30 Giugno 2026
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Kik Messenger. Come funziona, come si usa

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Kik è un app di messaggistica gratuita, simile alla celebre WhatsApp Messenger ma con un buon numero di funzionalità aggiuntive pensate per migliorare le vostre conversazioni. Kik è facile da usare ed è disponibile per tutte le piattaforme più diffuse del mercato.
Il rovescio della medaglia, però, è presto detto: tutte queste funzioni possono essere utilizzate solo nel caso abbiate altri amici che utilizzano Kik. In caso contrario, vi trovereste con un’app “vuota” e senza interlocutori con cui scambiare messaggi e contenuti.
Nata nel 2010, questa app di messaggistica ha conosciuto notevoli cambiamenti nel corso degli ultimi anni, scontrandosi con “colossi” concorrenti del calibro di iMessage e WhatsApp. Ecco perchè, con i suoi “soli” 120 milioni di utenti in tutto il mondo, Kik ha ancora molta strada davanti a sè per competere sullo stesso livello con le più grandi realtà di messaggistica internazionali.

kik1Impostazioni

Le impostazioni iniziali di Kik sono abbastanza semplici. Invece di autenticare un numero di telefono (come avviene ad esempio per iMessage o WhatsApp), viene chiesto di impostare un account con un nome utente che servirà ai vostri amici per riconoscervi e contattarvi.
Al fine di poter ottenere il massimo dal servizio, Kik richiede l’accesso alla Rubrica. I contatti vengono poi confrontati con quelli presenti sul server di Kik, in modo da poter suggerire all’utente altri contatti che utilizzano il servizio.

Qualora si scelga di rinunciare a inviare l’elenco dei contatti ai server di Kik, è possibile aggiungere manualmente i contatti ricercando per nome utente.

Messaging

Una volta trovati alcuni amici che utilizzano l’applicazione, è possibile iniziare a chattare con grande facilità e praticamente con qualsiasi utente mobile, grazie alla piena compatibilità con le piattaforme iOS, Android e Windows.

Nella visualizzazione per conversazione, un campo di testo si trova appena sopra la tastiera, fiancheggiato da ogni lato da un pulsante che rivela le varie voci all’interno di un menù a scomparsa, oltre ovviamente al pulsante di invio.

Un messaggio inviato è accompagnato da tre diverse lettere di stato. La prima è una S, a significare il messaggio è stato inviato. La S successivamente scompare e viene sostituita da una D (consegnato) e infine da una R (letto). Nulla di diverso da quanto avviene in molte altre app di messaggistica. Le Chat di gruppo sono ampiamente supportate da Kik. Si possono aggiungere contatti a un gruppo esistente o crearne uno nuovo con pochi tocchi. Con una sola attenzione: una volta aggiunte, non è possibile rimuovere le persone da una conversazione di gruppo.

Extra

kik2La caratteristica più diffusa delle applicazioni di instant messaging è senza ombra di dubbio quella di poter scambiare messaggi di testo con altri utenti.
Kik permette in aggiunta di inviare contenuti provenienti da varie fonti, attraverso un’apposita barra degli strumenti che è possibile aprire toccando il simbolo posto a sinistra del campo di chat.

Qui è possibile condividere foto, adesivi (alcuni gratuitamente, altri acquistando punti Kik da spendere nel relativo store), i video di YouTube, schizzi, ricerche di immagini, memo, biglietti di auguri e siti internet.
Stranamente manca dalla lista è la possibilità di inviare video (a meno che, ovviamente, non si disponga del tempo per caricare un video su Youtube prima di condividerlo con un amico), e la possibilità di condividere la posizione attuale.

Oltre ai servizi citati, sviluppatori di terze parti possono integrare i loro rispettivi servizi con Kik. L’integrazione consente agli utenti di inviare contenuti da un particolare servizio ad un altro utente. È possibile scoprire nuovi servizi facendo scorrere il menu principale all’interno della app e utilizzando la barra di ricerca. Se un servizio non è ottimizzato per Kik, è sempre possibile visitare il relativo sito web direttamente all’interno della app per poi condividerlo all’interno di una conversazione.

Con questo approccio, Kik è in grado di offrire un’integrazione senza limiti beneficiando dei servizi di terze parti. Una caratteristica che nessuno, nemmeno i blasonati iMessage o WhatsApp, offrono. Lo scotto da pagare per una simile varietà di funzioni è quella di dover esercitare un controllo costante sui contenuti forniti da terze parti, per evitare l’insorgenza di sorprese sgradevoli.

Conclusioni

Tra le caratteristiche più apprezzate di Kik, oltre alla capacità degli sviluppatori di poter interagire direttamente con il software, va senza dubbio rimarcato il suo funzionamento multipiattaforma. Un vantaggio enorme rispetto ad iMessage e un punto di forza che ha aiutato negli anni WhatsApp a crescere fino a diventare un colosso internazionale.

Di contro, nonostante la sua disponibilità su tutti i sistemi più diffusi, reperire amici da contattare su Kik può rivelarsi un’operazione scoraggiante. Convincere parenti e amici a installare l’ennesima applicazione di messaggistica sul proprio smartphone potrebbe non sortire l’effetto sperato. Per chi invece dispone già di un discreto numero di amici su Kik, le probabilità di trarne soddisfazioni aumentano a dismisura. Può essere utile per i genitori sapere che Kik Messenger è un’alternativa basata su app degli sms standard, alla stregua di una normale applicazione di social network per smartphone.

Ha alcune funzioni interessanti, ma anche alcune possibili aspetti negativi per la sicurezza e la privacy. Gli utenti Kik possono scaricare altre applicazioni con più funzioni, come video e un blocco per schizzi, da utilizzare su Kik, e gli utenti possono vedere se i loro messaggi sono stati letti dai destinatari.

Detto questo, Kik deve essere utilizzato solo da ragazzi che sanno distinguere la differenza tra sms inviati a persone singole e a gruppi di più persone, ricordandosi che si parla pur sempre di un ambiente di social network e che quindi può essere rischioso scambiare informazioni privati con estranei.

La multi-funzionalità del programma (ricca di applicazioni come la videocamera, la condivisione di documenti e ricerche web, i biglietti di auguri o il quaderno per il disegno di bozze) rappresenta da un lato un potente strumento, dall’altro una fonte infinita di possibili pericoli per gli utenti più piccoli.

Può quindi essere utile ribadire la necessità di non dare mai informazioni personali agli utenti Kik che non si conoscono, evitando di cacciarsi in brutte situazioni e se necessario facendo subito ricorso alle forze dell’ordine in caso di comportamenti sospetti da parte di chi entra in contatto con noi.

Come fotografare schermo (Screenshot) di iPhone/iPad

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La parola screenshot deriva dalla contrazione di “schermo” e “snapshot“. Conosciuto anche come una “cattura dello schermo” o “foto schermo“, una screenshot è una foto – un’immagine statica – di ciò che appare sul monitor in un dato momento.

Oltre ai computer tradizionali, catturare lo schermo può rivelarsi utile anche per tutti i possessori di iPhone e iPad.
Queste immagini istantanee possono servire per mostrare qualcosa ai propri amici, come la schermata di un gioco o di una applicazione. In caso di bisogno, inoltre, è possibile utilizzare uno screenshot per mostrare ad un amico (o un tecnico) un messaggio di errore apparso sullo schermo, o un comportamento anomalo dello smartphone, in modo da ricevere consigli.

La situazione può anche essere inversa: se qualcuno non è in grado di capire cosa sta succedendo al proprio iPhone o iPad e non ha la possibilità di portare il device ad un tecnico, può sempre consultare questa guida per imparare a realizzare uno screenshot del problema e inviarlo a parenti o amici chiedendo supporto.

Come realizzare uno screenshot su un iPad o iPhone

screen1 screen2Per creare uno screenshot di qualsiasi schermata su iPhone o iPad, premere contemporaneamente il pulsante di accensione collocato nell’angolo superiore destro del dispositivo e il pulsante Home (sotto lo schermo).

L’operazione potrebbe essere più o meno laboriosa a seconda dei casi: realizzare uno screenshot di un gioco, magari durante una fase concitata, premendo la corretta combinazione di tasti potrebbe costituire una vera e propria impresa.
Quando la procedura viene eseguita correttamente, lo schermo lampeggia per segnalare che l’immagine è stata catturata. Si potrà ascoltare anche l’effetto sonoro dell’otturatore della fotocamera, e successivamente lo screenshot verrà salvato sulla app Foto all’interno della raccolta “Rullino fotografico”.

Per vedere lo screenshot, sarà necessario tornare alla Home page e toccare l’icona Foto, quindi selezionare il Rullino. Se si desidera inviare lo screenshot a qualcuno, toccare l’opzione Condividi (in alto a destra sullo schermo), quindi selezionare l’icona di condivisione (la freccia attraversata verticalmente da un quadrato) in alto a sinistra.

Selezionare Messaggio, Mail, Twitter o la modalità con cui si desidera inviare l’immagine. In alternativa, è sufficiente toccare l’immagine facendola comparire a pieno schermo, quindi toccare l’icona di condivisione presente nell’angolo in basso a sinistra di questa schermata.

Come catturare uno screenshot su iPhone o iPad se i pulsanti non funzionano

screen3Se il pulsante laterale o il tasto Home sul vostro iPhone o iPad non funzionano correttamente (un problema storicamente diffuso tra gli utenti di iPhone, anche se recentemente Apple ha circoscritto notevolmente l’inconveniente), è comunque possibile scattare un’istantanea allo schermo attraverso la seguente procedura.

Tramite Impostazioni -> Generali -> Accessibilità, scorrere fino a AssistiveTouch e attivare l’opzione. Nell’angolo inferiore destro apparirà un’icona che ricorda l’obiettivo di una macchina fotografica. Toccandola, sarà possibile per aprire il pannello delle opzioni, toccare Dispositivo, Altro, Istantanea schermo. Toccando quest’ultima opzione, sarà possibile catturare uno screenshot.

Consigli Screenshot: Come convertire gli screenshot iPhone e iPad da .png a .jpg

Bisogna ricordare che iOS salva automaticamente tutti gli screenshot in formato .png. Questo formato potrebbe generare un po’di confusione, dal momento che le immagini scattate dalla fotocamera vengono salvate come .JPG. Se si desidera inviare lo screenshot a un destinatario in formato .jpg, o caricarlo attraverso un servizio che non accetta i file .png, sarà necessario procedere a una conversione.
La soluzione più semplice è quella di salvare l’immagine sul proprio Mac collegandovi il dispositivo iOs, aprire Acquisizione Immagine, selezionare l’iPad o l’iPhone dal menù di sinistra, scorrere fino in fondo alla lista delle immagini e trascinare lo screenshot desiderato sulla scrivania. Il file .png potrà quindi essere aperto da Photoshop o un qualsiasi programma di editing fotografico e ri-salvato con il formato desiderato (.jpg o altro). Il file così ottenuto potrà quindi essere inviato via e-mail, o caricato nuovamente sul dispositivo iOs per la condivisione.

Linux. I comandi di base. Guida pratica

Linux può soddisfare praticamente ogni esigenza per l’utente di un sistema operativo desktop, ma bisogna essere in grado di impartire al sistema le istruzioni necessarie affinchè possa lavorare nel modo corretto. Per prima cosa, è necessario procedere all’installazione di Linux. Successivamente, è necessario conoscere le sue directory e i comandi più comuni, capire come lavorare con i permessi dei file, verificare la configurazione di rete e la connettività, imparare a interagire con la shell bash.

Checklist per l’installazione Linux

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In commercio esistono numerose distribuzioni Linux

Ogni distribuzione Linux differisce leggermente nell’interfaccia utilizzata per installare il sistema operativo desktop, modificando l’ordine delle informazioni richieste e gli strumenti utilizzati per semplificare il processo di installazione. Indipendentemente dalla distribuzione, tuttavia, è necessario seguire queste quattro fasi principali per installare Linux:

  1. Se si vuole mantenere il sistema operativo esistente, ridimensionare la partizione del disco utilizzando uno strumento di partizionamento. In alternativa, è possibile installare Linux su un secondo disco rigido.
  2. Masterizzare Linux su DVD (o unità flash) e avviare il PC dal DVD o dall’unità flash.
  3. Utilizzare la procedura di installazione grafica.
  4. Configurare altro hardware all’atto di avvio del sistema.

Comandi Linux per configurare la Rete

Molte distribuzioni Linux forniscono una serie di strumenti per semplificare la configurazione di rete e verificare la connettività. I seguenti strumenti funzionano con ogni distribuzione e consentono di gestire la rete direttamente dalla riga di comando:

ping: Controlla la connettività di rete
ifconfig: Visualizza la configurazione di un’interfaccia di rete
traceroute: mostra il percorso necessario a raggiungere un host
route: Visualizza la tabella di routing e / o consente di configurarla
arp: mostra la tabella risoluzione degli indirizzi e / o consente di configurarla
netstat: visualizza lo stato della rete

Lavorare in ambiente Linux con la shell bash

linux3La shell bash funge da mediatore tra l’utente e il kernel Linux, una caratteristica che ad oggi rende bash la shell più comune in uso tra gli utenti Linux. Per interagire con la shell bash, è necessario capire come funziona pipe (che permette all’output di un comando di diventare l’input del successivo), imparare a usare il reindirizzamento e alcune variabili di comando o di ambiente.

  • Pipe:
    command1 | command2
  • Reindirizzamenti:
    Command > file: l’output è diretto al file
    Command < file: l’ input proviene da file Command >> file: aggiungi al file
    Command2 > file: gli errori vanno al file
  • Comandi:
    alias: Definisce una scorciatoia per un comando lungo
    apropos: cerca le keywords nelle man pages
    history: visualizza i comandi più recenti
    locate: trova i file
    whereis: trova file eseguibili per un comando
    which: mostra il percorso completo di un comando
    man: visualizza la guida in linea
    printenv: visualizza le variabili d’ambiente
  • Variabili d’ambiente:
    HOME: directory home dell’utente
    PATH: directory per cercare i comandi
    TERM: nome di un tipo di terminale

Fondamenti di Linux File System

Per interagire con il file system di Linux, è necessario comprendere alcuni principi fondamentali: i suoi indici principali, alcuni dei comandi più utilizzati e i permessi che è possibile assegnare ai file.

Directory principali del file system:
* /: directory di root (base del file system)
/ bin: programmi eseguibili
/ boot: kernel e bootloader di Linux
/ dev: file di device
/ etc: file di configurazione del sistema
/ home: directory home di tutti gli utenti
/ lib: file library per i programmi
/ media: mount points per CD-ROM e altri supporti
/ root: directory home dell’utente root
* / sbin: comandi di amministrazione del sistema
/ srv: dati per servizi come Web e FTP
* / tmp: directory temporanea
/ usr: alcuni dei più importanti programmi di amministrazione
/ var: vari file di sistema, come ad esempio i registri

linux4Comandi comuni:
cat: Copia un file sullo standard output
cd: Cambia la directory corrente
chmod: Cambia i permessi dei file
chown: Cambia le proprietà dei file
cp: Copia i file
dd: Copia blocchi di dati
df: Crea un report sullo spazio occupato e libero di un disco
diff: Confronta due file di testo
du: Riporta lo spazio occupato su disco da una directory
file: Visualizza il tipo di dati in un file
find: Trova i file in base a criteri specificati
grep: Cerca il testo in un file
ln: Linka il nome di un file a un alias
ls: Visualizza il contenuto di una directory
mkdir: Crea una directory
more: Visualizza un file di testo, una pagina alla volta
mount: monta un file system
mv: Rinomina o sposta un file
pwd: Visualizza la directory corrente
rm: Elimina i file
rmdir: elimina le directory
sort: Ordina le righe in un file di testo
split: Divide un file in parti più piccole
umount: Smonta un file system
wc: Conta le parole e le righe in un file

I permessi dei file:
rwxrwxrwx: tre serie di rwx. Il set più a sinistra si riferisce all’autore, il set centrale è per il gruppo, il set più a destra è per il gruppo “others”; rwx sta per lettura (r), scrittura (w), esegui (x); il trattino (-) indica nessun permesso.

rwx ——: Solo l’autore può leggere, scrivere ed eseguire.

rw-r – r–: Tutti possono leggere, ma l’autore può anche scrivere.

rw ——-: Solo l’autore può leggere e scrivere.

r – r – r–: Tutti possono leggere.

I permessi possono essere espressi in cifre, dove l’attributo di lettura (r) corrisponde a 4, scrittura (w) è uguale a 2, esegui (x) è uguale a 1 e nessun permesso è pari a 0.

Pertanto, rwxrwxrwx sarà pari a 777 , rwx —— sarà uguale a 700, rw-r – r- a 644, rw ——- a 600, e r – r – r– a 444.

Come installare Mac OS X Yosemite

Se stai pensando di reinstallare il sistema operativo Mac OS X Yosemite, perché qualcosa è andato storto con il tuo Mac, è importante sapere che la reinstallazione dovrebbe rappresentare l’ultima risorsa, da attuare solo in casi di estrema necessità.

La reinstallazione rappresenta una seccatura, perché, anche se la procedura non cancella il contenuto della cartella Home, le applicazioni installate o il contenuto della cartella Documenti (a meno che qualcosa vada storto e si debba quindi riformattare il disco rigido), si potrebbero perdere le impostazioni relative alle Preferenze di Sistema, il che significa che queste dovranno essere riconfigurate manualmente dopo l’installazione.

OS-X-Yosemite-Download-600x458Inoltre, potrebbe essere necessario reinstallare i driver per l’hardware di terze parti, come mouse, tastiere, stampanti, tablet e simili. Infine, potrebbe essere necessario registrare nuovamente (o reinstallare) alcuni software. Operazioni non impossibili, ma pur sempre scomode. Detto questo, reinstallare OS X corregge quasi sempre tutti i problemi e il processo, in Yosemite, è relativamente indolore.

In teoria, si dovrebbe installare Yosemite soltanto una volta, o addirittura mai se il tuo Mac è stato venduto con Yosemite preinstallato.  Tuttavia, l’occasione di intraprendere una simile operazione potrebbe essere fornita da diversi fattori:

1- Sul Mac è attualmente in esecuzione una qualsiasi versione di OS X, precedente a Yosemite;

2- Sul Mac si è verificato un errore grave a livello di hard disk, che richiede di formattare (o sostituire) il disco di boot della macchina;

3- Si acquista un disco rigido esterno e lo si fa diventare il disco di avvio di Mac;

4- Si sostituisce il disco rigido interno con uno più capiente, più veloce, o con un’unità a stato solido;

5- I file essenziali di OS X appaiono danneggiati o corrotti, sono andati cancellati o inavvertitamente rinominati.

Come installare (o reinstallare) MAC OS X Yosemite

Eseguiamo il Boot dalla partizione Recovery HD, riavviando il tuo Mac premendo i tasti Command+R.

Verrà visualizzata la finestra di OS X Utilities. Seleziona “Reinstallare OS X” e fai clic su Continua. Viene visualizzata la schermata di avvio di OS X Yosemite.

Fai nuovamente clic su Continua. Un messaggio informa che la compatibilità del computer dovrà essere verificata da Apple. Fai clic su Continua per iniziare il processo di installazione o reinstallare OS X. Se non si è connessi a Internet, verrà chiesto di scegliere una rete Wi-Fi AirPort dal menu, nell’angolo in alto a destra.

OS-X-YosemiteViene visualizzata la schermata del contratto di licenza del software di Yosemite. Leggi e fai clic su Accetto. Attraverso un messaggio, viene chiesto di accettare i termini del contratto di licenza. Fai clic sul pulsante Accetta (senza questa operazione, non è possibile procedere con l’installazione).

Scegli il disco in cui desideri reinstallare OS X, facendo clic sull’icona corrispondente. Se soltanto un disco è  adatto a ospitare l’installazione, questi verrà selezionato automaticamente e non si dovrà operare alcuna scelta. Fai clic sul pulsante Installa.

Un messaggio chiederà il tuo ID Apple e la password. Dopo averli digitati, fai clic su Accedi per avviare l’installazione di Yosemite (o la reinstallazione). Il sistema operativo richiede da 30 a 60 minuti per l’installazione. Quando l’installazione sarà terminata, il Mac si riavvierà.

Se Yosemite è stato installato sul disco rigido che lo ospitava originariamente, o se si è eseguito l’aggiornamento di Mavericks, il gioco è fatto: Il tuo Mac si riavvierà, e in pochi istanti sarà possibile iniziare a utilizzarle la nuova copia di Yosemite.

Se invece si sta installando Yosemite su un disco rigido per la prima volta, è necessario completare un ultimo passaggio.  Dopo il riavvio, viene visualizzata la finestra Setup Assistant. A questo punto, è necessario seguire la procedura guidata descritta di seguito:

Come configurare Mac con Setup Assistant

Supponendo che il processo di installazione sia andato a buon fine che il tuo Mac si sia riavviato, la prima cosa che dovrebbe comparire sullo schermo è un breve, colorato video introduttivo che termina con la prima schermata di Setup Assistant.

1- Quando viene visualizzata la schermata di benvenuto, seleziona il tuo Paese dalla lista, quindi fai clic sul pulsante Continua.
Se il tuo Paese non appare nella lista, seleziona la casella “Mostra tutto” per visualizzare l’elenco completo. Dopo aver fatto clic su Continua, viene visualizzata la schermata di selezione della tastiera.

2- Scegli un layout di tastiera dall’elenco, quindi quindi fai clic su Continua.
Seleziona una tipologia di tastiera fra quelle elencate, o in alternativa clicca su “Mostra tutto” per visualizzare tutte le opzioni disponibili. Clic su Continua.

macosx_yosemite_043- Seleziona il nome della rete wireless che utilizzi per connetterti a Internet, digita la password, quindi fai clic su Continua.
Se non vedi la rete che desideri utilizzare, fai clic su Aggiorna.  Se non usi una rete wireless, fai clic su “Imposta Altra rete”, quindi scegli una delle opzioni disponibili e fai clic su Continua.

4- Viene visualizzata la schermata Assistente Migrazione. Scegli di trasferire i dati o di non trasferirli, quindi fai clic su Continua. Se stai eseguendo l’installazione su un nuovo Mac o stai installando OS X Yosemite su un Mac, attraverso un disco di backup o di Time Machine, è possibile trasferire tutti i file e le impostazioni importanti della “vecchia” macchina, seguendo le istruzioni sullo schermo e collegando i dispositivi tramite cavo FireWire o Ethernet.

Ricorda che il trasferimento dati può richiedere fino a diverse ore. Se invece si è scelto di non trasferire i dati, si potrà cliccare su Accedi visualizzando la schermata ID Apple.

5- Se desideri utilizzare l’ID Apple con questo Mac, digitalo insieme alla password nei campi appropriati, cliccando quindi su Continua. Se non disponi di un ID Apple o preferisci non utilizzarne uno con questo Mac, fai clic su Non registrare, quindi clic su Continua.

6- Acconsenti ai termini di utilizzo

7- A questo punto viene visualizzata la schermata per creare un account sul computer. Inserisci il tuo nome, il nome account, la Password, Verifica password e il campo Suggerimento, quindi clic su Continua.

Questo primo account creato avrà automaticamente i privilegi di amministratore per il Mac in uso. Non sarà facile eliminare o modificare il nome scelto per questo account, quindi pensalo bene prima di cliccare su Continua. La password è opzionale, volendo è possibile scegliere di lasciare entrambi i campi password vuoti. In questo caso, però, il Mac avverte che senza una password il sistema non sarà sicuro.

os_x_yosemite_roundupSe accetti questa condizione, fai clic su OK. Se cambi idea o desideri avere una password, fai clic su Annulla. Per personalizzare l’immagine associata all’account, clicca sulla piccola immagine a destra del tuo nome (etichettata “modifica“) oppure scattane una con la fotocamera incorporata del tuo Mac.

Se scegli questa opzione, fai clic sul pulsante Scatta una foto. Quando appare l’immagine, è possibile modificare le dimensioni utilizzando il cursore di scorrimento direttamente sotto l’immagine. Effettuate le regolazioni del caso, fai clic su Continua. Puoi anche scegliere di selezionare un’immagine dalla libreria immagini, facendo clic sull’immagine che meglio ti rappresenta.

8- Fai clic su Imposta iCloud keychain (o imposta in un secondo tempo) Se scegli di impostarlo, una schermata ti chiederà il codice di accesso. Digita il codice a quattro cifre, quindi clic su Continua. Un codice di verifica viene inviato al tuo iPhone o altro dispositivo di Apple; una volta ricevuto, digitalo e fai clic su Continua.

A questo punto apparirà la scrivania di OSX Yosemite: la procedura è conclusa.

Creare, modificare o cancellare un utente in Windows 8

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Quando un computer con Windows 8 deve essere utilizzato da più utenti, è necessario conoscere le procedure per aggiungere e gestire diversi account utente sul medesimo sistema operativo. Se fino a Windows 7 era sufficiente fare click su Start, aprire il Pannello di controllo e selezionare l’opzione per a gestione degli account utente, in Windows 8 di norma non vi è alcun pulsante Start e nemmeno un modo diretto per poter raggiungere il Pannello di controllo.

Creare un nuovo account in Windows 8

win8È possibile aggiungere un nuovo utente dall’interfaccia “Metro” scorrendo il lato destro del display (in modo da aprire la barra Charms) e cliccando quindi su “Impostazioni“.

Per impostazione predefinita, Windows 8 mostra solo una quantità limitata di impostazioni: per questa ragione è necessario fare clic (o toccare) il link in fondo alla pagina, con l’etichetta “Modifica le impostazioni del PC“.

In questo modo ci troveremo davanti a tutte le impostazioni del PC. Le opzioni relative agli utenti sono visualizzabili cliccando sulla seconda voce nel riquadro posizionato sul lato sinistro dello schermo. Dopo aver selezionato “Utenti“, i dettagli del proprio account saranno visibili sulla destra, mentre più in basso sarà possibile premere il pulsante “Aggiungi un utente“.

Microsoft invita gli utenti a collegare il proprio account di Windows ad un account online di Microsoft. In questo modo sarà possibile scaricare le applicazioni dal Windows Store, attivare le impostazioni di sincronizzazione dei preferiti del browser e della cronologia, oltre alla possibilità di accedere automaticamente ai contenuti on-line. È possibile inoltre inserire un indirizzo e-mail da associare a un account Microsoft. In alternativa, un’opzione consente di creare un nuovo indirizzo di posta per gli utenti che ne fossero sprovvisti. Se si utilizza un account Microsoft, le credenziali di Windows saranno le medesime di quelle in uso per l’account Microsoft.

Se invece si sceglie un account locale, sarà necessario assegnarvi un nome utente e una password. Il passo finale darà la possibilità di identificarlo come account normale o “bambino”, con la conseguente configurazione dei controlli per i genitori. A questo punto, basterà fare click su “Fine” per concludere la procedura.

Modificare o cancellare un account in Windows 8

La procedura descritta riguarda la creazione di un nuovo utente: ma come procedere nel caso in cui si vogliano modificare (o cancellare) account esistenti?

win82Aprendo le impostazioni dall’interfaccia metro e selezionando la voce “Utenti“, è possibile visualizzare nella parte superiore le informazioni relative al nostro account: nella parte inferiore, sulla destra, è visibile la sezione dedicata agli altri utenti, che elenca gli altri account attivati nel sistema. Questi account appariranno però in colore grigio, escludendo la possibilità per gli altri utenti -amministratore incluso – di interagirvi.

Dietro l’aspetto innovativo, Windows 8 nasconde tuttavia il vecchio Pannello di controllo in uso fino alla versione 7 del sistema operativo. Dietro la facciata Metro, sono ancora presenti tutti i vecchi menù di gestione account, esattamente come li ricordavamo in passato: è sufficiente conoscere la procedura esatta per visualizzarli.

Il metodo più semplice consiste nello scorrere il lato destro dello schermo (o posizionare il cursore sulla parte destra del desktop) per richiamare l’interfaccia Metro, quindi individuare la funzione di ricerca presente nella parte alta. Sarà sufficiente cercare “Pannello di controllo”, e attendere la lista dei risultati.

A questo punto, fare click su “Account utente e protezione per la famiglia“, quindi accedere alle opzioni di accesso: da qui, per ogni utente, sarà possibile impostare i controlli di Protezione per la famiglia, cambiare il tipo di account e persino eliminare un account utente.

Il mouse non funziona? Cosa fare

Ci siamo passati tutti, almeno una volta. Ti siedi davanti al computer, pronto a iniziare una nuova, lunga sessione di lavoro, e ti accorgi che improvvisamente il mouse non funziona. A quel punto, puoi provare velocemente questi semplici e pratici consigli per risolvere il problema nel minor tempo possibile:

Sostituisci le batterie

Sì, sembra semplice, ma saresti sorpreso dal numero di persone che per prima cosa non pensano a questo aspetto fondamentale. Sostituisci quindi le batterie (AA o AAA a seconda del formato supportato) con una serie nuova, soprattutto se stai ancora utilizzando le batterie fornite in dotazione con il dispositivo. Allo stesso modo, assicurati che le batterie siano installate correttamente e che il coperchio del vano batterie risulti ben chiuso, per impedirne spostamenti.

Pulisci il mouse

Se il puntatore si muove a scatti o è meno reattivo del solito, pulire il mouse può rappresentare la giusta mossa per migliorarne le prestazioni. La manutenzione regolare del mouse è qualcosa che tutti, periodicamente, dovremmo svolgere. Procedi quindi a rimuovere polvere e materiali estranei da tutte le superfici, incluse le fessure tra i tasti e intorno alle parti removibili. Nel caso, è possibile utilizzare una bomboletta di aria spray o un comune detergente non aggressivo, facendo attenzione a evitare le parti più delicate (rulli per i vecchi mouse a palla o le lenti per i più moderni mouse ottici e laser).

mouseCambia porta USB

Potrebbe essersi verificato un malfunzionamento con la porta USB in uso: scollega il mouse (o il ricevitore nel caso di dispositivi senza fili) e provare una porta differente. Collega il mouse direttamente alla porta USB nel caso in cui si utilizzi un hub o uno “sdoppiatore”. Il problema potrebbe essere dovuto a questo dispositivo intermedio: provare a collegare il mouse direttamente alla porta USB, senza passare da altri dispositivi.

Verifica la superficie

Alcuni mouse possono essere utilizzati pressochè su ogni tipo di superficie. Altri, invece, necessitano di superfici perfettamente lisce. A questo proposito, sarebbe utile conoscere i limiti del dispositivo, leggendo il manuale di istruzioni e assicurandosi di lavorare su una superficie adeguata. Nel caso di mouse datati, potrebbe essere sufficiente ricorrere a un classico tappetino per ovviare al problema.

Controlla i driver

Se il tuo mouse non svolge correttamente alcune funzioni che invece dovrebbero essere supportate (come ad esempio lo scorrimento laterale delle pagine), controlla il sito del produttore per vedere se è possibile installare un driver dedicato e aggiornato. Nella gran parte dei casi, si tratta di software gratuiti.

Verifica la connessione Bluetooth

Attraverso le impostazioni del sistema operativo, controlla se la connessione Bluetooth è presente e attiva, quindi avvia manualmente la procedura di associazione seguendo le istruzioni riportate nel manuale del produttore del mouse.

Se nulla funziona, contatta il produttore

Potrebbe trattarsi di un cavo difettoso, un problema al ricevitore o al mouse stesso. Se non si tratta di un prodotto nuovo, la differenza tra un mouse difettoso e uno con con troppi anni di vita sulle spalle, è spesso dettata dalle garanzie fornite dalla casa produttrice. Ogni azienda fornisce termini di garanzia diversi, che potrebbero differire di molto da un produttore all’altro.

Come scegliere il processore per il PC

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Se volete assemblare un pc da zero, o avete deciso di cambiare il processore del vostro computer, questa guida completa vi indicherà tutti gli elementi a cui stare attenti, durante la scelta e l’acquisto.

Prezzo

Solitamente, l’assemblaggio o l’aggiornamento di un PC inizia sempre con la stessa domanda: “Per cosa utilizzerò il mio PC ?” Non questa volta. In effetti, è possibile eseguire le medesime attività con una CPU da 100 Euro e con una da 1.000. La differenza, sta semplicemente nei modi (e nei tempi) in cui le attività vengono eseguite.

Per questa ragione, è necessario per prima cosa fissare un budget. Questo potrà essere fatto in base alle vostre aspettative: per il rendering di un video, ad esempio, potrebbero servire da 20 secondi a 10 minuti, a seconda delle limitazioni del processore. A livello di range ipotetico, vi suggeriamo di non comprare mai un processore ad un prezzo inferiore ai 100 Euro, mentre troviamo inutile spendere più di 800 euro per un processore.

cpu2AMD o Intel?

Dettaglio irrilevante se si sta assemblando un PC da zero, questa domanda è di vitale importanza quando si esegue l’aggiornamento, perché le CPU di AMD e Intel non funzioneranno su schede madri dell’altro standard.

Determinate CPU Intel potrebbero saper eseguire operazioni meglio delle concorrenti AMD, o viceversa, a seconda degli ambiti di utilizzo: le differenze, tuttavia, sono scarsamente percepibili nel lavoro quotidiano.

A onor del vero, tutte le CPU AMD per il mercato consumer hanno prezzi inferiori ai 190 euro, mentre Intel arriva a 800 euro. La domanda sorge spontanea: i prezzi superiori di Intel sono in grado di abbinare un equivalente incremento delle prestazioni? Spesso e volentieri sì, ma non sempre questa potenza aggiuntiva è in grado di essere sfruttata a dovere dal PC. Per cui Intel è da preferire solo in caso di un bisogno di elevate prestazioni o per eseguire operazioni complesse, mentre in caso contrario le due marche non fanno particolare differenza per l’utente medio.

cpu4Socket

Una volta che avrete deciso di acquistare una CPU AMD o Intel, e quanti soldi andrete a spendere, è necessario pensare al socket, cioè al complesso di circuiti elettrici,  della scheda madre che si adatterà al vostro processore.

I socket si evolvono nel tempo, avvalendosi dei nuovi sviluppi e dei processi tecnici che richiedono i nuovi hardware, e le differenze tra loro possono essere fonte di confusione.

AMD ha attualmente due socket principali: FM1 (da utilizzare con la sua APU) e AM3 + (che, oltre a ospitare le attuali CPU di fascia alta, offre una maggiore compatibilità con le versioni precedenti). I processori Intel utilizzano oggi il socket LGA1155 e LGA2011, ma si possono ancora trovare chip per i più datati socket Intel LGA1166, LGA1366 e altri ancora. Come accennato, a parità di socket, le CPU più economiche tendono a risultare più lente.

Numero di Core

Si tratta, come è facile intuire, di un punto fondamentale per valutare un processore. Non è impossibile trovare ancora sul mercato le CPU con un unico core di elaborazione. Economiche, senza dubbio, ma il consiglio è quello di evitarle: malgrado il prezzo conveniente, è possibile trovare CPU dual core a prezzi ugualmente concorrenziali, con prestazioni senza dubbio migliori. Ad oggi, ogni CPU presenta da due a sei core di elaborazione, capaci di lavorare all’unisono per processare i dati e ridurre al minimo i tempi di elaborazione.

Va detto che non tutti i software supportano l’utilizzo di core multipli, e non tutti i programmi riescono a sfruttarli allo stesso modo. Sicuramente, software per operazioni intensive come foto e video editing saranno i primi a poter beneficiare appieno di una CPU con più core mentre per operazioni di base rischieremmo di trovarci una potenza inutilizzata. L’investimento dovrà essere equiparato all’utilizzo: per usi intensivi con software “pesanti”, core multipli potrebbero fare davvero la differenza. Altrimenti non lasciatevi tentare.

Solo se avete scelto di prendere un multicore, ricordate: in relazione alla quantità dei core, il processore sarà in grado di elaborare un numero di thread. Un thread è una stringa di istruzioni di uno dei core di elaborazione: un software che può gestirne più di uno alla volta (multithreaded), sarà generalmente più veloce di programmi analoghi capaci di gestirne uno singolo.

Tutte le CPU basate su AMD gestiscono un thread per core; alcuni processori Intel utilizzano una tecnologia chiamata “Hyper-Threading” che imita più thread all’interno di un core, offrendo essenzialmente il doppio delle prestazioni a parità di spesa. Ad esempio, se una CPU a quattro core AMD può essere limitata a quattro thread in un’applicazione, alcuni modelli quad-core Intel possono essere in grado di gestirne otto nella stessa applicazione, con un incremento notevole delle prestazioni.

cpu3Frequenza di clock

Ai tempi in cui tutte le CPU avevano soltanto un core, la velocità di clock (o frequenza di funzionamento) rappresentava il parametro più importante e il modo più sicuro per determinare la velocità di un chip.

La velocità di clock è misurata in gigahertz (GHz), vale a dire il numero di impulsi che la CPU è in grado di fornire in un minuto. Una CPU 3GHz, per esempio, “pulsa” tre miliardi di volte in un secondo, ed è generalmente lecito ritenere che sarà più veloce di un processore con un numero simile di core ma con soli 2 GHz (o due miliardi di impulsi al secondo).

Su processori multicore, oltre alla frequenza deve essere valutato il numero dei core: può accadere, infatti, che un processore quad-core con soli 3GHz di clock risulti più veloce di un dual-core 3.3GHz. Ecco perché, oltre alla frequenza di clock, bisogna prestare attenzione al numero di core. Insomma, dovete valutare il rapporto fra Core e GHz nella loro complessità.

Grafica integrata

Negli ultimi anni, sia AMD che Intel hanno progettato nuovi chip di elaborazione che portano per la prima volta la tecnologia video sul processore.

Ciò significa che se si sta acquistando un Fusion APU AMD o un Intel di seconda o terza generazione di core (“Sandy Bridge” o “Ivy Bridge”), e si dispone di una scheda madre compatibile, è possibile ottenere video di qualità e una potenza di elaborazione video media anche in sistemi privi di schede grafiche discrete.

In questo modo, anche i giochi 3D potranno essere utilizzati con fluidità in sistemi con schede grafiche medie, sfruttando l’elaborazione video dei processori di fascia alta AMD e Intel. Discorso analogo anche per l’editing di foto e video.

cpu1Altre caratteristiche

Quelli fin qui elencati sono i parametri che è necessario tenere a mente quando ci si accinge ad acquistare un processore. Esistono tuttavia altre specifiche che pur non influenzando direttamente la decisione d’acquisto, è sempre bene conoscere.

Boost. Le più recenti versioni Intel e AMD incorporano una nuova tecnologia che non limita la velocità di clock ai soli valori standard. Se uno di questi processori ha sufficiente potenza, ed è sufficientemente raffreddato, può aumentare dinamicamente la propria velocità per un periodo di tempo limitato, migliorando le prestazioni. (Turbo Boost Intel e Turbo Core AMD).

Un processore che supporta questa funzionalità, per esempio, è il 3.3GHz core i7-3960X Extreme Edition, in grado di aumentare la frequenza di clock fino a 3.9GHz.

Tecnologia di produzione. Questa voce si riferisce alla profondità dello stampo utilizzato per realizzare il processore. Nel corso del tempo questa tende a diminuire, realizzando processori più efficienti e potenti. Le CPU migliori del mercato arrivano oggi a 22 nm (Intel) o 32 nm (AMD e Intel), mentre precedentemente la tecnologia sfornava CPU a 45 nm o più, maramente dovrete preoccuparvi di questo parametro.

Supporto a 64-bit. Praticamente tutte le CPU oggi sul mercato sono a 64 bit. Ciò significa che potranno elaborare 64 bit (o otto byte) di dati in una sola volta, in contrasto con i 32 bit che erano comuni fino a diversi anni fa. Questo può significare miglioramenti delle prestazioni dei software a 64-bit, da preferire alle più antiquate versioni a 32 bit che non beneficerebbero dell’incremento prestazionale offerto dall’hardware.

Cache. Di tutti i numeri che si incontrano leggendo le caratteristiche delle CPU, quelli riferiti alla cache possono essere i più confusi. Esistono tre tipi si cache, indicati con nomi molto simili fra loro: L1, L2 e L3. La “L” sta per “livello”: L1 è la cache primaria della CPU, la zona più veloce della sua memoria e quella strettamente responsabile per le prestazioni di un processore, dove sono memorizzate le istruzioni in attesa di essere processate.

L2 funziona in modo simile, ma invece di fornire istruzioni direttamente al microprocessore le inoltra alla cache L1 (utilizzando quindi una memoria più lenta). La cache L3 è alimentata dalla L2, ed è ancora più lenta. Ma in linea generale, più abbondante sarà la quantità di memoria a disposizione dei singoli settori, più efficiente risulterà la CPU.

TDP. Al pari di tutte le componenti, anche le CPU richiedono elettricità. La valutazione Thermal Design Power (TDP) di una CPU indica quanta potenza ci si aspetta che possa essere consumata a pieno carico di lavoro. Per molte persone, questo, non rappresenterà un problema, ma è sempre bene considerare il valore di TDP del processore in relazione a quello supportato dalla scheda madre.

Overclock. La modifica delle impostazioni della scheda madre per far funzionare il processore più velocemente rispetto al normale, viene definita in gergo Overclock. Si tratta di un’operazione molto complessa, articolata e dalle molteplici sfaccettature. Se siete interessati a spingere il vostro PC verso e magari oltre i suoi limiti, è bene sapere che su alcuni processori è possibile operare con più o meno margine. Da ricordare, però, che “overcloccare” una CPU può mettere a rischio non soltanto il corretto funzionamento del processore, ma dell’intero PC e dei suoi componenti.

Collegare lo schermo di un PC alla TV

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Collegare lo schermo di un PC a un televisore può rivelarsi un’operazione di grande utilità, nel caso ad esempio in cui si debbano fare presentazioni o anche piccole proiezioni video con altre persone. In questa guida di base vedremo come collegare rapidamente un PC ad un qualsiasi televisore.

tvportatile3Cavo HDMI

Collegare un computer portatile a un televisore tramite cavo HDMI rappresenta il modo migliore e il più semplice. I cavi sono a buon mercato e questa tipologia di collegamento fornisce la migliore qualità, sia in termini di immagini HD che di audio.

Per collegare un computer portatile a un televisore tramite un cavo HDMI, tutto quello che dovete fare è collegare un’estremità del cavo al computer portatile e l’altra a una delle porte HDMI sul televisore.

Se stai usando una versione aggiornata di Windows, sarà sufficiente accertarsi che il computer portatile sia acceso e che il televisore sia impostato sul canale HDMI corretto: il portatile dovrebbe configurarsi automaticamente sulla risoluzione ottimale.

In sintesi:

1. Collegare il cavo HDMI al televisore e al computer portatile (in qualsiasi ordine).
2. Selezionare l’ingresso HDMI corretto sul televisore (di solito premendo il tasto AV).
3. Se il vostro portatile non visualizza automaticamente lo schermo sul televisore, selezionare Pannello di controllo> Display> Modifica risoluzione e selezionare la TV nel menu a tendina.

tvportatile4Cavo VGA

Un altro modo semplice per collegare il portatile al televisore è quello di utilizzare la porta VGA su entrambi i dispositivi. Questo, probabilmente, rappresenta la sola opzione a disposizione nel caso in cui il portatile da collegare abbia più di 4/5 anni di età.

La connessione VGA è costituita soltanto da una entrata video. Pertanto, deve essere accompagnata da un cavo audio da 3,5 mm, che è necessario collegare alla presa cuffie del computer portatile e  agli altoparlanti del televisore, sempre attraverso una presa analoga.

Utilizzando la porta VGA, Windows configura automaticamente le impostazioni, come se si stesse utilizzando un cavo HDMI. Tuttavia, se siete in difficoltà potete sempre aprire il percorso Pannello di controllo> Display> Regola risoluzioni e seguire le indicazioni precedenti.

In sintesi:

1. Collegare il cavo VGA al televisore e al computer portatile (in qualsiasi ordine).
3. Collegare allo stesso modo il jack audio da 3,5 mm (utilizzare l’ uscita cuffie sul computer portatile e la presa audio posizionata sul televisore o sugli altoparlanti).
4. Aprire il percorso Pannello di controllo> Display>  Modifica risoluzione e selezionare la TV nel menu a tendina.

Connessione USB

In teoria, una connessione USB da un computer portatile a un televisore non dovrebbe funzionare. Tuttavia, diverse aziende che hanno sviluppato schede che convertono la porta USB in un’uscita HDMI. Questo sistema, tuttavia, necessita di un software aggiuntivo per il vostro computer portatile, indispensabile per convertire la porta USB in una porta di uscita video. Per questa ragione vi consigliamo vivamente di controllare le porte USB e HDMI, verificando la compatibilità con il vostro portatile prima di procedere all’acquisto di un apparecchio dotato di questo sistema.

Se la scheda è compatibile, il collegamento è molto semplice: basterà installare il software / driver della scheda, eseguire il software e collegare il portatile al televisore.

tvportatile2Chiavetta USB / Hard disk

Se hai un televisore recente, allora probabilmente sarà provvisto di una porta USB. A seconda della caratteristiche supportate, potrebbe essere in grado di visualizzare contenuti video memorizzati sul vostro computer portatile semplicemente trasferendole su una chiavetta / hard disk esterno USB, da collegare successivamente al televisore.

Una volta verificata la compatibilità con i formati video supportati dal TV (MP4 è ad oggi quasi universalmente supportato), la visione di contenuti dovrebbe essere semplice. Una volta collegato l’hard disk o la chiavetta alla porta USB del Tv, su questi è possibile selezionare l’ingresso USB e scegliere il video che si desidera guardare, attraverso il software del TV.

In sintesi:

1. Assicurarsi che il formato di file video sia compatibile con il televisore (è possibile controllare questo dato  sul sito del produttore).
2. Copiare il file video sull’unità USB.
3. Inserire il dispositivo USB nel TV.
4. Selezionare il canale USB del televisore.
5. Utilizzare il sistema di navigazione del televisore per individuare e riprodurre il video desiderato.

tvportatile5WD TV Live

WD TV Live è un media streamer che si collega alla porta HDMI del televisore e si connette alla rete domestica attraverso la porta Ethernet o Wi-Fi.
Questo dispositivo consente di riprodurre praticamente qualsiasi file tra cui MKV, MP4, XVID, AVI, ISO / VOB e MOV.

Tutto quello che dovete fare è collegare il WD TV Live e la TV alla rete, condividere la cartella video del laptop sulla rete locale e attendere che  WD TV Live faccia il resto (a condizione che si utilizzi un router Plug-and-Play).

Il WD TV Live, inoltre, trasforma la vostra TT in una “semi-Smart TV”, garantendo l’accesso a una lunga serie di applicazioni tra cui Netflix, YouTube e Vimeo.

1. Collegare il live set-top box WD TV alla rete domestica via Ethernet o Wi-Fi.
2. Collegare il WD TV Live alla TV con un cavo HDMI.
3. Condividere la cartella contenente i video che si desidera guardare alla rete domestica.
4. Selezionare il canale HDMI che avete inserito nel vostro WD TV Live in.
5. Utilizzare il file explorer WD per individuare la cartella video condivisa.

Installare un Home Theatre e posizionare le casse

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Avete appena acquistato un impianto per l’Home Theatre: siamo molto contenti per voi! I questa guida di base vi illustreremo come scegliere in modo oculato il vostro nuovo impianto, vi daremo qualche dritta per la configurazione e infine vi spiegheremo dove posizionare le casse acustiche per un risultato ottimale.

La struttura di un impianto Home Theater

hometheatre3Innanzitutto impariamo a conoscere i componenti fondamentali di un impianto home theatre. Tutto parte dal cavo che trasmette il segnale, che può essere quello del digitale terrestre o quello del satellite.

Da qui, il segnale andrà a finire in un apparecchio chiamato sorgente, che potrà essere un lettore VCR, DVD, Blu Ray, un qualsiasi box che riceva il segnale satellitare e, infine, la TV.

La configurazione più semplice consiste nell’attaccare il cavo del segnale (solitamente quello coassiale bianco con il filo di rame all’interno) nella sorgente e da qui far uscire i cavi HDMI, per l’audio e per il video, collegandoli direttamente al vostro televisore tramite le apposite entrate. In poche parole, Cavo -> Segnale -> Sorgente -> TV.

Nella gran parte dei casi, si preferisce tuttavia una struttura composta dal solo cavo del segnale, che finisce in una sorgente dal quale escono i cavi per l’audio e per il video. Questi vanno a confluire in un apparecchio intermedio chiamato ricevitore, dal quale escono le casse acustiche, e in ultima analisi il segnale passa dal ricevitore verso il televisore.

Questo sistema è preferito in quanto ogni eventuale periferica potrà essere collegata al ricevitore semplificando la gestione e ottenendo prestazioni migliori. Quindi, Cavo -> Segnale -> Sorgente -> Ricevitore con casse -> TV.

Una terza opzione si verifica quando abbiamo acquistato una barra acustica: in questo caso possiamo collegare la sorgente alla barra, quindi alla televisione: Cavo -> Segnale -> Sorgente -> Barra -> TV
mentre se la barra ha solo delle entrate ottiche (o analogiche) dovremo fare invece il percorso: Cavo -> Segnale -> Sorgente -> Televisione -> Barra.

hometheatre4Altri due elementi fondamentali sono i cavetti per l’alta definizione HDMI: in questo caso, nonostante sul mercato vi siano importanti differenze di prezzo, considerate che in realtà un cavetto da 50 euro ha esattamente le stesse prestazioni di uno da 5 euro.

Stesso discorso anche per i cavi per degli speaker: non presentano particolari differenze se non appena percettibili, per cui quanto a cavetti uno vale l’altro.

Come impostare i diversi componenti

A prescindere dalla combinazione che avete scelto, a livello di impostazioni ci sono due o tre consigli che possono semplificare la vita. Per quanto riguarda il lettore o qualsiasi altra sorgente di segnale, vediamo nel dettaglio le impostazioni migliori:

Box satellite : Attivate l’opzione “Dolby Digital”. Alcuni decoder non hanno questa opzione, in questo caso dovrebbe essere attivato automaticamente. Inoltre, scegliete il formato video “1080p” e “16:9”.

Blu-ray: sorprendentemente, molti lettori Blu-ray non inviano un segnale audio surround. Se si utilizza un ricevitore che supporta Dolby TrueHD e Dolby Master Audio, è possibile accedere alle impostazioni del Blu-ray e impostare l’uscita audio per “bitstream compresso” o “pass-through”.

Ogni lettore Blu-ray è diverso, quindi si consiglia di consultare il manuale per vedere quale impostazione lavorerà con Dolby TrueHD e Dolby Master Audio, e successivamente scegliere quella impostazione. Inoltre, è consigliabile disattivare eventuali opzioni di controllo della gamma dinamica. Per quanto riguarda il video, impostare la risoluzione su “1080p” (ammesso che abbiate una flat-panel compatibile 1080p).

Xbox 360: L’Xbox è abbastanza facile da installare. Attivare Dolby Digital nel menu “Impostazioni” e impostare la risoluzione a 1080p.

PS3: la PS3 ha impostazioni automatiche circa risoluzione e audio. L’unico consiglio è quello di accedere alle impostazioni verifica e accertarsi di aver attivato l’opzione 1080p. Per l’audio su PS3 slim, verificare che risultino attivati Dolby TrueHD e Dolby Master Audio. Se non lo fossero, accertarsi che il ricevitore li supporti e accenderli manualmente.

Wii: Se si utilizzano cavi video , impostare la risoluzione a 480p. Inoltre, accedere alle impostazioni audio e attivare il suono surround.

Per quanto riguarda il ricevitore o la barra acustica, evitate l’impostazione del suono “Stadio” oppure “Hall”, a meno che non siate in una stanza molto grande, pena sentire un forte riverbero: scegliete l’opzione “Naturale”.

Per la TV esistono veramente molte configurazioni: cercate di evitare i colori troppo forti come la modalità “Bright room” o la modalità “Dinamica”. Meglio l’opzione Cinema, Film o la migliore, la THX.

Il posizionamento delle casse

hometheatre2E’ Giunto il momento di posizionare al meglio le nostre casse acustiche: il primo speaker deve essere posizionato al centro, davanti allo spettatore, immediatamente sopra o sotto lo schermo.

Il suono dovrà uscire forte e chiaro perchè si tratta della cassa più importante.
Gli altri due speaker frontali possono essere posizionati alla destra e alla sinistra dello schermo. In questo caso bisogna trovare la giusta distanza: se saranno troppo vicini allo speaker centrale il suono tenderà a diventare un rimbombo mentre se saranno posizionati troppo lontani si creerà un fastidioso effetto eco.

Provate quindi a trovare la distanza corretta e regolate l’audio affinché il suono che esce da queste due casse sia appena udibile, per non entrare in conflitto con lo speaker centrale. Gli altri due speaker di tipo surround vanno invece posizionati a fianco del posto a sedere: l’errore più comune e posizionarli dietro l’ascoltatore. bisogna invece sistemarli immediatamente a destra  e a sinistra, in corrispondenza delle nostre due orecchie, sempre con un volume appena percepibile dal nostro udito.

Gli impianti avanzati di tipo 7.1 sono dotati di altri due speaker, stavolta adatti ad essere posizionati dietro di noi. In questo caso bisogna fare una valutazione: non sempre si tratta di speaker adatti. Nel caso in cui la stanza sia molto grande, o se le persone si siedono su più file diverse, diventa utile aggiungere altri due altoparlanti. In caso contrario, oltre ad una spesa eccessiva si rischierebbe di avere un eccesso di audio.

Infine, i subwoofer: si tratta di strumenti molto importanti che servono ad aumentare la percezione dei suoni bassi.
Un subwoofer economico e mal posizionato può rovinare un impianto altrimenti perfetto. Non esiste a priori un posto migliore di un altro dove collocarli, dipende molto dalla sensibilità personale ma possiamo suggerirvi di evitare gli angoli delle pareti, perché il rimbombo diventerebbe veramente forte.

Testate personalmente il luogo migliore, anche se solitamente si ottengono buoni risultati inserendo il subwoofer tra lo speaker centrale (posizionato sul televisore) e uno dei due speaker situati ai lati dello schermo.

Come resettare qualsiasi Nokia Lumia

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Se volete ripristinare il vostro Nokia Lumia ai dati di fabbrica potreste trovarvi in difficoltà. Il sistema operativo Windows Mobile, infatti, sotto questo aspetto non è così intuitivo come Android. In questa semplice e rapida guida vi spiegheremo come eseguire una formattazione completa di un Nokia Lumia. Nonostante sul mercato esistano diversi modelli di Lumia, è possibile distinguere due procedure di base a seconda del sistema operativo installato:

Procedimento per Windows Phone 7

1- Assicuratevi che il telefono sia spento e che non sia in carica;

2- Tenete premuti i tasti “Volume giù” e “Fotocamera”;

3- Premete, senza rilasciarlo, il tasto di Accensione;

4- Quando il telefono vibra, rilasciate il tasto di Accensione;

5- Aspettate che il telefono si riavvii, senza però rilasciare gli altri tasti.

A questo punto, il vostro Nokia Lumia verrà ripristinato ai parametri di fabbrica.

lumia2

Procedimento per Windows Phone 8

1- Spegnete il telefono tramite l’apposito tasto che posizionato in basso a destra;

2- Premete il tasto di Accensione;

3- Appena il telefono vibra per la prima volta, premete il bottone “Volume giù” fino a quando non vedrete un punto esclamativo apparire sullo schermo;

4- A questo punto dovrete eseguire una combinazione di tasti: in sequenza, schiacciate il tasto per aumentare il volume, quello per abbassarlo, il tasto di accensione e infine di nuovo il tasto per abbassare il volume.

Questa serie di tasti farà in modo che lo smartphone si riavvii mostrando il marchio Nokia. Sullo schermo appariranno una serie di ingranaggi in movimento: il vostro telefono sta ritornando alle impostazioni di fabbrica e potrete notare l’avanzamento del lavoro tramite l’apposita barra bianca di caricamento. Al termine della procedura, il vostro telefono verrà ripristinato ai parametri di fabbrica.