HomeAttualitàIsraele decapita la mente atomica dell’Iran

Israele decapita la mente atomica dell’Iran

Nove nomi. Nove bersagli. Nove eliminazioni simultanee. Con l’operazione Rising Lion, Israele ha colpito il cuore scientifico del programma nucleare iraniano. Non depositi, non centrifughe: le menti. Tutti gli esperti considerati essenziali per la costruzione di una bomba atomica sono stati uccisi tra giovedì e venerdì notte in una serie di raid chirurgici condotti nei pressi di Teheran e in altri siti sensibili del Paese.

Le vittime non sono figure secondarie. Si tratta di scienziati di primissimo livello: ingegneri nucleari, fisici teorici, specialisti in arricchimento dell’uranio. Nomi che fino a ieri rappresentavano l’élite tecnica della Repubblica islamica. Alcuni erano considerati gli eredi diretti di Mohsen Fakhrizadeh, l’architetto del programma atomico iraniano ucciso nel 2020.

L’elenco, reso pubblico direttamente dalle forze armate israeliane, include tra gli altri Fereydoun Abbasi, già a capo dell’Organizzazione per l’Energia Atomica dell’Iran e sopravvissuto a un attentato nel 2010. Ogni bersaglio è stato localizzato con estrema precisione, raggiunto nei suoi alloggi e ucciso in operazioni parallele. Nessuno è sopravvissuto.

Secondo fonti militari, l’eliminazione coordinata dei nove scienziati ha richiesto un anno di sorveglianza e raccolta di intelligence. Il risultato: la completa rimozione del team tecnico in grado di portare l’Iran alla costruzione di un ordigno nucleare operativo. «Il danno inflitto alla capacità del regime è incalcolabile», ha dichiarato un portavoce dell’esercito israeliano.

L’attacco rappresenta un salto di livello nella guerra ombra tra Israele e Iran. Non più singoli sabotaggi o misteriosi incidenti: stavolta è stato un colpo diretto, frontale, alla componente umana del progetto nucleare. Israele non ha colpito solo infrastrutture, ma l’intera architettura intellettuale che poteva trasformare uranio arricchito in una bomba.

Il messaggio è chiaro: non è solo la tecnologia ad essere sotto attacco, ma chi la rende possibile. E per Teheran, la ricostruzione del know-how scientifico potrebbe richiedere anni. Sempre che ci sia ancora tempo.

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Alex Trizio
Alex Triziohttps://www.alground.com
Da sempre appassionato di informatica e nuove tecnologie. Si avvicina al mondo dell’open source e partecipa attivamente allo sviluppo del sistema operativo Linux. Questi progetti lo portano a lunghe collaborazioni all’estero, dove approfondisce le interazioni fra software ed essere umano. I molti viaggi in Medio Oriente aumentano la passione per la politica e la geopolitica internazionale. Questo mix di elevate competenze si sposa perfettamente con il progetto editoriale fondato dalla madre, Brunilde Trizio. Ora Alessandro è Amministratore e Direttore strategico del Gruppo Trizio.
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