01 Febbraio 2026
Home Blog Pagina 136

Come usare Google Drive

0

Anche Google è scesa in campo nel mercato dei servizi per la memorizzazione dei file “in the cloud“. Si chiama Google Drive lo strumento che il colosso di Mountain View offre agli utenti che desiderino avere dello spazio, disponibile in modalità remota, per salvare i propri file e cartelle

Cloud, in inglese, significa “nuvola”. Si tratta di un termine che nel mondo dell’IT è ormai divenuto un termine molto “di moda”. “I servizi sono fruibili in-the-cloud“, si legge spesso, “la nuova filosofia del cloud computing“. Si fa riferimento a quell’insieme di tecnologie che permette di utilizzare risorse hardware e software distribuite in remoto. In altre parole, l’approccio cloud permette a qualunque utente di appoggiarsi alle risorse macchina ed alle applicazioni software messe a disposizione su uno o più server remoti per effettuare molteplici tipologie di operazioni.

Applicazioni che funzionano in the cloud sono, ad esempio, Google Documenti che permette a tutti coloro che possiedono un account Google di elaborare documenti senza installare alcunché sul personal computer e fruendo di tutti gli strumenti tipici di un wordprocessor tradizionale dalla finestra del browser web. Parte del servizio Google Documenti (o Google Docs) sono “Fogli elettronici“, “Presentazioni“, “Disegni” e “Moduli“. Ciascuna applicazione consente di lavorare, online, su presentazioni, disegni e grafici oltre che su moduli creati in HTML. Lo stesso Gmail, se utilizzato via web, può essere considerato un servizio “in the cloud” dal momento che offre non soltanto funzionalità per la composizione, l’invio e la ricezione della posta elettronica ma anche per la sua gestione, organizzazione ed indicizzazione. Anche in questo caso, Gmail si pone come l’erede delle note “webmail” mettendo nelle mani dell’utente numerose funzionalità accessorie.

Il concetto di cloud, così in voga al giorno d’oggi, va comunque pensato come un termine che viene impiegato per meglio riferirsi a qualcosa che già esisteva anche in precedenza. I fornitori che mettono a disposizione dello spazio per allestire un sito web non offrono forse una sorta di servizio “in-the-cloud“? Certamente sì. In questo caso, il servizio che viene messo a disposizione del cliente è chiamato, dalla notte dei tempi, hosting ma, in definitiva, l’approccio non cambia. L’utente, che ha sottoscritto un contratto con il provider, carica i suoi file su un server remoto e li rende accessibili attraverso la rete Internet.

Il cloud utilizza la medesima filosofia: c’è sempre un fornitore del servizio (il cloud provider) e ci sono dei dati che vengono conservati su un server (o su un insieme di essi) disponibili ed accessibili in remoto. Un servizio cloud, tuttavia, viene già cucito in base alle esigenze dell’utente: questi può usare un’applicazione remota, installata sui server del cloud provider, che consente di assolvere ai compiti più disparati oppure un insieme di risorse software.

 

Fonte: Il Software – Leggi tutto

Come aggiornare Firefox

0

Dopo aver usato Internet Explorer e Chrome hai deciso di provare anche Mozilla Firefox ma non sei ancora riuscito a capire bene come si scaricano le nuove versioni di questo browser? Non temere, proprio come i navigatori di Microsoft e Google, anche Firefox include una comoda funzione di aggiornamento automatico che aggiorna il programma senza cancellare dati e impostazioni.

A dire il vero sono due le modalità con le quali puoi ottenere l’ultima versione di Firefox, una completamente automatica ed una manuale. Se sei curioso di scoprirle in dettaglio e vuoi imparare come aggiornare Firefox in tutti e due i modi, continua pure a leggere le indicazioni che sto per darti.

Come già accennato, Firefox include una funzione di aggiornamento automatico che provvede a controllare la presenza di nuove versioni del programma, scaricarle e installarle sul PC. Di solito, avviene tutto in maniera abbastanza “silenziosa” in modo che l’utente non debba fare quasi nulla.

Se il tuo Firefox ha provveduto a scaricare in automatico gli ultimi aggiornamenti, al successivo avvio del browser non ti ritroverai al cospetto della finestra principale del programma ma davanti ad una richiesta per aggiornare Firefox. In questo caso, non devi far altro che cliccare sul pulsante (per autorizzare l’aggiornamento su Windows 7 e Vista) e attendere qualche istante affinché venga installato l’update.

Al termine della breve procedura, Firefox controllerà che le estensioni installate nel browser siano compatibili con la nuova versione del software appena installata e, in caso di incompatibilità, ti inviterà a cliccare su un pulsante per controllare la presenza di aggiornamenti per gli add-on incompatibili. Se non sarà trovata una versione aggiornata, i componenti aggiuntivi incompatibili verranno disattivati automaticamente. Al termine della procedura, la nuova versione di Firefox si avvierà automaticamente e sarà pronta all’uso.

Se vuoi controllare manualmente la presenza di nuove versioni di Firefox senza aspettare il download automatico degli aggiornamenti, tutto quello che devi fare è avviare il browser, cliccare sul pulsante arancione Firefox collocato in alto a sinistra e selezionare la voce Aiuto > Informazioni su Firefox dal menu che compare.<

Nella finestra che si apre, verrà visualizzata il numero della versione di Firefox installata sul PC (sotto il logo del programma) e, se sono disponibili degli aggiornamenti, lo stato di avanzamento del download dell’ultima versione del browser disponibile (Download aggiornamento). Al termine del download, potrai aggiornare Firefox semplicemente cliccando sul pulsante Installa aggiornamento che compare al posto della percentuale di avanzamento del download.

 

Fonte: Salvatore Aranzulla – Leggi tutto

Navigare anonimi con Anonymouse

0

Quando navighiamo un sito web, lo sappiamo tutti (o quasi), lasciamo la nostra traccia sul server che lo ospita.
Questa traccia è presente nei “log” che generalmente sono files di testo in cui viene scritto quali utenti si sono collegati al sito e quali sono state le pagine visitate.
La registrazione di queste informazioni avviene tramite indirizzo IP, un numero univoco che identifica il nostro computer (o la rete aziendale alla quale esso appartiene) nella Rete.

Il passaggio tra l’indirizzo IP e la persona che lo sta utilizzando non è così immediato, in alcuni casi è possibile chiedere l’appartenenza ad un indirizzo IP a servizi predisposti (es: http://www.ripe.net per gli indirizzi IP europei).
Nel caso l’indirizzo IP sia assegnato ad un’azienda, l’interrogazione del servizio potrebbe rispondere con la ragione sociale di quest’ultima, ma sono casi particolari, nella maggior parte dei casi verrà restituito il nome del provider che fornisce la connettività fissa o mobile che sia.

In questo caso è il provider in grado di fornire l’esatto utilizzatore dell’indirizzo alla data e ora specifiche; questa informazione non è a disposizione di tutti, può essere richiesta, ad esempio, nel caso siano condotte indagini per una determinata violazione.

Non ci sarebbe quindi reale motivo di voler nascondere la propria visita a un sito ma siamo qui per trattare un servizio, quello di anonymouse.org, il cui utilizzo è gratuito e a disposizione di chi, per suoi motivi, lo volesse utilizzare.

Il servizio anonymouse.org è raggiungibile all’indirizzo http://www.anonymouse.org

Per utilizzarlo è sufficiente accedere alla pagina web e inserire l’indirizzo del sito che vogliamo navigare in modo anonimo.
Anonymouse effettuerà per nostro conto la richiesta al server web che ospita il sito di nostro interesse e, una volta ricevuti i contenuti, li invierà al nostro computer per la visualizzazione aggiungendo un piccolo banner pubblicitario.

In questo modo il server che ospita il sito non riceverà una richiesta dal nostro indirizzo IP ma da quello di anonymouse non avendo quindi reale traccia del richiedente originale.

 

 

Aprire un account Gmail

0

Gmail è il servizio di posta elettronica di Google, attraverso il quale è possibile inviare e ricevere messaggi senza installare programmi sul PC e senza affrontare complicate procedure di configurazioni.

Si tratta, infatti, di un servizio Web-mail che non necessita obbligatoriamente dell’uso di un programma per la posta elettronica, come Outlook o Thunderbird, ma può essere usato direttamente dal browser. È completamente gratis e consente di archiviare dati per un massimo di 25GB.

Include filtri automatici che raggruppano le email in base al loro contenuto e consente di inviare allegati fino a 10GB (tramite il servizio Google Drive). Se vuoi saperne di più, crea account Gmail e scopri subito come sfruttarlo al meglio grazie alle indicazioni che trovi di seguito.

Digita quindi il tuo nome e il tuo cognome negli appositi campi di testo, indica nel campo Scegli il tuo nome utente l’indirizzo email che vuoi attivare su Gmail (il risultato finale sarà[nome che hai scelto]@gmail.com) e prosegui immettendo la password che vuoi usare per accedere alla tua casella di posta elettronica nelle aree Crea una password e Conferma la password del modulo.

Per finire, inserisci la tua data di nascita e il tuo genere di appartenenza nei rispettivi menu; scrivi il tuo numero di cellulare nel box che segue (opzionale) e, se ne hai uno, fornisci anche il tuo indirizzo email attuale.Accetta dunque i termini di servizio di Google apponendo il segno di spunta sull’apposita voce collocata in fondo alla pagina, ricopia il codice di sicurezza numerico nell’apposito campo di testo e fai click sul pulsante Passaggio successivo per andare avanti con la procedura.

 

Fonte: Salvatore Aranzulla – Leggi tutto

QuickOffice: l’app per avere i documenti sullo smartphone

0

Tablet e smartphone di ultima generazione sono senza ombra di dubbio più vicini ad un pc che ad un telefono tradizionale. Tuttavia, utilizzare uno smartphone non è proprio come la postazione multimediale che si condivide nelle quattro mura domestiche o in ufficio. Parliamo ad esempio dei documentidel pacchetto Office. Averli sul proprio dispositivo mobile significa poter lavorare anche se non si è dinanzi al pc. Una delle migliori applicazioni del settore è QuickOffice, un’applicazione della categoria lavoro e compatibile con Android 2.2 e superiori, gratuita per chiunque abbia un account Google. In questo post, ti segnalo la recensione QuickOffice.

L’interfaccia utente presenta 4 icone: QuickWord per documenti di testo, QuickSheet per fogli elettronici, QuickPoint per le presentazioni multimediali eQuickPDF per i file PDF.

I file supportati riguardano i formati Office 2007 e Office 2010: doc, docx, ppt, ppsx, xls, xlsx .

Eccezion fatta per QuickPDF, gli altri consentono la creazione di un documento. Vi è poi la possibilità di accedere alla memoria del dispositivo e ai documenti recenti.

Continuiamo la recensione QuickOffice, restando sempre sull’interfaccia: la funzione “Sfoglia” e la funzione “Ricerca” sono grosso modo simili a quella disponibile nella versione utilizzata sui desktop. Oltre alla lettura dei documenti, QuickOffice consente anche di modificare i file e di inviarli ad amici e colleghi di lavoro via Bluetooth.

Ottimi i risultati in termini di dettatura vocale, dato che l’applicazione permette l’inserimento del testo anche senza digitarlo, ma ricorrendo al solo microfono e alla funzione “Voice”.

Esattamente come nella versione desktop di Office, anche con QuickOffice è possibile allegare i file nelle e-mail ed aprire anche i PDF protetti con password.

 

Fonte: Clandroid – Leggi tutto

Google Cloud Print: come stampare dalla “nuvola”

0

Google Cloud Print rende semplice stampare da qualsiasi luogo…anche tramite smartphone e tablet.

Tra i vari tipi di servizi basati sul cloud computing, il cloud printing è uno dei più sottovalutati. La migliore espressione di questa tecnologia è Google Cloud Print.

Cloud Print è un servizio made in Google che permette di connettere la propria stampante al cloud e stampare da qualsiasi dispositivo, ovunque ci si trovi. Il punto di forza di Google Cloud Print è la semplicità, collegare la stampante alla nuvola e stampare i documenti richiede solo pochi minuti e una minima configurazione.

Cosa si può fare con Google Cloud Print? Il servizio permette di inviare un documento o una foto alla propria stampante da qualsiasi luogo ci si trovi. Ad esempio, siete al lavoro e vi arriva via mail una lettera che volete stampare. Per stamparla potete aspettare di tornare a casa o, inviarla con Cloud Print alla vostra stampante di casa, in modo che sia già lì ad aspettarvi quando rientrate. La funzione è molto comoda per chi usa spesso tablet e smartphone per creare o modificare documenti e li vuole stampare senza doverli trasferire sul computer.

Cosa serve?. Per poter utilizzare il servizio di cloud printing bisogna essere in possesso innanzitutto di un account Google (va bene anche quello di GMail). Poi è necessaria una stampante dotata di scheda di Rete, se la vostra stampante non è Internet-enabled dovrete collegarla ad un computer dotato di connessione Internet. Infine servirà il browser Google Chrome, disponibile per PC, Mac, Linux e Chrome OS. Esistono due modi per configurare il servizio, nel caso si abbia una stampante “cloud-ready” con scheda di Rete basta semplicemente collegarla alla propria rete Internet, non è neanche necessario che sia collegata ad un computer.

Nel caso in cui si abbia un stampante non creata per il cloud ma semplicemente collegata ad un computer connesso ad Internet, si può usare Google Chrome per la configurazione. L’unica restrizione è che il setup, nel caso abbiate installato Windows Xp, richiede il Service Pack 3 (SP3).

 

Fonte: Enter The Cloud – Leggi tutto

TimeTable: l’app per organizzare le vostre lezioni

0

Se siete lavoratori e la scuola o l’università non le vedete più da un po’ Timetable non fa decisamente per voi. Per tutti gli altri però, quelli che stanno ancora sui bianchi ad un qualsiasi livello del nostro sistema d’istruzione, potrebbe tornare decisamente utile perché il software è tra i migliori quando si tratta di tenere traccia degli orari delle lezioni.

Gratuita, priva di pubblicità, ottimizzata tanto per i vostri smartphone quanto per i più grandi tablet, Timetable vi permette di aggiungere comodamente gli orari dei diversi corsi seguiti specificando materia, abbreviazione, luogo, tipo e insegnante, oltre a data e ora. Non mancano nemmeno i task così potete ricordare compiti, verifiche, esami e così via. Praticamente completissima, considerando anche la comoda ricerca, l’auto-mute durante le lezioni  e i diversi widget, compreso quello per la lockscreen nel caso siate fortunati possessori di un device con Android 4.2.

Il software di Gabriel Ittner però si fa apprezzare anche per la grafica holo, la cura del dettaglio e la presenza tanto del tema Light quanto di quello Dark, così potete divertirvi a scegliere quello che preferite oltre che assegnando i moltissimi colori a disposizioni alle diverse materie presenti nel vostro orario.

Qualcuno si è lamentato di strani crash durante l’utilizzo, ma non temete: a noi non è mai successo nel corso dei giorni di testing per la recensione, quindi vi garantiamo l’utilizzabilità del software.

 

Fonte: Android World – Leggi tutto

Lenovo Yoga Tablet – Recensione

0

Lenovo ha recentemente presentato una nuova gamma di Tablet Android appartenenti alla famiglia Yoga: Yoga Tablet 10 e 8. Entrambi i modelli, caratterizzati da hardware e software identico ma da display diversi per grandezza (stessa risoluzione) arriveranno entro le prossime due settimane in Italia.  Lenovo Yoga Tablet 10 verrà offerto a partire da 299€ con memoria interna da 16GB e solo modulo Wi-Fi, 349€ se si desidera anche il modulo 3G. Chi predilige ancor più la manegevolezza potrà sempre indirizzarsi verso lo Yoga Tablet 8disponibile anch’esso da metà Novembre a partire da 229€ con 16GB di storage (espandibili in qualsiasi versione grazie allo slot microSD posto dietro la kickstand) ed a 279€ con 3G integrato.

Noi abbiamo provato il modello 10 pollici e di seguito la nostra recensione.

Hardware, Materiali ed Ergonomia:

Lenovo cerca di puntare sull’originalità più che sulla potenza hardware e Yoga 10 si dimostra subito convincente per materiali grazie alla scelta del metallo per tutta la scocca e indubbiamente atipico per forma. Sottilissimo, la batteria è situata nella parte cilindrica laterale, realizzata in modo da poter utilizzare anche con una sola mano la tavoletta e per poter appoggiare su un piano il Tablet e avere allo stesso tempo una perfetta inclinazione per scrivere o fruire i contenuti.

Elementi stilistici che ricordano la tastiera Apple ma in grado comunque di differenziarsi rispetto a tutta la gamma di Tablet Android presente sul mercato internazionale. La maneggevolezza è discreta e nonostante il cilindro su un lato si impugna bene. Interessante il kickstand che permette di utilizzare il Tablet in tre posizioni diverse: Tilt ModeHold Mode (perfetto quando si cammina o ci si sposta con il tablet in mano) e Stand Mode.

L’hardware non è sicuramente esaltante ma il prezzi di ingresso di 299€ per il modello da 10 pollici giustifica in parte la scelta. La risoluzione è HD, 1280×800 pixel, la RAM pari a 1GB e ilprocessore è un MediaTek MT8125 Quad Core da 1.2GHz. Nulla di eccezionale ma comunque un software che riesce ad essere gestito abbastanza bene in tutte le sue parti.

Nota per la tastiera, opzionale al costo di 99€, offre un discreto feedback e ha anche il mouse pad. Noi non siamo amanti della tastiera su Android e reputiamo il sistema poco flessibile all’uso “desktop“.

Display:

Il modello provato è il 10 pollici che rispetto all’8 ha una superficie più ampia in cui viene spalmata la risoluzione HD 1280×800 pixel. Sebbene non si possa considerare bassa (non dimentichiamoci che fino al 2012 praticamente tutti i Tablet da 10 pollici erano HD fatta eccezione per iPad e pochissime altre soluzioni – Nexus 10) ad oggi è ormai superata e la densità di pixel è pari a 149 ppi.

 

Fonte: HD Blog – Leggi tutto

Sony Xperia Tablet Z – Recensione

0

Xperia Tablet Z è un tablet Android con schermo Full HD+ da 10 pollici fra i più leggeri, sottili ed esteticamente riusciti oggi sul mercato.

Con l’Xperia Tablet Z, Sony dimostra che ce la sta mettendo tutta per guadagnare quella reputazione che le manca nel mondo tablet Android. Se con gli smartphone sembra aver finalmente centrato il bersaglio con l’Xperia Z, che rappresenta la piena maturazione del percorso iniziato quasi due anni fa, ora anche nel settore delle “tavolette intelligenti” il risultato sembra acquisito.

Il Sony Xperia Tablet Z sarà disponibile da metà maggio, in tre versioni: la classica Wi-Fi, da 16 o 32 GB, e quella più pregiata con connettività LTE, solo con 16 GB di memoria integrata ma comunque espandibile tramite slot microSD come sulle altre due.

Quest’ultima è una specifica che purtroppo passa inosservata in mezzo ad altre, meno utili per l’utente finale rispetto ad altre più sfruttabili a puri fini del marketing. I veri punti di forza di questoXperia Tablet Z, messi giustamente in primo piano da Sony, sono il design compatto e leggero e il lussurioso schermo LED da 10,1” con risoluzione Full HD+ (1.920×1.200 pixel) e un’eccellente qualità visiva raggiunta grazie alle tecnologie Bravia Engine 2 e Reality Display.

Insomma, se la concorrenza nel mondo dei tablet da 10” è sempre più feroce, con Apple iPad e Google Nexus 10 come prodotti di riferimento, il device Sony ha comunque tutte le potenzialità per diventare un serio concorrente.

Design

Sony Xperia Tablet Z spartisce parte del nome con lo smartphone Xperia Z per una ragione ben precisa: ne condivide il design e l’architettura hardware e software.

Già dalla prima presa in mano, ci si rende conto dei grandissimi passi in avanti fatti da Sony nel mondo tablet. L’Xperia Tablet Z è sottilissimo e leggerissimo, con un spessore di soli 7 mm e un peso di 495 g, che lo rendono molto comodo da usare per un periodo prolungato di tempo. Solo i bordi molto squadrati possono dare fastidio e avremmo preferito un sottile rivestimento gommato per rendere il tablet ancora più comodo.

 

Fonte: Webnews – Leggi tutto

Galaxy Tab 3 Lite – Recensione

0

Se pensavate che la famiglia Galaxy Tab si fosse fermata alla serie 3 vi sbagliavate. Con qualche mese di ritardo è poi arrivato in commercio anche una variante Lite che ha portato con se, prima di tutto, un interessante abbassamento di prezzo. Vediamo quindi insieme nella nostra recensione se un prezzo più basso è sinonimo comunque di qualità.

Confezione

All’interno della confezione di questo tablet da 7 pollici troviamo il cavo USB-microUSB e l’alimentatore da parete per la ricarica.

Costruzione ed Ergonomia

Certo, sarà comunque “sempre plastica”, ma appena preso il tablet in mano ci si accorge subito di come la qualità sia comunque inferiore a quella degli altri prodotti Samsung. Era comunque una conseguenza logica aspettarsi una qualità differente dalla finta pelle della serie Note, ma è comunque gradevole constatare comunque il retro sia comunque realizzato con una trama ruvida e la qualità sia superiore ai low cost che solitamente riempiono i centri commerciali, non facendoci comunque pentire di aver scelto un prodotto Samsung. E benché le dimensioni (sulla carta) siano simili agli altri prodotti Tab, è impossibile nascondere come in mano sia meno compatto degli altri prodotti simili, sopratutto per la sua forma poco stondata e al contrario un po’ “tozza”. La qualità costruttiva è comunque buona, i tasti fisici sono ben realizzati e lo sportellino della microSD sembra solido.

Hardware

Difficile aspettarsi processori al top della gamma su un prodotto di questo tipo e così infatti non è. Il processore è un Marvell PXA986 dual core da 1,2 GHz, supportato da un processore grafico Vivante GC1000 e 1 GB di RAM. I nomi non sono altisonanti, ma nella pratica riescono comunque ad offrire qualcosa di interessante. Le memoria interna è solo da 8 GB, ma è possibile espanderla tramite lo slot microSD. Lo speaker è posto posteriormente a fianco della fotocamera: il suo volume è molto alto e la qualità non è delle peggiori, ma mancano comunque molte frequenze basse e non risulta quindi corposo. Manca NFC, un’uscita video e anche buona parte dei sensori più comuni. Il GPS è presente e la sua velocità di fix è anche abbastanza rapida.

Fotocamera

La fotocamera è da soli 2 megapixel. E benché non sia una delle peggiori fotocamere in circolazione, la risoluzione è comunque molto bassa e una volta trasferiti sul computer gli scatti non sono grandi a sufficienza per poter essere riutilizzati, se non (magari) per i social network. I video vengono registrati a 640 x 480 pixel di risoluzione massima. Non è presente alcuna fotocamera frontale.

 

Fonte: Android World – Leggi tutto