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Smart TV Panasonic 47WT50 – Recensione

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E’ la versione LED del plasma VT50: 3D attivo, processore Dual Core e sistema Smart Viera. Sarà riuscita Panasonic a offrire la stessa qualità?

Panasonic è nota soprattutto per i TV al plasma, ma nel 2013 la sua attenzione si concentrerà sulla tecnologia LCD LED sfruttando i pannelli IPS di sua produzione. Il WT50 che abbiamo provato è il modello top di gamma, la versione LCD del noto VT50 plasma. Cambia il design, con un nuovo tipo di base ad arco, e cambia anche qualche caratteristica principale ma il cuore resta quello, ilsistema Smart Viera Panasonic con processore dual core. Il 47WT50 (1800 euro) ha un sistema 3D attivo, un pannello Clear Panel Pro con local dimming a 16 zone e un evoluto sistema PVR che permette di condividere le registrazioni fatte sulla rete locale.

Passi in avanti sul design, ma si può fare di più

Il TV Panasonic non è il più facile da installare: il montaggio della base in due pezzi è un po’ laborioso, ci sono molte viti e di tipo differente tra loro, ma alla fine si tratta solo di perdere 5 minuti in più per un’operazione da eseguire una sola volta. Il piedistallo offre un buon appoggio e consente la rotazione dello schermo ma è piuttosto ingombrante, il suo design ad arco inoltre non ci pare dei più indovinati.

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Lo schermo non ha vetro di protezione; in presenza di luce riflette le immagini ma in modo moderato, non tale, in pratica, da disturbare le visione. Il bordo è contornato da una cornice scura spessa circa un centimetro e sotto troviamo una piccola appendice in plastica trasparente che ospita il LED di accensione; sul bordo dello schermo, invece, è montata una cornice metallica lucida che si raccorda con il pannello posteriore in lamiera.

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Il TV è decisamente sottile e l’aspetto gradevole: l’andamento regolare del pannello posteriore, con vaschette per ospitare le connessioni, favorisce l’installazione a parete, con buona pace del piedistallo. I materiali utilizzati e il livello di finitura sono buoni, senza eccellere. Le connessioni laterali sono facilmente raggiungibili, a patto che si opti per un’istallazione tradizionale sulla base, cosi come i pulsanti per il controllo senza telecomando, anch’essi di lato.Anche Panasonic, “stretta” dall’esigenza di offrire un TV molto sottile ha deciso di utilizzate connessioni fuori standard per alcune connessioni analogiche (presa scart e component video) fornendo in dotazione gli indispensabili adattatori. 

 

Fonte: D Day – Leggi tutto

Smart TV Philips 47PFL6907 – Recensione

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Con la serie 6900, Philips punta sul design ma non dimentica le feature che l’hanno resa famosa: Ambilight e Pixel Perfect. Abbiamo provato il 47″.

Philips ha farcito questo TV di tutte le funzionalità che l’hanno resa famosa, dall’Ambilight Spectra 2 al processore Pixel Precise HD. Completa, inoltre, la parte Smart TV: c’è il PVR, il controllo con gli smartphone, il Wi-Fi integrato e Smart Screen per condividere la TV su tablet e smartphone all’interno della rete domestica.

Base in metallo, ma finiture non al top

Il TV Philips 6907 è dotato di una base dalla forma particolare, composta da due elementi in metallo: un supporto che si si fissa al retro del pannello e un archetto anteriore fissato al supporto, la cui funzione è quella di equilibrare l’appoggio. Il sistema è efficace e permette la rotazione del TV di qualche grado, il montaggio non è difficile.

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Lo schermo del TV è protetto da un pannello in materiale plastico che si raccorda direttamente alla sottile cornice in metallo sul bordo; da spento, il TV offre un design privo di bordi, accendendolo l’immagine si ferma a circa un centimetro dai bordi. Nell’insieme l’aspetto è molto gradevole, Philips del resto in fatto di design è maestra; non al top, invece, il livello di finitura, che in alcuni dettagli tradisce una costruzione un po’ economica: ci riferiamo, in particolare, al profilo applicato in basso sullo schermo e al pannello posteriore un po’ troppo “plasticoso”; economica, infine, la costruzione del telecomando.

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Il retro del pannello ospita sui due lati l’illuminazione LED del sistema Ambilight: per ottenere un effetto più accentuato è bene porre il TV vicino alla parete. I pulsanti di controllo sono disposti di lato dietro al pannello, facilmente raggiungibili, come del resto le connessioni laterali. Il TV, per le connessioni scart, video component e audio stereo richiede l’utilizzo di adattatori forniti in dotazione e questo non è un problema; può esserlo, invece, la scelta di porre alcuni connettori in posizione tale da renderli non accessibili in caso di installazione a parete: tra di essi troviamo in particolare anche la presa di rete LAN.

 

Fonte: D Day – Leggi tutto

Come collegare lo smart tv ad internet

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Con l’evoluzione tecnologica che sta modificando gli apparati multimediali disponibili sul mercato in maniera pressoché radicale, gli strumenti tecnologici a disposizione degli utenti sono innumerevoli e variegati. Accostata a questa vasta gamma di prodotti di consumo tecnologico si sono affacciati anche dei veri e propri sistemi operativi integrati che permettono di creare una convergenza fra la metodologia di utilizzo dei personal computer e quello della televisione. Da questo binomio sono nate quelle che vengono definite in gergo commerciale le “Smart Tv” che tradotto letteralmente dall’inglese sta a significare “Televisione Intelligente”. Quello che contraddistingue le televisioni intelligenti dalle altre è sicuramente la capacità di collegarsi ad internet e poter usufruire di contenuti online. Collegare la propria smart tv a internet è un procedimento piuttosto semplice e consente di accedere a molti contenuti online che potrete vedere direttamente dallo schermo della vostra televisione. In questa guida vi illustrerò con pochi e semplici passi il come collegare lo smart tv ad internet e sfruttare al massimo i benefici di questo collegamento godendovi al meglio i servizi di streaming video su internet. Potrete scaricare applicazioni direttamente tramite la t. V o semplicemente navigare sul web. Attraverso la lettura di questa semplice e pratica guida, apprenderete dunque come collegare lo smart tv ad internet.

Assicurati di avere a portata di mano:

  • Smart Tv
  • Collegamento Wi-Fi

Passaggi:

  1. Per visualizzare ottimamente i contenuti online sul vostro schermo TV, si rende necessario disporre di una connessione wi-fi ad alta velocità (altrimenti il collegamento sarà lento e non vi consentirà una buona visione). Il primo passo da effettuare dunque, sarà reperire l’adattatore wireless smart TV (facilmente reperibile presso un rivenditore di elettronica e informatica autorizzato). Tale dispositivo permetterà di collegare immediatamente a internet la smart t. V in modalità wireless offrendo prestazioni di velocità maggiori rispetto a un semplice collegamento tramite il classico cavetto, infatti vi basterà inserire l’adattatore sul retro della smart tv e permettere il collegamento tramite l’inserimento nella porta ethernet (ingresso facilmente individuale nel retro) della TV.
  2. È importante sapere che il collegamento della smart t. V a internet potrà avvenire anche tramite il classico cavetto usb utilizzato frequentemente (e dunque senza l’ausilio dell’adattatore wireless). In realtà tale dispositivo non è in grado di offrire una visione di contenuti; foto; video HD ad un alta definizione perché per poterla ottenere si rende necessaria una connessione ad internet ad alta velocità facilmente ottenibile con l’ausilio di un router (ulteriore dispositivo che permette la distribuzione della connessione internet fra più computer). Consiglio comunque agli utenti di provare inizialmente il collegamento tramite il cavetto usb.

 

Fonte: Very Tech – Leggi tutto

Installare un interruttore per la luce wireless

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Quante volte ci sarà capitato di avere bisogno di inserire un punto luce in una parte della nostra casa, ma non abbiamo intenzione di rompere il muro per far passare i cavi, oppure non vogliamo vedere le canalette bianche che invadono la nostra parete. Quindi la soluzione consiste di acquistare e montare in pochi minuti un interruttore wifi con annesso ricevitore.
L’interruttore funziona come un telecomando quindi lo potette posizionare in qualunque punto della casa, funziona con una micro batteria da 12 volt,se acquistate l’interruttore della life è compresa la batteria che dura più di due anni. Il ricevitore lo attaccate direttamente alla rete elettrica. Se preferite usare una presa già esistente potette optare per il modulo da presa, ma io vi consiglio il modulo da cassetta elettrica, non si vede ed è più efficace perchè non vi occupa una presa inutilmente.

Cosa serve per completare questa guida:

– giravite a spacco piccolo;
– cercafase;
– spellafili;
– qualche metro di cavo elettrico;
– pinza;
– tenaglia;
– trapano;
– tasselli da 6mm.

Passaggi:

  1. Per prima cosa dovete acquistare l’interruttore con il relativo ricevitore.
    Aprendo la scatola vi ritroverete tra le mani due aggeggi, il primo è un pulsante/interruttore, il secondo è una scatoletta bianca con 4 morsetti a vite e due rotelle di regolazione per la frequenza.
  2. Ora facendo leva con un giravite rimuovete il pulsante dall’interruttore e vedrete le stesse rotelle di regolazione che vi sono sul ricevitore. Ora regolatelo su a-1, vi consiglio di usare lettere e numeri progressivi così in caso di successive installazioni non avremo interferenze
  3. Ora scelta la frequenza sull’interruttore riportiamo lo stesso valore sul ricevitore, utilizzando un gira vite a spacco piccolo faciliteremo questo compito, ora possiamo cominciare con l’installazione vera e propria
  4. Individuiamo una cassetta elettrica a parete in cui potremo inserire il ricevitore, quindi apriamo la cassetta elettrica e individuiamo terra e la fase normalmente individuati dai fili colore marrone e blue.
  5. Ora distacchiamo l’interruttore elettrico principale di casa e proseguiamo collegando opportunamente i fili marrone e blue nei morsetti indicati, colleghiamo il filo blue la fase in prossimità del morsetto contraddistinto dalla lettera l, poi il cavo marrone lo colleghiamo in prossimità del morsetto contraddistinto dalla lettera n, ci sono due lettere n ma non fa differenza su quale lo mettiate, per una questione di ordine vi consiglio di utilizzare quello adiacente a l morsetto l
  6. Ora riattaccate la corrente e provate a premere sul pulsante dovreste udire un “tac” ciò indicherà che tutto è stato montato correttamente. Ora distaccate nuovamente l’interruttore principale e preparate la lampada o il faretto che volete installare.

 

Fonte: Ewrite – Leggi tutto

Come scegliere un impianto Home Theater

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L’home theater può ricreare un vero e proprio teatro in miniatura a casa propria. La qualità dell’immagine e del suono sono assicurati ed i vari dispositivi che compongono l’impianto home theater possono renderli eccezionali. Scopri la nostra guida agli acquisti per trovare l’home theater dei vostri sogni.

Elementi dell’home theater

Un home theater classico è composto da:

  • uno schermo televisivo o di un Videoproiettore;
  • un amplificatore;
  • un lettore (dvd o Blu-ray) ;
  • un altoparlante centrale;
  • Due altoparlanti frontali.

In opzione:

  • un subwoofer (attivo o passivo);
  • due altoparlanti surround.

L’immagine: il televisore

Schermo LCD

Un televisore LCD consuma meno energia rispetto al plasma ed è spesso meno ingombrante. Tuttavia, l’immagine tende ad essere meno perfetta, il contrasto e la luminosità è di qualità inferiore. A seconda dell’angolo, osserviamo anche una perdita di contrasto.

Schermo plasma

I vantaggi del plasma attraverso un sistema home theater sono numerosi: colori naturali, luminosità eccellente, immagine di meno pixellizzata rispetto ad uno schermo LCD, un angolo di visione di oltre 160°. Attenzione, però, un plasma è più costoso di un LCD, e il suo consumo energetico è più alto di circa il 20%. Ma questo tipo di televisore è più adatto per il home theater.

Sulla risoluzione dello schermo, si consiglia una risoluzione minima di 1366 x 768. Per le dimensioni dello schermo, tutto dipende del vostro budget e delle dimensioni della vostra camera. È ovvio, più maggiori sono le dimensioni dello schermo, più l’immagine possiede pixel. Nel caso di un home theater, lo schermo di 32pollici è un minimo per godere di una grande immagine.

Per la luminanza, scegliere uno schermo con un valore minimo di 1 000 cd/m².

L’immagine: i proiettori

Retroproiettore

Un retroproiettore è un grande schermo monoblocco, più sottile di un televisore a tubo catodico e più profondo di un plasma o LCD. Il retroproiettore è una scelta molto buona come parte di un impianto home theater perché offre una grande immagine per un prezzo molto ragionevole. Da considerare d’altronde che questo tipo di dispositivo non esiste quasi più come nuovo sul mercato. Uno degli inconvenienti maggiori rimane la durata di vita della lampada. (circa 8 000 ore).

Videoproiettori

Ideale per avere la sensazione di essere in un cinema reale. Il videoproiettore proiettata in effetti, l’immagine su uno schermo o una parete permettendo al telespettatore di visualizzare un filmato in grande formato.

Ci sono diversi tipi di videoproiettori :

  • Il videoproiettore LCD: È il più economico sul mercato ed è destinato principalmente ad uso informatico (PowerPoint. ..);
  • Il videoproiettore tri-LCD: Con un ottimo rapporto qualità/prezzo e una buona qualità d’immagine;
  • Il videoproiettore DLP-DMD: Ancora molto costoso, ma offre una qualità d’immagine molto buona;
  • Il videoproiettore CRT: Uno dei più costosi, con un’immagine eccellente e un contrasto molto buono.

Controllate sempre che la risoluzione del proiettore sia di almeno 1024 x 768 pixel.

 

Fonte: Ccm – Leggi tutto

Come scegliere una Smart TV

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Scegliere un TV al giorno d’oggi non è una passeggiata. Negli ultimi anni abbiamo infatti assistito a una vera e propria invasione di sigle, numeri e tecnologie: chi non ha seguito passo dopo passo tutte le evoluzioni del mercato, potrebbe nel 2014 avere le idee parecchio confuse su quale TV scegliere.

Fino al decennio scorso la domanda scontata era una sola: meglio plasma o LCD? Questa domanda è ancora valida al giorno d’oggi (anche se in misura molto minore), alla quale si sono aggiunte nel corso del tempo tante altre tecnologie, che hanno complicato ancor di più la scelta: oggi tra DLNA, USB, Smart TV, LED, OLED e 3D attivo/passivo i dubbi sono aumentati.

Ecco perché, a grande richiesta, abbiamo deciso di proporre questa guida: l’obiettivo è orientare non tanto chi già è esperto di nuove tecnologie, quanto piuttosto chi vuole indicazioni precise per acquistare un televisore ma gli “mancano le basi” per scegliere in maniera oculata ed intelligente in base alle proprie necessità.

Con questa guida, che vuole essere semplice e diretta, la scelta non potrà che essere quella giusta.

Dimensioni diagonale TV

Partiamo dalle cose essenziali: la dimensione dello schermo è sempre stato il primo parametro che si valuta di un TV.

diagonale tv

È senza dubbio un parametro importante da valutare, anche perché sul mercato c’è davvero di tutto e di più: dai 19’’ fino oltre i 60’’, c’è una soluzione ideale per tutte le tasche e tutti gli ambienti. Non c’è una regola precisa su quale misura scegliere, ma sulla carta possiamo affermare questa regola empirica: “finché ci entra senza problemi nello spazio scelto per ospitare la nuova TV (un soggiorno, la cucina, la camera da letto) scegliamo sempre il modello più grande possibile”; prendiamo quindi le misure del TV e dello spazio destinato al medesimo e scegliamo il TV più grande possibile.

Ricordiamo inoltre che per sostituire una vecchia TV da 32” non si deve necessariamente comprare un LCD da 32”:consiglio di orientarsi sempre su schermi di grandi dimensioni (40″ o superiore), calcolando ovviamente lo spazio a vostra disposizione.

Caratteristiche indispensabili

Oltre alle dimensioni contano anche gli extra che la TV è in grado di offrirci; tra questi non devono mancare su un TV del 2014:

  • Supporto FullHD 1080p: ormai è lo standard di fatto dell’alta definizione, scegliamo un modello che supporti i 1080p e trascuriamo i modelli a 720p (ormai obsoleti).
  • Supporto Digitale Terrestre, via Cavo o Satellitare: ormai l’analogico è in pensione, cerchiamo di scegliere un TV che supporti le ultime tecnologie per quanto riguarda il sintonizzatore (DVB-S, DVB-T2 e DVB-C).
  • Varie porte USB: la presenza della presa (o, meglio, delle prese) USB è un vero e proprio must su un TV moderno. Queste porte permettono di collegare fotocamere, chiavette USB e hard disk esterni per vedere foto, video e ascoltare musica. La cosa più importante, però, è la riproduzione di film e video tramite USB: di solito le TV sono compatibili con la maggior parte dei formati (ma meglio informarsi preventivamente salvo trovarsi amare sorprese), assicuratevi che leggano tutti i codec principali per i contenitori AVI e MKV. Le TV di fascia alta permettono anche di registrare su chiavetta le trasmissioni (funzione PVR). Attenzione però: le registrazioni sono criptate e possono essere viste solo sulla TV che le ha registrate.
  • Connettività di rete: fino a qualche anno fa era un extra quasi inutile, oggi è praticamente fondamentale. Bisogna assicurarsi che il TV abbia almeno una porta di rete Ethernet o, meglio ancora, il WiFi integrato. Poche persone infatti hanno una casa cablata e la presenza del Wi-Fi permetterà l’accesso ad Internet consentendo quindi sia l’utilizzo delle funzioni Smart TV sia l’accesso a foto e video presenti sulla rete domestica tramite DLNA o tecnologie simili. Nel dubbio, specie se il prezzo è alto, meglio un TV più piccolo che ha tutto che un TV enorme con qualche carenza (si risparmia moltissimo e si ottiene un TV completo).

 

Fonte: Chimera Revo – Leggi tutto

Android 5.0 Lollipop. Le novità di sicurezza

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E dopo il cioccolato, arrivò il lecca-lecca. Mentre Android 5.0 Lollipop resta nascosto sotto il velo, in attesa della sua uscita prevista (in via ufficiosa) per il prossimo 3 novembre sui nuovi terminali Nexus 6 (Motorola) e Nexus 9 tablet (Htc), l’azienda di Mountain View si appresta a rinnovare il suo sistema operativo mobile con una lunga serie di novità.

In attesa, ovviamente, di estendere l’aggiornamento anche agli altri componenti della famiglia Nexus, vale a dire la serie 5 e la 4.
Il nuovo sistema operativo Android porta rispetto al passato una ventata di novità, dal miglioramento dell’architettura alla gestione della batteria, dal supporto dei dispositivi 64 bit a un’interfaccia ridisegnata. A detta di Google, Lollipop rappresenta “la più grande release Android fino a oggi“, con oltre 5.000 nuove API. Le novità saranno davvero molte: vediamone alcune in anteprima.

lollipop51- Debutto ufficiale
I primi terminali che ospiteranno in modo nativo Android 5.0 Lollipop saranno lo smartphone Motorola Nexus 6 e il tablet Htc Nexus 9, con debutto ufficiale previsto per il 3 novembre prossimo. Subito dopo, Lollipop sarà reso disponibile come aggiornamento per gli altri componenti della famiglia Nexus: le serie 10, 7, 5 e 4.

Sempre secondo quanto trapela dai vertici di Big G, a partire dall’ultimo weekend di ottobre il developer.android.com ospiterà l’SDK e le prime immagini del nuovo Lollipop.

2- Interfaccia grafica
Una delle principali novità che si presenteranno agli utenti è rappresentata dalla grafica del nuovo sistema operativo. Completamente ridisegnata, l’interfaccia è stata catalogata dai vertici di Mountain View sotto la dicitura “Material design“: un mix di animazioni, effetti grafici, ombre e luci destinati a dare un effetto 3D e uno stile dinamico a smartphone e tablet.

3- Notifiche migliorate
Stufi di ricevere mille notifiche sul vostro device? Con Lollipop sarà possibile gerarchizzare tutti gli avvisi, assegnando a ogni applicazione o servizio un ordine di priorità. A partire dal lock screen, ad esempio, si potrà rispondere direttamente a sms, mail, chat, mentre in altri casi sarà possibile decidere il grado di importanza di una notifica semplicemente selezionandola e impostando il grado di priorità attraverso i tasti del volume (da priorità “minima” a “massima”). Giochi e contenuti multimediali potranno infine beneficiare di una modalità “non disturbare” che eviterà di visualizzare chiamate e notifiche durante il loro utilizzo.

4- Miglioramenti di sicurezza
La crittografia, di serie: Lollipop prevede in modo nativo l’attivazione della crittografia dispositivo, allo scopo di garantire maggiore privacy e sicurezza all’utente. Fino a oggi questa caratteristica (apprezzata da milioni di persone in tutto il mondo) era attivabile a discrezione dell’utente dalle impostazioni di sistema. Con l’integrazione nativa della crittografia, Google punta a dare un giro di vite al furto di dati in ambiente mobile, garantendo agli utenti maggiore sicurezza in caso di furto o perdita del device (ad ogni accesso dovrà essere inserito il pin necessario a codificare il sistema criptato).

Di nuova introduzione anche la modalità “utente ospite“, particolarmente apprezzata da chi è solito prestare, anche per brevi periodi di tempo, il proprio device a parenti o amici. Sfruttando questa funzione è possibile creare account ospiti illimitati per ciascuno dei quali sarà possibile scegliere cosa mostrare, a quali applicazioni o servizi accedere, limitare o meno l’uso del wi-fi o della connessione dati. In ogni caso, agli ospiti sarà precluso l’accesso a documenti, account e file personali.

lollipop35- Android Smart Lock
Se fino ad oggi la sicurezza di Android vi andava stretta, l’introduzione di Smart Lock potrebbe farvi cambiare idea.

Anziché ricorrere ai tradizionali sistemi di sblocco del dispositivo (pin, pattern, etc…), verrà data all’utente la possibilità di associare il proprio smartphone o tablet a una serie di dispositivi riconosciuti, come Android Smartwatch, il sistema bluetooth della propria automobile, un secondo smartphone o tablet, oppure registrare una particolare espressione facciale senza la quale, ovviamente, non sarà possibile sbloccare il “lucchetto” del device.

Nel momento in cui uno di questi dispositivi associati si troverà nel campo di azione, il dispositivo bloccato potrà essere riattivato con un’operazione semplice quale la pressione di un determinato tasto o di un punto dello schermo. Smart Lock beneficia del modulo di sicurezza SELinux, allo scopo di fornire maggiore protezione contro l’attacco da parte di malware e ridurre i rischi in caso di future vulnerabilità.

6- Batteria
Una delle novità più attese riguarda il capitolo durata della batteria. L’implementazione del “Project Volta” di Google (nome particolarmente evocativo quando si parla di energia) metterà a disposizione di Lollipop una modalità di risparmio energetico che si avvierà automaticamente quando il livello scenderà al di sotto di una soglia minima, allo scopo di estendere il più possibile la durata della batteria.

In questa modalità il sistema operativo provvederà in autonomia a ridurre il carico della CPU, la luminosità del display e a disattivare progressivamente le connessioni non utilizzate. A detta dei tecnici di Google, la modalità Power Saving potrebbe garantire fino a 90 minuti di carica extra a un dispositivo scarico. Un timer, infine, avviserà l’utente circa il tempo residuo stimato di durata della batteria o, durante la ricarica, del tempo necessario per riportare la batteria al 100%.

lollipop47- Kill Switch
Quando si vende o si cede un dispositivo mobile, è sempre bene accertarsi che tutti i dati contenuti vengano distrutti. Definitivamente.

Android 5.0 Lollipop offre in questo caso una nuova funzione che consente appunto di realizzare, con pochi tap dello schermo, un hard reset e riportare quindi il dispositivo allo stato di fabbrica.
Per evitare fughe e appropriazioni di dati in caso di furto, la funzione kill switch consente inoltre di bloccare il dispositivo con una chiave dedicata (diversa da quella tradizionale a 4 cifre) rendendolo inutilizzabile da chiunque, a meno ovviamente di non eseguire un hard reset con conseguente perdita dei dati. Le operazioni previste da Kill Switch potranno essere eseguite anche da remoto attraverso l’Android Device Manager

8- Performance Boost
La velocità sarà una delle caratteristiche principale del nuovo sistema operativo mobile di Google. Per questo il motore ART celato sotto il cofano di Lollipop porta con sé una nuova tecnologia runtime, finalizzata al miglioramento delle performance generali del sistema e alla scomparsa di ogni minimo rallentamento.

In quest’ottica, il pieno supporto alla tecnologia 64 bit è volto ad abbracciare gli smartphone e i tablet di ultimissima generazione, incrementando ulteriormente le performance del sistema: prestazioni desktop all’interno di uno smartphone.

Premesse non da poco che caricano di grande attesa il debutto del nuovo sistema operativo, in attesa delle date ufficiali di presentazione e di rilascio degli aggiornamenti per i sistemi precedenti.

Shellshock: tutto sulla nuova vulnerabilità dei sistemi Apple e Linux/Unix

La vulnerabilità Shellshock, recentemente scoperta dal team di sicurezza della softwarehouse Red Hat, è destinata a sconvolgere il mondo informatico per due semplici ragioni: la sua portata (si parla di decine di milioni di macchine nel mondo) e l’impossibilità di realizzare una patch universale per correggere il bug.

La vulnerabilità. Tecnicamente parlando Shellshock (chiamata anche Bash-bug o Bash-backdoor) è una vulnerabilità che può permettere a un criminale informatico di comandare a distanza un server web o un sistema basato su architettura Linux/Unix. L’hacker di turno, sfruttando questa debolezza insita nella shell “Bash“, può ordinare al sistema di eseguire un qualsiasi comando. Una volta contagiato il sistema bersaglio, le conseguenze sono le più disparate e vanno dal furto di dati personali allo sfruttamento della piattaforma per sferrare attacchi all’esterno.

Vulnerabilità ShellshockCome funziona. Shellshock può colpire tutti i sistemi che utilizzano la shell Bash (Bourne Again Shell), deputata a processare le variabili di ambiente traducendole in un linguaggio comprensibile al sistema, attraverso il cosiddetto parsing delle variabili.

Un’attività che i sistemi Linux/Unix compiono automaticamente e che, attraverso l’immissione di una variabile malevola inserita da un pirata informatico, potrebbe arrivare a compromettere l’intero sistema operativo garantendogli l’accesso remoto illimitato alla macchina.

I sistemi colpiti. Attualmente sono considerate a rischio numerose distribuzioni di Linux e Unix, incluso Mac OS X Mavericks che utilizza per l’appunto la shell Bash caratterizzata dalla vulnerabilità. Negli ultimi giorni diverse aziende produttrici di distribuzioni Linux si sono preoccupate di rilasciare patch per arginare il problema, spesso parziali e non totalmente risolutive. L’unica soluzione percorribile, al momento, sembrerebbe essere quella di bloccare la processazione automatica delle variabili di ambiente da parte della shell, lasciando all’utente la facoltà di importare soltanto le funzioni desiderate. È il caso ad esempio di FreeBSD, che attraverso un apposito aggiornamento ha disabilitato il parsing dei comandi che consentivano a un hacker la possibilità di accedere al sistema sfruttando Bash.

A rischio, secondo le prime notizie, anche i sistemi Windows che ospitano programmi con utilizzo della shell Bash.
Apple è recentemente intervenuta sull’argomento evidenziando come i sistemi Mac OSX, in configurazione di defaulti, risultino pressochè immuni al sistema relegando la vulnerabilità ai soli utenti che hanno configurato i servizi UNIX avanzati sulle proprie macchine. In queste ore, ad ogni modo, l’azienda di Cupertino ha rilasciato l’apposita patch OSX Bash 1.0 per i sistemi Mavericks, Mountain Lion e Lion.

La portata del problema. Se Heartbleed era stato considerato, appena pochi mesi fa, la più grande vulnerabilità nella storia dell’informatica, il Bash-Bug “Shellshock” è destinato a contendersi il triste primato. E, probabilmente, a conquistarsi il primo posto.

La criticità più evidente è rappresentata dal numero di macchine vulnerabili: un numero imprecisato di computer, laptop, smartphone e tablet che utilizzano la shell incriminata, oltre a un numero imprecisato di server web aziendali, modem, router e apparecchiature connesse alla Rete.

Per tutti questi sistemi e device nei prossimi mesi verranno rilasciate patch e aggiornamenti, che riguarderanno però soltanto quelli più moderni e ancora supportati. Per gli altri, invece, la vulnerabilità continuerà a rimanere scoperta. Heartbleed, inoltre, permetteva ai criminali informatici di accedere e rubare le informazioni contenute nei sistemi. Shellshock, oltre a questi rischi, consente all’attaccante di prendere possesso della macchina, infettarla con malware e con un worm capace di replicarsi all’infinito e di infettare a sua volta nuove macchine, estendendo il rischio su una scala globale.

La beffa. Uno degli aspetti più sconvolgenti riguardo alla vulnerabilità è il fatto che la falla esisterebbe da circa 20 anni, da quando cioè la shell Bash è stata implementata nei primi sistemi Linux/Unix. In tutto questo tempo i pirati informatici a conoscenza del problema potrebbero aver controllato un numero imprecisato di macchine e server, all’insaputa dell’intero mondo informatico. Un elemento che accomuna il problema alla falla di Heartbleed, aperta da anni e scoperta, purtroppo, anch’essa con grave ritardo.

Bug della shell BashLe soluzioni. Partiamo dalle utenze domestiche e dagli utenti comuni, vale a dire la stragrande maggioranza dei sistemi potenzialmente vulnerabili. In questo caso, a meno di non mettere mano a consolle di sistema, codici e comandi, l’unica soluzione percorribile è quella di attendere il rilascio di apposite patch che risolvano alla radice il bug della shell Bash. In attesa del loro rilascio, è sempre bene aggiornare i sistemi operativi all’ultima versione e installare tutte le patch di sicurezza rilasciate ad oggi.

Per quanto riguarda utenti esperti, IT manager, amministratori di reti e sistema, è lecito aspettarsi per la prossime settimane una corsa contro il tempo che li vedrà protagonisti contro gli attaccanti che hanno già iniziato a operare per infettare un numero imprecisato di sistemi. Utenti esperti, inoltre, possono eseguire un semplice controllo dei server log per verificare l’esposizione alla vulnerabilità attraverso il servizio Shellshocker tool.

Lo scenario nel lungo termine. Al di là dei sistemi operativi, la falla di sicurezza coinvolge come già spiegato una lunga serie di dispositivi che operano in ambiente Linux/Unix e che fanno uso dello script shell Bash. Eccezion fatta per quelli più moderni e ancora supportati, per tutti quelli datati e abbandonati a sé stessi dalle case produttrici (con conseguente assenza di aggiornamenti) è lecito aspettarsi nel futuro una lunga serie di attacchi sferrati dai pirati informatici sfruttando la vulnerabilità nota.

Conclusioni. A pochi giorni dallo “Zero Day” di Shellshock, è ancora difficile tracciare un quadro che renda l’effettiva portata del problema. Il consiglio, in questi casi, è di controllare giornalmente il rilascio di aggiornamenti per le macchine e i sistemi operativi colpiti, aggiornandoli appena possibile all’ultima versione disponibile.

Da controllare, inoltre, il rilascio di patch per tutti i dispositivi a rischio: modem, router, software, client ftp. Data l’importanza dell’allarme lanciato e considerata l’affannosa corsa delle più importanti softwarehouse mondiali nel tentativo di arginare la falla, il consiglio è sempre quello di tenersi informati e non abbassare la soglia di attenzione, controllando frequentemente la presenza di aggiornamenti. In caso contrario, le conseguenze potrebbero essere veramente disastrose.

Apple. 2 nuovi iPad Air e l’iWatch in arrivo entro Natale

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A poca distanza dal lancio di iOS 8, dell’iPhone 6 e dell’iWatch, Apple avrebbe avviato la produzione di due nuovi modelli di iPad, entrambi programmati per arrivare prima di Natale.

Secondo fonti di Bloomberg, Apple ha già iniziato la produzione del prossimo iPad da 9,7 pollici, presumibilmente la prossima generazione di iPad Air. Il dispositivo dovrebbe essere presentato entro la fine di questo trimestre o durante la prima parte del successivo. Secondo Bloomberg il lancio sarebbe stato leggermente posticipato per “complicazioni di produzione connesse con l’uso di un nuovo rivestimento anti-riflesso”, destinate a migliorare la leggibilità alla luce del giorno.

La prossima generazione di iPad raggiungerà comunque un mercato decisamente diverso dai precedenti, dopo diversi trimestri consecutivi di calo significativo di anno in anno. Nel terzo trimestre le vendite di quest’anno sono calate a 13,3 milioni per una diminuizione del nove per cento dai 14,6 milioni di un anno prima, mentre nel secondo trimestre le vendite per il 2014 sono scese del 16 per cento a 16,35 milioni.

Gli analisti ritengono che siano soprattutto i phablets Android a causare un calo delle vendite in tutta la linea dei tablet, specie per la Apple, dove il calo delle vendite di iPad è stato più importante che per altre aziende. Il capo esecutivo della Mela, Tim Cook ha tuttavia chiarito di non essere preoccupato per le vendite in calo dell’iPad e ha più volte sottolineato che il vero business della società si concentra sul mondo dell’impresa, dove la penetrazione dei tablet rimane stabile, specie nel mercato cinese. Inoltre, nonostante la rivoluzione dei phablets, l’iPhone con schermo da 5,5 pollici, in programma per settembre, permetterà di rimanere leader del mercato.

Nel frattempo, iOS 8 dovrebbe essere uno dei più importanti aggiornamenti del sistema operativo negli ultimi anni, in grado ri risolvere diverse lacune che lo distanziano, quanto a prestazione, da Android, tra cui la possibilità di usare tastiere di terze parti, widget, e la condivisione di dati tra le applicazioni.

BlackBerry compra Secusmart: presto più sicurezza mobile

Waterloo, ON – BlackBerry Limited, leader mondiale nella comunicazione mobile, ha raggiunto un accordo per acquisire Secusmart GmbH, azienda leader nella crittografia ad alta sicurezza di dati e voce e nelle soluzioni anti-intecettazione per organizzazioni governative, aziende e fornitori di servizi di telecomunicazioni in Germania e in tutto il mondo.

L’operazione è subordinata ad alcune condizioni che dovranno essere soddisfatte, tra cui il ricevimento delle approvazioni regolatorie.

“Miglioriamo continuamente le nostre soluzioni per la sicurezza al fine di stare al passo con la crescente complessità della mobilità aziendale, con i device che vengono utilizzati per compiti sempre più cruciali e per immagazzinare informazioni sempre più critiche e gli attacchi alla sicurezza che diventano ogni giorno più sofisticati”, ha detto John Chen, Executive Chairman e CEO di BlackBerry. “L’acquisizione di Secusmart conferma il nostro impegno nell’affrontare costi e minacce sempre crescenti legate alla Security, che vanno dalla privacy individuale alla sicurezza nazionale. Questa acquisizione rinforza le nostre soluzioni per la sicurezza con le migliori tecnologie di crittografia dati, voce e anti-intercettazione e promuove la leadership di BlackBerry nella sicurezza delle soluzioni mobile end-to-end.”

BlackBerry e Secusmart hanno già collaborato in passato per offrire l’innovativa tecnologia Secusmart a clienti che hanno le più stringenti necessità relative alla Security. Infatti, lo scorso anno, la soluzione SecuSUITE per BlackBerry® 10 è stata scelta dall’Ufficio Federale tedesco per la Sicurezza delle Informazioni per le comunicazioni classificate dei più alti funzionari pubblici del Paese. Attraverso questa collaborazione, le due aziende hanno fornito smartphone BlackBerry equipaggiati con Secusmart a un significativo numero di agenzie governative tedesche e a quasi tutti i ministri e leader, inclusa la Cancelliera Angela Merkel.

“Questa operazione è una fantastica opportunità per accelerare la crescita nel mercato delle soluzioni per comunicazioni sicure ad alta qualità, spinti dalla necessità di combattere le intercettazioni elettroniche e il furto di dati”, ha detto Hans-Christoph Quelle, Managing Director di Secusmart. “Le soluzioni Secusmart e BlackBerry già rispondono ai più alti requisiti di sicurezza delle autorità federali tedesche e della Nato per le comunicazioni riservate. Vediamo opportunità significative per introdurre le soluzioni Secusmart presso altri clienti governativi e aziendali di BlackBerry nel mondo.”