Punti chiave
L’EA-18G Growler rappresenta l’apice tecnologico attuale nel dominio dell’Airborne Electronic Attack (AEA), fungendo da pilastro insostituibile per le operazioni aeree moderne in ambienti contestati. Sviluppato per sostituire il venerabile Northrop Grumman EA-6B Prowler, il Growler non è semplicemente un adattamento di un caccia multiruolo, ma una piattaforma di guerra elettronica (EW) dedicata che fonde le prestazioni cinetiche del Boeing F/A-18F Super Hornet con una suite di sensori e jammer senza precedenti.
La transizione dal Prowler al Growler ha segnato il primo progetto di un velivolo per l’attacco elettronico ex novo in oltre 35 anni, rispondendo alla necessità critica di scortare i pacchetti d’attacco moderni alla loro stessa velocità e agilità.1
Genesi del programma e sviluppo industriale
Il percorso che ha portato alla creazione dell’EA-18G è iniziato formalmente con una dimostrazione di volo iniziale nel novembre 2001, quando un velivolo F/A-18F, designato “F-1”, è stato equipaggiato con il sistema ALQ-99 per convalidare il concetto di Airborne Electronic Attack su cellula Hornet.
Nel dicembre 2003, la Marina degli Stati Uniti (US Navy) ha assegnato a Boeing un contratto di sviluppo quinquennale per il System Development and Demonstration (SDD). In questo accordo, Boeing agisce come contraente principale, responsabile della sezione anteriore della fusoliera, delle ali e dell’assemblaggio finale, mentre Northrop Grumman funge da principale subappaltatore per la cellula, fornendo le sezioni centrale e posteriore e, soprattutto, il cuore del sistema di combattimento elettronico.
La cronologia dello sviluppo riflette un programma gestito con rigorosa aderenza ai tempi e ai costi. Il primo prototipo di prova, l’EA-1, è entrato in produzione nell’ottobre 2004 ed è stato presentato ufficialmente il 3 agosto 2006, effettuando il primo volo il 15 agosto 2006 a St. Louis.
Successivamente, il velivolo è stato trasferito alla Naval Air Station (NAS) Patuxent River per una fase intensiva di test di volo. Il primo velivolo di produzione è stato consegnato il 3 giugno 2008 allo Squadron VAQ-129, il Fleet Replacement Squadron della comunità Growler presso la NAS Whidbey Island. La capacità operativa iniziale (IOC) è stata raggiunta nel settembre 2009, seguita dalla produzione a pieno ritmo nell’autunno dello stesso anno.
| Pietra Miliare del Programma | Data | Descrizione |
| Dimostrazione del concetto AEA | 15 Novembre 2001 | Volo iniziale dell’F/A-18F “F-1” con pod ALQ-99. |
| Contratto SDD | 29 Dicembre 2003 | Avvio formale dello sviluppo con Boeing e Northrop Grumman. |
| Produzione primo velivolo test | 22 Ottobre 2004 | Inizio assemblaggio dell’esemplare EA-1. |
| Roll-out EA-1 | 3 Agosto 2006 | Presentazione ufficiale del primo prototipo. |
| Consegna al VAQ-129 | 3 Giugno 2008 | Primo velivolo di produzione consegnato alla flotta. |
| Initial Operational Capability | Settembre 2009 | Dichiarazione di idoneità alle missioni operative. |
| Primo schieramento operativo | Novembre 2010 | VAQ-132 schierato a supporto delle operazioni. |
Piattaforma e architettura della cellula: Il retaggio del Super Hornet
Il Growler condivide oltre il 90% di comunanza strutturale con il Super Hornet F/A-18F Block II, una scelta progettuale che garantisce vantaggi logistici ed economici significativi.
Questa integrazione permette all’EA-18G di operare agevolmente dalle portaerei, condividendo i medesimi sistemi di gestione dei carichi (AN/AYK-22) e il radar AESA AN/APG-79. Tuttavia, l’adattamento alla missione EW ha richiesto modifiche specifiche per garantire stabilità e prestazioni durante il trasporto di carichi esterni ingombranti e pesanti come i pod di jamming tattico.
Per ottimizzare la piattaforma per il volo a regimi EW, Boeing ha introdotto diverse modifiche aerodinamiche sulla cellula del Super Hornet. Queste includono il ridisegno delle carenature del bordo d’attacco e delle cerniere di ripiegamento alare, l’aggiunta di paratie alari (wing fences) e strisce di “tripper” sugli alettoni per migliorare la stabilità in volo.
La cellula è costruita con una struttura multi-longherone in lega leggera e pannelli in resina epossidica ad alta resistenza. Il carrello di atterraggio principale è a ruota singola e si ritrae all’indietro nei vani montati nei condotti dell’aria del motore, mentre il carrello anteriore è dotato di una barra di traino per il lancio da catapulta.
L’equipaggio è composto da due persone: un pilota e un ufficiale dei sistemi d’arma (WSO), o ufficiale di guerra elettronica (EWO), posizionati in tandem. Questa configurazione riduce il carico di lavoro rispetto ai quattro operatori del Prowler, grazie a un’automazione sofisticata e a interfacce avanzate. L’abitacolo dispone di un display LCD touch-screen per il controllo dei sistemi di missione, un LCD tattico a colori da 8×10 pollici e due display multifunzione da 5×5 pollici. Il pilota beneficia inoltre del Joint Helmet-Mounted Cueing System (JHMCS), che consente di puntare armi e sensori semplicemente orientando la testa verso il bersaglio.
Specifiche tecniche e prestazioni
L’EA-18G è spinto da due motori turboventola General Electric F414-GE-400, ciascuno capace di generare una spinta statica di 22.000 libbre (9.977 kg), per un totale di 44.000 libbre di spinta complessiva. Questa potenza conferisce al velivolo prestazioni di volo comparabili a quelle dei caccia di scorta, con una velocità massima dichiarata di Mach 1.8.
| Caratteristica Tecnica | Valore |
| Lunghezza | 60,2 piedi (18,3 metri) |
| Altezza | 16,0 piedi (4,9 metri) |
| Apertura Alare | 44,9 piedi (13,7 metri) |
| Peso a Vuoto | 33.094 libbre (15.011 kg) |
| Peso Massimo al Decollo | 66.000 libbre (29.937 kg) |
| Carburante Interno | 13.940 libbre (6.323 kg) |
| Carburante Esterno Massimo | 9.744 libbre (4.419 kg) |
| Soffitto Operativo | 50.000+ piedi |
| Raggio d’Azione in Combattimento | 850+ miglia nautiche |
Il raggio d’azione citato di oltre 850 nm è calcolato in una configurazione tipica che include due missili AIM-120, tre pod ALQ-99 TJS, due missili AGM-88 HARM e due serbatoi esterni da 480 galloni. In configurazioni con quattro missili anti-radiazione (il cosiddetto “Iron Growler”), l’autonomia rimane comparabile grazie all’efficienza aerodinamica della piattaforma.
Il sistema di ricezione AN/ALQ-218(V)2: gli occhi dello spettro

Il cuore pulsante della capacità di sorveglianza e puntamento dell’EA-18G è il sistema di ricezione AN/ALQ-218(V)2, prodotto da Northrop Grumman. Si tratta di un ricevitore radar passivo (RWR/ESM/ELINT) ad alte prestazioni, derivato dal sistema ICAP III del Prowler ma profondamente modificato per l’integrazione nel Growler.
A differenza del Super Hornet, che monta un cannone interno da 20 mm, lo spazio dedicato all’arma nel Growler ospita il pallet dell’elettronica dell’AEA kit, mentre le antenne del sistema sono collocate nei pod fissi alle estremità alari.
L’ALQ-218 utilizza una combinazione unica di tecniche di interferometria a base corta, media e lunga, abbinate a un algoritmo di ranging passivo brevettato, per fornire una geolocalizzazione precisa degli emettitori terrestri.
Il sistema dispone di due asset principali: un ricevitore primario, composto da un’unità canalizzata e una cued che operano in tandem per l’acquisizione immediata del segnale e la ricerca della direzione, e un ricevitore ausiliario che estende la copertura di frequenza e aiuta nel riconoscimento della modulazione intrapulso.
Una delle caratteristiche più distintive dell’ALQ-218 è la sua capacità di “Look-Through”. Questa tecnologia permette al sistema di continuare a monitorare l’ambiente elettromagnetico, rilevando e analizzando nuove minacce, anche mentre i potenti jammer di bordo sono in funzione.
Tale capacità è essenziale per il jamming reattivo e chirurgico, dove l’energia deve essere concentrata su tattiche radar nemiche che cambiano rapidamente. L’ALQ-218 è anche in grado di eseguire la Specific Emitter Identification (SEI), permettendo all’equipaggio di distinguere non solo il tipo di radar, ma l’identità specifica di una singola antenna sulla base delle sue “impronte digitali” elettromagnetiche.
Il sistema di jamming tattico AN/ALQ-99
L’EA-18G impiega i pod AN/ALQ-99 Tactical Jamming System (TJS) per condurre l’attacco elettronico offensivo. Sebbene si tratti di un sistema originariamente sviluppato negli anni ’70 per il Prowler, la versione utilizzata dal Growler è stata continuamente aggiornata per affrontare le minacce emergenti.
Il velivolo può trasportare fino a cinque di questi pod sotto le ali e la fusoliera, integrandosi con l’ALQ-218 per formare una suite EW a spettro completo.
Ogni pod ALQ-99 è un’unità autonoma che contiene due trasmettitori di disturbo ad alta potenza, i relativi eccitatori, antenne di trasmissione orientabili e una turbina a aria (Ram Air Turbine) anteriore per generare l’alimentazione elettrica interna in modo indipendente dal velivolo.
La copertura di frequenza del sistema è estremamente vasta, suddivisa in 10 bande che permettono di contrastare una gamma che va dalle comunicazioni VHF ai radar di puntamento ad alta frequenza.
| Banda ALQ-99 | Frequenza | Obiettivi Tipici |
| Banda 1 | 64 a 150 MHz | Comunicazioni VHF |
| Banda 2 | 150 a 270 MHz | Radar a banda A |
| Banda 4 | 0,5 a 1 GHz | Radar a banda C |
| Bande 5/6 | 1 a 2,5 GHz | Radar di acquisizione e sorveglianza |
| Banda 9 | 7,8 a 11 GHz | Radar di controllo del fuoco (Banda H/I/J) |
| Banda 10 | 11 a 20 GHz | Radar ad alta frequenza e cercatori di missili |
Nonostante la sua potenza, l’ALQ-99 ha mostrato limiti significativi in termini di affidabilità. Rapporti operativi hanno evidenziato frequenti fallimenti dei sistemi Built-In Test (BIT), portando talvolta l’equipaggio a volare missioni con guasti non rilevati.
Inoltre, il peso e la resistenza aerodinamica dei pod riducono la velocità massima dell’aereo e i potenti segnali emessi possono interferire con il radar AESA di bordo, richiedendo un coordinamento preciso tra le funzioni offensive e quelle di ricerca.
L’evoluzione offensiva: il next generation jammer
Per superare le limitazioni dell’ALQ-99 e contrastare i radar a scansione elettronica russi e cinesi, la Marina degli Stati Uniti ha avviato il programma Next Generation Jammer (NGJ). Questo sistema rappresenta un salto generazionale, sostituendo i trasmettitori a valvole termoioniche con antenne AESA a stato solido basate sulla tecnologia al Nitruro di Gallio (GaN). L’NGJ è progettato per essere modulare e si articola in tre incrementi: Mid-Band (MB), Low-Band (LB) e High-Band (HB).
L’AN/ALQ-249 Next Generation Jammer Mid-Band (NGJ-MB), sviluppato da Raytheon, è il primo a essere entrato in servizio. Questo sistema opera nelle bande di frequenza centrali (circa 2-6 GHz), dove si trovano le minacce radar più critiche per la sopravvivenza dei pacchetti d’attacco.
Ogni pod NGJ-MB contiene quattro antenne AESA che possono essere orientate elettronicamente per attaccare simultaneamente più bersagli con fasci ad alta energia. La potenza radiata effettiva è stimata essere circa 10 volte superiore a quella dell’ALQ-99, con una capacità di gestire un numero di assegnazioni di disturbo quadruplo.
L’NGJ-MB ha raggiunto il Milestone C nel 2021 e i primi pod di produzione sono stati consegnati alla flotta nel luglio 2023. Il debutto in combattimento è avvenuto nel 2024 con lo Squadron VAQ-133 a bordo della USS Abraham Lincoln durante operazioni contro i ribelli Houthi nello Yemen.
Contemporaneamente, L3Harris e Northrop Grumman stanno sviluppando l’incremento Low-Band (NGJ-LB), designato AN/ALQ-266, che coprirà le frequenze da 0,1 a 2 GHz, fondamentali per contrastare i radar di sorveglianza precoce a lungo raggio.
Comunicazioni, mitigazione dell’interferenza e sistema INCANS
In un velivolo jammer, l’emissione di enormi quantità di energia elettromagnetica crea inevitabilmente interferenze con i propri sistemi di bordo. Per ovviare a questo problema, l’EA-18G integra l’Interference Cancellation System (INCANS), prodotto da L3Harris.25 Questo sistema è fondamentale per consentire all’equipaggio di mantenere comunicazioni vocali e dati chiare mentre i jammer offensivi sono attivi.
Il meccanismo di funzionamento dell’INCANS è basato sulla raccolta di un campione del segnale di interferenza generato dai jammer. Tale campione viene utilizzato per creare un segnale di “anti-interferenza” in tempo reale, che è l’esatto opposto del segnale interferente.
Quando questi due segnali vengono combinati nel percorso di ricezione della radio protetta, si cancellano a vicenda, lasciando solo il segnale desiderato proveniente dall’esterno. Le versioni più recenti dell’INCANS forniscono oltre 100 dB di cancellazione dell’interferenza, permettendo la comunicazione anche su frequenze molto vicine a quelle utilizzate per il disturbo.
Oltre all’INCANS, il Growler dispone dell’AN/ALQ-227 Communication Countermeasures Set (CCS), che funge da ricevitore e jammer dedicato per le comunicazioni nemiche.
Questo sistema può localizzare, registrare e disturbare digitalmente le comunicazioni avversarie su una vasta gamma di frequenze, impedendo il coordinamento tattico tra i posti di comando e le batterie di difesa aerea nemiche.
Integrazione sensoriale e radar AN/APG-79 AESA
L’integrazione del radar Raytheon AN/APG-79 Active Electronically Scanned Array (AESA) rappresenta uno dei maggiori vantaggi del Growler rispetto all’EA-6B.6 Questo radar a stato solido non solo fornisce una superiore consapevolezza situazionale aria-aria e aria-terra, ma agisce come un sensore EW attivo.
L’APG-79 può ricevere dati di puntamento di precisione dall’ALQ-218 per identificare obiettivi con estrema accuratezza. Grazie alla flessibilità dei suoi moduli di trasmissione e ricezione, il radar può eseguire contemporaneamente modalità aria-aria e aria-terra, generare immagini radar ad apertura sintetica (SAR) ad alta risoluzione e persino condurre attacchi cibernetici. La capacità dell’AESA di iniettare flussi di dati manipolati nei radar o nei sistemi di comunicazione nemici apre nuove dimensioni alla guerra elettronica non cinetica.
Nonostante le sue capacità rivoluzionarie, il radar ha affrontato sfide legate all’affidabilità nei primi test operativi. Tuttavia, gli aggiornamenti continui del software SCS (System Configuration Set) hanno progressivamente migliorato la stabilità del sistema e la sua capacità di operare in ambienti ad alta densità di segnali.
Armamento e missioni di soppressione delle difese (SEAD/DEAD)

Sebbene il Growler sia progettato per effetti non cinetici, esso trasporta un arsenale letale per la missione di Suppression of Enemy Air Defenses (SEAD) e Destruction of Enemy Air Defenses (DEAD). L’obiettivo è presentare al nemico un dilemma mortale: se accende il radar, viene distrutto dai missili anti-radiazione; se lo spegne, rimane cieco e vulnerabile al disturbo elettronico.
Il missile principale per questa missione è l’AGM-88 High-Speed Anti-Radiation Missile (HARM), ora evoluto nella versione AGM-88E Advanced Anti-Radiation Guided Missile (AARGM).
L’AARGM integra un cercatore radar a onde millimetriche che gli permette di colpire un emettitore anche se questo viene spento o se tenta di fuggire. Il Growler può trasportare fino a quattro di questi missili nella configurazione “Iron Growler”.
Per l’autodifesa aerea, l’EA-18G è equipaggiato con il missile AIM-120 Advanced Medium-Range Air-to-Air Missile (AMRAAM). A differenza dell’F/A-18 standard, il Growler non dispone del cannone interno, ma i missili AMRAAM gli conferiscono una robusta capacità di ingaggiare minacce aeree in modalità “fire-and-forget”, permettendo all’equipaggio di concentrarsi sulla gestione della missione EW mentre il missile guida autonomamente verso il bersaglio. In Australia, la RAAF ha integrato anche il missile a corto raggio AIM-9X Sidewinder per la difesa ravvicinata.
Architettura block II: DTP-N, TTNT e l’integrazione di rete
Il futuro dell’EA-18G risiede nel programma di modernizzazione Block II, che mira a trasformare il velivolo in un nodo centrale della rete di combattimento collaborativa. Questo aggiornamento non riguarda solo i jammer, ma l’intera infrastruttura di elaborazione dati e comunicazione del velivolo.
Distributed Targeting Processor-Networked (DTP-N)
Uno degli elementi cardine del Block II è il Distributed Targeting Processor-Networked (DTP-N), prodotto da L3Harris. Si tratta di un computer di missione ad alte prestazioni che colma il divario tra le reti di dati di bordo e quelle esterne in tempo reale.
| Specifica DTP-N | Dettaglio Tecnico |
| Velocità di Elaborazione Gred | ~919 GFLOPS |
| Architettura | 8 slot (6U, VPX) Open System |
| Peso | 41 libbre (18,6 kg) |
| Consumo Energetico | 340 W tipico |
| Interfacce Supportate | 10GBase-SR Fiber-optical, 10/100/1000Base-T |
| MTBF | 1.405 ore |
Il DTP-N introduce una sicurezza multilivello (MLS) che consente di isolare flussi di dati a diversi gradi di classificazione, permettendo al Growler di scambiare informazioni sensibili con diverse piattaforme alleate in modo sicuro.
Tactical Targeting Network Technology (TTNT)
Insieme al DTP-N, il sistema integra la Tactical Targeting Network Technology (TTNT), una forma d’onda basata su protocollo IP a bassa latenza e alta capacità. Questa tecnologia permette lo scambio rapido di grandi volumi di dati, inclusi video in streaming e immagini radar, tra velivoli Growler, Super Hornet ed E-2D Hawkeye.
La combinazione di TTNT e DTP-N consente tattiche di attacco elettronico multi-nave. Ad esempio, tre Growler collegati in rete possono trilaterare la posizione di un emettitore nemico in tempo reale con una precisione tale da generare una soluzione di tiro per un missile cinetico, riducendo drasticamente il tempo necessario per neutralizzare la minaccia.
Advanced Cockpit System (ACS)
L’interfaccia uomo-macchina del Block II sarà rivoluzionata dall’Advanced Cockpit System (ACS), che introduce un Large Area Display (LAD) touch-screen. Questo schermo unico ad alta definizione sostituirà i molteplici display esistenti, permettendo alla WSO di visualizzare una “Common Tactical Picture” integrata che fonde i dati provenienti dal radar AESA, dai ricevitori ALQ-218 e dalle reti esterne. L’ACS è progettato per ridurre il carico cognitivo degli operatori, trasformando l’enorme quantità di dati EW in informazioni azionabili.
L’EA-18G ha dimostrato il suo valore in numerosi conflitti fin dal suo debutto. Il battesimo del fuoco è avvenuto nel 2011 durante l’Operazione Odyssey Dawn in Libia, dove i Growler della Marina degli Stati Uniti hanno soppresso le difese aeree libiche, permettendo agli aerei d’attacco della coalizione di operare senza perdite. Da allora, il velivolo è stato costantemente schierato in Iraq e Afghanistan e, più recentemente, ha giocato un ruolo chiave nel proteggere i gruppi navali e i pacchetti d’attacco in missioni nel Golfo Persico e nel Mar Rosso.
L’Australia come partner strategico
L’Australia è l’unica nazione al di fuori degli Stati Uniti a operare l’EA-18G, con una flotta di 12 velivoli (più uno acquisito per sostituire un esemplare perso) gestiti dalla Royal Australian Air Force (RAAF). Per la RAAF, il Growler rappresenta una capacità sovrana di Electronic Warfare a livello di forza (FLEW), essenziale per il supporto delle operazioni congiunte.
Il governo australiano ha investito oltre 2 miliardi di dollari australiani nel progetto AIR 5349 Phase 6 – Advanced Growler, che allinea la flotta RAAF agli standard Block II della US Navy.
Questo investimento include l’acquisizione dei pod NGJ, missili AARGM-ER e l’aggiornamento delle aree di test EW in Australia con emettitori mobili forniti dalla CEA Technologies. La collaborazione tra US Navy e RAAF nello sviluppo dell’NGJ-LB evidenzia la natura profondamente integrata della difesa elettronica tra i due paesi.20
Nonostante il successo, il programma Growler ha affrontato ritardi nello sviluppo del software SCS H16 e H18. I ritardi nella consegna dell’hardware Block II hanno costretto la Marina a differire gran parte dei test operativi previsti. Inoltre, sono state identificate carenze nella sicurezza informatica della suite EW, che richiedono ulteriori test intensivi per garantire che il velivolo possa operare in ambienti cyber-contestati.
La manutenzione dei pod ALQ-99 rimane un punto dolente. Il Director of Operational Test and Evaluation (DOT&E) ha raccomandato una revisione profonda delle procedure di supporto per risolvere i problemi persistenti di affidabilità e diagnostica. Tuttavia, i risultati dei recenti test suggeriscono che, sebbene permangano sfide nella manutenibilità, l’efficacia operativa complessiva del sistema rimane eccellente e in continuo miglioramento.
L’EA-18G Growler si conferma come lo strumento più avanzato per il dominio dello spettro elettromagnetico attualmente in servizio. La sua capacità di fondere il disturbo elettronico ad alta potenza con l’attacco cinetico e cibernetico lo rende un moltiplicatore di forza unico nella storia dell’aviazione navale.
Con l’introduzione delle tecnologie Block II e del Next Generation Jammer, il Growler non sarà più solo un aereo per il disturbo dei radar, ma agirà come un sofisticato centro di elaborazione dati e comunicazione, capace di orchestrare l’attacco elettronico attraverso l’intera forza congiunta.
Mentre il campo di battaglia si sposta verso ambienti “anti-access/area denial” (A2/AD) sempre più complessi, la flessibilità dell’EA-18G rimarrà cruciale. La sua architettura a sistema aperto permetterà l’inserimento rapido di nuovi algoritmi basati su intelligenza artificiale per contrastare minacce impreviste, garantendo che le forze aeree alleate mantengano il vantaggio asimmetrico necessario per prevalere nei conflitti futuri.
L’eredità del Prowler vive nel Growler, ma con una potenza, una precisione e una connettività che proiettano la guerra elettronica nell’era digitale avanzata.


