HomeAttualitàL’AfD sfonda in Sassonia-Anhalt: vince col 43,8%, ma governare resta un rebus

L’AfD sfonda in Sassonia-Anhalt: vince col 43,8%, ma governare resta un rebus

L’AfD ha vinto nettamente le elezioni regionali in Sassonia-Anhalt con il 43,8 per cento, più del doppio rispetto al 2021. È il miglior risultato mai ottenuto dal partito in un’elezione statale tedesca. La maggioranza assoluta, però, è sfuggita per tre seggi: una vittoria storica che apre un complicato confronto sulla formazione del governo e colpisce direttamente il cancelliere Friedrich Merz.

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Il risultato provvisorio definitivo delle elezioni del 6 settembre consegna all’Alternative für Deutschland una vittoria di dimensioni eccezionali. L’AfD raggiunge il 43,8 per cento, contro il 20,8 per cento ottenuto nel 2021. La CDU, che governava la Sassonia-Anhalt dal 2002, crolla invece al 17,2 per cento: è il suo peggior risultato nella storia del Land.

Seguono la SPD con il 9,3 per cento, i Verdi con l’8,9 e Die Linke con l’8,6. Il Bündnis Sahra Wagenknecht, alla prima elezione regionale in Sassonia-Anhalt, supera di poco la soglia di sbarramento e ottiene il 5,3 per cento. La FDP resta fuori dal parlamento con il 2,6.

Anche l’affluenza segnala la portata del voto: ha partecipato il 77,8 per cento degli aventi diritto, contro il 60,3 per cento del 2021. L’AfD non ha quindi prevalso grazie alla smobilitazione degli avversari, ma durante una consultazione che ha portato alle urne un numero record di elettori.

Nel nuovo Landtag siedono 83 deputati e la maggioranza assoluta è fissata a 42. L’AfD ne ha conquistati 39: una posizione dominante, ma insufficiente per eleggere da sola il ministro-presidente e sostenere un proprio governo.

  • AfD: 39 seggi
  • CDU: 15 seggi
  • SPD, Verdi e Die Linke: 8 seggi ciascuno
  • BSW: 5 seggi

Le altre cinque forze dispongono complessivamente di 44 seggi, ma un accordo che riunisca CDU, SPD, Verdi, Linke e BSW sarebbe politicamente molto difficile. Una coalizione tradizionale CDU-SPD-Verdi si ferma a 31 seggi e non può governare senza un sostegno aggiuntivo.

Il dato centrale è quindi questo: l’AfD non ha la maggioranza, ma il sistema politico che vuole isolarla non possiede una soluzione semplice. La vittoria elettorale si è trasformata immediatamente in una prova di resistenza per il cosiddetto “cordone sanitario” tedesco.

Il volto della vittoria è Ulrich Siegmund, 35 anni, leader regionale dell’AfD e candidato alla guida della Sassonia-Anhalt. Dopo il voto ha parlato di un segnale politico inequivocabile e di un mandato a governare. Durante la campagna aveva puntato alla maggioranza assoluta, presentando il Land come il possibile laboratorio della prima amministrazione regionale guidata dall’AfD.

Il partito regionale è classificato dall’Ufficio per la protezione della Costituzione della Sassonia-Anhalt come formazione di estrema destra accertata. Questa valutazione è una delle ragioni principali per cui le altre forze hanno escluso una coalizione formale.

Siegmund ha però modificato il tono dopo lo scrutinio. Invece di insistere soltanto sul governo monocolore, ha annunciato di voler parlare con deputati e partiti disponibili a sostenere parti del programma dell’AfD. Poiché l’elezione del ministro-presidente avviene a scrutinio segreto, la ricerca di tre voti esterni non è puramente teorica.

La campagna dell’AfD ha unito temi locali e protesta contro Berlino. Secondo i sondaggi citati da Reuters, l’87 per cento degli elettori della Sassonia-Anhalt si dichiarava insoddisfatto del governo federale. Il partito ha trasformato il voto regionale in un referendum sulla coalizione del cancelliere Merz.

Immigrazione, costo della vita, sicurezza e sfiducia nelle istituzioni hanno avuto un ruolo importante, ma le analisi tedesche mostrano anche un passaggio ulteriore: l’AfD ha guadagnato credibilità percepita sull’economia, mentre la CDU l’ha persa. In un Land segnato da salari medi inferiori a quelli occidentali, invecchiamento ed emigrazione giovanile, la promessa di rottura ha superato il tradizionale voto di protesta.

La geografia elettorale rende il risultato ancora più netto. Le analisi di MDR indicano che l’AfD è arrivata prima in tutti i 218 comuni della Sassonia-Anhalt. Non si tratta quindi di alcune roccaforti isolate, ma di un consenso distribuito nelle città, nei centri industriali e nelle aree rurali.

Il programma regionale prevede una stretta sulle politiche migratorie, procedure più rapide per le espulsioni e una revisione dell’accoglienza. L’AfD vuole inoltre limitare le politiche di inclusione e diversità nelle istituzioni, rafforzare i contenuti nazionali nei programmi scolastici e promuovere un modello familiare tradizionale.

Tra i progetti più controversi figurano la separazione scolastica di alcune categorie di alunni, restrizioni ai simboli legati all’identità di genere e una profonda revisione del finanziamento alla cultura e al servizio pubblico radiotelevisivo. Diverse misure incontrerebbero limiti costituzionali, competenze federali o ricorsi giudiziari: conquistare il governo non significherebbe poter applicare automaticamente l’intero programma.

Sul piano internazionale, pur trattandosi di un’elezione regionale, l’AfD chiede il riavvicinamento alla Russia e la fine del sostegno tedesco all’Ucraina. Il partito vuole usare anche la presenza del Land nel Bundesrat per contestare la linea di Berlino sulle sanzioni contro Mosca.

Il BSW dispone di soli cinque seggi, ma sono sufficienti a cambiare l’equilibrio. Il candidato regionale Thomas Schulze ha dichiarato di essere disponibile a parlare con tutti, AfD compresa. Un’intesa tra le due forze raggiungerebbe 44 seggi e supererebbe la maggioranza necessaria.

Una coalizione formale resta tuttavia tutt’altro che certa. AfD e BSW condividono la critica alle sanzioni contro la Russia, allo sviluppo militare tedesco e ad alcune politiche migratorie, ma provengono da tradizioni politiche differenti e divergono su economia, welfare e identità nazionale.

Le alternative sono una maggioranza molto ampia contro l’AfD, un governo di minoranza sostenuto caso per caso, oppure una lunga fase di stallo. Fino all’elezione del successore, il ministro-presidente CDU Sven Schulze e il suo governo restano in carica per gli affari correnti. Il nuovo Landtag dovrà riunirsi entro il 6 ottobre, ma non esiste una scadenza legale per eleggere il nuovo capo del governo.

Per il cancelliere Friedrich Merz la Sassonia-Anhalt è molto più di una sconfitta locale. La CDU ha perso quasi venti punti rispetto al 2021 e non è riuscita a presentarsi come argine credibile all’AfD. Merz aveva promesso di ridimensionare la destra radicale; il risultato mostra invece un’AfD capace di conquistare da sola più del doppio dei voti dei cristiano-democratici.

La scelta della CDU sarà delicata. Mantenere l’esclusione di qualsiasi collaborazione con l’AfD potrebbe obbligarla a cercare sostegno anche a sinistra. Avvicinarsi all’AfD, al contrario, romperebbe una delle principali linee politiche della Germania del dopoguerra e produrrebbe conseguenze nazionali.

Il voto rafforza inoltre Alice Weidel e Tino Chrupalla in vista delle prossime elezioni regionali e delle federali del 2029. L’obiettivo dichiarato è dimostrare che l’isolamento dell’AfD non può reggere quando il partito si avvicina alla metà dei consensi.

Il 43,8 per cento segna una trasformazione profonda della politica tedesca: per la prima volta l’AfD vince un’elezione regionale con un margine tanto ampio e mette concretamente in discussione il sistema delle coalizioni costruite per tenerla fuori dal governo.

Il partito, tuttavia, non ha ancora conquistato la cancelleria regionale. Per farlo deve convincere il BSW, trovare almeno tre voti tra gli altri gruppi oppure provocare una crisi capace di condurre a nuove elezioni. Anche una vittoria così netta può quindi tradursi in opposizione se nessuna forza accetta di sostenerla.

Le prossime settimane diranno se la Sassonia-Anhalt diventerà il primo Land guidato dall’AfD o il caso più estremo di un parlamento bloccato dal cordone sanitario. In entrambi i casi il risultato ha già superato i confini regionali: mostra che nell’est della Germania l’AfD non è più soltanto una forza di protesta, ma un partito che può contendere direttamente il potere.

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Alex Trizio
Alex Triziohttps://www.alground.com
Da sempre appassionato di informatica e nuove tecnologie. Si avvicina al mondo dell’open source e partecipa attivamente allo sviluppo del sistema operativo Linux. Questi progetti lo portano a lunghe collaborazioni all’estero, dove approfondisce le interazioni fra software ed essere umano. I molti viaggi in Medio Oriente aumentano la passione per la politica e la geopolitica internazionale. Questo mix di elevate competenze si sposa perfettamente con il progetto editoriale fondato dalla madre, Brunilde Trizio. Ora Alessandro è Amministratore e Direttore strategico del Gruppo Trizio.
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