22 Marzo 2026
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Hai bisogno di un Antivirus? Consigli utili su quale scegliere

Ecco alcune domande alle quali cercheremo di dare una risposta in questo articolo. I virus di Windows sono ancora un problema?

Windows ha una protezione integrata abbastanza soddisfacente? Vediamo insieme quali sono i migliori antivirus del 2021 da installare sul proprio PC.

L’importanza di un antivirus

I virus oggi rappresentano ancora un grande problema, ma non l’unico di cui preoccuparsi, visto che sono ormai sempre più frequenti i tentativi di rubare dati personali e sensibili, come quelli personali e bancari.

Tra l’altro, questi criminali del web utilizzano metodi sempre più elaborati come applicazioni e siti web falsi, che hanno lo scopo di rubare dati di accesso ed informazioni private.

I moderni software antivirus fanno molto di più che individuare, bloccare e rimuovere i virus. I migliori in commercio, infatti, riescono a proteggere i dati personali indipendentemente dal dispositivo che si sta utilizzando.

Questo vuol dire che scegliere oggi una suite di sicurezza che funzioni sia sul PC che sul proprio cellulare è sicuramente un’ottima soluzione.

Attualmente ci sono pacchetti che includono anche il VPN, in modo da offrire maggiore sicurezza e privacy mentre si naviga sul web, avvisando qualora ci fosse un malware che tenta di accedere alla fotocamera oppure al microfono del dispositivo.

Addirittura, l’ultima funzionalità aggiunta riguarda la protezione dell’identità ed ha lo scopo di monitorare spiacevoli intrusioni in indirizzi email, password ed altre informazioni personali.

Essa, inoltre, è in grado di avvisare l’utente in anticipo per permettergli di poter agire in tempo ed evitare il peggio.

Nel 2021 prendere in considerazione un antivirus solo per scongiurare il pericolo di attacchi da virus non è più sufficiente, perchè rappresenta soltanto una minima parte della sicurezza di cui si necessita.

Meglio optare per un software che sia in grado di garantire la massima tranquillità, mentre si lavora su PC Windows o su uno smartphone Android.

Che tipo di antivirus ha Windows 10?

Riferendoci a Windows, sappiamo bene che è dotato di protezione antivirus da molti anni, è quella preinstallata con Windows 10 è senza dubbio la più potente che vi sia mai stata.

Parliamo di Windows Defender, ottimo software in grado di proteggere l’intero sistema di un dispositivo. Nel rapporto più recente di AV-Test (maggio e giugno 2021), esso ha bloccato il 100% dei virus “noti” ed altrettanti attacchi zero-day “sconosciuti”.

In realtà dovrebbe essere un vantaggio il fatto che un software di sicurezza sia integrato nel sistema operativo, ma quando si tratta di risorse del sistema, esso ha un fattore di resistenza maggiore e ciò causa un rallentamento nel caricamento delle applicazioni.

Questo non succede con altri prodotti studiati per la sicurezza informatica come Norton 360. Cosa ancora più importante è che Windows Defender non offre neppure quelle sicurezze extra previste con prodotti a pagamento.

Ciò significa che non si è altrettanto protetti da siti web pericolosi, truffe sui social ed email di phishing. Sicuramente Windows Defender ha il vantaggio di essere gratuito e di non prevedere alcuna installazione o configurazione.

Ma ciò non significa ottenere una protezione completa, che invece offrono i migliori prodotti a pagamento e per questo che non possiamo consigliare di tenere solo questo per la propria sicurezza, soprattutto per dispositivi non Windows come il cellulare.

Perchè scegliere un software antivirus a pagamento?

La domanda sorge spontanea: Perchè pagare per ottenere una maggiore sicurezza sul proprio dispositivo?

La risposta è già chiara per tutto ciò che abbiamo detto finora. Oltre al fatto che Windows Defender può rallentare il caricamento delle applicazioni, un software antivirus a pagamento offre altri vantaggi.

Partiamo dal fatto che esso fornisce una gamma di funzionalità più ampia, riferendoci sempre al livello di protezione sul PC ed altri dispositivi, come gli avvisi di applicazioni che tentano di accedere alla webcam e di notifiche su violazioni dell’indirizzo email.

Da tenere presente, inoltre, che un prodotto di sicurezza a pagamento viene aggiornato regolarmente ed aggiunte nuove funzioni.

Tra tutti i prodotti consigliati per navigare sul web senza alcuna preoccupazione, le nostre scelte migliori sono al momento Norton 360 e Mc Fee Total Protection.

Pagare per ottenere la migliore protezione, vuol dire avere anche la possibilità di ottenerla in un unico abbonamento su tutti i dispositivi, compresi quelli di altri componenti della famiglia.

Cosa si può fare per migliorare la sicurezza di Windows 10 in modo gratuito

Non si riuscirà mai ad ottenere una protezione completa in modo del tutto gratuito, ma ci sono comunque alcune da fare che possono aiutare.

Installare ed usare un gestore di password

Bitwarden è un ottimo gestore di password in grado di memorizzare tutti gli accessi dell’utente ed inserirli ogni volta che è necessario accedere ad un’applicazione, ad un sito web oppure ad un servizio.

Spesso accade che i gestori di password chiedano dove sia stata utilizzata, in modo che si possa cambiare più facilmente. Alcuni di essi collegano l’utente direttamente alla pagina di modifica della password di quel sito.

Installare un servizio VPN

Una VPN crittografa la connessione internet ed aiuta ad aggiungere sicurezza e ad offrire privacy mentre si visitano siti, si scaricano file o si eseguono altre attività online.

Il consiglio è di utilizzare un servizio VPN affidabile e ce ne sono alcuni validi ma gratuiti tra cui scegliere.

Prestare attenzione a ciò su cui si clicca

Ormai è risaputo che la maggior parte delle truffe consistono nell’indurre la persona a cliccare su collegamenti presenti nelle email inviate e che a loro volta scaricano malware.

Stessa cosa vale per le versioni di siti falsi che richiedono l’accesso e poi rubano i dati del malcapitato. In questo caso, il nostro consiglio è di verificare la veridicità di questi siti non cliccando sul collegamento indicato, bensì digitando l’indirizzo dal proprio broswer.

Se è reale, esso sarà certamente in grado di trovarla. Bisogna prestare molta attenzione anche ai messaggi presenti nei social media, considerando sempre ogni collegamento o download come sospetti.

Queste sono le truffe più comuni da evitare.

Effettuare backup regolari

Un altro valido suggerimento per proteggere i propri dati è quello di effettuare regolari backup offline, pur sapendo che l’utilizzo di servizi online è un’ottima cosa.

A tal riguardo consigliamo di dare un’occhiata ad utili guide su come eseguire il backup di Windows 10 ed impostare una pianificazione regolare.

Non utilizzare un account amministratore

Altra azione importante che si può compiere per ottenere maggiore protezione sui propri dispositivi, è evitare di utilizzare un account Windows con i privilegi di amministratore.

Questo fa si che si sradichino molte minacce, evitando a tanti malware e spyware di installarsi. Basta creare un nuovo account amministratore e modificare quello esistente, rendendolo standard.

Ecco come fare:

  • Impostazioni
  • Account
  • Famiglia e altre persone.

In questa ultima voce si aggiunge un membro della famiglia oppure un account generico. Si imposta come amministratore e poi si esce dall’account esistente.

Successivamente si accede come nuovo, poi si clicca sul proprio account normale e quando viene visualizzata l’opzione Cambia tipo di account si clicca su di esso. A questo punto è possibile scegliere se rendere l’account standard o amministratore.

Fare questo passaggio dovrebbe offrire una discreta protezione da download accidentali con malware nascosti.

Come velocizzare il tuo Pc con Windows

Ormai anche Windows 11 sta per fare il suo ingresso sul mercato, ma nel frattempo ecco 10 suggerimenti per rendere il proprio dispositivo Windows 10 il più veloce possibile.

Oggi si tende ad acquistare modelli di laptop o PC sempre più performanti per ottenere prestazioni sempre al top, ma in verità è molto improbabile che si possa avere una velocità straordinaria su questi dispositivi ultramoderni per sempre.

Inevitabilmente, man mano che la memoria interna si riempie ed i processi in background iniziano ad entrare in funzione, vi sono dei rallentamenti.

Si tratta di un problema riscontrabile in particolar modo sui prodotti Windows (senza hardware Surface), i quali non beneficiano della continuità tra hardware e software come accade per i prodotti di casa Apple.

Tale fattore, però, non deve essere considerato un problema insormontabile, perché fortunatamente esistono alcuni passaggi eseguibili da ogni singolo utente, atti ad aumentare o ripristinare le prestazioni del proprio PC.

Si tratta di passaggi completamente sicuri e da provare, inoltre, molti di essi non costeranno assolutamente nulla.

Unica nota negativa è che essi sono applicabili soltanto se il proprio dispositivo è dotato di un’unità SSD, in quanto i vecchi dischi rigidi meccanici sono più limitati.

Il nostro consiglio, a tal proposito, è di passare ad un SSD per potersi rendere effettivamente conto dell’aumento delle prestazioni.

In commercio vi sono ottimi SSD disponibili, non molto costosi e tramite guide dedicate sarà possibile scoprire come effettuarne l’installazione sul proprio PC.

Vediamo insieme quali sono i 10 suggerimenti utili a rendere il proprio PC più veloce e performante:

Rimuovere i programmi di avvio

Uno dei motivi per i quali un computer ben utilizzato impiega tanto tempo per avviarsi, riguarda le molteplici applicazioni ed i giochi che sono stati installati.

Molti di essi, infatti, vengono avviati in modo automatico quando parte Windows, ma in realtà la maggior parte non sono necessari e dovrebbero funzionare soltanto quando servono.

Fortunatamente esiste un’area dedicata nelle Impostazioni, in cui è possibile monitorare queste applicazioni e giochi tenendoli sotto controllo.

Cliccando su Avvio si vedrà un elenco di tutte le applicazioni impostate e pronte ad aprirsi ogni volta che Windows viene avviato. Poiché da esse sono esclusi i servizi importanti, è possibile disattivare tutto o almeno ciò che davvero non è importante.

Per ottenere un ulteriore miglioramento, basta andare sulla barra delle applicazioni e fare clic sulla freccia rivolta verso l’alto in modo da visualizzare le icone di notifica.

Qui si vedono i vari programmi di Windows, ma è utile sapere che alcuni di essi sono essenziali, come il software antivirus, mentre altri potrebbero non esserlo.

Basta cliccare sul pulsante destro del mouse su ognuno di essi e, se è presente un menù impostazioni, selezionarlo e disattivare l’opzione per l’avvio automatico con Windows.

Ci sono programmi che possono essere avviati manualmente quando servono, anziché essere eseguiti sempre in automatico.

Per disabilitare tutti gli altri programmi ed applicazioni che si avviano con Windows, basta premere Windows +R, digitare msconfig e fare click su OK, poi selezionare “Nascondi tutti i servizi Microsoft” e vedere cosa rimane.

Potrebbero esserci servizi non essenziali e per essi si deseleziona la casella di spunta che in tal modo ne impedisce l’esecuzione. Per fare un esempio, Firefox funziona perfettamente anche senza il servizio di manutenzione Mozilla.

Vale la pena controllarlo anche nella scheda di Avvio del Task Manager, alla quale accedere facendo click con il pulsante destro del mouse sulla barra delle applicazioni e selezionando Task Manager. Non sempre è facile sapere cosa deselezionare, ma può essere di aiuto Google per cercare elementi e vedere se servono o meno.

Windows 10 è in grado di far comprendere quanto impatto possa avere ogni programma sulle prestazioni.

Per quelli che hanno un impatto considerevole sul suo avvio, è possibile cliccare con il pulsante destro del mouse per disabilitarli. Se l’utilizzo del proprio disco è al 100%, siamo qui a dare alcuni suggerimenti su come risolvere il problema.

Deframmentare il disco rigido

Le versioni più recenti di Windows deframmentano il disco in modo automatico, attraverso lo strumento di Microsoft già presente, ma esistono deframmentatori migliori che rendono il PC più performante per quel che concerne le prestazioni.

I programmi che includono O&O Defrag sono ben noti, però Smart Defrag 5 di IOBit sono altrettanto validi e gratuiti.

Da tenere ben presente, però, che uno di questi strumenti va usato solo se si possiede un computer con disco rigido meccanico tradizionale; in caso contrario, in presenza di un SSD essi non vanno bene, ma bisogna utilizzare soltanto un deframmentatore su disco rigido.

Verificare la presenza di malware ed altri elementi nocivi

Un altro consiglio utile è di eseguire una scansione del sistema per assicurarsi che non vi siano software sbagliati e che possano causare danni, rallentando il proprio PC.

Se su di esso è installato Windows Defender, bisogna accedere al menù Start, poi Impostazioni ed Aggiornamento e Sicurezza, cliccare su Sicurezza Windows.

Successivamente nel pannello di destra si clicca su Apri sicurezza di Windows (Windows Defender).

Una volta cliccato su questa voce e nella finestra successiva, sul lato destro appaiono le opzioni per eseguire una scansione rapida, completa o personalizzata. Sarebbe meglio scegliere quella completa, evitando nel frattempo di utilizzare il PC.

Si prosegue cliccando su Scansiona ora e nel frattempo se Windows trova qualcosa di anomalo, provvede ad avvisare ed a suggerire i modi per affrontare il problema.

Se, invece, si utilizzano altri pacchetti come AVG, Norton, McFee o simili, sarà necessario riavviare il programma e trovare l’opzione per eseguire una scansione del sistema. Ma fare questa operazione non è complicato

Regolare la quantità di memoria utilizzata da Windows

Un’altra soluzione efficace per un PC che sta rallentando nelle sue prestazioni è consentire a Windows di utilizzare più memoria virtuale. Ecco come fare:

Dal menù impostazioni digitare “Prestazioni” nella barra di ricerca

Scegliere “Regola l’aspetto e le prestazioni di Windows”

Poi cliccare sulla scheda “Avanzate” nella parte superiore della finestra che appare in “Memoria virtuale”, fare click su “Cambia”.

Controllare per vedere le impostazioni della dimensione del file di paging e se il valore consigliato è inferiore a quello attualmente allocato, deselezionare la casella “Gestisci automaticamente le dimensioni del file di paging per tutte le unità” nella parte superiore della finestra.

In seguito selezionare “Dimensione personalizzata”, inserire la cifra consigliata nella casella “Dimensione iniziale” e la cifra attualmente assegnata nella casella “Dimensione massima”.

Infine, premere “Imposta” per confermare e poi OK per completare

Abbandonare gli effetti visivi

Windows ha varie animazioni utilizzate in tutto e per tutto, che sebbene offrano un certo stile, rischiano di rallentare in modo significativo i dispositivi più vecchi. Ma per fortuna esse sono facili da spegnere.

Basta aprire il menu Start di Windows e digitare le impostazioni di sistema avanzate, selezionando il risultato migliore. Nella finestra che appare vi è una sezione denominata Performance con un pulsante per le impostazioni.

Cliccando su di essa verrà visualizzato un elenco dei vari effetti visivi ed a questo punto è possibile deselezionare quelli ritenuti più problematici oppure selezionare l’opzione Regola per le migliori prestazioni in alto.

Fare sempre click su OK per salvare le modifiche effettuate

Reinstallare Windows

Un’ultima tecnica utile per aumentare la velocità di Windows consiste nel reinstallarlo. Tale azione rimuove tutto il software indesiderato che rallenta il dispositivo, cancella adware ed altri malware, file spazzatura e così via.

Rispetto alle versioni precedenti che necessitavano di un disco per reinstallarlo, Windows 8 e 10 hanno un pulsante di aggiornamento integrato che si attiva in qualsiasi momento dalle impostazioni.

Per quanto riguarda l’ultima versione, è sufficiente andare su Impostazioni e poi su Aggiorna e sicurezza. Inoltre, nella scheda Ripristino dovrebbe esserci un’opzione per ripristinare il computer.

I file personali potranno essere salvati in modo da non perderli con l’avvio della reinstallazione, in modo semplice ed automatico.

Per chi utilizza ancora Windows 8, invece, bisogna aprire la barra degli accessi sul lato destro dello schermo e cliccare su Impostazioni, Modifica Impostazioni PC, poi Aggiorna e ripristina e Ripristino. In Aggiorna il PC senza alterare i file, si clicca su Inizia.

Un’altra opzione ottimale è quella di reinstallare completamente Windows, ma in tal caso è necessario prima copiare i file che si desidera conservare su altra unità

Aggiornare driver ed applicazioni

Driver, programmi e Windows non aggiornati, possono rallentare il PC. Ad esempio, i driver difettosi interrompono l’arresto di Windows o lo fanno avviare con maggiore lentezza.

I driver della scheda video spesso vengono aggiornati per correggere i bug e migliorare le prestazioni, per questo è sempre meglio verificare di avere la versione più recente.

Pur essendo gli aggiornamenti di Windows automatici, si consiglia di andare su Windows Update nel pannello di controllo e verificare manualmente gli aggiornamenti.

Infatti, solo quelli necessari vengono installati automaticamente e potrebbero essere disponibili quelli comunque utili ma opzionali.

I driver sono programmi che consentono a Windows di accedere a componenti hardware come video, audio, stampante, scanner, webcam e così via ed aggiornarli può essere un problema in quanto bisogna identificare l’hardware, i driver ed i numeri di versione, il sito del produttore dell’hardware e la pagina di download.

Le versioni gratuite di strumenti come DriverUpdate di Slimware o Driver Booster di IObit dovrebbero fare il lavoro al posto vostro, Essi identificano i driver correnti, controllano se ci sono aggiornamenti e poi li caricano e li installano.

Come si può notare, risolvono molti problemi ed esistono pure opzioni a pagamento come l’Utility Driver Talent aggiornata.

Liberare spazio sul disco

Il disco rigido del proprio PC rallenta man mano che si riempie e grazie alla disinstallazione del software si libera spazio dando a Windows la possibilità di lavorare più velocemente.

Questo spazio può essere liberato in vari modi ed esistono diverse guide per la pulizia di Windows, inclusa la rimozione dei file che non servono.

Si possono eliminare file manualmente o installare un’utilità per eseguire una ricerca più approfondita e velocizzare il lavoro.

Tuttavia ci sono metodi giusti o meno di usare tali programmi. Si possono selezionare solo alcuni elementi e pulirli, assicurandosi che l’applicazione esegua il backup delle modifiche.

Qualora il PC funzioni correttamente, si continua con il pulire qualche altro elemento, mentre in caso contrario si ripristina semplicemente il backup.

Se sul proprio computer sono presenti giochi, applicazioni o altri software inutilizzati, è preferibile disinstallarli per recuperare maggiore spazio sul disco e migliorare il tempo di avvio di Windows.

Meglio controllare quali siano i migliori programmi di disinstallazione gratuiti, per evitare eventuali effetti negativi.

Installare un software più veloce

Installare un software migliore, spesso aiuta molto a rendere il proprio PC più performante e veloce. Il browser web più attuale costituisce già un buon inizio, partendo da Google Chrome, ma tenendo presente che Microsoft Edge è assai migliorato ed è già preinstallato su Windows 10.

Riflettiamo sul fatto che programmi come Word e Word Paid possono causare rallentamenti del computer, a differenza di altri programmi più piccoli e leggeri. Pensiamo a Microsoft Office 2019 che richiede ben 4 GB di spazio su disco, a differenza di LibreOffice che ne utilizza soltanto poche centinaia di megabyte.

Aggiornare l’hardware

Tutte le tecniche viste finora per velocizzare un Pc sono certamente utili, ma potrebbero non essere sufficienti per risolvere il problema completamente.

Ad esempio, un computer prodotto 5 anni fa può non supportare un software o un gioco di ultima generazione e ciò rende necessario un aggiornamento dell’hardware per aumentarne le prestazioni.

Memoria (RAM)

I PC più vecchi non hanno abbastanza memoria per supportare le applicazioni moderne. Ciò vuol dire che passare da 32 bit di Windows a 64 bit, aggiungendo RAM, costituisce un modo per superare questo ostacolo.

Tale operazione è la seconda cosa da fare dopo aver installato un SSD.

Ci sono vari fornitori di memoria, tra cui Crucial, che sono in grado di identificare il tipo di memoria di cui si necessita, ma prima di effettuare qualsiasi acquisto, meglio esaminare a fondo il proprio PC perché non tutti sono facili da aggiornare.

Installare un SSD

Un SSD (unità di disco) è il modo migliore per aumentare le prestazioni di un computer o laptop particolarmente vecchi. In tal caso, bisogna clonare la vecchia unità di disco sul nuovo SSD prima di procedere all’installazione.

Si collega l’SSD alla porta USB del PC e si esegue un programma di clonazione su di esso, solitamente incluso nel Kit di aggiornamento SSD.

Vi sono molte guide interessanti ed utili che guidano passo passo l’utente nell’installazione di un SSD, così come all’aggiornamento della scheda grafica e quale sia la migliore da acquistare.

Sicurezza cloud 2021: guida aziendale agli strumenti essenziali

I servizi di cloud computing sono diventati uno strumento vitale per la maggior parte delle aziende. È una tendenza che ha subito un’accelerazione di recente, con servizi basati su cloud come Zoom, Microsoft 365 e Google Workspace e molti altri che sono diventati gli strumenti di collaborazione e produttività preferiti dai team che lavorano in remoto.

Sebbene il cloud sia diventato rapidamente uno strumento essenziale, consentendo alle aziende e ai dipendenti di continuare a operare da casa, l’adozione del cloud può anche comportare ulteriori rischi per la sicurezza informatica, cosa che ora è sempre più evidente.

In precedenza, la maggior parte delle persone che si connetteva alla rete aziendale lo faceva dal proprio posto di lavoro e quindi accedeva ai propri account, file e server aziendali dall’interno degli uffici, protetto da firewall di livello aziendale e altri strumenti di sicurezza. L’uso esteso delle applicazioni cloud ha fatto sì che improvvisamente non fosse così, con gli utenti in grado di accedere ad applicazioni, documenti e servizi aziendali da qualsiasi luogo. Ciò ha portato alla necessità di nuovi strumenti di sicurezza.

Minacce alla sicurezza del cloud computing

Se è positivo per i lavoratori a distanza, perché consente loro di continuare con una parvenza di normalità, il lavoro da remoto rappresenta anche un’opportunità per i criminali informatici, che hanno rapidamente approfittato del passaggio al lavoro a distanza per tentare di entrare nelle reti di organizzazioni che hanno sicurezza cloud mal configurata.

Le VPN aziendali e le suite di applicazioni basate su cloud sono diventate i bersagli principali per gli attacker. Se non adeguatamente protetti, tutti questi possono fornire ai criminali informatici un semplice mezzo per accedere alle reti aziendali. Tutto ciò che gli aggressori devono fare è ottenere un nome utente e una password, rubandoli tramite un’email di phishing o utilizzando attacchi di forza bruta per violare password semplici.

Poiché l’intruso sta utilizzando le credenziali di accesso legittime di qualcuno che sta già lavorando in remoto , è più difficile rilevare l’accesso non autorizzato, soprattutto considerando come il passaggio al lavoro a distanza ha portato alcune persone a lavorare in orari diversi da quelli che potrebbero essere considerati orari lavorativi principali.

Gli attacchi contro le applicazioni cloud possono essere estremamente dannosi per le vittime poiché i criminali informatici potrebbero rimanere sulla rete per settimane o mesi. A volte rubano grandi quantità di informazioni aziendali sensibili; a volte potrebbero utilizzare i servizi cloud come punto di ingresso iniziale per gettare le basi per un attacco ransomware che può portare loro sia a rubare dati che a distribuire ransomware. Ecco perché è importante che le aziende che utilizzano applicazioni cloud dispongano degli strumenti e delle pratiche corretti per garantire che gli utenti possano utilizzare in sicurezza i servizi cloud, indipendentemente da dove lavorano, e allo stesso tempo essere in grado di utilizzarli in modo efficiente.

Utilizza i controlli di autenticazione a più fattori sugli account utente

Un ovvio passo preventivo è quello di mettere in primo luogo forti controlli di sicurezza sul modo in cui gli utenti accedono ai servizi cloud. Che si tratti di una rete privata virtuale (VPN) , di un servizio di protocollo desktop remoto (RDP) o di una suite di applicazioni per ufficio, il personale dovrebbe aver bisogno di più del nome utente e della password per utilizzare i servizi.

“Una delle cose più importanti del cloud è l’identità re. L’identità diventa quasi il tuo proxy per assolutamente tutto. All’improvviso, l’identità, il suo ruolo e il modo in cui lo assegni hanno tutto il potere”, afferma Christian Arndt, direttore della sicurezza informatica presso PwC.

Che si tratti di software, che richieda all’utente di toccare un avviso sul proprio smartphone, o di hardware, che richieda all’utente di utilizzare una chiave USB sicura sul proprio computer, l’autenticazione a più fattori (MFA) fornisce una linea di difesa efficace contro tentativi di accesso agli account. Secondo Microsoft, l’ autenticazione a più fattori protegge dal 99,9% dei tentativi di accesso fraudolenti.

Non solo impedisce agli utenti non autorizzati di accedere automaticamente agli account, ma la notifica inviata dal servizio, che chiede all’utente se ha tentato di accedere, può fungere da avviso che qualcuno sta cercando di accedere all’account. Questo può essere usato per avvertire l’azienda che potrebbe essere il bersaglio di hacker malintenzionati.

Usare la crittografia 

La capacità di archiviare o trasferire facilmente i dati è uno dei vantaggi principali dell’utilizzo delle applicazioni cloud, ma per le organizzazioni che desiderano garantire la sicurezza dei propri dati, i processi non dovrebbero comportare semplicemente il caricamento dei dati nel cloud e dimenticarsene. C’è un ulteriore passaggio che le aziende possono intraprendere per proteggere i dati caricati sui servizi cloud: la crittografia. 

Proprio come quando sono archiviati su normali PC e server, la crittografia dei dati li rende illeggibili, nascondendoli a utenti non autorizzati o malintenzionati. Alcuni provider cloud forniscono automaticamente questo servizio, impiegando una protezione end-to-end dei dati da e verso il cloud, nonché al suo interno, impedendo che vengano manipolati o rubati.  

Applica le patch di sicurezza il più rapidamente possibile 

Come altre applicazioni, le applicazioni cloud possono ricevere aggiornamenti software man mano che i fornitori sviluppano e applicano correzioni per migliorare il funzionamento dei loro prodotti. Questi aggiornamenti possono contenere anche patch per vulnerabilità di sicurezza, poiché solo perché un’applicazione è ospitata da un provider cloud, non la rende invulnerabile alle vulnerabilità alla sicurezza e agli attacchi informatici.

Le patch di sicurezza critiche per le applicazioni VPN e RDP sono state rilasciate dai fornitori al fine di correggere le vulnerabilità della sicurezza che mettono le organizzazioni a rischio di attacchi informatici. Se questi non vengono applicati abbastanza rapidamente, c’è la possibilità che i criminali informatici abusino di questi servizi come punto di ingresso alla rete che può essere sfruttato per ulteriori attacchi informatici.

Usa gli strumenti per sapere cosa c’è sulla tua rete

Le aziende utilizzano sempre più servizi cloud e tenere traccia di ogni app cloud o server cloud creato è un lavoro duro. Ma ci sono molti, molti casi di dati aziendali lasciati esposti da un cattivo uso della sicurezza del cloud. Un servizio cloud può essere lasciato aperto ed esposto senza che un’organizzazione lo sappia . Le risorse di archiviazione cloud pubbliche esposte possono essere scoperte dagli aggressori e ciò può mettere a rischio l’intera organizzazione.

In queste circostanze, potrebbe essere utile utilizzare strumenti di gestione della postura della sicurezza del cloud (CSPM). Questi possono aiutare le organizzazioni a identificare e risolvere potenziali problemi di sicurezza relativi a configurazione errata e conformità nel cloud, fornendo un mezzo per ridurre la superficie di attacco disponibile per gli hacker da esaminare e aiutando a mantenere l’infrastruttura cloud protetta da potenziali attacchi e violazioni dei dati.

“La gestione della posizione di sicurezza del cloud è una tecnologia che valuta la deriva della configurazione in un ambiente in evoluzione e ti avvisa se le cose non sono in qualche modo sincronizzate con la tua linea di base e ciò potrebbe indicare che c’è qualcosa nel sistema che significa che più può essere sfruttato per scopi di compromesso”, afferma Merritt Maxim, vicepresidente e direttore della ricerca presso Forrester.

CSPM è una procedura automatizzata e l’uso di strumenti di gestione automatizzata può aiutare i team di sicurezza a rimanere aggiornati su avvisi e sviluppi. L’infrastruttura cloud può essere vasta e dover setacciare manualmente i servizi per trovare errori e anomalie sarebbe troppo per un essere umano, specialmente se ci sono dozzine di servizi cloud diversi sulla rete. L’automazione di questi processi può, quindi, aiutare a mantenere sicuro l’ambiente cloud. 

“Non hai abbastanza persone per gestire 100 strumenti diversi nell’ambiente che cambia ogni giorno, quindi direi di provare a consolidare su piattaforme che risolvono un grosso problema e applicare l’automazione”, afferma TJ Gonen, responsabile della sicurezza cloud di Check Point Software, una società di sicurezza informatica. 

Garantire la separazione degli account amministratore e utente

I servizi cloud possono essere complessi e alcuni membri del team IT avranno un accesso altamente privilegiato al servizio per aiutare a gestire il cloud. La compromissione di un account amministratore di alto livello potrebbe fornire a un utente malintenzionato un ampio controllo sulla rete e la possibilità di eseguire qualsiasi azione consentita dai privilegi di amministratore, il che potrebbe essere estremamente dannoso per l’azienda che utilizza i servizi cloud.

È quindi fondamentale che gli account amministratore siano protetti con strumenti come l’autenticazione a più fattori e che i privilegi a livello di amministratore siano forniti solo ai dipendenti che ne hanno bisogno per svolgere il proprio lavoro. Secondo l’NCSC , i dispositivi a livello di amministratore non dovrebbero essere in grado di navigare direttamente sul Web o leggere le e-mail, poiché ciò potrebbe mettere a rischio l’account di essere compromesso.

È anche importante garantire che gli utenti regolari che non necessitano di privilegi amministrativi non li dispongano, perché, in caso di compromissione dell’account, un utente malintenzionato potrebbe sfruttare rapidamente questo accesso per ottenere il controllo dei servizi cloud.

Usa i backup come piano di emergenza

Ma mentre i servizi cloud possono – e hanno – fornito alle organizzazioni di tutto il mondo dei vantaggi, è importante non affidarsi completamente al cloud per la sicurezza. Sebbene strumenti come l’autenticazione a due fattori e gli avvisi automatici possano aiutare a proteggere le reti, nessuna rete è impossibile da violare, e questo è particolarmente vero se non sono state applicate misure di sicurezza aggiuntive. 

Ecco perché una buona strategia di sicurezza cloud dovrebbe prevedere anche l’ archiviazione di backup dei dati e l’archiviazione offline , quindi in caso di un evento che rende i servizi cloud non disponibili, c’è qualcosa con cui l’azienda può lavorare.

Utilizza applicazioni cloud semplici da utilizzare per i tuoi dipendenti

C’è qualcos’altro che le organizzazioni possono fare per garantire la sicurezza del cloud, ovvero fornire ai propri dipendenti gli strumenti corretti in primo luogo. Le suite di applicazioni cloud possono rendere la collaborazione più semplice per tutti, ma devono anche essere accessibili e intuitive da usare, altrimenti le organizzazioni corrono il rischio che i dipendenti non vogliano usarle.

Un’azienda potrebbe configurare la suite cloud aziendale più sicura possibile, ma se è troppo difficile da usare, i dipendenti, frustrati dall’impossibilità di svolgere il proprio lavoro, potrebbero invece ricorrere a strumenti di cloud pubblico .

Questo problema potrebbe comportare l’archiviazione dei dati aziendali in account personali, creando un rischio maggiore di furto, soprattutto se un utente non dispone dell’autenticazione a due fattori o di altri controlli per proteggere il proprio account personale.

Le informazioni rubate da un account personale potrebbero potenzialmente portare a una vasta violazione dei dati o a una più ampia compromissione dell’organizzazione nel suo insieme.

Pertanto, affinché un’azienda possa garantire una strategia di sicurezza cloud sicura, non solo dovrebbe utilizzare strumenti come l’autenticazione a più fattori, la crittografia e i backup offline per proteggere il più possibile i dati, ma deve anche assicurarsi che tutti questi strumenti sono semplici da usare per incoraggiare i dipendenti a usarli correttamente e seguire le migliori pratiche per la sicurezza del cloud.

Come realizzare un e-commerce di abbigliamento che vende velocemente

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Realizzare un e-commerce di moda e di abbigliamento, che sia in grado di presentare al meglio i tuoi prodotti e di ottenere nuove vendite giornaliere è possibile, ma bisogna seguire una serie di regole precise, legate alla comunicazione e personalizzate per questo settore particolare.

La moda e il Fashion hanno delle loro tecniche di comunicazione ben definite da anni, che sono in continua evoluzione, e che devono essere conosciute nel profondo, per evitare degli errori che farebbero perdere tempo e denaro e arrivare quanto prima alla vendita.

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In questa guida vedremo le basi fondamentali per organizzare un e-commerce di abbigliamento e vendita che raggiunga subito degli ottimi risultati economici.

Bisogna avere tanti prodotti e ben organizzati

Una delle prime regole è che un e-commerce di abbigliamento e fashion deve avere tanti prodotti. Tramite una ricerca precisa e consapevole dei fornitori, bisogna fornire al cliente una buona quantità di prodotti tra cui scegliere. 

Che cosa penseresti di un negozio che ha giusto una decina di magliette? o che non avesse i pantaloni? o che mancasse di categorie che ci aspetteremmo?

È chiaro che un e-commerce di abbigliamento deve avere una grande quantità di prodotti del proprio settore, soprattutto quelli delle principali marche, con tutto quello che un cliente si aspetterebbe, compresi i prodotti correlati o gli accessori. 

Per non rendere ingestibile questa fase della propria lavorazione, è importante impostare una piattaforma tecnica forte ed affidabile, come WooCommerce o Magento e con gli i plugin tecnici dedicati che sia in grado di gestire al meglio ed importare i fogli dei fornitori, i fogli Excel, i fogli CSV, e che sappia modificare rapidamente le taglie e i colori, che sono la base del nostro lavoro.

La cosa importante è ottenere un inventario assolutamente soddisfacente, che dia al visitatore la sensazione di trovarsi di fronte ad una grande catena organizzata, e non un piccolo negozio improvvisato.

Ma il segreto, non è solamente avere tanti prodotti, ma essere in grado di aggiornarli quotidianamente. Bisogna sempre avere a disposizione nel proprio inventario le ultime uscite, legate alle recenti collezioni di moda e alle nuove tendenze del mercato.

Il proprio inventario deve avere degli strumenti tecnici che permettano, in collaborazione con i fornitori, di avere aggiornamenti giornalieri, di poter essere modificato massivamente, e di poter operare tutte le operazioni di cui necessitiamo. Questo si può ottenere con dei software integrati, con dei plugin ben calibrati sulla propria piattaforma, e avendo a disposizione dei professionisti nell’inserimento nella gestione dei dati.

La capacità di gestire con efficacia il proprio inventario fa la differenza tra un piccolo e un grande e-commerce di abbigliamento, ed è uno dei punti di divaricazione fra gli amatoriali e professionisti.
L’organizzazione dell’ inventario

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L’inventario deve essere organizzato secondo tecniche precise. La moda e l’abbigliamento coinvolgono decine di migliaia di prodotti nel mondo e centinaia di categorie. Sbagliare la categorizzazione e l’organizzazione del proprio inventario può generare confusione e portare i clienti verso la concorrenza.

È fondamentale stabilire assieme a degli esperti l’organizzazione del proprio inventario, le categorie e le sottocategorie, dividere i prodotti per aree, e ottenere una efficace organizzazione e razionalizzazione dei prodotti, che permette agli utenti di sapere subito dove andare.

I prodotti vanno divisi per uomo, donna bambino, e allo stesso tempo per fasce di età, per tendenze, per gusti e colori, e per tanti altri parametri che vengono conosciuti solo e solamente grazie all’esperienza.

La gestione di marchi e colori

Il sito web è in tutto e per tutto uguale al negozio di abbigliamento. Bisogna avere un marchio proprio, immediatamente riconoscibile e che sia subito legato al nostro tipo di servizio. Si possono realizzare dei marchi con dei tool online, ma il meglio sarebbe affidare il compito ad un Visual designer che vi aiuti ad elaborare un marchio che rimanga impresso nella mente degli utenti.

La scelta dei colori è fondamentale. Ci sono alcuni colori che rassicurano gli utenti e che invogliano all’acquisto perché sono collegati a sentimenti di sicurezza e di affidabilità. Molto spesso vediamo e-commerce che hanno colori completamente sbagliati, come dei tasti colorati di rosso, o header dai colori pastello non troppo convincenti.

E invece la scelta di colori deve essere fatta sia in base alle prerogative del proprio marchio, sia in base alla psicologia dei clienti, che va studiata nel corso degli anni per capire come si muove e come si evolve.

In diversi studi è stato dimostrato che almeno il 30% delle vendite viene influenzato dai colori dello shop di abbigliamento in cui ci si trova.

Le immagini dei prodotti, chiave per aumentare le vendite

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Un altro dei principali errori che si fanno è utilizzare le immagini dei prodotti del catalogo dei propri fornitori, senza aggiungere nulla di più.

Le immagini vanno a sostituire in tutto e per tutto la visita di persona in negozio. Devono essere grandi, bene lavorate, ad alta definizione, con una buona saturazione, per valorizzare il prodotto senza tuttavia creare false aspettative, e mostrare al meglio tutti i dettagli.

Bisogna sempre pensare a gallerie di immagini che facciano vedere il prodotto nella sua complessità, da ogni angolazione e che permettano quasi di di toccarlo, di sentirlo fra le proprie mani.

Diversi studi commissionati da Google e da Nielsen hanno confermato come oltre l’80% della scelta di un prodotto è fortemente influenzata dalle immagini, anche se le informazioni sono sostanzialmente uguali tra un e-commerce e l’altro.

Le immagini allo stesso tempo non devono essere troppo pesanti, per non rallentare il caricamento della pagina. E’ quindi necessario unire alla qualità delle capacità tecniche per alleggerire le immagini dal punto di vista grafico e di rendering del browser.

Questo risultato si può ottenere con degli strumenti on-line, stando attenti al peso finale dell’immagine e al modo con cui verrà resa nel browser.

Confrontare i prodotti, l’arma per vendere

Sapete qual è uno dei motivi per cui una persona abbandona un e-commerce di abbigliamento? perchè è indeciso fra due prodotti e pensa di guardare su un sito della concorrenza per risolvere il suo dubbio.

La cosa peggiore che può capitare in un e-commerce di abbigliamento è che l’utente non sappia scegliere fra due prodotti, e non abbia gli strumenti per confrontarli.

Un buon e-commerce di abbigliamento ha la possibilità di scegliere più prodotti, di visualizzarli l’uno vicino all’altro, di confrontare i dettagli, le taglie e i prezzi per poter scegliere, esattamente come se fossimo in un negozio.

Esistono degli strumenti di ricerca che devono essere calibrati per il singolo e-commerce e che aiutano in questa delicatissima fase. Sono caselle di ricerca avanzate che permettono di dare un notevole impulso alle vendite, risolvendo le resistenze all’acquisto o e aiutando l’utente a scegliere che cosa vuole.

La procedura di acquisto

Tutti gli e-commerce vengono forniti di strumenti fondamentali per finalizzare l’ordine e l’acquisto ed eseguire il pagamento.

Gli e-commerce di abbigliamento hanno bisogno di qualche attenzione In più. I prodotti possono avere tante varianti e tanti colori, possono essere combinazioni di più prodotti, e l’utente può modificare, inserire altri prodotti o voler rimuovere qualcosa. 

Anche solo per test o per verificare il prezzo finale.

Bisogna sempre avere un carrello particolarmente flessibile e adatto alle esigenze dei compratori, che gli permetta di eseguire ogni azione che vogliono in pochi click, e che riduca al minimo i carrelli abbandonati, cosa che si può realizzare con una buona struttura di questa parte importante dello shop.

È necessario eseguire diversi test sul campo, personalizzati, per capire subito dove gli utenti si potrebbero bloccare e prevenire gli errori.

Gestire resi e sostituzioni

La grande difficoltà degli e-commerce di abbigliamento. La capacità di gestire i resi da parte dei clienti o i cambi di vestito, di taglia o di colore. È un classico imprescindibile di questo settore: l’e-commerce di abbigliamento deve avere una politica di reso e di sostituzione ben chiara e la struttura deve accompagnare questo processo.

Gli utenti che trovano la possibilità di rescindere dal loro ordine, di sostituire un prodotto senza fatica, di poter cambiare colore e taglia stampando magari da soli l’etichetta di reso, sono utenti felici che ricomprano.

Bisogna approntare degli strumenti tecnologici ben calibrati ed eseguire diversi test prima di andare on-line.

Imporre il proprio marchio

Gli e-commerce di abbigliamento hanno in generale una lunga “gestazione” perché hanno bisogno che tutto venga calcolato nei minimi dettagli, dal momento che si tratta di prodotti delicati e suscettibili di tante variazioni nello stesso momento.

Nel realizzare un e-commerce di abbigliamento e di moda è quindi fondamentale dedicarsi ad una grande quantità di calcoli preventivi.

Ma l’e-commerce di moda e di abbigliamento non si deve limitare a vendere prodotti, ma imporre un proprio marchio.

È fondamentale che in tutti questi lavori di natura tecnica sia integrata una consulenza per imporre la propria presenza, farsi riconoscere rispetto agli altri, superare la concorrenza e rimanere impressi nella mente degli acquirenti. Si può ottenere grazie alla psicologia della vendita, applicata al settore della moda.

Un e-commerce di abbigliamento realizzato secondo queste tecniche sarà una piattaforma vincente, che riuscirà a distinguersi dagli altri e si trasformerà ben presto in una rendita fissa, base di un solido lavoro.

Microsoft annuncia Windows 365

Microsoft sta lanciando il suo servizio Cloud PC come Windows 365 e lo offrirà ai clienti commerciali a partire dall’inizio di agosto. Inizialmente offrirà l’accesso remoto a Windows 10, ma aggiungerà anche Windows 11 quando il sistema verrà distribuito a ottobre.

“Windows 365 è un servizio cloud che introduce un nuovo modo di sperimentare Windows 10 o Windows 11 per aziende e professionisti, da stagisti e appaltatori a sviluppatori di software e designer industriali”, spiega il direttore generale di Microsoft 365 Wangui McKelvey. “Windows 365 porta il sistema operativo su Microsoft Cloud, trasmettendo in modo sicuro l’esperienza completa di Windows, comprese tutte le app, i dati e le impostazioni, sui dispositivi personali o aziendali. Questo approccio crea una categoria di personal computing completamente nuova, specifica per il mondo ibrido: il Cloud PC.

Secondo Microsoft, Windows 365 offre un'”esperienza di avvio istantaneo” e funziona praticamente con qualsiasi dispositivo, inclusi Mac, iPad, PC Linux e dispositivi Android. Mantiene la sessione in modo che ogni volta che accedi, riprendi esattamente da dove avevi interrotto, e questo anche se accedi a Windows 365 su diversi dispositivi.

Windows 365 è basato su Azure Virtual Desktop, un’altra soluzione desktop remoto basata su cloud, e differisce da quel servizio in un modo fondamentale: laddove Azure Virtual Desktop utilizza un modello di prezzi basato sul consumo, Windows 365 ha un set per utente/canone mensile. Sarà offerto nelle versioni Business ed Enterprise e i Cloud PC possono essere gestiti insieme ai PC fisici tradizionali in soluzioni aziendali standard come Microsoft Endpoint Manager.

Realizzare un sito web per avvocati e studi legali che porta clienti

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Sei un avvocato e devi realizzare il sito web per il tuo studio legale? Che tu sia un professionista che lavora da solo, uno studio legale associato, anche solo una tirocinante nel settore, è fondamentale avere un sito web per avvocati e studi legali organizzato al meglio, che generi nuove richieste di preventivo e ti dia dei risultati concreti.

In questa guida vedremo come realizzare un sito web per avvocati e studi legali che sia efficace, innovativo, che non si limiti a “fare presenza” ma a portare nuovi clienti, attraverso le più moderne tecniche di comunicazione dedicate al settore degli avvocati e degli studi legali.

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I siti web degli studi legali sono spesso inadeguati

Normalmente i siti web degli studi legali sono fortemente inadeguati. Vengono realizzati con piattaforma elementari, si limitano a presentare una serie di servizi molto spesso non comprensibili per i clienti, con un design minimale e poco efficace. Si tratta di siti realizzati al minimo delle loro possibilità, sembrano quasi delle bacheche di un tribunale, e non raggiungono quasi mai gli obiettivi di vendita.

Il problema fondamentale è che gli avvocati e gli studi degli avvocati hanno per loro natura una testa tecnica, legata alle norme e ai regolamenti, anche molto complicati, e naturalmente non possono essere preparati sotto l’aspetto della comunicazione semplice via web.

Ecco perché spesso i siti web degli avvocati e degli studi legali non sono adatti allo scopo, o comunque ottengono molti meno risultati di quello che potrebbero se avessero un design innovativo e delle semplici tecniche di comunicazione web.

Cosa può fare il sito web di un avvocato studio legale

Il sito web di un avvocato o di uno studio legale potrebbe invece raggiungere diversi obiettivi importanti per l’attività.

  • Sviluppare consapevolezza del proprio brand e generare la percezione di uno studio legale affidabile ed efficace.
  • Permettere ai potenziali nuovi clienti di scoprire nel dettaglio tutti i servizi offerti e di contattarti immediatamente.
  • Spiegare al meglio i propri servizi e le proprie specializzazioni, il che permette ai potenziali clienti di capire immediatamente se siete l’avvocato giusto per loro.
  • Insegnare ai potenziali clienti l’importanza di avere uno studio legale a cui affidarsi per non tralasciare questioni importanti  
  • Dimostrare con articoli, Case History e statistiche le vostre capacità, e ottenere dei contatti di persone che già si fidano di voi.
  • Rimanere impressi nella mente dei clienti in modo che siate la prima persona a cui pensano quando hanno bisogno.
  • Posizionarsi per le keyword più importanti sui motori di ricerca ed ottenere naturalmente e senza costi delle nuove richieste di preventivo.

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Tutti questi obiettivi possono essere raggiunti se vengono impiegate le più basilari strategie di marketing e comunicazione on-line, ma fortemente focalizzate sul settore degli avvocati e studi legali.

Una buona home page per il sito di uno studio legale

La homepage di un sito web di uno studio legale dovrebbe avere alcuni elementi fondamentali. Innanzitutto bisognerebbe comunicare immediatamente, con elementi grafici e colori personalizzati, il proprio nome e il proprio brand tale che si capisca entro i primi 5 secondi che ci si trova su un sito di natura legale.

Bisognerebbe poi indicare rapidamente la propria specializzazione: l’utente dovrebbe essere in grado di capire con poco sforzo se siete uno studio legale dedicato ad azioni penali, civili , tributarie e quali sono le vostre specialità, per stabilire se siete l’avvocato migliore per loro.

Evitate nella vostra home page di abbracciare tutte le specializzazioni, anche quelle non vostre, per ottenere più richieste di preventivo. Meglio ottenere meno contatti ma più qualificati: risparmierete tempo voi e lo farete risparmiare al potenziale cliente.

Bisognerebbe indicare tutte le vostre qualifiche, i vostri titoli, il ruolo che avete nella giurisprudenza nazionale ed internazionale e se avete dei ruoli speciali all’interno di organismi di controllo: tutto quello che potrebbe qualificarvi come professionisti.

Inoltre bisognerebbe subito indicare ai clienti i motivi per cui dovrebbero scegliere proprio voi, rispetto alla concorrenza. Bisogna comunicare efficacemente la cosiddetta “Unique Selling Proposition”, ovvero il vantaggio competitivo che potete offrire rispetto alla concorrenza.

Tutto questo deve essere comunicato in maniera semplice, immediata e senza tecnicismi. Ricordate che i vostri clienti non hanno il vostro stesso livello di conoscenza, e termini semplici per voi potrebbero essere incomprensibili per il lettore medio.

La pagina del “Chi siamo” in un sito web di studi legali

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Anche la pagina del “Chi siamo” è fondamentale per il sito di uno studio legale. Molto spesso si limita a delle scarne informazioni, che non aggiungono valore al sito. Invece, una buona pagina del “Chi siamo” dovrebbe includere il proprio background e il proprio percorso di studi atto a qualificare le competenze maturate negli anni oltre alle esperienze che sono state conseguite in Italia e all’estero.

Sarebbe interessante includere la storia del vostro studio legale. Non basta ripetere che siete sul mercato da tanti anni: dovreste spiegare quali sono i punti fondamentali della vostra storia, i risultati che avete raggiunto nei momenti topici del vostro percorso professionale.

Condividere tutto questo con il cliente lo farà sentire coinvolto all’interno della vostra storia e aiuterà a favorire il processo di identificazione con voi.

Includete testimonianze di clienti soddisfatti. Moltissimi si limitano ad un paio di testimonianze nella homepage, senza dedicargli abbastanza spazio nella pagina del “Chi siamo.”

Bisognerebbe invece lasciare posto a piccole storie di clienti soddisfatti, che possano raccontare come li avete aiutati a risolvere i problemi, quali sono state le difficoltà incontrate e come sono state superate. Spazio anche a considerazioni personali, persino alle emozioni che il cliente vuole lasciar trasparire e ai momenti fondamentali del loro rapporto con voi.

Anche in questa pagina ripetiamo il motivo per cui le persone dovrebbero scegliere proprio il vostro studio legale. Bisogna dargli una motivazione precisa, immediatamente comprensibile, che porti le persone a contattare voi e non altri.

Se avete uno studio legale associato con più professionisti prendete in considerazione l’idea di creare delle pagine individuali per Ognuno di loro che siano collegate l’una con l’altra. Questo piace molto ai utenti: gli dà l’idea di trovarsi di fronte ad un team di esperti che potranno aiutare ad ogni livello.

La pagina dei servizi in un sito web di studi legali

Anche la pagina dei servizi viene spesso trattata malissimo. Un elenco dei vostri servizi senza troppe spiegazioni non convince i clienti, e non aiuta a capire in che cosa potete essergli utili.

I servizi dovrebbero innanzitutto essere organizzati in categorie, per essere più facilmente comprensibili e dare l’impressione di una vasta gamma di opzioni a disposizione del cliente.

Ogni servizio dovrebbe avere un link in cui vengono raccontati maggiori dettagli, ma non dal punto di vista tecnico ma sotto l’aspetto dei risultati che potete dare, dei clienti che avete già aiutato e dei successi che avete ottenuto.

Fate comunque in modo che la pagina dei servizi abbia un design pulito, non troppo complesso: la semplicità vince.

La pagina dei contatti di un avvocato

La pagina dei contatti dovrebbe essere semplice ed efficace lo stesso tempo. La prima cosa è mettere a disposizione un form di contatto dove non vengano richiesti troppi dati ma che funzioni immediatamente e che sia visibile soprattutto da mobile.

È importante che si mettano a disposizione dei clienti tutti i possibili metodi di contatto: il telefono, la mail, l’indirizzo PEC , l’indirizzo fisico, gli orari del vostro studio.

Ottima idea anche quello di avere dei canali social collegati, per dare l’idea di uno studio legale che è al passo con i tempi, che non è rimasto all’era pre-internet, ma che è in in grado di aggiornarsi con le ultime novità tecnologiche.

Importante una mappa che permetta di localizzarvi immediatamente nella vostra città, dando la percezione alle persone di potervi raggiungere facilmente, soprattutto se il vostro studio legale è posizionato in un quartiere residenziale o business di buon livello.

Non dimenticate le Call To Action

Ogni pagina dovrebbe sempre includere delle call-to-action, una cosa che non viene mai fatta . Le persone devono essere continuamente invitate a contattare, chiedere informazioni, domandare dei dettagli, telefonare alle vostre segretarie.

Le Call To Action non devono essere soffocanti, ma devono essere presenti in ogni pagina, nei punti strategici, che sono i primi ad essere visualizzati e vicino alle informazioni importanti.

Aiutate i vostri clienti già dal vostro sito web

Un’altra tecnica che pochi avvocati utilizzano ma che dà grandi risultati, è fornire informazioni o aiutare le persone a trovare le informazioni on-line. Sappiamo bene che il mondo della giurisprudenza e il mondo della legalità è estremamente complesso. Capire una legge, comprendere una norma , riuscire a decifrare i provvedimenti governativi è estremamente difficile per un visitatore medio.

Dategli dei link che gli permettano di capire, che diano informazioni utili per un’azienda, per un adempimento legale: cercate di essere lì con gli utenti per risolvere i problemi, per dargli informazioni utili in poco tempo.

Sei già dal sito internet siete in grado di risolvere i problemi del visitatore, state certi che penserà a voi non appena avrà bisogno di una consulenza globale.

Il sito deve essere visibile da mobile

Un altro errore fondamentale è quello di non realizzare dei siti web per avvocati e studi legali che siano ben visibili da mobile.

Oltre il 76% delle persone naviga da smartphone, e ha bisogno di un ottima visibilità da mobile e di una alta velocità del sito web.

Secondo un report di Google risalente al 2015, il 61% delle persone sceglie un vostro competitor solo per aver avuto un’esperienza negativa dal proprio smartphone o perché il sito era lento a caricarsi.

Non dimenticate l’aspetto emozionale

Quando le persone stanno cercando un avvocato hanno un problema: sono emozionate, a volte arrabbiate, a volte spaventate.

La comunicazione di un sito web dedicato agli avvocati non dovrebbe limitarsi alle informazioni tecniche, ma contenere delle strategie psicologiche precise e mirate. Le forme dovrebbero essere semplici ed efficaci, i colori dovrebbero ispirare calma e senso di serenità, ma anche di professionalità, le parole dovrebbero essere soppesate una per una, per generare nella mente del lettore una sensazione piuttosto che un’altra.

Non si tratta solamente di web design, ma anche di visual design, legato alla psicologia della vendita. La mente del lettore deve essere guidata alla comprensione dei propri servizi, deve essere rassicurata attraverso delle tecniche collaudate, e le informazioni devono portare alla maggiore azione desiderata: che è quella del contatto per ottenere più informazioni.

Non tenete il sito fermo per anni

Infine, il sito web di un avvocato non deve rimanere fermo. Ci sono avvocati che hanno dei siti fermi da decenni. E invece bisogna continuamente tenerlo aggiornato, modificare le immagini e le scritte, chiedere continuamente feedback ai propri clienti per ottimizzare ogni aspetto del proprio sito.

È necessario rendere la propria piattaforma web qualcosa di dinamico, che viene costantemente calibrata sui bisogni degli utenti, per massimizzare al massimo i nuovi clienti.

Account Amazon bloccato. Cause e soluzioni immediate

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Il tuo account Amazon è stato bloccato? Può capitare che durante l’attività con un account Amazon Seller, l’account venga improvvisamente sospeso da Amazon e ci si ritrovi con il proprio negozio online Amazon completamente fermo, senza la possibilità di ottenere od evadere nuovi ordini.

In questa guida vedremo le motivazioni che portano al blocco dell’account Amazon, e le primissime soluzioni che si possono impiegare per ottenere quanto prima lo sblocco del proprio account Amazon da venditore.

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Account Amazon bloccato per correlazione con altro account

Una delle prime motivazioni per cui avviene in blocco dell’account Amazon, è il sospetto di account correlato. Quando noi apriamo un account Amazon da venditore, dobbiamo inserire una serie di informazioni relative alla nostra azienda, alla nostra attività, e ai prodotti che vogliamo mettere in vendita.

Si tratta di una quantità di dati importanti, che vengono immediatamente analizzati da Amazon e messi in correlazione con i database a sua disposizione. Si tratta di database che coinvolgono gli altri clienti, tutti gli altri profili attivi, lo storico di eventuali clienti o venditori, sia che abbiano un account aperto o chiuso.

Nel momento in cui Amazon dovesse trovare una correlazione di alcuni dati, da quelli bancari, a quelli personali, a quelli relativi ai prodotti, la piattaforma sospetta che si stia creando un secondo account per aggirare dei blocchi precedenti o per operazioni di vendita non corrette.

Ecco che scatta il blocco dell’account Amazon.

Normalmente il fatto si verifica pochi minuti dopo aver aperto il profilo, e le operazioni a propria disposizione sono piuttosto limitate. Non si possono compiere le normali operazioni, e ci sono solamente le opzioni di contatto con Amazon per chiedere ulteriore supporto.

La soluzione ad un problema del genere è quella di agire con molta cautela. Cominciare a tempestare Amazon di richieste non è assolutamente una buona strategia. Inviare mail al servizio clienti, aprire continuamente ticket , cercare di entrare in contatto con un operatore sommergendolo di domande, porta a complicare e ad aggravare la situazione.

È fondamentale avere l’esperienza per capire quali sono i dati che potrebbero essere andati in contratto. E utilizzare con saggezza i metodi di contatto con Amazon, fornendo un dato alla volta. Molto spesso è necessario fornire ulteriori informazioni bancarie, modificare le carte di credito che sono state inserite, esibire della documentazione che comprovi la propria identità, come una bolletta o la visura camerale della propria azienda.

Bisogna quindi avere particolare attenzione per fornire dati coerenti e ottenere la riapertura del profilo.

Account Amazon bloccato per sospetta contraffazione

Un altro problema fondamentale che porta alla chiusura, blocco o sospensione dell’ account Amazon da venditore è una sospetta contraffazione.

Amazon esegue dei controlli molto stringenti su tutti i prodotti, e nel momento in cui alcuni dati non tornano, o ritiene che vi siano delle incongruenze con il marchio venduto, il codice ASIN, eventuali brevetti , o marchi venduti da altri profili, può nascere negli algoritmi di Amazon una sospetta contraffazione.

Questo porta immediatamente, o quasi alla sospensione dell’account. A volte è ancora possibile vendere degli altri prodotti, o se si hanno profili su più mercati internazionali può essere bloccato solamente il profilo di un determinato paese. Ma il più delle volte le limitazioni sono gravissime.

Anche in questo caso bisogna utilizzare molta esperienza. E’ necessario contattare Amazon e fornire con particolare precisione una serie di documentazioni. Si tratta di dati relativi ai propri fornitori, bolle di consegna, inventario dei prodotti, e fatture di acquisto dei prodotti presso i fornitori. Tutto ciò che può dimostrare che il prodotto non era contraffatto, o che comunque non c’era la volontà da parte del venditore di vendere merce rubata.

I documenti devono essere formattati in maniera particolare e devono essere presenti tutti i dati necessari ad Amazon per valutare la situazione. La fornitura di documenti incompleti porta Amazon a dover rivedere più volte la stessa pratica, allungando i tempi e favorendo una risposta negativa.

Bisogna quindi inviare la documentazione con estrema precisione e attenzione, cercando di prevenire ogni possibile contestazione . A volte può essere meglio sospendere del tutto la vendita di una categoria di prodotti, altre volte si può qualificare un prodotto e riprendere nella vendita con informazioni aggiuntive.

Sicuramente può essere utile la creazione di un piano di azione, un documento che contiene tutte le intenzioni del venditore per risolvere il problema e per verificare che non accada più nel futuro.

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Account Amazon bloccato per spedizioni in ritardo

Altro motivo principe per cui i profili Amazon vengono bloccati è certamente una serie di spedizioni in grande ritardo.

Amazon pretende che i venditori rispettino determinati parametri nella velocità di spedizione dell’ordine, nell’evasione di tutto quello che coinvolge l’ordine, e nella consegna del prodotto finale.

Quando le nostre prestazioni scendono sotto una determinata soglia, le spedizioni vengono considerate sistematicamente in ritardo ed ecco che può scattare il blocco.

In questo caso bisogna innanzitutto individuare i problemi che hanno portato alla lentezza nelle spedizioni e nelle consegne. Inoltre bisogna concretamente risolvere il problema, stipulando ad esempio dei contratti con nuovi fornitori o servizi di spedizione e tracking.

A questo punto è necessario realizzare un piano di azione completo. Il piano di azione è un documento dove si identifica qual è il problema, le motivazioni che hanno portato al blocco, le soluzioni che sono state messe in campo per risolvere definitivamente l’errore, soprattutto tramite delle soluzioni strutturali, e tutte le attività che verranno condotte nel futuro evitare che il problema si ripresenti.

La presentazione del piano di azione è un momento fondamentale nello sblocco di un account Amazon, ed è necessario avere molta esperienza per dare ad Amazon le informazioni che ti aspetta, senza compiere ulteriori errori, senza inviare dei dati mancanti , e facendo in modo che la propria attività venga valutata come regolare da Amazon, anche a fronte dei numerosi regolamenti a cui Amazon deve ottemperare.

Account Amazon bloccato per contestazioni dalla A alla Z

Un’altra motivazione di blocco è certamente una contestazione dalla A alla Z. Le contestazioni dalla A alla Z sono dei reclami fatti dai clienti in uno qualsiasi dei momenti dell’evasione di un ordine. Un elenco delle motivazioni del blocco sono:

  • L’ordine non è stato ancora ricevuto per tre giorni dopo la data di consegna stimata o 30 giorni dalla data in cui è stato eseguito l’ordine
  • Il tracking di spedizione conferma la consegna dell’ordine ma l’ordine non è mai stato ricevuto realmente 
  • L’articolo inviato è profondamente diverso da quello indicato nella scheda prodotto, danneggiato o pesantemente difettoso e l’acquirente, pur avendo tentato di contattare il venditore, non ha ottenuto nessuna risposta per 48 ore
  • L’articolo è stato restituito al venditore esercitando il diritto di recesso ma non è stato ancora emesso un rimborso al venditore in tempo utile
  • L’articolo è ritornato il venditore, questo ha emesso un rimborso ma l’importo non è esatto
  • Il venditore ha addebitato al cliente un prezzo di acquisto o di spedizione superiore rispetto a quello indicato nella scheda prodotto
  • L’acquirente è in generale insoddisfatto del comportamento e delle prestazioni del venditore

Questo tipo di problemi può portare al blocco dell’account Amazon, anche definitivo.

Anche in questo caso bisogna risolvere immediatamente il problema a livello aziendale, e realizzare un piano di azione completo che sia incentrato esattamente sullo specifico motivo che ha portato al blocco dell’account.

Lo sblocco dell’account Amazon non è un’operazione che può essere tentata più volte. Quando si fanno delle domande, e viene emessa una sorta di “giudizio” da parte del dipartimento competente di Amazon, la decisione è quasi totalmente definitiva.

Questo è il motivo per cui è necessario avere una grandissima precisione, e giocare bene le proprie carte, utilizzare al meglio le opzioni di contatto e fornire una documentazione adeguata.

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Windows utilizza Amazon per le App Android

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Una delle più grandi sorprese dell’evento di lancio di Windows 11 è stato l’annuncio che le app Android arriveranno nel nuovo Microsoft Store ma tramite Amazon.

Sebbene la decisione sia stata elogiata ci sono anche perplessità, le persone si chiedono perché non sia stato preso un accordo solo con Google stesso.

Il Microsoft Store riprogettato su Windows 11 è molto gradito, ma gli utenti avranno molte meno app Android tra cui scegliere, rispetto alla quantità disponibile sul Play Store di Google.

Google ha annunciato di recente che sta cambiando il formato per le app Android, chiamato APK, e sta passando a un nuovo formato da agosto chiamato “Android App Bundle” o AAB.

Quando scarichi un’app dal Play Store di Google per il tuo dispositivo Android, utilizza la convenzione di denominazione “.APK”, simile a come installi un’app su Windows come “.exe” o “.DMG” sul sistema operativo macOS di Apple.

Tuttavia, questo nuovo tipo di file, secondo Google, riduce le dimensioni dell’app, oltre a poter essere firmato, il che significa essenzialmente che Google sarà in grado di tracciare l’app dal suo Play Store con una “chiave di caricamento”, quindi può aiutare a recuperare l’app per uno sviluppatore se si verifica qualcosa.

Ormai da anni, Amazon ha il proprio app store Android, che consente agli utenti di dispositivi Kindle Fire di scaricare app dal sito di Amazon e dalla vetrina dell’azienda.

Dal lancio del negozio nel 2011, ci sono quasi 500.000 app disponibili da Amazon, il che sembra poco rispetto ai milioni disponibili sul Play Store di Google.

Tuttavia, Amazon ha il controllo totale su questo negozio, quindi gli sviluppatori che realizzano app poco sicure e addirittura con intenti malevoli vengono bloccati, in modo simile alle linee guida di Apple.

Questo, insieme ai piani di Google per AAB e al suo piano per la firma di ogni app con una chiave di caricamento, potrebbe essere il motivo per cui vediamo invece lo store di Amazon su Windows 11. Aiuta a concentrarsi su ciò che è disponibile dalla vetrina di Amazon e non inonda il nuovo Microsoft Store di app simili. Inoltre, non è necessario che Microsoft controlli le app in arrivo da Android, poiché Amazon lo fa già.

È una mossa geniale. Abilita più app sul nuovo Microsoft Store con il minimo sforzo da parte di Microsoft e lo aiuta a diventare un sostanziale rivale del Mac App Store di Apple, con le app iOS ora disponibili sui Mac M1.

Con le estensioni disponibili anche per Microsoft Edge nel Microsoft Store, è uno sbocco fantastico per gli utenti nuovi ed esistenti scoprire app che altrimenti non avrebbero trovato prima.

Esiste già una prima versione di Windows 11 disponibile per il download per i test, ma al momento non include le app Android, quindi dovremo aspettare per vedere il successo dell’inclusione di queste app mobili da parte di Microsoft.

Recensione Fire HD 10 Plus (2021) Amazon

Il tablet Fire OS da 10 pollici di Amazon ha subito un restyling e ora ha prestazioni più veloci, e si avvicina molto all’iPad.

Il Fire HD 10 2021 è disponibile in una versione standard che costa 150 euro circa o in una versione “Plus”, che costa 180 euro, con alcune cose interessanti in più.

Il tablet ha un touchscreen LCD da 10,1 pollici leggermente più luminoso del suo predecessore ed è progettato per guardare film con il rapporto widescreen, rispetto allo schermo più quadrato dell’iPad. Il nuovo Fire HD 10 adotta l’estetica snella e arrotondata introdotta l’ anno scorso sul Fire HD 8 da 8 pollici, che lo rende molto più moderno ed è 36 g più leggero del modello che sostituisce.

Lo schermo ha un ottimo rapporto qualità prezzo: abbastanza nitido, con buoni angoli di visione e abbastanza luminoso all’interno, anche se fa fatica alla luce solare diretta. La coppia di altoparlanti montati in alto è molto buono per guardare film o ottenere risposte dall’assistente vocale Alexa integrato di Amazon. Una webcam da 2 megapixel sopra lo schermo serve per le videochiamate in buona luce.

Specifiche

  • Schermo: LCD da 10,1 pollici 1920×1200 (224ppi)
  • Processore: octa-core da 2 GHz
  • RAM: 4 GB
  • Memoria: 32 o 64 GB più slot per schede microSD
  • Sistema operativo: Fire OS 7 basato su Android 9
  • Fotocamera: fotocamera frontale da 2 MP, fotocamera posteriore da 5 MP
  • Connettività: Wifi 5, Bluetooth 5, cuffie da 3,5 mm, USB-C, ricarica wireless Qi
  • Dimensioni: 247 x 166 x 9,2 mm
  • Peso: 468 g

Prestazioni

I tablet Fire sono in genere abbastanza veloci, ma non batteranno i rivali più costosi per le prestazioni. Il Fire HD 10 Plus non fa eccezione. Ha lo stesso processore del normale Fire HD 10, ma con 1 GB di RAM in più per un totale di 4 GB. È il doppio risetto la generazione precedente, che migliora significativamente il multitasking. Una modalità di gioco dedicata ottimizza automaticamente il tablet per i giochi, disattivando Alexa a mani libere e altre attività in background durante il gioco.

La durata della batteria è molto buona. Il tablet durerà un paio di giorni con un uso misto o più di 12 ore di streaming video tramite Wi-Fi, ma ovviamente, giocare a giochi ad alta intensità grafica riduce significativamente la durata della batteria. Il tablet si ricarica molto lentamente, impiegando almeno quattro ore con l’alimentatore da 9 W incluso. L’utilizzo di un caricabatterie da 15 W ha ridotto di 30 minuti quel tempo, sia cablato che wireless per il modello Plus.

Sostenibilità

Amazon non fornisce una durata prevista della batteria nel tablet. Le batterie di prodotti simili in genere durano almeno 500 cicli di carica completa mantenendo almeno l’80% della loro capacità originale. Fire HD 10 e HD 10 Plus sono generalmente riparabili. Contengono il 28% di plastica riciclata post-consumo. L’azienda offre schemi di permuta e riciclaggio e pubblica informazioni sui suoi vari sforzi per la sostenibilità.

Il nuovo tablet esegue lo stesso Fire OS 7.3 della versione precedente e il Fire HD 8, che è basato su Android 9 ma manca dei servizi di Google e del Play Store, affidandosi invece all’App Store e ai servizi di Amazon. Amazon in genere supporta i suoi tablet più a lungo rispetto ai rivali Android, con almeno diversi anni di software e aggiornamenti di sicurezza.

L’interfaccia è abbastanza semplice, con una tradizionale schermata iniziale affiancata da pagine chiamate “Per te”, con suggerimenti di app e contenuti, e “Libreria”, che elenca le cose che possiedi come libri Kindle, giochi, film e altri bit. La barra di ricerca in alto ti porta ai risultati dal web, dal negozio di Amazon e dai tuoi contenuti ed e-mail.

L’App Store di Amazon ha la maggior parte delle app di consumo multimediale che probabilmente vorrai tra cui Spotify, BBC iPlayer, ITV Hub, All 4, Netflix, Disney+ e Sky Go, ma BT Sport, le varie app di Google come YouTube, Chrome e Mappe e Musica e TV di Apple non sono disponibili. Zoom, Skype e Alexa sono disponibili per le videochiamate, mentre il negozio offre una gamma abbastanza ampia di giochi, anche se molti di loro sono spazzatura. Tieni presente che Fortnite non è disponibile per i tablet Fire, nemmeno tramite il negozio Android di Epic Games.

È necessario un account Amazon per utilizzare il tablet, oltre a un abbonamento Prime che dia accesso a Prime Video per sfruttarlo al meglio.

Ci sono pochissimi concorrenti che offrono il livello di supporto software che Amazon offre per i tablet Android a questo basso costo. Lo schermo è abbastanza grande e nitido, gli altoparlanti sono abbastanza buoni, inoltre la lunga durata della batteria lo rende un eccellente tablet per il consumo di contenuti multimediali a basso costo, purché tu sia felice di nuotare nell’ecosistema di Amazon senza accedere alle app di Google o Apple.

Non batterà un iPad, Fire OS ha una selezione più limitata di app e giochi, ed è completamente sottovalutato.

Come rimuovere articoli negativi da internet che ledono la nostra reputazione

Può capitare che il proprio nome e le proprie generalità finiscano su internet, legate ad articoli che compromettono la nostra reputazione e ci impediscono di svolgere una vita professionale normale.

A volte si tratta di veri e propri processi mediatici che ci possono rovinare la vita lavorativa e personale e rimuovere articoli da Google e da internet e cancellare articoli giornalistici può diventare veramente un progetto di estrema importanza per la propria vita. In questa guida vedremo le tecniche base per ottenere la rimozione degli articoli da Google, soprattutto quelli di natura giornalistica.

Introduzione del problema

Per prima cosa bisogna classificare i risultati online, ma è necessario farlo secondo determinate tecniche: quando noi cerchiamo qualcosa su Google nel corso dei giorni, il motore di ricerca personalizza le nostre pagine dei risultati a seconda delle nostre preferenze e corriamo il rischio di non vedere la situazione reale, ovvero quella che si presenta ad una persona che per la prima volta digita il nostro nome su internet.

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Per questo motivo bisogna pulire la cronologia del proprio browser e utilizzare dei software appositi come Anonymous o Kaspersky vpn in modo da avere una visione reale della situazione: così potremo capire quali sono i risultati che realmente compromettono la nostra reputazione e su cui bisogna intervenire con Maggiore urgenza.

Classificare i risultati

A questo punto i risultati devono essere divisi per categorie. Quelle principali sono: articoli redatti dai grandi giornali organizzati; articoli scritti dalle piccole redazioni locali; contenuti realizzati da giornalisti indipendenti o blogger; commenti sui social network o sui forum.

Elaborare strategia rimozione articoli

Uuna volta eseguita la classificazione dei risultati è necessario elaborare una strategia di richiesta di rimozione. Iinnanzitutto se sono passati dai 3 ai 5 anni dai fatti è possibile “giocarsi” il diritto all’oblio: si tratta di un diritto riconosciuto dalla giurisprudenza internazionale secondo il quale, dopo un tot di tempo è diritto di una persona ottenere che i fatti che l’hanno riguardata possano essere cancellati e dimenticat.

Ci si può appellare anche al diritto alla privacy: pur garantendo la Costituzione il diritto di cronaca, allo stesso tempo i propri dati personali possono essere modificati, oscurati o sostituiti con il puntato.

Inoltre tutte le informazioni che sono state indicate devono avere una stretta rilevanza con i fatti e non si può riportare pubblicamente nulla di più di quanto è necessario alla comprensione da parte del lettore. I dettagli devono avere una utilità pubblica: ad esempio descrivere con precisione l’abbigliamento con il quale si è stati arrestati non ha nessuna attinenza con quello che serve ad un lettore per comprendere una situazione.

Una volta elaborata una strategia di rimozione convincente si può procedere con il contatto delle diverse redazioni.

Contatto redazioni grandi

Per rimuovere dei contenuti che sono stati scritti da redazioni organizzate come quelle del Corriere della Sera, di Repubblica o del Fatto Quotidiano è necessario innanzitutto contattare la redazione, in particolar modo quella che opera vicino al luogo in cui sono avvenuti i fatti, presentando il proprio caso e prendendo contatti in prima istanza con il caporedattore, il primo ad avere la responsabilità di esaminare le richieste di rimozione del contenuto.

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In alternativa può essere necessario rivolgersi alla segreteria di redazione o in altri casi ancora si può parlare direttamente con il responsabile legale. Vi verrà sicuramente richiesto di inviare una mail che riepiloga la vostra richiesta di rimozione o di indicizzazione del contenuto. Al momento di preparazione dell’email bisogna includere tutti i dettagli che sono stati gli elaborati nella strategia di richiesta di rimozione e questa mail deve essere messa all’attenzione di tutte le persone coinvolte e, per cortesia, sempre all’attenzione del direttore responsabile.

Una volta inviata una mail biosgna aspettare almeno 7-10 giorni per far si che la domanda venga vagliata. Passato questo periodo può essere utile eseguire un paio di richiami per verificare che la mail sia arrivata e che sia stata effettivamente messa all’attenzione dei rispettivi responsabili. E’ imporatante ricordare che si tratta di grandi redazioni che hanno i loro tempi e un determinato codice deontologico.

Bisogna cercare di evitare di essere insistenti o ancora peggio di cominciare ad entrare in polemica con la redazione: un atteggiamento amichevole, che punta sulle motivazioni per cui bisognerebbe indicizzare il contenuto è certamente la strategia migliore in questa fase.

Contatto redazioni piccole

Un comportamento completamente diverso va tenuto con le redazioni dei piccoli giornali locali: in quel caso contattando la redazione non è difficile spiegare immediatamente la propria situazione anche ai vertici della redazione come il vice direttore o il direttore in persona. Anche in questo caso bisogna presentare la propria situazione ponendo con educazione l’accento sui motivi della rimozione e facendo capire quanto disagio questa informazione possa arrecare alla persona interessata e ai propri cari.

Certamente si dovrà inviare una mail all’attenzione del direttore nella quale viene riepilogata la richiesta: è importante essere precisi e mantenere sempre una finestra di 7-10 giorni prima di richiamare.

Non si deve perdere la calma: molte volte può essere necessario fino a un mese di richiami per ottenere il risultato desiderato, che alla fine però arriva.

Contattare blogger o giornalisti indipendenti

In caso di giornalisti indipendenti o di blogger bisogna entrare in contatto direttamente con la persona. Solitamente molti lasciano i propri contatti: a volte non sono quelli telefonici ma possono essere raggiunti tramite i social o il proprio account Twitter.

Biosgna armarsi di pazienza e contattarli nelle modalità che loro reputano migliori. Si può provare a inviare una mail per ottenere immediatamente un contatto telefonico: la spiegazione fatta personalmente con la propria voce è certamente più efficace di un anonimo messaggio.

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Deve essere ricordato che sia i piccoli giornali locali che i blogger indipendenti hanno un elevato senso della deontologia e della cronaca cittadina, per cui è basilare evitare in ogni modo di entrare in contrapposizione e in polemica, bisogna cercare piuttosto di ottenere amichevolmente un aiuto puntando a pieno titolo sulla strategia di rimozione che è stata elaborata precedentemente.

E’ importante non perdere mai la pazienza perché litigare con il giornale non porterà mai al risultato: anzi è proprio in quel momento che la redazione può incaponirsi e mantiene l’articolo online richiamando il diritto di cronaca.

Intervento legale

Solo nel momento in cui, pur con tutte le motivazioni non si dovesse ottenere nessun tipo di risultato, si può cercare, sempre in modo educato telefonicamente o per iscritto, spiegare nuovamente la situazione e far valere i propri diritti.

In questo caso può essere utile iniziare a citare gli articoli di legge in base al quale si chiede la rimozione: questo è un metodo abbastanza morbido e accettabile di coinvolgere la parte legale nella propria richiesta, la quale verrà vagliata in maniera più approfondita da parte della redazione.

Se nemmeno questo dovesse funzionare è il momento di rivolgersi a uno studio legale. E’ necessario però scegliere il giusto professionista, in quanto molti avvocati sono rimasti abbastanza indietro e non sono avvezzi alle nuove tecnologie o alla leggi applicate ad internet. E basilare quindi scegliere un professionista che conosca bene il diritto alla privacy su internet, il diritto all’oblio, i metodi con cui contattare le studi legali delle redazioni e che abbia esperienza di come i giudici hanno già deciso in passato, in modo da prendere quelle strade che possono realmente portare ad un risultato.

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In questo modo, ovviamente, i tempi si allungano notevolmente rispetto a una richiesta amichevole, ma se non c’è altro da fare rimane l’unica strada da percorrere. Bisogna ricordare in questo caso che se avete ragione a livello legale potete accludere una richiesta di risarcimento, che però deve essere attentamente valutata nella sua fattibilità.

Conclusioni

Ottenere la rimozione di articoli da internet necessità quindi di una strategia completa, di una profonda conoscenza del ragionamento delle redazioni e di molta esperienza,  soprattutto a livello di negoziazione e di dialettica.

Con le redazioni bisogna dare fondo a tutte le proprie capacità di interazione con altri professionisti nonché armarsi di notevole pazienza ma alla fine sarà possibile riuscire ad ottenere la rimozione degli articoli online.

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Un altro metodo è quello di agire direttamente su Google. Esso ha dei moduli che permettono di chiedere la rimozione dei contenuti basandosi sul diritto alla privacy e all’oblio: in questo caso è necessario inserire tutte le proprie informazioni, i propri riferimenti legali, indicare il link per cui si chiede la rimozione e una motivazione.

E’ basilare circostanziare con precisione la propria domanda, dopodiché bisogna evitare assolutamente di soffocare Google con continue richieste: inviarne una al giorno non  aiuterà affatto anzi peggiorerà la situazione. Si ha sostanzialmente a disposizione una sola occasione per ottenere la deindicizzazione e bisogna dunque giocarsela bene e quindi con una richiesta particolarmente precisa le cui motivazioni siano chiare ed evidenti.