22 Marzo 2026
Home Blog Pagina 55

Ricatto sessuale sui social o online. Come venirne fuori

Che cosa fare quando si sta subendo un ricatto sessuale on-line? Come dobbiamo comportarci quando una persona ci sta minacciando e promette di condividere del materiale intimo ai nostri parenti e amici? Come reagire quando un ricattatore dice di essere pronto a pubblicare delle immagini compromettenti a meno che non giunga al più presto un pagamento?

Questo fenomeno esiste, si chiama “Sextortion”, ed esistono delle contromisure precise e delle azioni da compiere al più presto, per proteggere la propria reputazione su internet e superare questo grave momento di disagio e paura. In questa guida vedremo come reagire ad una Sexstortion e ad un ricatto sessuale on-line.

Come funziona la Sextorsion o ricatto sessuale online?

La Sextorsion ha un funzionamento molto classico: si viene contattati, il più delle volte, da una bellissima ragazza/o, che si dimostra particolarmente interessata/o a noi. Questa persona è molto brava a farci aprire, a farsi confidare dei dettagli della propria vita personale o coniugale ma soprattutto, facendo leva sulla solitudine o sulla impreparazione, riesce a portare la discussione sul lato sessuale. In maniera abbastanza rapida, ci invita a compiere una videochiamata o delle registrazioni dove viene condiviso del materiale intimo e delle immagini estremamente personali.

HAI PROBLEMI CON UN RICATTO ONLINE? CONTATTACI ORA

Non appena la persona entra in possesso di questo tipo di materiale, il suo comportamento cambia radicalmente: inizia il ricatto. Dietro la minaccia di condividere queste informazioni con la propria famiglia, con gli amici o direttamente su internet in corrispondenza del proprio nome, iniziano delle pressanti richieste di denaro, da pagarsi entro poche ore, attraverso sistemi internazionali come Moneygram. In questo modo si finisce in un chiaro fenomeno di Sextorsion, e presi dalla paura, ci si ritrova spesso a cedere al ricatto, a pagare somme ingenti e a finire in una spirale sempre più pericolosa.

Prima mossa: non colpevolizzarsi

La prima contromisura è quella di non colpevolizzarsi: queste persone in realtà non agiscono per iniziativa personale, ma sono sfruttate e gestite da alcuni gruppi criminali estremamente organizzati, la cui provenienza può passare dalla Costa d’Avorio alla Francia all’Ucraina. Si tratta di vere professioniste/i, che conoscono molto bene le tecniche per confondere le persone o sfruttare i loro momenti di debolezza. La prima cosa da fare è certamente evitare di farsi prendere dal panico e dai sensi di colpa: si tratta solamente di un incidente, dal quale fortunatamente si può uscire indenni.

HAI PROBLEMI CON UN RICATTO ONLINE? CONTATTACI ORA

Non pagare per nessun motivo

Una volta mantenuta la calma, è fondamentale non pagare. Cedere al ricatto e pagare può dare l’impressione di calmare il proprio interlocutore: spesso le vittime accettano di procedere a piccoli pagamenti credendo che in questo modo il proprio ricattatore si calmerà, avrà soddisfazione e smetterà di tenerci sotto scacco. In realtà è esattamente il contrario: nel momento in cui questi criminali individuano una persona disposta a pagare, hanno tutto l’interesse ad insistere con ulteriori e sempre più pressanti richieste, in quanto hanno capito che possono guadagnarci.

Per questo motivo è fondamentale interrompere ogni tipo di pagamento, sospendere eventuali bonifici in corso e non scucire più nemmeno un euro, qualsiasi cosa venga detta dal nostro interlocutore o qualsiasi minaccia possa arrivarci.

Interrompere ogni contatto

Un’altra fondamentale contromisura è quella di interrompere ogni tipo di contatto: bisogna compiere uno sforzo nell’ignorare le minacce che arrivano o gli ultimatum che vengono costantemente ripetuti. Mantenere la comunicazione significa continuare ad essere sotto il mirino di questi gruppi criminali. La persona deve essere completamente bloccata, sia che si trovi su Facebook, su Messenger, su Skype o su WhatsApp. Nel caso in cui il criminale sia venuto in possesso del nostro numero telefonico, anche se rappresenta una bella scocciatura, è fondamentale sospenderlo e modificarlo, per evitare di essere costantemente tampinati da tentativi successivi di estorsione. Meno momenti di contatto vi saranno, più velocemente si supererà il fenomeno.

HAI PROBLEMI CON UN RICATTO ONLINE? CONTATTACI ORA

Aumentare la privacy dei propri account social e avvisare i propri contatti

A questo punto è necessario aumentare la privacy dei propri account social. Soprattutto su Facebook o su Twitter dobbiamo aggiornare le nostre impostazioni di riservatezza, in modo che solamente gli amici che conosciamo anche nella vita personale possano visualizzare i nostri contenuti. Bisogna inoltre verificare il proprio giro di amicizie e rimuovere tutte le persone sospette, soprattutto ragazzi o ragazze che non abbiamo mai incontrato di persona o di cui non conosciamo le generalità.

Un buon metodo è anche quello di avvisare i propri contatti più stretti o le persone a cui teniamo di più. Possiamo dirgli che per via di un hacker o dell’intervento di persone malintenzionate, potrebbero essere inoltrati dei contenuti che non devono essere assolutamente aperti, in quanto contengono virus o altro malware. In questo modo, pur senza divulgare dettagli intimi o svelare la propria situazione di pericolo, è possibile evitare che le persone a noi care vengano a conoscenza di materiale altamente compromettente, in quanto avvisate per tempo.

Segnalare alle piattaforme online

Un metodo importante per evitare che materiale lesivo della propria reputazione finisca su internet, è certamente quello di contattare le principali piattaforme del web. In particolar modo dobbiamo avvisare alcuni dipartimenti detti “Abuse” o direttamente i diversi studi legali, avvisandoli dell’esistenza di una situazione di Sexstortion. Le piattaforme ricevono queste notifiche e provvedono a verificare l’esistenza di contenuti legati al proprio nome o alla propria identità, rimuovendoli immediatamente. Ovviamente è necessario fare un lavoro sia sulle piattaforme più conosciute come YouTube, Vimeo o Dailymotion, ma anche sui siti alternativi, prevalentemente cinesi o russi, dove i criminali potrebbero tentare di pubblicare il contenuto.

Queste segnalazioni, estremamente importanti, vanno fatte con la massima velocità, in modo che vengano attivati quanto prima dei meccanismi di controllo e di protezione del proprio nome.

HAI PROBLEMI CON UN RICATTO ONLINE? CONTATTACI ORA

Monitorare la situazione online

A questo punto è necessario monitorare la situazione on-line. Uno strumento alla portata di tutti è sicuramente Google Alert: può essere attivato con il proprio nome e cognome, l’indirizzo o altri nickname a noi collegati, per verificare ed essere immediatamente allertati sulla presenza di materiale sul nostro conto. Il monitoraggio dovrebbe riguardare anche tutto il resto dei social network e dei blog e dovrebbe durare per un tempo compreso dai 7 ai 10 giorni, per verificare l’evolversi della situazione.

Nel momento in cui si dovesse individuare del materiale compromettente bisogna avere la capacità di contattare immediatamente la piattaforma per richiedere la rimozione, prima che venga indicizzato da Google e rimanga nella sua memoria. Se questo dovesse accadere, esiste un modulo on-line per contattare i dipartimenti di Google e richiedere la rimozione di contenuti che ci riguardano e che contengono immagini altamente lesive della nostra reputazione.

Un intervento preciso e veloce che può salvarci

Una situazione di ricatto on-line o di Sextorsion può essere felicemente superata, ma è necessario agire tempestivamente e sapere come intervenire nel migliore dei modi. Una volta passato un tempo di garanzia, normalmente superiore a 10 giorni, possiamo ragionevolmente ritenere che la Sextorsion sia conclusa e possiamo riprendere ad utilizzare i nostri canali social con la massima attenzione. Dovremo comunque modificare le nostre credenziali di accesso e prestare nel futuro la massima attenzione a ogni nuova richiesta di amicizia.

La Sextorsion può capitare a chiunque, ma questa situazione di pericolo, gestita correttamente, può essere efficacemente superata e, anzi, portarci ad un livello superiore di attenzione e di consapevolezza sui pericoli di internet.

HAI PROBLEMI CON UN RICATTO ONLINE? CONTATTACI ORA

Come aggiungere un secondo viso a Face ID

Face ID è un modo veloce e sicuro per sbloccare il tuo iPhone o iPad Pro, ma è interessante conoscere una funzione non sempre molto nota che può consentire al tuo smartphone di inserire due volti per lo stesso Iphone. Ad esempio il tuo e quello di un fratello/sorella o un collega se si tratta di un cellulare aziendale.

Questo secondo viso potrebbe appartenere a una persona cara appunto, consentendo al tuo partner o al tuo bambino di accedere al tuo telefono senza richiedere il tuo intervento per sbloccarlo. Ma potrebbe anche essere una versione leggermente diversa di te stesso: tu con la barba, diciamo, o gli occhiali da sole, purtroppo non funziona con l’accessorio di moda indispensabile che è entrato in scena nel 2020, la mascherina covid.

Ecco come impostare un aspetto alternativo su Face ID

Quali iPhone e iPad possono utilizzare la funzione di aspetto alternativo?
Ovviamente, questo è qualcosa che è limitato ai dispositivi che hanno Face ID, che è tutti gli iPhone dall’iPhone X, con la notevole eccezione di iPhone 8 e iPhone SE (2020) . Nel mondo dei tablet, nel frattempo, Face ID rimane appannaggio di iPad Pro, risalente ai modelli originali da 11 pollici e 12,9 pollici di terza generazione.

Fondamentalmente, se usi già Face ID sul tuo dispositivo, puoi impostare un secondo aspetto.

Posso usare una maschera per il covid per una delle mie versioni di Face ID?
Anche se questo sarebbe immensamente utile durante questi tempi devastati da COVID, sfortunatamente il processo di scansione identifica sempre una maschera e ti chiede di rimuoverla. Riteniamo che ciò sia molto probabile per evitare falsi positivi che consentirebbero a chiunque abbia una maschera di accedere al tuo dispositivo.

Se stai pensando di aggiornare il tuo iPhone, potrebbe valere la pena aspettare l’iPhone 13 a settembre, poiché le voci correnti suggeriscono che Apple distribuirà un sensore Touch ID sotto lo schermo. Ciò significherebbe che non dovresti più preoccuparti che una maschera ti impedisca di sbloccare il tuo iPhone.

L’impostazione del riconoscimento facciale per una seconda versione o persona è praticamente la stessa procedura di quando hai configurato Face ID originariamente. Ecco i passaggi da eseguire.

  • Apri Impostazioni e seleziona Face ID e passcode.
  • Inserisci il tuo codice di accesso.
  • Tocca Imposta un aspetto alternativo.
  • Leggi le istruzioni, quindi tocca Inizia.
  • Scansiona il tuo viso come di consueto o chiedi al tuo partner di scansionare il suo.
  • Al termine della prima scansione, tocca Continua.
  • Scansiona il tuo viso una seconda volta, quindi tocca Fine per completare il processo.

Angelo Sammaritano: assistenza PC a Palermo

0

Angelo Sammaritano, esperto in assistenza computer a Palermo, ne ha viste tante nel corso della sua carriera: quando si possiede un computer, per lavoro o per svago prima o poi si avrà bisogno di un tecnico che sappia risolvere i problemi di usura o semplicemente dare vita a nuove configurazioni. E lui è da tempo l’uomo giusto al posto giusto da questo punto di vista.

Spesso e volentieri si cade nella trappola del voler spendere poco e si acquista senza davvero pensare al futuro: in quanto il computer diventerà obsoleto? Riuscirà il terminale ad avere abbastanza potenza per riuscire a lavorare in modo corretto? Queste sono tutte domande che bisognerebbe porsi prima di acquistare un PC.

Angelo Sammaritano è conosciuto per la sua esperienza in assistenza computer a Palermo e non potrebbe essere diversamente: non solo il suo negozio da anni ormai si occupa di fornire aiuto a chiunque necessiti di riparazioni e interventi sui propri terminali, ma la sua capacità di aver trasformato una passione importante in un vero e proprio lavoro, lo ha portato non solo ad avere delle mani magiche capaci praticamente di aggiustare tutto, ma anche a sviluppare un sesto senso per le esigenze del proprio cliente.

E quando si tratta di assistenza computer, questo fattore talvolta diventa importante quasi quanto la preparazione tecnica. Saper ascoltare il proprio cliente, sia esso un consumatore privato o aziendale, consente all’esperto di trovare per lui la soluzione giusta per potenza e prezzo.

I servizi di Angelo Sammaritano: assistenza PC a Palermo

Ma cosa fa un esperto in assistenza computer come Angelo Sammaritano a Palermo e non solo? Sono molte le possibilità. Può avere un negozio dove riparare e vendere terminali, può eseguire consulenze per privati e aziende, anche in loco, al fine di suggerire la migliore configurazione informatica in base alle esigenze lavorative o di svago dei suoi clienti.

Nel corso di una consulenza presso le aziende, professionisti come Angelo Sammaritano possono fornire assistenza e manutenzione degli hardware e dei sistemi operativi, installando e configurando programmi in modo tale da evitare il presentarsi di qualsiasi problematica. Questo significa avere una preparazione il più possibile completa: in questa branca di conoscenza, l’aggiornamento delle competenze è un elemento che non deve mai mancare.

Angelo Sammaritano è noto a Palermo e provincia per il suo modo creativo di trovare le giuste soluzioni per tutti. In più di dieci anni di attività nessun cliente è rimasto deluso, anzi: il passaparola tra le persone soddisfatte del suo lavoro lo ha reso uno degli esperti in assistenza informatica più noti della regione.

Tra le altre cose ha la fortuna di poter lavorare con una squadra di collaboratori preparati da lui stesso capaci di prendere le redini nel negozio nel momento in cui lui interviene “fuori sede”: altro fattore di importanza rilevante in questo settore.

Angelo Sammaritano ha portato la sua esperienza nell’assistenza computer presso aziende produttive, alberghi, enti pubblici e privati: i risultati che riesce a raggiungere lo hanno portato a essere considerato un vero e proprio cavallo di razza nel suo settore. E non potrebbe essere altrimenti.

È un tecnico che conosce la materia, che sa quale processore scegliere per i terminali in base alla potenza che devono esprimere e al lavoro che devono fare: sa anche quali software proporre e quali antivirus installare per offrire una protezione totale ai PC della sua clientela.

Quando il cliente è un’azienda che necessita di mantenere le proprie informazioni e i propri documenti privati quella di offrire un sistema sicuro diventa la priorità per eccellenza: Angelo Sammaritano a Palermo è il migliore nell’assistenza computer, a 360 gradi.

Molti esperti come lui di solito finiscono a lavorare presso i call center e gli help desk: non è stato il suo caso, sebbene tra le sue consulenze ricorrenti vi siano anche quelle di preparazione di coloro che vi lavorano. Questo perché, spinto dalla curiosità che la passione per un tema porta sempre con sé, questo professionista non si è mai fermato dal punto di vista formativo e ha fatto in modo tale di migliorare sempre di più la sua preparazione.

Attualmente Angelo Sammaritano è il top che l’assistenza computer può offrire a Palermo e provincia e non solo: nell’ultimo anno ha eseguito diverse consulenze in tutta Italia, complice quel passaparola sopracitato che talvolta in questo specifico settore può valere più di una pubblicità perfettamente assestata.

Sia per i privati ma soprattutto per le imprese, l’uso della tecnologia e di terminali altamente professionali è divenuto qualcosa di necessario ed essenziale. Poter contare su un esperto che sa come muoversi, eseguire la giusta manutenzione, scegliere l’hardware e stabilire una configurazione ottimale fa davvero la differenza.

Angelo Sammaritano, a Palermo e non solo, è quello che nel mercato dell’assistenza computer può essere definito top di gamma. Un professionista che sa come muoversi in ogni situazione proponendo le soluzioni migliori. Poco importa che si tratti di un PC per gaming o di un terminale aziendale.

Come recuperare foto cancellate da Android

Hai cancellato un’immagine preziosa dal tuo telefono. O peggio, hai rotto o ripristinato il tuo dispositivo e li hai persi tutti. Ora devi sapere come recuperare le foto cancellate da un telefono Android.

Hai alcune opzioni. Si va dal semplice al più avanzato, quindi si spera che ci sia una soluzione che funzioni per te. Iniziamo.

1. Come recuperare le foto cancellate dal cloud

La maggior parte delle app cloud e foto (escluso Instagram) offre il backup delle foto in background. Se hai attivato questa funzione, è probabile che la tua foto non sia realmente eliminata.

L’eliminazione di una foto dall’app della galleria del telefono non la eliminerà dal servizio di backup su cloud. Per recuperarlo, accedi alla tua app cloud e scaricalo ancora una volta. In Google Foto, apri l’immagine e seleziona Salva su dispositivo dal menu. Per Dropbox, si trova in Esporta> Salva su dispositivo .

Se hai eliminato l’immagine dal backup nel cloud, puoi recuperarla anche da lì. La maggior parte dei servizi cloud utilizza un cestino che consente di ripristinare qualsiasi file eliminato entro un determinato periodo di tempo.

Come recuperare le foto cancellate su Google Foto

Su Google Foto, apri l’app e seleziona Cestino o Cestino dalla barra laterale. Premi a lungo su ciascuna immagine che desideri recuperare, quindi premi Ripristina . I file eliminati rimangono disponibili per 60 giorni.

Recupera i file eliminati da Microsoft OneDrive

Per OneDrive di Microsoft, apri l’app e vai a Io> Cestino . Seleziona i tuoi file e tocca l’icona Ripristina. OneDrive conserva i file eliminati fino a 30 giorni, anche se potrebbe eliminarli prima se il cestino è più grande del 10 percento dello spazio di archiviazione totale.

Come ripristinare le foto cancellate da Dropbox

In Dropbox, devi accedere sul desktop per recuperare le immagini eliminate, poiché non puoi farlo nell’app. Vai a File> File eliminati , quindi seleziona quelli che desideri ripristinare. Sono disponibili per 30 giorni dopo l’eliminazione.

Altre app cloud funzionano in modo simile. Controlla i termini del tuo account per vedere per quanto tempo un determinato servizio conserva i tuoi file eliminati.

2. Come recuperare le foto Android cancellate dalla scheda SD

E se non esegui il backup delle foto sul cloud? Se hai bisogno di sapere come recuperare le foto cancellate dalla tua app della galleria, probabilmente le hai salvate sulla scheda SD del tuo telefono.

È possibile collegare la scheda a un computer desktop e utilizzare un software di ripristino speciale per tentare di recuperare le immagini perse, a condizione che non siano crittografate. Ma solitamente sono registrate esclusivamente in formato aperto.

I file eliminati rimangono su una scheda di memoria solo fino a quando non vengono sovrascritti da nuovi dati. Pertanto, non appena ti accorgi di aver cancellato delle foto per errore, dovresti rimuovere la scheda dal telefono per ridurre il rischio che vengano sovrascritte.

Nel caso ve lo steste chiedendo, questo metodo non funzionerà sulla memoria interna del telefono perché Android non utilizza più il vecchio protocollo di archiviazione di massa USB. Questo è lo stesso motivo per cui è difficile recuperare i messaggi di testo cancellati su Android .

Ripristina le immagini cancellate con EaseUS Data Recovery Wizard

Il miglior software gratuito per il recupero delle immagini è EaseUS Data Recovery Wizard. Puoi scaricarlo sia per Windows che per Mac .

Innanzitutto, collega la scheda di memoria al computer, tramite un lettore di schede o tramite lo slot per schede SD del laptop.

Installa ed esegui Data Recovery Wizard. Una volta avviato, ti mostrerà tutte le unità disponibili da cui puoi recuperare i dati. Questo dovrebbe includere il tuo disco rigido e la scheda di memoria.

Seleziona la scheda di memoria e premi Scansione. L’app inizierà ora la scansione di tutti i file che può recuperare. Puoi ripristinare fino a 2 GB di dati alla volta con la versione gratuita. La scansione può richiedere fino a 20 minuti o più, a seconda delle dimensioni della scheda e della quantità di dati su di essa. Ma non devi aspettare che finisca.

Seleziona Tipo nel riquadro di sinistra. Fare clic sulla freccia del menu a discesa accanto a Grafica e selezionare jpg (o qualsiasi formato di file in cui il telefono salva le immagini). Tutte le immagini che puoi recuperare vengono visualizzate nella finestra principale. Seleziona quelli che desideri.

Fare clic su Ripristina ora e scegliere una posizione sul disco rigido in cui salvare le immagini. Esporteranno e salveranno nella loro cartella. Ora puoi copiarli di nuovo sul tuo telefono.

3. Come ripristinare le foto cancellate su un telefono con root

Se non stai utilizzando un servizio di backup su cloud o una scheda di memoria, diventa molto più difficile recuperare le foto cancellate dal tuo telefono Android. Nonostante le affermazioni di alcune app online, non c’è modo di scansionare la memoria interna del telefono per recuperare i file persi, a meno che il telefono non sia rootato.

Se sei disperato, puoi provare a eseguire il rooting del tuo telefono. Ma questo potrebbe richiedere di cancellare il tuo dispositivo e ciò aumenta significativamente la probabilità che le tue foto cancellate vengano sovrascritte e perse per sempre.

Fortunatamente, se il tuo telefono è già rootato, il processo è semplice. 

Ripristina foto con DiskDigger

Installa l’app DiskDigger Photo Recovery dal Play Store. Questo è gratuito per il recupero di foto e video; devi solo pagare se vuoi recuperare altri tipi di file.

Avvia l’app e concedi i permessi di root quando richiesto. Ora vedrai le opzioni Scansione di base e Scansione completa . Ignora il primo, in quanto può trovare solo miniature a bassa risoluzione delle tue immagini. Invece, ti consigliamo di utilizzare l’ opzione Scansione completa .

Trova la memoria interna del tuo telefono. Questa è normalmente la partizione / data . Toccalo, quindi scegli il tipo di file che desideri cercare (probabilmente JPG e / o PNG ). Tocca OK per iniziare.

L’app avvia immediatamente la scansione e ti mostra una griglia di miniature di tutto ciò che trova. Non mostra solo le foto cancellate: mostra tutte le immagini nella memoria interna del telefono. Il processo richiede quindi un po ‘di tempo per essere completato.

Per filtrare alcuni dei risultati, tocca l’ icona Impostazioni . Dovresti impostare una dimensione minima del file più grande — scegliendo 1.000.000 , ad esempio, limiterai i risultati a immagini più grandi di un megabyte. Puoi anche limitare la data a un tempo vicino a quando sono state scattate le foto.

DiskDigger non riesce a trovare tutte le foto eliminate e alcune potrebbero essere danneggiate. Quando trova quelli che desideri, selezionali e tocca Ripristina .

Scegli dove vuoi salvare il file. Puoi salvarli su un’app specifica o rimetterli direttamente nella cartella della fotocamera. Scegli la cartella DCIM per farlo. Fare clic su OK per salvare le foto e il gioco è fatto.

Come evitare di perdere le tue foto Android la prossima volta

Il modo migliore per evitare di perdere le tue preziose foto in primo luogo è mantenerne il backup da qualche parte.

Il modo più semplice è utilizzare app che eseguono il backup delle foto Android sul cloud. Queste app funzionano silenziosamente in background e puoi controllare quando caricano le tue foto. Impostali in modo che funzionino solo quando sei connesso al Wi-Fi e il telefono è in carica e non danneggerai il tuo piano dati o la durata della batteria.

Google Foto ti offre spazio di archiviazione gratuito illimitato per foto da 16 megapixel, abbastanza grande per la maggior parte delle fotocamere degli smartphone e video 1080p. Flickr ti offre spazio di archiviazione illimitato su un account Pro e carica le immagini a piena risoluzione.

Le foto non sono l’unico tipo di dati importante sul tuo dispositivo; dovresti conoscere i modi migliori per eseguire il backup di tutto sul tuo telefono Android . Con un piano di backup regolare, avrai sempre una copia delle tue informazioni e non rischierai mai più di perdere nulla.

Come sbloccare tablet Android senza password

Come sbloccare il tablet senza password? può sembrare impossibile o incredibilmente difficile da fare. Tuttavia, sbloccare i tablet Android è abbastanza semplice e hai opzioni davvero semplici per eseguire queste operazioni. Questo articolo spiega le soluzioni per sbloccare i tablet, indipendentemente dal fatto che siano bloccati con un PIN, una password, una sequenza, un’impronta digitale o persino un FRP.

I metodi forniti in questa pagina sono testati per funzionare senza problemi. Se stai lottando per trovare come sbloccare il blocco del pattern sul tablet Android, questo articolo ti aiuterà sicuramente a tornare ad usare il tuo tablet.

Metodo 1: sblocca il tablet Android utilizzando l’account Google

Per iniziare questa guida, parliamo del metodo ufficiale di Google per sbloccare le schede Android. Con le credenziali dell’account Google collegato al tuo tablet Android, puoi sbloccare rapidamente il tablet. Di seguito è riportato come sbloccare il blocco del modello su tablet Android utilizzando un account Google.

Passaggio 1. Per prima cosa, nella schermata di blocco, prova modelli casuali. Fallo cinque volte, e al prossimo tentativo, un messaggio sarà visualizzato sullo schermo, chiedendoti di riprovare tra mezzo minuto.

Passaggio 2. Successivamente, trova il collegamento “sequenza dimenticata” sullo schermo del tablet. Tocca questo collegamento e arriverai alla schermata di reimpostazione della password.

Passaggio 3. Qui puoi rispondere a una domanda di ripristino o inserire le credenziali del tuo account Google. Tocca l’ultima opzione e premi “Avanti”.

Passaggio 4. Ora, inserisci il tuo indirizzo email e la password Google associati, quindi premi “Invio” per salvarlo o fai clic su “Accedi”.

Inserendo i dettagli del tuo account Google, sarai in grado di accedere al tuo tablet Android bloccato e modificare la sequenza della schermata di blocco, il PIN, il codice, ecc.

Metodo 2: utilizzare Android find

Nonostante il primo metodo sia consigliato, tieni presente che non tutti gli utenti hanno collegato i propri dispositivi Android a un account Google. Se sei tu, o forse non conosci il login del tuo account Google, prova questo metodo per sbloccare i tablet utilizzando Gestione dispositivi Android.

Passaggi per sbloccare il tablet senza password utilizzando Android find

Passaggio 1. Utilizzando qualsiasi browser Internet, visitare la pagina Web Android Find. Qui, accedi al tuo account Google con l’indirizzo e-mail e la password. Premi Invio per continuare.

Passaggio 2. Nella pagina sono disponibili tre opzioni: reimposta, squilla e blocca. Scegli “Blocca” per accedere alla sua scheda.

Passaggio 3. Ora ti verrà richiesto di impostare un PIN temporaneo per sbloccare la scheda dopo l’operazione di blocco. Configuralo ora inserendolo due volte e opzionalmente scegliendo un messaggio di ripristino e un numero di telefono.

Metodo 3: sbloccare utilizzando un sbloccatore Android

Con uno sblocco Android, non devi preoccuparti di come sbloccare il tablet senza password: potrai riottenere l’accesso al tuo tablet dopo aver semplicemente seguito semplici passaggi. Tenorshare 4uKey per Android è uno sblocco Android che ti consente di superare schemi, PIN, password o qualsiasi altra funzione di sicurezza.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI:

  • Come accennato in precedenza, Tenorshare 4uKey per Android sblocca ogni tipo di schermata di blocco, anche il blocco Samsung FRP.
  • L’operazione di sblocco dello schermo è rapida e viene completata in pochi minuti.
  • 4uKey per Android ha un robusto algoritmo di rilevamento automatico del sistema che determina la prontezza del tuo dispositivo prima di eseguire un’operazione.
  • Tenorshare 4uKey per Android è leggero, veloce e facile da usare, perfetto per gli utenti di tutti i livelli di competenza tecnologica.
  • Non ci sono problemi di compatibilità su nessun dispositivo. Ciò è dovuto al fatto che 4uKey per Android supporta tutte le versioni e i dispositivi Android.

Metodo 5: sbloccare tablet Android utilizzando il ripristino delle impostazioni di fabbrica

Non posso enfatizzare eccessivamente quanto sia critico un ripristino delle impostazioni di fabbrica. Prima di provare questo metodo, assicurati di non avere file, contenuti multimediali o app importanti nella scheda.

Il metodo di ripristino delle impostazioni di fabbrica per sbloccare i tablet Android cancella il dispositivo e la schermata di blocco viene eliminata nel processo. Se nessun’altra tecnica ha funzionato per sbloccare la scheda o hai un backup recente, ecco come sbloccare il blocco del pattern sul tablet Android utilizzando il ripristino delle impostazioni di fabbrica.

Passaggio 1. Per iniziare il processo, la prima cosa da fare è spegnere il tablet Android. Il ripristino delle impostazioni di fabbrica verrà eseguito in modalità di ripristino, quindi ora devi mettere il tuo dispositivo in questa modalità. Fallo premendo e tenendo premuto il pulsante di accensione e il pulsante di aumento del volume mentre la scheda è spenta.

Passaggio 2. Tieni premuti entrambi i pulsanti per un paio di secondi finché non arrivi alla schermata della modalità di ripristino, come puoi vedere nello screenshot qui sotto. Per navigare nella modalità di ripristino, utilizzare i tasti del volume, quindi fare clic sul pulsante di accensione per selezionare un elemento evidenziato. In questo caso, vai su “Cancella dati / ripristino dati di fabbrica” ​​e selezionalo.

Passaggio 3. Per confermare che si desidera davvero eseguire un ripristino delle impostazioni di fabbrica, verrà mostrata la schermata seguente. Usando il tasto Volume giù, vai all’opzione “Sì – elimina tutti i dati utente” e premi Invio per selezionarlo.

Passaggio 4. Potrebbe essere necessario autorizzare nuovamente il processo. Dopodiché, il tuo tablet verrà cancellato. Quando la scheda è stata ripristinata con successo alle impostazioni di fabbrica, infine, seleziona “Riavvia il sistema ora” per riavviare il dispositivo.

Dopo aver ripristinato le impostazioni di fabbrica della scheda Android, si avvia con tutta la schermata di blocco e tutte le password, PIN o dati del modello scomparsi. Ora sta a te impostare una nuova password che ricorderai.

Conclusione

Da tutte le soluzioni su come sbloccare il tablet senza password in questo articolo, puoi vedere che sbloccare le schede Android senza una password non è così complicato come sembra. Non solo ora sai come sbloccare il tablet senza password, ma puoi anche operare utilizzando cinque metodi. 

Come disattivare avvio automatico delle app di Windows 10

Uno degli aspetti più frustranti di Windows è la facilità con cui molte applicazioni come Adobe Acrobat, iTunes e Spotify si avviano automaticamente non appena accedi a Windows, che tu ne abbia bisogno o meno.

Esistono alcuni tipi di programmi che desideri avviare automaticamente, come antivirus e software per webcam. Tuttavia, molte app si fanno strada inutilmente nella routine di avvio, mangiando memoria e risorse e potenzialmente ostacolando le prestazioni del PC.

Non preoccuparti, però, perché puoi disattivare le app che non vuoi. Windows offre da tempo un modo per visualizzare e disabilitare i programmi di avvio. Nelle versioni precedenti di Windows, si doveva aprire lo strumento Configurazione di sistema (msconfig) per visualizzare e deselezionare tutti i programmi da interrompere automaticamente. In Windows 10, accedi alla schermata Impostazioni o Task Manager. Ecco come gestire le app di avvio indesiderate.

Disabilita le app di avvio nelle impostazioni di Windows

Apri Impostazioni> App> Avvio per visualizzare un elenco di tutte le app che possono essere avviate automaticamente e determinare quali devono essere disabilitate. L’interruttore indica uno stato di On o Off per dirti se l’app è attualmente nella tua routine di avvio. Per disabilitare un’app, disattiva il relativo interruttore.

Sotto l’interruttore c’è un indicatore dell’impatto. Un’app può essere contrassegnata con uno dei quattro diversi indicatori di impatto: Nessun impatto, Basso impatto, Medio impatto o Alto impatto. Questi indicatori misurano l’impatto che un programma di avvio ha sulla CPU e sull’unità disco del PC all’avvio. Più alto è l’indicatore di impatto, più tempo impiega un programma per caricarsi, aumentando così il tempo necessario per l’avvio completo di Windows.

Nel rivedere le app da eliminare dalla routine di avvio, guarda quelle classificate come Alta e Media, poiché disabilitarle avrà l’effetto maggiore sull’accelerazione del sistema all’avvio. Disabilitare quelli classificati come Basso impatto o Nessun impatto avrà un effetto minimo o nullo sul tempo di avvio, ma potrebbe comunque valere la pena farlo poiché disabilitarli può liberare preziosa RAM.

Disabilita le app di avvio in Task Manager

La revisione delle app di avvio tramite Task Manager ti consente di ricercare più facilmente ciascuna di esse per valutare meglio se disabilitarla o meno. Fare clic con il pulsante destro del mouse su un’area vuota della barra delle applicazioni in Windows 10. Dal menu a comparsa, fare clic sul comando per Task Manager.

Nella finestra Task Manager, fare clic sulla scheda Avvio (potrebbe essere necessario fare prima clic su Ulteriori dettagli). Vedrai un elenco di tutte le app che si avviano automaticamente ogni volta che si carica Windows. Alcuni dei programmi che probabilmente riconoscerai; altri potrebbero non essere familiari. La sfida qui è dare la caccia a quelli che non devono essere avviati senza fare danni.

Per impostazione predefinita, l’elenco dovrebbe essere ordinato per nome, ma puoi anche toccare le intestazioni per ordinare l’elenco per autore del software, stato di avvio e impatto dell’avvio.

Scorri l’elenco verso il basso per vedere quali app sono abilitate o disabilitate e per verificare l’impatto della disabilitazione di un’app che si avvia automaticamente. Oltre agli indicatori Nessuno, Basso, Medio e Alto, un’app potrebbe essere contrassegnata come Non misurata, il che significa che l’impatto dell’avvio non è stato ancora analizzato o registrato.

Per togliere un’app dalla sequenza di avvio utilizzando Task Manager, fai clic con il pulsante destro del mouse su di essa e seleziona la voce Disabilita. La scelta più sicura è disabilitare un’app alla volta, riavviare il PC e quindi assicurarti che Windows funzioni a dovere senza il programma in esecuzione all’avvio.

Se riscontri problemi con un programma che hai disabilitato, torna alla schermata Impostazioni o al Task Manager e

Per espellere un’app dalla sequenza di avvio utilizzando Task Manager, fai clic con il pulsante destro del mouse su di essa e seleziona la voce Disabilita . La tua scommessa più sicura è disabilitare un’app alla volta, riavviare il PC e quindi assicurarti che tu e Windows possiate vivere senza il programma in esecuzione all’avvio.

Se riscontri problemi con un programma che hai disabilitato, torna alla schermata Impostazioni o al Task Manager e reinseriscilo di nuovo nella tua routine di avvio.

Cerca un’app nel menu di avvio

Se non riesci a identificare un’app specifica in base al nome o all’editore, fai clic con il pulsante destro del mouse su di essa e seleziona la voce Proprietà. Questo si apre la finestra Proprietà del file ci saranno maggiori dettagli.

Se non sei sicuro di dover disabilitare o meno l’avvio di una determinata app, fai clic con il pulsante destro del mouse su di essa e seleziona Cerca in linea. Windows esegue una ricerca Bing nel browser Web per quel programma. È quindi possibile cercare tra i risultati per rintracciare informazioni e consigli sull’opportunità o meno di impedire l’avvio del programma. L’obiettivo finale dovrebbe essere quello di utilizzare lo stato Impatto di avvio combinato con le informazioni che trovi tramite ricerche web per scegliere le app giuste da disabilitare.

App manager

Se ritieni che le risorse integrate in Windows 10 non siano sufficienti, puoi spesso scavare ancora più elementi di avvio da rivedere con l’aiuto di varie app di terze parti.

Autoruns

AutoRuns è un software gratuito per utenti esperti che mostra non solo le applicazioni di avvio, ma le estensioni del browser, le attività pianificate, i servizi, i driver e altro ancora. Perlustrare il vasto numero di oggetti può essere inizialmente fonte di confusione; non si desidera disabilitare un’app necessaria e importante o un altro componente. Tuttavia, se comprendi tutte o la maggior parte delle voci elencate, AutoRuns è un gestore di avvio potente ed efficace.

Starter

Un’altra utility gratuita è Starter, che rivela tutti i programmi, processi e servizi di avvio. È possibile visualizzare tutti gli elementi o restringere l’elenco in base alla posizione della cartella o alla voce di registro. Prima di provare a disabilitare un elemento, puoi modificare i suoi parametri per controllare come e quando viene avviato. Puoi anche avviare l’elemento di avvio direttamente da Starter per vedere esattamente cosa fa. Starter ti consente persino di modificare l’aspetto, il layout e le funzionalità dell’utilità.

Startup Delayer

La versione gratuita di Startup Delayer offre una svolta sui soliti trucchi per la gestione dell’avvio. Startup Delayer inizia visualizzando tutti gli elementi di avvio, nonché eventuali attività e servizi in esecuzione. Fare clic con il pulsante destro del mouse su qualsiasi elemento per visualizzarne le proprietà, avviarlo per vedere cosa fa, cercare su Google o nella libreria dei processi per ulteriori informazioni, disabilitarlo o ritardarlo.

Se si sceglie di ritardare l’avvio di un programma, è quindi possibile controllare quanto tempo deve attendere fino all’avvio per evitare il caricamento di più app contemporaneamente. Eseguendo l’aggiornamento alla versione a pagamento, ottieni la possibilità di pianificare esattamente quando devono essere aperte determinate app.

Il Covid cambia il web 6615 nuovi domini .it sul Coronavirus

0

Il 28 gennaio del 2020, quasi un mese prima del ‘Paziente 1’ di Codogno, qualcuno a Venezia registrava il nome vaccinocoronavirus.it. È il primo dei 6615 domini .it registrati in tutto il 2020 a tema coronavirus e rilevati dall’Osservatorio Domini COVID-19 del Registro .it, l’anagrafe dei domini a targa italiana, operante all’interno dell’Istituto di Informatica e Telematica del CNR.

Scopo dell’Osservatorio è monitorare l’impatto della pandemia dal punto di vista della Rete, con uno sguardo particolare rivolto anche all’esplosione dei rischi di cyber attacchi (campagne di phishing, malspam e malware) che sfruttano l’ondata di emotività e allarmismo creata dalla diffusione del virus. Sono stati analizzati i domini .it registrati da gennaio a dicembre 2020 contenenti un set di parole chiave come: coronavirus; covid; virus; tampone (o tamponi); terapia intensiva; vaccino (o vaccini); respiratori (o respiratore); ventilatori; mascherine; autocertificazione; lockdown; pandemia; ecc.

È proprio a partire dal giorno del primo caso di Coronavirus in Italia che il numero delle registrazioni ha iniziato a crescere, con un ritmo che da marzo 2020 ha contribuito certamente al boom generale che il Registro .it ha rilevato ad aprile e maggio, con 66.313 e 59.474 nuovi domini .it in tutto: rispettivamente +44% e +28% rispetto agli stessi mesi del 2019.

L’analisi comprende anche i siti non presenti o “parcheggiati”in costruzione. In molti casi, infatti, si tratta di domini con dicitura specificatamente studiata per risultare fonte credibile e appetibile al pubblico (tra gli esempi più evidenti i domini infocoronavirus.it o infosulcoronavirus.it, o ancora controillockdown.it, controlockdown.it, antilockdown.it, ecc) o indirizzi dal potenziale interesse per chi voglia acquisirne la titolarità in un secondo momento, dovendo rivolgersi necessariamente a chi ha registrato quello stesso dominio in tempi non sospetti (anche qui, esempi: testsierologicoroma.it, vaccinicovid.it, prenotazionevaccinocovid.it, addirittura iononmivaccino.it è già registrato).

Tra tutti i domini rientrati nei radar dell’Osservatorio, alcuni fanno pensare che dietro un normale indirizzo si possano celare tentativi di illecito informatico, come l’ottenimento di informazioni personali o dati sensibili, la diffusione di fake news o anche, più semplicemente, la registrazione preventiva di un dato dominio con lo scopo di acquisirne l’utilizzo per poi cedere il dominio stesso a chi desideri utilizzarlo, previa apposita procedura – commenta Maurizio MartinelliPrimo Tecnologo presso l’IIT-CNR – L’altro aspetto utile di questa indagine, oltre al controllo costante di eventuali frodi, è la possibilità di monitorare l’andamento di un fenomeno che riguarda tutti, rapportandolo alla Rete, per prevenire e interpretare esigenze, reazioni e abitudini dell’utenza rispetto a un evento traumatico come una emergenza sanitaria globale.

Riguardo la distribuzione geografica è la Lombardia (1514) a primeggiare su tutte le Regioni da cui provengono i nuovi domini a tema Covid-19, davanti a Lazio (906), Veneto (547), Emilia Romagna (495), Campania (450) e Toscana (409). Completano la top ten Piemonte (357), Puglia (340), Sicilia (260) e Marche (196). Il primato delle due regioni si ripercuote anche sulla localizzazione provinciale: sono Milano e Roma le province da cui proviene il maggior numero di nuovi domini in tutto l’anno appena trascorso, insieme fanno un quarto di tutti i .it a tema Coronavirus.

C’è un incremento nei primi due mesi di quest’anno rispetto ai numeri che registravamo nello stesso periodo dell’anno scorso, seppure si tratti di una differenza non eccessivamente rilevante – continua Martinelli – Allora erano poco meno di una quarantina, oggi sono poco più di una cinquantina i nuovi domini .it rilevati tra gennaio e febbraio dall’Osservatorio. Continueremo comunque a portare avanti il monitoraggio e a collaborare con Istituzioni e Autorità competenti, poiché non è da escludere che l’auspicio di una vittoria contro il virus, con l’entusiasmo e la fiducia che ne conseguono, possano essere leva di una nuova impennata di registrazioni.

È possibile consultare in tempo reale i risultati dell’Osservatorio Domini Covid-19 del Registro .it e l’elenco dei domini attualmente presenti nel database al sito: https://www.osservatoriodominicovid.it/.

OnePlus 9. Recensione e prezzi. La data e i colori del pre-ordine e gli omaggi

Le novità di OnePlus 9 stanno iniziando ad essere davvero interessanti, OnePlus dovrebbe rilasciare il suo nuovo telefono di punta abbastanza presto. OnePlus 8T si è rivelato deludente, quindi speriamo in cose migliori questa volta.

Sulla base delle ormai certezze al riguardo, OnePlus 9 presenterà un display da 6,5 ​​pollici con una frequenza di aggiornamento di 120 Hz, il nuovo potente chip Snapdragon 888 di Qualcomm e una nuova fotocamera Ultrashot.

La concorrenza Android sarà molto ampia, poiché OnePlus 9 affronterà la gamma Samsung Galaxy S21. Ma abbiamo motivo di pensare che OnePlus 9 se la caverà contro l’ammiraglia più venduta di Samsung.

Novità di OnePlus 9

Il OnePlus 9 e OnePlus 9 Pro saranno disponibili in pre-ordine il 23 marzo e sarà disponibile con i veri auricolari wireless.

Questo è quanto è stato rivelato, inoltre i primi acquirenti dei prossimi telefoni riceveranno una delle due versioni degli auricolari OnePlus Buds Z. Coloro che acquisteranno OnePlus 9 riceveranno un set regolare di Buds Z, e i clienti di OnePlus 9 Pro riceveranno la colorata Steven Harrington Edition.

Veri auricolari wireless per (quasi) tutti

Stiamo parlando di una domanda a cui molti potenziali acquirenti potrebbero non aver nemmeno pensato. Nello specifico, che tipo di regali di preordine potrebbero essere inclusi con OnePlus 9 e 9 Pro quando i due smartphone abilitati al 5G saranno finalmente disponibili.

Secondo voci molto accreditate i primi utenti di entrambi i modelli avranno diritto a ricevere auricolari true wireless in omaggio durante il loro periodo di preordine. Poiché i due dispositivi mobili di fascia alta non sono ovviamente uguali, la versione “normale” includerà un paio di OnePlus Buds Z “normali” del valore di 50 euro circa, con le unità Pro che si qualificano per Buds Z leggermente più costose con le edizioni Steven Harrington, normalmente al prezzo di 60 dollari da soli.

È interessante notare che il più economico telefono OnePlus 9R e il primo smartwatch dell’azienda non dovrebbero essere forniti in bundle con alcun omaggio speciale per il preordine se stanno effettivamente debuttando insieme a OP 9 e 9 Pro. Ciò sembra suggerire che c’è una possibilità (anche se scarsa) che non vedremo tutti e quattro questi gadget alla fine di questo mese.

A proposito, OnePlus 9 e 9 Pro 5G dovrebbero essere preordinati il ​​23 marzo, anche se sia il loro annuncio ufficiale che le date di spedizione sono ancora in sospeso.

Prezzo OnePlus 9

Non si sa quanto potrebbe costare OnePlus 9, ma conoscendo OnePlus sarà abbastanza conveniente. I prezzi per OnePlus 8 sono partiti da 699 euro, anche se il prezzo di partenza per OnePlus 8T è salito a 749 euro. Ovviamente, le opzioni di archiviazione più elevate costano di più.

I OnePlus 8 Pro avranno un prezzo di partenza di 899 euro per 128 GB e 999 euro per 256GB. In questo momento ci aspettiamo che OnePlus 9 costerà almeno 749 euro per l’opzione di archiviazione inferiore.

OnePlus 9 – Specifiche tecniche

General

  • ModelOnePlus 9
  • ReleasedRumored
  • StatusComing Soon

Design

  • TypeBar
  • Dimensions160.7 x 74.1 x 8.4 mm
  • Weight188 grams
  • WaterproofNo

Display

  • Display TypeFluid AMOLED capacitive touchscreen
  • Size6.7 inches
  • Resolution1080 x 2400 pixels
  • Display Colors16M Colors
  • Pixel Density396 PPI Pixel Per Inch
  • Touch ScreenYes
  • Display ProtectionCorning Gorilla Glass
  • FeaturesAlways-on display

Hardware

  • CPUSnapdragon 888 Soc
  • GPUAdreno 660
  • RAM (Memory)8 GB, 12 GB
  • Internal Storage256 GB
  • Memory Card SlotNo
  • SensorsFingerprint (under display, optical), accelerometer, gyro, proximity, compass, barometer (market dependant)

Software

  • Operating SystemAndroid 11 + OxygenOS 11
  • User InterfaceYes

Camera

  • Rear Camera64 MP
  • Image2160p
  • Video4K@30/60fps, 1080p@30/60/240fps, Auto HDR, gyro-EIS
  • FlashDual-LED flash, HDR, panorama
  • Front Camera16 MP (wide)

Network

  • SIMNano SIM
  • Dual SIMDual SIM (Nano-SIM, dual stand-by)

Connectivity

  • Wi-fiWi-Fi 802.11, a/ac/b/g/n/n
  • USBYes
  • GPSYes, with A-GPS, Glonass
  • NFCYes
  • Wireless ChargingNo
  • Headphone JackNo

Battery

  • Capacity5000 mAh
  • PlacementNon-Removable

Media

  • Video PlaybackYes
  • Video OutYes
  • FM RadioNo
  • Ring TonesYes
  • LoudspeakerYes
  • HandsfreeYes

Data

  • 4G LTE4G Bands: TD-LTE 2300(band 40), FD-LTE 1800(band 3), 3G Bands: UMTS 1900 / 2100 / 850 / 900 MHz, 2G Bands: GSM 1800 / 1900 / 850 / 900 MHz, GPRS: Available, EDGE: Available
  • 5G NR BandsYes
  • SpeedHSPA 42.2/5.76 Mbps, LTE-A (5CA) Cat18 1200/200 Mbps, 5G 7.5 Gbps DL

Le chat della Clubhouse vengono violate: preoccupati gli esperti di sicurezza

Una settimana dopo che la popolare app iOS di chatroom audio su invito Clubhouse ha dichiarato che stava prendendo provvedimenti per garantire che i dati degli utenti non potessero essere rubati da hacker malintenzionati o spie, è stato invece dimostrato che l’audio dal vivo della piattaforma può essere hackerato.

Un utente non identificato è stato in grado di trasmettere i feed audio di Clubhouse da “più stanze” nel proprio sito web. Ma mentre l’azienda dichiara di aver “permanentemente bandito” quell’utente e previsto nuove “salvaguardie” per evitare che ciò si ripeta, i ricercatori sostengono che la piattaforma potrebbe non essere in grado di mantenere tali promesse.

Lo Stanford Internet Observatory, che è stato il primo a sollevare pubblicamente i problemi di sicurezza del social network di cui oggi tutti parlano, sostiene che: “Clubhouse a oggi non può fornire alcuna promessa di privacy per le conversazioni tenute ovunque nel mondo”.

E mentre Clubhouse continua a diffondersi, le carenze relative alla sicurezza e alla privacy preoccupano tanto da richiedere un esame più approfondito, a seguito del quale l’azienda dovrà risolvere il problema e gestire le aspettative di utenti e autorità.

Ma cosa ne pensano gli esperti?

“Gli utenti di Clubhouse dovrebbero sempre presumere che le loro conversioni siano registrate. Dopo tutto si tratta di uno strumento semi-pubblico e possono sempre essere utilizzati altri dispositivi di registrazione, che non è possibile monitorare”, commenta Candid Wüest, Vicepresident Cyber Protection Research di Acronis, azienda leader nella Cyber Protection.

“Il meccanismo è lo stesso di altre applicazioni di social media con messaggi auto-cancellanti che possono ovviamente essere fotografati da altri dispositivi. Detto questo, il fatto che qualcuno sia stato in grado di automatizzare facilmente l’ascolto di diverse stanze dimostra che sono necessarie alcune salvaguardie aggiuntive per prevenire attacchi di prelievo e (ri)trasmissione dei dati su larga scala”.

Alcuni consigli pratici che Candid raccomanda agli utenti di Clubhouse sono:

1. Non condividere la lista dei contatti

2. Fare attenzione a ciò di cui si discute

3. Dare per scontato che qualche metadato verrà tracciato.

Altri casi come Clubhouse?

“È la prima app di chat vocale su larga scala, quindi non c’è nulla di direttamente comparabile. Ma ci sono stati incidenti in cui le persone hanno rubato i dati da altri siti social come Facebook o Twitter per raccogliere nomi di utenti, e-mail, foto ecc. Quindi sì, accade spesso e c’era da aspettarselo anche per Clubhouse”, conclude Candid.

Come fermare le chiamate automatiche: tutti i modi che conosciamo

0

Il nostro telefono riceve innumerevoli chiamate, alcune delle quali con ID chiamante che mostra il nome di un’attività commerciale locale. Ma queste chiamate in realtà sono una registrazione che informa che la garanzia dell’auto è scaduta, o c’è un mandato di arresto per un problema con il mio numero di previdenza sociale o che è attivata una nuova tariffa telefonica eccezionale. E’ una pratica molto fastidiosa. I truffatori sono persistenti e cambiano costantemente i loro metodi.

Queste chiamate non sono solo fastidiose ma potenzialmente pericolose se si dovesse cadere in una delle truffe. Sono progettate per truffarti. Per fortuna, i gestori wireless e i produttori di telefoni stanno lavorando per eliminare le chiamate fastidiose che tutti riceviamo quotidianamente.

Ad esempio, quasi tutti i principali operatori telefonici offrono un certo livello di blocco gratuito delle chiamate spam. Vi sarà già capitato di vedere sul vostro display la scritta “Possibile spam” quando vi chiama un call center.

Le reti di operatori wireless hanno iniziato a utilizzare la tecnologia SHAKEN / STIR per identificare e bloccare le chiamate spam, non solo sulle rispettive reti, ma anche tra fornitori di servizi telefonici. Apple ha persino aggiunto una funzionalità a iOS 13 che ti consente di impedire a chiamanti sconosciuti di chiamare il tuo telefono. Google ha ampliato la funzione Call Screen per indirizzare le chiamate sospette di spam all’Assistente Google prima ancora che il telefono squilli e, con il lancio di Android 11 alla fine del 2020, ha ampliato le funzionalità di identificazione e prevenzione delle chiamate robocall per estenderle al di fuori dell’app predefinita del telefono Android.

Tieni presente, inoltre, che non tutte le sollecitazioni automatiche sono considerate illegali. Sono consentite chiamate per campagne politiche, esattori di crediti e enti di beneficenza. Ciò che non è consentito sono le chiamate dei falsi agenti di polizia che ti minacciano o delle aziende che affermano che hai vinto una vacanza gratuita a cui non ti sei mai iscritto.

Best practice per tenere a bada i fastidiosi robocall

Ci sono alcuni semplici passaggi che puoi intraprendere per ridurre i robocall:

  • Non rispondere alle chiamate da numeri bloccati o sconosciuti.
  • Non rispondere alle chiamate da numeri che non riconosci.
  • Non dare per scontato che una chiamata in arrivo provenga davvero da un numero locale solo perché sembra che lo sia.
  • Non rispondere a nessuna domanda a cui è possibile rispondere con un “Sì”.
  • Se qualcuno ti chiama e afferma di essere con la società XYZ, riattacca e chiama l’azienda tu stesso. Usa il sito web dell’azienda per trovare un numero ufficiale.
  • Se rispondi a una chiamata e ascolti una registrazione del tipo “Ciao, puoi sentirmi?” riattacca.
  • Lo stesso vale per una chiamata in cui ti viene chiesto di premere un numero prima di essere collegato a un rappresentante.
  • Quando rispondi a una chiamata e interagisci con il messaggio vocale o premendo un numero, gli spammer sanno che il tuo numero è reale. Possono quindi vendere il tuo numero a un’altra società o iniziare a indirizzare il tuo numero più frequentemente.

Google ha aggiunto nuove funzionalità a Call Screen per la sua linea di telefoni Pixel. La funzione ora può rilevare robocall e chiamate spam e bloccarle per te. L’Assistente Google interagirà con il chiamante e, se determina che la chiamata è legittima, indirizzerà la chiamata al tuo telefono.

IOS 13 di Apple, rilasciato lo scorso anno, ha aggiunto l’opzione a Silence Unknown Callers, che aggiunge l’opzione per instradare le chiamate da numeri non trovati nei contatti, nella posta o nei messaggi direttamente alla casella vocale. Qualsiasi chiamante legittimo può lasciare un messaggio. E questo è il problema: spesso riceviamo chiamate importanti da numeri che non memorizziamo sui nostri telefoni, quindi potresti perdere chiamate importanti in questo modo. Ma se tutto il resto fallisce e desideri disperatamente fermare i robocall, questa è un’opzione valida.

Verifica con il tuo fornitore

Tutti i principali operatori wireless e telefonia offrono una sorta di funzione di blocco delle chiamate. Tutti hanno un’opzione gratuita e un livello premium. Ma siamo onesti, tutti i servizi di blocco delle chiamate automatiche dovrebbero essere gratuiti. Questo non dovrebbe essere un modo dove guadagnare, ma un servizio completo e gratuito. 

Usa un’app di terze parti

Se il tuo provider non offre un’app o un servizio per ridurre le chiamate automatiche, o lo fa ma è troppo costoso, sono disponibili molte app di terze parti. Desideri trovare un’app che funzioni sul tuo dispositivo, che offra blocco automatico delle chiamate e avvisi di spam per chiamate sospette e che semplifichi la segnalazione di un numero se una chiamata sfugge?

Hiya è un’app gratuita che da tempo funziona su Android e iOS con successo. È della stessa azienda che alimenta l’app Call Protect di AT&T, nonché il blocco delle chiamate integrato di Samsung e il servizio di protezione dallo spam. I possessori di Samsung Galaxy possono abilitare il servizio integrato nell’app Telefono in Impostazioni > ID chiamante e Protezione antispam . La configurazione è indolore e offre un modo semplice per segnalare un numero.

Nomorobo è il servizio che Verizon utilizza per i suoi utenti Fios, ma ha anche un’app per telefono. Altre appa di ogni genere, ma attenzione, guardate bene le garanzie e la validità dell’app le trovate a questo link

Un’altra opzione è registrarsi per un numero di telefono gratuito di Google Voice che puoi utilizzare per iscriverti a vari servizi invece di fornire il tuo numero reale – e una volta che le chiamate robotiche iniziano ad arrivare su quel numero di Google Voice lui usa la funzione di blocco. Sappi solo che il blocco delle chiamate può finire per essere molto faticoso, poiché i robocaller falsificano costantemente numeri di telefono diversi.

Nessuna delle soluzioni di cui sopra è perfetta e probabilmente nessuna lo sarà fino a quando i gestori non integreranno la tecnologia richiesta per verificare lo spoofing dell’ID chiamante, quindi in questo momento devi fare del lavoro extra per mantenere al minimo il numero di chiamate robotiche che ricevi. Tra l’essere cauti sulle chiamate da numeri sconosciuti e l’utilizzo di un servizio (a pagamento o gratuito), puoi ridurre il numero di chiamate indesiderate e spam che devi affrontare.

E ancora, gli operatori hanno iniziato a utilizzare la tecnologia SHAKEN / STIR per verificare i chiamanti, il che dovrebbe ridurre il numero di chiamate robotiche che tutti riceviamo. Per quelli con un iPhone, scopri dove si trova l’impostazione per bloccare i chiamanti sconosciuti, ma ricorda che usarlo potrebbe significare che perdi le chiamate dagli studi medici e simili. E per quelli con un telefono Pixel, la funzione Call Screen di Google ti aiuterà sicuramente.