tv con la nuova interfaccia più user friendly
La nuova interfaccia più user friendly del Lg Smart Tv

Il look della piattaforma WebOS su LG Smart Tv è fresco e molto più leggero rispetto al passato con un design sobrio e colorato, e anche il cursore del mouse ha una forma diversa.

Premendo il tasto Home sul telecomando si apre il menu principale. Nella barra inferiore sono elencate tutte le principali applicazioni, come ad esempio, il generatore di corrente visualizzata sul televisore (HDMI1 in questo caso, che può essere rinominato per abbinare correttamente il dispositivo connesso a questo ingresso).

L’icona in alto a sinistra porta in primo piano le impostazioni. Si nota subito che il tema è lo stesso del menu principale, veramente bello e grande novità di questa piattaforma. Tutti gli altri televisori intelligenti hanno un tema diverso per le impostazioni, separato dall’interfaccia della Smart TV. LG mantiene invece un aspetto uniforme tra piattaforma e interfaccia.

L'elenco di ingresso ti consente di visualizzare gli input più usati sulla tua LG Smat Tv
L’elenco di ingresso ti consente di visualizzare gli input più usati sulla tua LG Smat Tv

Il secondo pulsante da sinistra porta all’elenco di ingresso dal quale è possibile inserire quello usato più di frequente nel programma di avvio, con la possibilità di poterlo rinominare.
Selezionando, invece, la freccia a sinistra sulla schermata principale si portano in primo piano le applicazioni e gli ingressi attualmente aperti.

Questa rapida alternanza di ingressi e applicazioni è molto utile durante la navigazione, e permette in qualsiasi momento di chiudere le applicazioni inutilizzate.

La freccia a destra porta in primo piano l’elenco completo delle applicazioni installate su LG Smart Tv. Probabilmente quella che si utilizzerà di più sarà SmartShare, poiché permette di riprodurre file video su USB o DLNA. Tra le applicazioni più usate rientrano anche Netflix e YouTube.

Forse un pò inutile su un televisore, ma la piattaforma LG Smart Tv ha anche un centro di notifica.

Browser Web

LG Smart Tv riesce a caricare un sito web in 5 secondi.
LG Smart Tv riesce a caricare un sito web in 5 secondi.

Anche il browser web è una delle applicazioni più utilizzate su una smart Tv, grazie alla sua utilità nel fare rapide ricerche e caricare siti web di streaming senza applicazioni native.
La visualizzazione è davvero eccellente, sembra di leggere le pagine web esattamente come su un comune desktop, ma come in tutti i Tv di questo tipo il caricamento di una pagina richiede un pò di tempo.

Sulla LG Smart Tv il caricamento di un normale sito web richiede circa 5 secondi. Sicuramente non male, anche se il tempo di caricamento può salire fino a 30 secondi nel caso di siti web con javascript e strutture pesanti. Durante l’attesa di caricamento, è meglio non cercare di far scorrere la pagina perchè tende a bloccarsi e a fare un pò di rumore. Questo è il difetto principale della piattaforma Smart TV di LG del 2014.

Comandi vocali

I comandi vocali sono sempre stati molto più di una semplice novità nei televisori intelligenti del passato, e WebOS non fa eccezione. Premendo il pulsante del microfono sul telecomando di LG Smart Tv si apre il menu dei comandi vocali, con un numero di opzioni limitate.

Chi vorrebbe regolare il volume utilizzando i comandi vocali? L’opzione di ricerca non è affatto male, ammesso il corretto riconoscimento di ciò che state dicendo.

Conclusione

La nuova piattaforma WebOS della LG Smart Tv 2014 è sicuramente migliorata rispetto alla precedente, portandosi in testa anche per ciò che riguarda design e usabilità.
E’ sicuramente la miglior piattaforma intelligente del 2014, anche se potrebbe migliorare molto i tempi di caricamento delle pagine web.

Come migliorare la qualità di una foto digitale

Non tutte le foto possono essere archiviate come buone. In effetti, capita spesso che nelle foto siano visibili errori dovuti a diversi fattori: soggetto troppo lontano, bilanciamento del bianco acceso, aumento eccessivo del blu, luce del sole che colpisce l’obiettivo e mette il soggetto in ombra.

Qualunque sia la ragione, la buona notizia è che non è difficile correre al riparo da questi errori di scatto.
La prossima volta che avete in mano una foto digitale di cui non siete soddisfatti, potete provare a seguire alcuni di questi suggerimenti per salvare una foto compromessa.

Come migliorare la qualità di una foto digitale

Utilizzare lo strumento Livelli per correggere l’esposizione

Finestra Regolazione Istogramma per la regolazione dell'esposizione di una foto digitale
Finestra Regolazione Istogramma per la regolazione dell’esposizione di una foto digitale

Uno dei problemi più comuni è ritrovarsi ad avere gruppi di foto con un’alta o una bassa esposizione. Nel tentativo di aggiustarla si potrebbe cancellare proprio la foto digitale che ha la migliore esposizone.
Per evitare tutto questo si può utilizzare un’applicazione di foto editing per migliorare notevolmente la qualità dello scatto.

Bisogna per prima cosa cercare lo strumento Livelli, in alcuni editor di foto sono presenti strumenti simili come ad esempio “regolazione di istrogramma“. Sono tre le modalità principali per fissare la giusta espozione utilizzando i Livelli.

Il cursore posizionato all’estrema destra permette di rendere la foto più chiara trascindandolo verso il basso. Il cursore all’estrema sinistra invece regola il controllo ombra, trascinandolo verso destra rende la foto più scura.

Spesso la parte più interessante nei Livelli o Istogramma è il controllo dei mezzitoni, che permettono di schiarire o scurire l’immagine nei toni medi della foto. Modificando tutti e tre i parametri è possibile migliorare scatti apparentemente terribili.

Quando la tua fotocamera crea ombre e sagome scure

Se il sole punta dritto nell’inquadratura, la fotocamera ha la tendenza a sottoespórre lo scatto per compensare la luce intensa del sole e in questo caso lo strumento Livelli non può essere d’aiuto.

Invece di cercare di illuminare la scena, è meglio scurire trasformando il soggetto in una silhoutte. E’ bene non scurire interamente la foto digitale, ma selezionare con il vostro foto editor soltanto il soggetto principale, scegliere lo strumento di luminosità e ridurla fino a quando il soggetto non diventerà una sagoma scura.

Correggere il bilanciamento del bianco

Se la foto digitale risulta essere troppo blu o rossa è necessario effettuare un bilanciamento del bianco
Se la foto digitale risulta essere troppo blu o rossa è necessario effettuare un bilanciamento del bianco

E’ facile confondere il controllo di bilanciamento del bianco automatico della fotocamera quando si sta scattando una foto.
Se la foto digitale risulta essere troppo rossa o troppo blu, bisogna agire manualmente sul bilanciamento del bianco con un foto editor e trascinare il relativo cursore fino al raggiungimento del giusto grado di bilanciamento.

Si tratta di un’operazione abbastanza facile da effettuare, ma in alternativa se si dispone di un selettore per l’equilibrio cromatico, nel foto editor, è possibile utilizzarlo cliccando direttamente nel punto della foto dove il colore è troppo bianco o grigio neutro.

Così facendo si imposterà automaticamente il bilanciamento del bianco corretto.

Ritagliare le parti indesiderate

Piuttosto che armeggiare con le regolazioni di colore, molto spesso in una foto digitale è più facile ritagliare le parti che non funzionano o che non si vogliono mantenere nell’immagine.
Supponiamo di avere una foto composta con un primo piano di distrazione. Selezionando lo strumento Ritaglia, nel foto editor, si può ritagliare tutto ciò che non serve nella foto. Oppure, con lo strumento Clone si possono coprire parti della foto con sezioni di sfondo compatibili con quel punto.

Correggere le imperfezioni con la saturazione

Una sapiente regolazione dei valori di saturazione e nitidezza posso ridare colore a una foto digitale non particolarmente vivida e brillante
Una sapiente regolazione dei valori di saturazione e nitidezza posso ridare colore a una foto digitale non particolarmente vivida e brillante

Spesso l’immagine catturata in uno scatto non è quella che realmente si vuole fotografare, l’impatto della scena è diverso da come la si vede in realtà.

Una semplice soluzione per rendere una foto digitale la riproduzione perfetta della realtà è manipolare la saturazione e la nitidezza attraverso il foto editor: aumentare troppo può rendere l’immagine eccessivamente colorata, al contrario diminuire la saturazione permette di coprire le imperfezioni con i colori.

Portando il cursore sempre più in basso si possono ridurre drasticamente i colori fino ad attenere un’immagine in bianco e nero.

Suoneria Windows Phone. Come disattivare e regolare suoni e suoneria

0

Ricordate qualche anno fa, quando su Windows Phone 8 bisognava “tuffarsi” nelle impostazioni di sistema e aprire la voce relativa alle suonerie anche soltanto per mettere in modalità silenziosa il proprio smartphone?
Tempi ormai lontani, dal momento che Microsoft ha introdotto una nuova area di controllo del volume, che consente non solo di regolare i livelli sonori del sistema, ma anche di fornire un comodo accesso alla funzione “mute” che consente di mettere a tacere il vostro Windows Phone.

Suoneria Windows Phone: il nuovo pannello di controllo

Ecco come procedere per entrare nel nuovo pannello di controllo della suoneria Windows Phone:

1. Premere uno dei tasti di controllo volume (“volume su” o “volume giù”) in modo da fare apparire, dalla parte alta dello schermo, il pannello per il controllo della suoneria Windows Phone. Da questa schermata è possibile selezionare la piccola freccia presente sulla parte destra dello schermo per aprire il pannello delle funzioni avanzate.

Suoneria Windows Phone: ecco il nuovo pannello di controllo
Suoneria Windows Phone: ecco il nuovo pannello di controllo

 

2. Selezionare le voci relative ai suoni che si desidera disattivare. Per esempio: se si vuole mettere a tacere il telefono, sarà sufficiente toccare l’icona della campana.

Lo stesso vale per tutti gli altri suoni, inclusi quelli associati alle applicazioni.

windows phone2

3. Per eliminare la vibrazione, sarà sufficiente toccare la voce “Vibrazione On” evitando così di sobbalzare sulla sedia ogniqualvolta dimenticherete il vostro Windows Phone sul tavolo in modalità silenziosa.

Memoria RAM: come gestirla al meglio su PC desktop e notebook

0

Memoria RAM (Random Access Memory), ultima frontiera.
Questo componente basilare è rimasto con noi fin dall’invenzione del primo PC, tanto da farci pensare che non possa più avere segreti. A volte, però, è capace di creare problemi che passano inosservati, fino a far crollare un intero computer.
Negli anni le RAM hanno fatto molta strada, allargando il ventaglio di opzioni a disposizione dell’utente.
In questo articolo vi mostreremo come è possibile liberare ed estendere la capacità della vostra memoria RAM, sia virtualmente che fisicamente.

Il Ready Boost

La funzione ReadyBoost di Microsoft sfrutta il fatto che le memorie flash sono mediamente molto più veloci di quelle RAM. Introdotto con Windows Vista, Ready Boost richiede un drive USB disponibile che soddisfi le seguenti caratteristiche minime:

  • 256 megabyte di spazio libero;
  • tempo di accesso di 1 millisecondo o meno;
  • una velocità di lettura di 2,5 megabyte al secondo;
  • una velocità di scrittura di 1,75 megabyte al secondo.

ram1Se al momento del lancio di questa tecnologia i requisiti minimi potevano sembrare un po’intimidatori, le moderne tecnologie USB riescono a soddisfare con facilità le caratteristiche richieste, rendendo Ready Boost una tecnologia comodamente applicabile da tutti gli utenti.
Per attivarla, è sufficiente aprire Risorse del Computer, cliccare con il tasto destro sull’unità USB desiderata, selezionare Proprietà quindi la scheda Ready Boost.

Un pulsante dedicato consentirà di abilitare o disabilitare la funzione, mentre un cursore permetterà di impostare la quantità di spazio che l’unità dedicherà a questa tecnologia. Il tetto massimo consentito è di 4 Gigabyte nel caso in cui si utilizzi la formattazione FAT32, mentre dispositivi USB formattati con NTFS possono sfruttare fino a 32 Gigabyte complessivi.

Pur non garantendo i medesimi risultati di uno o più banchi di memoria RAM aggiuntivi, Ready Boost fornisce comunque un miglioramento delle prestazioni che, in alcuni casi, può abbattere i tempi di caricamento fino al 75%. Il miglioramento risulterà maggiore quanto minore sarà il quantitativo di RAM installata nel sistema.

Memoria RAM: come liberarla usando Task Manager e Monitoraggio Risorse

Il modo più semplice per liberare la memoria RAM in uso è quello di aprire il Task Manager di Windows.ram2 Da qui, è possibile aprire la scheda Processi e ordinare i programmi aperti in base alla quantità di memoria che utilizzano: in questo modo, sarà possibile scoprire se un particolare processo sta consumando una grande quantità di RAM e, di conseguenza, chiuderlo.

Maggiori informazioni possono essere visualizzate attraverso la voce Monitoraggio Risorse, accessibile attraverso la scheda Prestazioni del Task Manager. Verranno quindi mostrati alcuni grafici che indicano nel dettaglio e in tempo reale come viene impiegata la memoria RAM disponibile.

Non allarmatevi nel caso in cui doveste notare un eccessivo utilizzo di RAM: a partire da Vista, tutte le più moderne versioni di Windows sono solite gestire la memoria in maniera “aggressiva”, conservando in memoria tutti i dati che potrebbero tornare utili in futuro.

Il campanello di allarme dovrebbe invece suonare nel momento in cui almeno ¾ della RAM dovessero risultare sempre occupati. In questo caso, potrebbe essere giunto il momento di ampliare il quantitativo di RAM in dotazione.

Disattivare o rimuovere il software non necessario

ram3Attraverso Task Manager e Monitoraggio Risorse è possibile scoprire come alcuni programmi, che si avviano ad ogni accensione del PC, occupino ingenti quantità di RAM nonostante vengano scarsamente utilizzati.

Dropbox, per esempio, impegna circa 85 Mb di memoria sebbene molti utenti lo utilizzino ben di rado durante una classica sessione di lavoro sul computer. Un suo utilizzo a tempo pieno, in questo caso, serve solo a occupare inutilmente risorse preziose.

Questi programmi “incriminati” possono essere ovviamente disinstallati, sebbene possa risultare più comodo disabilitarne l’esecuzione automatica ad ogni avvio del sistema. Dal Task Manager è possibile aprire la scheda Avvio per consultare l’elenco di questi programmi. Per ognuno, sarà possibile attivare o disattivare l’avvio automatico, risparmiando memoria RAM.

Installare un Cleaner RAM

In alternativa, è sempre possibile ricorrere a un programma ad hoc per “ripulire” la memoria RAM chiudendo i programmi più pesanti. Questi software si occupano di andare a “caccia” di processi e software in esecuzione, terminandoli e impedendone l’avvio al prossimo riavvio di Windows. Sebbene sul mercato si possano trovare decine di software dedicati, a titolo esemplificativo possiamo citarne alcuni tra i più diffusi: Cleanmem, Minimem e Memory Cleaner Super (per Mac).
ram4

Il consiglio, in ogni caso, resta quello di procedere all’installazione e all’utilizzo di questi programmi con le dovute precauzioni.

Se da un lato molti utenti potrebbero non riscontrare particolari benefici, dall’altro il rischio di arrestare processi utili o indispensabili per le nostre consuete attività è sempre presente. Dietro molti programmi, infine, si cela sempre il rischio legato a malware o spyware opportunamente celati dai cyber criminali all’interno dei file di installazione.

Il consiglio, quindi, rimane quello di ricorrere a questi software solo se si ha ben presente ciò che si sta realmente facendo.

Aggiungere più memoria RAM

ram5Tutte le procedure sin qui elencate possono contribuire a migliorare le prestazioni del vostro PC ma, inevitabilmente, arriverà un momento in cui si renderà indispensabile acquistare un banco di memoria RAM aggiuntivo.

Per prima cosa, sarà necessario identificare il tipo di RAM utilizzato dal computer in uso. L’operazione può essere facilitata scaricando un software specifico come CPU-Z, che recupera autonomamente tutti i dati necessari. Inoltre, è possibile aprire fisicamente il computer e verificare quanti slot rimangono a disposizione. In caso di alloggiamenti liberi, è possibile semplicemente acquistare e aggiungere nuovi banchi RAM a quelli presenti. Viceversa, sarà necessario rimpiazzare quelli in uso con nuovi banchi più capienti.4

Ogni computer Desktop o Notebook presenta modalità differenti per l’accesso e la sostituzione delle RAM, ragion per cui è sempre bene far riferimento ai manuali di istruzioni forniti dal produttore.

Uber taxi. Come funziona Uber App

1

Uber è un servizio di taxi privato a cui si può accedere direttamente da smartphone. Una volta effettuato l’accesso si viene collegati ad un autista privato che viene a prendervi per portarvi dove desiderate. Utilizzando l’applicazione è possibile vedere chi sarà il vostro autista e rintracciare la posizione dell’auto mentre aspettate. .

Come funziona in breve Uber Taxi

Inserisci la destinazione e scegli l'auto e l'autista
Inserisci la destinazione e scegli l’auto e l’autista

Uber Taxi si può scaricare direttamente da iTunes o Play Store. Una volta iscritti si inserisce il numero di carta di credito per prenotare un’auto privata, e la vostra posizione sarà individuata attraverso il GPS del telefono.

Si sceglie l’auto e l’autista, sfogliando una serie di foto complete di nome e numero di telefono per contattarlo. La maggior parte delle aziende permette di controllare il costo stimato per il percorso, ma Uber vi dà un costo finale provvisorio, poiché varia in base al tempo impiegato e alla distanza percorsa fino a destinazione.

L’applicazione include anche una mappa, e una volta arrivati a destinazione non si deve pagare nulla al conducente in quanto la società è già in possesso dei dati per procedere con l’addebito del costo del servizio. Nelle 24 ore successive riceverete una email riepilogativa dei costi ripartiti in varie voci. Alla fine del viaggio potrete dare una valutazione anche al servizio guida dell’autista.

Ecco la guida passo passo per utilizzare Uber Taxi

Sia che viviate o meno in una grande città, probabilmente conoscete già Uber Taxi, il servizio di car sharing privato a portata di smartphone che con pochi semplici tap vi permette di avere auto e conducente a vostra disposizione.

Uber è disponibile in 44 paesi su sei continenti e da quando è stato assunto David Plouffe (ex manager della campagna di Obama) la sua popolarità è in continua crescita. Se non avete mai pensato di usare Uber per fare un giro in città, non temete perché è davvero molto semplice da usare.

In pochi passaggi potrete raggiungere comodamente la destinazione che desiderate.

Uber è un’applicazione gratuita disponibile su App Store, Google Play Store e Blackberry App World

  • Registrati (è gratuito)

Uber ha semplificato la registrazione dei nuovi utenti. Basta soltanto inserire nome, indirizzo email, numero di telefono, dati della carta di credito. Non si paga nulla solo il servizio di taxi privato quando lo si richiede.

  • Scegli l’auto
Si può scegliere tra diverse tipologie di auto in base al proprio budget e bisogno
Si può scegliere tra diverse tipologie di auto in base al proprio budget e bisogno

Uber Taxi mette a disposizione diversi tipi di auto con i relativi cartellini di prezzo e il numero di persone per le quali può andare bene. Controlla i diversi modelli per vedere quali sono disponibili nella tua zona.
Il veicolo standard è Uber Black Car, una berlina di fascia alta che si adatta bene al trasporto di
quattro persone.
Il SUV è l’opzione elegante di Uber, ideale per sei persone. Se si opta per la scelta “Taxi”, Uber invierà un taxi a lui convenzionato.
Se non vuoi spendere troppo allora seleziona “UberX“, l’opzione Uber Budget che proporrà una vettura normale a basso costo adatta comunque al trasporto di sei persone.

  • Controlla il prezzo, il tempo di attesa e le altre variabili
Controlla il tempo di attesa, il prezzo e tutte le altre variabili
Controlla il tempo di attesa, il prezzo e tutte le altre variabili

Facendo clic su una delle opzioni di corsa Uber Taxi mostrerà prezzo, tempo di attesa, tempo stimato di arrivo, e il numero di persone a cui si adatta l’auto.
Considera bene tutte queste variabili prima di scegliere l’auto.

  • Inserisci la tua posizione

Inserire la tua posizione ti aiuterà a vedere quali sono i veicoli Uber a te più vicini.
Uber funziona con Google Maps e per indicare la giusta posizione basta trascinare il puntatore della mappa sul punto della mappa in cui ti trovi. In alternativa è possibile inserire manualmente l’indirizzo. E’ inoltre possibile vedere in tempo reale il percorso fatto dall’auto Uber scelta.

  • Imposta la tua destinazione

Dopo aver selezionato l’auto inserisci la località in cui vuoi arrivare con Uber.

  • Seleziona il metodo di pagamento

Anche se i dati della carta sono stati inseriti in fase di registrazione, arrivati in questa sezione è
possibile scegliere di: inserire una carta diversa, inserire PayPal, GoogleWallet o Uber Credits.
Il costo del servizio sarà addebitato solo sulla carta scelta in questa fase, e durante la corsa non dovrete avviare alcuna transazione con il conducente.
Se stai scegliendo Uber Taxi per motivi lavorativi e sarà la tua azienda a pagare, è prevista un’opzione per questo.

  • Controlla la tariffa preventivata
Controlla il costo del servizio e richiedi la tua corsa
Controlla il costo del servizio e richiedi la tua corsa

E’ sempre una buona idea controllare il preventivo per capire cosa nello specifico si andrà a pagare. Uber Taxi è nota per il suo prezzo stabile e un aumento delle tariffe si verifica quando c’è poca disponibilità di auto, per esempio durante le festività come Capodanno, o quando c’è cattivo tempo e il servizio è richiesto da molte persone.

  • Richiedi la tua corsa

Tocca lo schermo per richiedere l’auto. Uber Taxi ti mostra l’orario di arrivo previsto per l’auto che scegli e ti fornisce anche il numero del conducente. Se annulli la richiesta dopo 5 minuti dovrai comunque pagare una penale. Se invece è il conducente a tardare più di 5 minuti puoi cancellare la corsa senza pagare penali.

  • Godetevi il vostro viaggio

Uber ti informerà automaticamente quando il taxi privato sarà arrivato all’indirizzo da te richiesto. Non devi lasciare obbligatoriamente una mancia al conducente.
Se stai prendendo un taxi privato Uber ha già aggiunto un 20% al prezzo finale.

Samsung Galaxy Note 4: la recensione completa

1

Recensione Galaxy Note 4: di tutto e di più sul note Samsung

Recensione Galaxy Note 4. Vogliamo oggi proporvi un resoconto dettagliato su questo interessantissimo prodotto Samsung. Dal design alle caratteristiche, approfondiremo il più possibile la conoscenza di questo dispositivo.

Pennino o non pennino, questo è il dilemma.

La S-Pen del Samsung Galaxy Note 4 (il piccolo pennino sorprendentemente nascosto all’interno del dispositivo) rappresenta una caratteristica unica e distintiva.
Nessun altro dispositivo di questo livello viene proposto equipaggiato da un pennino, caratteristica che rende questo Note 4 sempre più simile a un mouse in termini di controllo, garantendo fra l’altro la possibilità di disegnare sullo schermo e di gestire tutte le funzioni “in punta di stilo” (mantenendo così lo schermo privo di ditate e macchie).

Le caratteristiche del Note 4 risultano sorprendenti se paragonate ai dispositivi concorrenti, a cominciare dal suo display vivido e dall’eccellente fotocamera da 16 megapixel con stabilizzazione ottica dell’immagine.
La tecnologia di trasmissione veloce dei dati LTE e un processore robusto si uniscono con altre caratteristiche interessanti, come le finiture metalliche che circondano il device.
Tuttavia esistono anche dei difetti, pur non eclatanti.

Se da un lato molti utenti potrebbero gradire l’atto fisico dello “scrivere” sul display, dall’altro molti altri potrebbero scartare questo dispositivo in favore di altri telefoni dal grande display, capaci di costare meno e di mantenere performance di alto livello.
Il Galaxy Note 4 ha sicuramente fatto dei passi in avanti rispetto al “vecchio” Note 3, ma se non siete dei fan sfegatati del pennino potreste trovarvi molto più attratti da altri device come l’ottimo LG G3.

note1

Design e costruzione: metallo e plastica

All’inizio del 2015, Samsung ha “rotto” per la prima volta la struttura plastica dei suoi smartphone introducendo la cornice metallica del Galaxy Alpha. Le bordature argentate intorno ai bordi e ai tasti regalano una nota brillante tanto alla versione bianca quanto a quella nera del dispositivo.
Un look che nel complesso appare nettamente migliorato rispetto a tutti i precedenti dispositivi di casa Samsung, rendendo questo Note 4 più curato, confortevole da tenere in mano e da afferrare, intuitivo grazie ai pulsanti fisici più semplici da distinguere al tatto.

Nonostante i miglioramenti, le finiture metalliche del Note 4 appaiono complessivamente meno curate di quelle equipaggiate sui dispositivi concorrenti (tra cui LG G3, HTC One M8, Sony Xperia Z3 e iPhone 6 Plus).
A livello costruttivo, dopo alcuni mesi di uso intensivo del dispositivo è possibile accorgersi di quanto questo sia resistente all’usura quotidiana.

Dimensioni e trasportabilità

Ciò che ieri sembrava grande, oggi è ancora più grande. In questo segmento di mercato un display può essere considerato ampio oggi e venire surclassato domani da un nuovo modello ancora più imponente. Per queste ragioni, probabilmente, è utile sapere cosa significa tenere in mano e portare in giro un Samsung Galaxy Note 4, specialmente se confrontato ai suoi diretti concorrenti.
Dal punto di vista delle dimensioni, il Note 4 è leggermente più alto e spesso della versione 3, dettagli che lo rendono praticamente identico all’iPhone 6 Plus. L’LG G3 si presenta più compatto, sebbene lo schermo risulti più piccolo di 0,2 pollici.

note6

Per quanto riguarda il trasporto, Note 4 entra a malapena nelle comuni tasche posteriori dei pantaloni, producendo fra l’altro l’effetto comico di fuoriuscirvi per buona parte della lunghezza. Un effetto analogo lo si ottiene tenendolo in una mano, facilitando i possessori di mani grandi che potranno così afferrare saldamente il dispositivo senza correre rischi di cadute.

Ultra HD Display

Sebbene abbia mantenuto lo stesso display da 5,7 pollici del modello precedente, il Note 4 ha spiccato un balzo in avanti in termini di risoluzione, passando da 1080p HD a 2650 x 1440p quad HD su display AMOLED. Anche la densità di pixel appare migliorata, passando dai 386 ppi del Note 3 agli attuali 551 ppi (rispetto ai 401 ppi dell’iPhone 6 Plus e ai 538 ppi del’LG G3).
Numeri impressionanti per un display di queste proporzioni, incredibilmente brillante e definito. La stessa visione di video e contenuti 4k appare nettamente migliore rispetto ai display concorrenti, con una luminosità e una definizione senza eguali.

— La recensione continua nella pagina seguente —