Punti chiave
I leader del G7 si riuniscono nella localitร montana di Kananaskis, nelle Canadian Rockies, a circa 90 chilometri a ovest di Calgary, per un summit che si annuncia giร come uno dei piรน delicati degli ultimi anni. Al centro dellโattenzione, oltre alle crisi internazionali che agitano il Medio Oriente e lโUcraina, cโรจ la presenza di Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, che rischia di catalizzare tensioni e divisioni tra i partner occidentali.
Le prioritร di Carney e lโombra di Trump
Il primo ministro canadese Mark Carney ha dichiarato di voler puntare su tre obiettivi principali: rafforzare la pace e la sicurezza, costruire catene di approvvigionamento di minerali critici e promuovere la creazione di posti di lavoro. Tuttavia, queste prioritร rischiano di essere oscurate dalle questioni piรน urgenti e divisive, come i dazi imposti dagli Stati Uniti e la gestione dei conflitti in Medio Oriente e Ucraina.
La presenza di Trump rappresenta una variabile imprevedibile: il presidente americano, noto per il suo approccio diretto e spesso provocatorio, ha giร in passato sconvolto i vertici del G7, come accaduto nel 2018, quando lasciรฒ il summit canadese prima della conclusione, definendo lโallora primo ministro Justin Trudeau โmolto disonesto e deboleโ e ordinando alla delegazione statunitense di ritirare il sostegno al comunicato finale.
Il vertice arriva in un momento di estrema incertezza. Giovedรฌ scorso, Israele ha lanciato una serie di attacchi contro lโIran, colpendo duramente gli sforzi diplomatici per evitare unโescalation militare. Il conflitto in Medio Oriente รจ diventato cosรฌ un altro punto di frizione tra gli alleati, con il Regno Unito che ha giร annunciato lโinvio di supporto militare nella regione. Il premier britannico Keir Starmer, in viaggio verso il Canada, ha sottolineato la necessitร di de-escalation, ma ha anche riconosciuto il diritto di Israele a difendersi.
Anche la guerra in Ucraina rimane un tema centrale, con il presidente Volodymyr Zelenskyy presente al summit e atteso un faccia a faccia con Trump, dopo il loro precedente incontro controverso alla Casa Bianca.
Il ruolo di Giorgia Meloni e la posizione italiana
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni รจ arrivata a Kananaskis con lโobiettivo di rafforzare il profilo internazionale dellโItalia e portare al tavolo le prioritร nazionali, a partire dalla gestione dei flussi migratori e dalla sicurezza. Meloni introdurrร la sessione dedicata alle โcomunitร sicureโ, puntando a valorizzare lโapproccio italiano basato su partenariati con i Paesi africani, accordi bilaterali per il controllo delle partenze e investimenti mirati alla stabilizzazione delle aree di origine, in continuitร con il Piano Mattei. LโItalia, inoltre, ha avviato una coalizione G7 contro il traffico di migranti, sostenuta da Stati Uniti e Regno Unito, che punta sulla cooperazione in ambito di intelligence e sul sequestro dei proventi illeciti.
Meloni si propone come ponte tra lโamministrazione Trump e il resto dellโEuropa, cercando di mediare sulle questioni dei dazi e di mantenere un profilo credibile sia verso Washington sia verso Bruxelles. Prima della partenza per il Canada, la premier ha tenuto consultazioni con i ministri e i vertici dellโintelligence, oltre a colloqui telefonici con Trump, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, dimostrando lโattenzione italiana verso la diplomazia multilaterale e la ricerca di soluzioni condivise.
La strategia del Canada e il clima del vertice
Il Canada, da paese ospitante, cerca di evitare scontri frontali con Trump, consapevole che ogni parola o gesto del presidente americano potrebbe avere conseguenze imprevedibili. Un esperto di affari internazionali e giร consigliere dellโex premier Justin Trudeau ha dichiarato: โQuesto incontro sarร considerato un successo se Donald Trump non avrร unโesplosione che metta sottosopra lโintera riunione. Qualsiasi cosa oltre questo sarร un bonusโ.
Un analista di economia internazionale e giร funzionario della Casa Bianca ha aggiunto: โLo scenario migliore รจ che non ci siano vere e proprie esplosioni alla fine del verticeโ.
Un summit senza comunicato finale
Per la prima volta, il Canada ha deciso di rinunciare alla tradizionale dichiarazione congiunta alla fine del summit, una scelta che riflette il clima di divisione e la difficoltร di trovare una posizione comune su questioni come i dazi e le crisi internazionali. Saranno invece diffuse sette dichiarazioni brevi, ciascuna relativa a uno dei temi chiave: finanziamento dello sviluppo, intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche, contrasto agli incendi, minerali strategici, repressione transnazionale e lotta al traffico di migranti.
Il G7 2025 si apre dunque allโinsegna della cautela e della speranza di evitare scontri, ma con la consapevolezza che la presenza di Trump e le crisi globali potrebbero riscrivere gli equilibri e le dinamiche del summit. La posta in gioco รจ alta: non solo la coesione tra alleati, ma anche la capacitร di affrontare insieme le sfide piรน urgenti del pianeta. Il ruolo dellโItalia, in questa cornice, si conferma centrale per la mediazione e la ricerca di soluzioni pragmatiche ai grandi dossier internazionali.


